Agrovoltaico: guida rapida agli incentivi del PNRR

Agrovoltaico incentivi PNRR

Il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) prevede 1,1 miliardi di euro per supportare lo sviluppo dell’agrovoltaico. Con l’emergenza climatica, e la conseguente necessità di produrre energia da fonti rinnovabili, l’agrovoltaico si sta facendo pian piano largo tra le soluzioni. Ma cos’è l’agrovoltaico? Come funziona? Quali sono gli incentivi per le aziende che decidono di investire nell’agrivoltaico? Per scoprire maggiori dettagli su cos’è, come funziona e quali sono le risorse a fondo perduto stanziate dal PNRR per l’agrovoltaico, continua a leggere questo articolo.

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Agrovoltaico: Cos’è?

Dobbiamo partire con una specificazione: l’agrovoltaico, o agrivoltaico, è molto diverso dall’agrisolare. Quest’ultimo, infatti, prevede che i pannelli solari vengano montati su strutture preesistenti, come ad esempio dei prefabbricati o dei capannoni agricoli. Inoltre è differente anche dagli impianti fotovoltaici a terra, ai quali bisogna dedicare terreno e consumare quindi suolo agricolo.

Quindi, cos’è l’agrovoltaico? Viene definito bene nel Decreto Legge 77/2021 – Semplificazioni bis, che pone il focus sulla produzione di energia elettrica senza compromettere l’attività agricola. Secondo la norma, quindi, “Sono definiti impianti agrivoltaici quelli che adottano soluzioni integrative ed innovative, con il montaggio di moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, comunque in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione“. Concetto che viene riconfermato anche dal PNRR che, come anticipato in apertura dell’articolo, prevede 1,1 miliardi di euro per l’agrovoltaico. La manovra, infatti, specifica che i fondi stanziati sono dedicati a investimenti in “sistemi ibridi agricoltura-produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura“.

Quindi, in parole semplici, l’agrovoltaico è un sistema che integra la produzione di energia con l’attività agricola. Ossia, permette di produrre energia elettrica rinnovabile tramite il ricorso a pannelli solari che, per le loro caratteristiche, non vanno a interferire con l’attività agricola, ma permettono di mantenere la coltivazione diretta dei terreni e/o l’allevamento di bestiame.

Impianto agrovoltaico: tutto quello che c’è da sapere

Negli ultimi mesi l’interesse per l’agrovoltaico è incrementato, ma spesso viene confuso con il semplice fotovoltaico. In realtà, un impianto agrovoltaico è un “sistema a inseguimento solare” che si basa su dei pannelli solari posizionati a circa 5 metri da terra e che vengono montati su un solo asse o su due assi ortogonali, che garantiscono una rotazione ideale durante la giornata, orientandosi nel modo migliore.

Ogni tracker, ossia ogni gruppo di pannelli, può supportare fino a 32 moduli fotovoltaici, che creano un ombreggiamento dinamico del 15-27% circa del terreno agricolo sottostante e che è regolabile in base alle specifiche necessità della coltivazione. Si ha poi l’unità elettronica che gestisce il movimento dei pannelli, in modo che siano sempre orientati verso il sole, ed evita così che si facciano ombra l’uno con l’altro.

Tutto questo sistema permette di massimizzare la produzione di energia elettrica proveniente da fonte solare, e di mantenere il terreno sottostante disponibile per l’agricoltura, allevamento e altri scopi.

Vantaggi e svantaggi dell’agrivoltaico

Questo sistema di produzione energetica ha molteplici vantaggi produttivi, competitivi e ambientali. Ma implica anche alcuni svantaggi. Per quello che riguarda i “pro”, l’agrivoltaico permette:

  • la creazione di zone d’ombra che proteggono le coltivazioni dalle variazioni climatiche;
  • la riduzione dei costi energetici con il conseguente miglioramento della competitività delle aziende agricole;
  • di utilizzare in modo proficuo terreni agricoli abbandonati;
  • l’innovazione dei processi agricoli, che diventano ecosostenibili e più competitivi;
  • di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, ossia permette di sostituire le tecnologie che utilizzano combustibili fossili con tecnologie che utilizzano l’elettricità soltanto da fonti rinnovabili;
  • il recupero delle acque meteoriche, ossia delle acque piovane.

L’agrovoltaico, quindi, per un’azienda agricola, è un investimento da non sottovalutare e che presenta innumerevoli e concreti vantaggi. Vantaggi a cui, tuttavia, si affiancano degli svantaggi da considerare. I contro di questo sistema ecosostenibile che il PNRR promuove stanziando 1,1 miliardi di euro, sono:

  • dei costi di progettazione e di montaggio elevati. I sistemi di agrovoltaico, infatti, hanno prezzi elevati di acquisto, progettazione e montaggio dei pannelli. Questo prezzo è legato anche all’obbligo di rispettare delle specifiche tecniche molto precise;
  • la necessità di ricorrere a una progettazione speciale da parte di esperti. Non essendo un semplice impianto fotovoltaico costruito su un terreno agricolo, ma essendo un progetto integrato e innovativo, deve essere necessariamente progettato attraverso un accordo tra operatore agricolo e operatore elettrico;
  • dei costi di gestione elevati. Il sistema di pannelli dell’agrovoltaico, infatti, deve essere mantenuto in perfetto stato nel corso del tempo, necessitando quindi di controlli continui.

Incentivi per agrivoltaico

In passato era stato posto un divieto di accesso alle incentivazioni statali, previste dal Decreto Incentivi. Divieto che, in realtà, faceva riferimento alle installazioni a terra di impianti fotovoltaici in zone agricole e che mirava a preservare l’ambiente e l’ecosostenibilità dei terreni.

Il divieto è stato poi modificato, prima con l’articolo 56, comma 8-bis, del DL Semplificazioni e poi con il DL Semplificazioni Bis, che ha apportato ulteriori rilevanti modifiche in materia di energie rinnovabili, andando anche a snellire i lunghi iter burocratici.

Il DL Semplificazioni BIS ha, come dice il nome, semplificato le cose. È infatti diventato legge nel 2021 con lo scopo anche di definire il quadro normativo nazionale per facilitare la realizzazione degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Agrovoltaico incentivi PNRR

Arriviamo finalmente alla misura del PNRR dedicata all’agrivoltaico e inserita nella missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, finalizzata a sostenere gli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale. La misura dell’agrovoltaico prevista dal Piano ha un obiettivo finale ben specifico: promuovere l’installazione di pannelli fotovoltaici con una nuova capacità di generazione di 375.000 Kw da energia solare.

Quali sono le risorse del PNRR destinate all’agrovoltaico?

Il PNRR, per raggiungere questo obiettivo, ha destinato 1,1 miliardi di risorse volte a finanziare a fondo perduto parte dei costi della realizzazione degli impianti agrovoltaici. Il contributo è riconosciuto nella misura massima del 40% delle spese ammissibili. Per ottenere il contributo, l’appezzamento scelto per l’intervento dovrà riservare all’attività agricola almeno il 70% della superficie. Il costo di investimento massimo ammissibile è di 1.500 euro a KW e la potenza nominale dell’impianto dovrà necessariamente essere superiore ai 300 KW.

L’incentivo a fondo perduto verrà affiancato da una “tariffa incentivante”, applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete e sarà riconosciuta per vent’anni.

Il primo bando che era previsto entro dicembre si è concluso, ma le risorse continueranno ad essere assegnate annualmente attraverso bandi, negli anni 2023 e 2024, nel caso ci siano contingenti di potenza o risorse non assegnate.

Come accedere agli incentivi dell’agrovoltaico?

Come hai visto, il PNRR ha inserito lo sviluppo dell’agrivoltaico all’interno di una sua missione e il primo bando si è già concluso. Tuttavia, il Piano prevede altre misure a favore di investimenti in questo sistema ecosostenibile per i terreni agricoli.

Bisogna ricordare che, come per altri finanziamenti e contributi, l’iter di accesso non è semplice. Come sai, solo il 30,7% dei fondi europei arriva alle PMI italiane e il restante 69% è perso per sempre. Perché? Perché le aziende compilano in modo amatoriale la richiesta di contributo, commettendo degli errori, oppure sbagliano la rendicontazione delle spese.

Come fare allora per accedere agli incentivi per l’agrovoltaico previsti dal PNRR? Rivolgendosi a un esperto in finanza agevolata che possa supportare la tua azienda in ogni passaggio della richiesta. Puoi affidarti a noi di Finera, che mettiamo a tua disposizione un professionista della finanza agevolata, che si occuperà di tutta la procedura per farti accedere all’agevolazione.

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