Bando startup femminili montane: fino a 70mila euro a fondo perduto

startup femminili montane

Nel 2022 il numero di imprese femminili attive sul panorama italiano sono state 1.336.689. Per quanto possa sembrare un numero interessante, va invece evidenziato che queste rappresentano soltanto il 22% del tessuto imprenditoriale italiano. Se andiamo a confrontare il dato con l’anno precedente, possiamo registrare come le imprese in rosa sono diminuite rispetto al 2021: 6.014 imprese femminili in meno (dati Tagliacarne Unioncamere, 2023).

Per incentivare, quindi, la nascita di nuove imprese femminili, ci sono diverse iniziative e sono disponibili anche in contesti particolari, come quelli montani, e contribuiscono con finanziamenti a fondo perduto alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese in rosa. 

In particolare, il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA), promuove il bando IFIM, destinato alle startup femminili innovative montane, destinatarie di incentivi e agevolazioni per favorire lo sviluppo e i programmi di investimento ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Per questa misura, la dotazione complessiva raggiunge i 3,9 milioni di euro.

Nelle prossime righe, quindi, abbiamo deciso di riassumere alcune delle informazioni più importanti in merito a questo bando e renderti note anche le modalità attraverso cui è possibile presentare la domanda tramite il sito web di Invitalia, l’ente che si occupa della gestione di questo bando. Quindi, continua a leggere le prossime righe per scoprire di più sui finanziamenti per avviare startup femminili.

A chi è rivolto il bando startup femminili innovative montane? 

Come è facilmente intuibile dal nome di questa misura, le imprese femminili partecipanti all’iniziativa devono essere localizzate all’interno dei comuni montani e devono presentare attività costituite prevalentemente da donne in forma di società di capitali, anche cooperative, nate da non più di 60 mesi e di piccola dimensione. 

Le agevolazioni sono molto semplici quanto intuitive da capire. Infatti, consistono nella concessione di un contributo a fondo perduto per un importo non superiore al 70% delle spese ammissibili e, comunque, non oltre a 70.000 €

Il contributo a fondo perduto può essere dedicato a spese per l’acquisto di: 

  • impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche
  • hardware e software
  • brevetti e licenze
  • certificazioni purché direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa e legate al programma d’investimento presentato;
  • consulenze specialistiche tecnologiche nella misura massima del 20% del totale delle spese di cui ai punti precedenti.

In ogni caso, è bene sottolineare che le risorse sono disponibili nei confronti delle imprese nei limiti previsti dal finanziamento e nelle disponibilità indicate nel regolamento de minimis n. 1407/2013. 

Requisiti per accedere al bando startup femminili innovative montane

L’iniziativa del bando startup femminili innovative montane ha una duplice funzione. Infatti, da un lato aiuta chi intende investire e aprire un’attività imprenditoriale; dall’altra parte, è la stessa comunità montana a giovare di queste iniziative e finanziamenti. 

Quindi, il bando ha come obiettivo quello di consentire alle startup innovative femminili di avvalersi di incentivi e di agevolazioni per poter spingere lo sviluppo e i programmi di investimento ad alto contenuto tecnologico e innovativo. 

Ma quali sono tutti i requisiti che devono essere rispettati per ottenere il finanziamento a fondo perduto? La buona notizia è che gli elementi da tenere a mente sono limitati. Ad esempio: 

  • le imprese femminili che partecipano alla misura devono essere localizzate nei comuni montano di cui all’allegato I dell’avviso. Oppure, devono avere una sede operativa o filiale in uno dei comuni indicati dall’allegato. 
  • Le attività imprenditoriali devono essere formate in via prevalente da donne in forma di società di capitali, nate da non più di 60 mesi. 
  • Non devono essere imprese che hanno ricevuto e non rimborsato aiuti quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea
  • essere in regola con gli obblighi in materia previdenziale, assicurativa e fiscale
  • non aver distribuito utili
  • non essere state costituite da una fusione, scissione societaria oppure a seguito di cessione di azienda o ramo d’azienda 
  • il cui totale della produzione annua non è superiore a 5 milioni di euro 

Ricordiamo sempre quali sono gli elementi che denotano una startup innovativa: 

  • sostiene spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione;
  • impiega personale altamente qualificato;
  • è titolare o depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

Ma i requisiti necessari non finiscono di certo qui. Infatti, le startup femminili che hanno intenzione di accedere al contributo devono presentare un programma di investimento ad hoc indirizzato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni ad alto contenuto tecnologico e innovativo oppure mirato alla valorizzazione economica dei risultati di ricerca. 

Inoltre, il programma deve presentare spese non superiori a 100.000 € e deve iniziare dopo la richiesta dei contributi e portato a termine entro e non oltre 18 mesi dal “via” alle agevolazioni. 

Come presentare la domanda per il bando startup femminili innovative montane? 

Per prima cosa, è importante sottolineare che i contributi a fondo perduto non sono altro che finanziamenti che vengono concessi in favore delle imprese e che non devono essere restituiti. Questa è la loro caratteristica principale che li differenzia dai finanziamenti a tasso agevolato oppure dai prestiti. 

Capito questo aspetto, tutte le imprese che vogliono ottenere il contributo a fondo perduto per un massimo di 70.000 € devono inoltrare la domanda a partire dal 30 maggio. 

Le agevolazioni del bando sono concesse mediante procedura a sportello e, quindi, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse. Le domande di partecipazione devono essere compilate e trasmesse in maniera telematica attraverso la piattaforma di Invitalia, messa a disposizione per poter raccogliere tutte le istanze delle aziende. 

Inoltre, la compilazione e l’invio delle domande di partecipazione sono riservati al rappresentante legale dell’impresa oppure a soggetti delegati. 

Come anticipato, la domanda di partecipazione al bando può essere presentata a partire dalle ore 12.00 del 30 maggio, completando i seguenti passaggi: 

  • accesso alla sezione online tramite SPID, CIE oppure CNS
  • inserimento delle informazioni richieste per la compilazione della domanda
  • firma digitale del modulo di domanda da parte del rappresentante legale oppure da un delegato
  • trasmissione del modulo di domanda attraverso il caricamento sulla piattaforma
  • rilascio dell’avvenuta partecipazione da parte della piattaforma 

Concessione ed erogazione delle agevolazioni 

Al termine della compilazione e dell’inoltro della domanda, l’Agenzia provvederà all’istruttoria per verificare la presenza dei requisiti ed effettuare ulteriori controlli. Infatti, l’erogazione del contributo è subordinata alla verifica contributiva dell’impresa e alla verifica di inadempimenti. 
Qualora i requisiti di ammissibilità fossero insussistenti, l’Agenzia procederà alla trasmissione dei motivi per i quali l’istanza non è stata accolta. Inoltre, nel momento in cui il programma d’investimento è stato portato a termine, l’impresa interessata deve presentare la richiesta del contributo a fondo perduto unicamente tramite la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia. 

I documenti necessari da inviare in merito alla richiesta di erogazione sono: 

  • copia delle fatture elettroniche relative alle spese e agli investimenti previsti 
  • copia della documentazione attestante l’effettivo pagamento delle fatture
  • copia dell’estratto conto della banca da cui risulti in maniera chiara l’addebito e l’importo 
  • dichiarazioni liberatorie da parte dei fornitori dei beni agevolati redatte sotto forma di dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà 

Revoche delle concessioni 

Tuttavia, ci sono anche fattispecie che potrebbero portare alla revoca del contributo a fondo perduto in favore delle imprese. In particolare, ecco alcuni casi in cui il finanziamento dovrà essere restituito: 

  • insussistenza o perdita di uno dei requisiti oggettivi e soggettivi
  • in caso di fallimento, di liquidazione, di amministrazione controllata, di concordato preventivo
  • nel caso in cui la documentazione presentata contenga elementi non corrispondenti alla verità
  • in caso di dichiarazioni false 

Come accedere al bando startup femminili montane

Come avrai potuto intuire, il 2023 è l’anno giusto per poter avviare una nuova impresa femminile in località montane, grazie ad agevolazioni come quella che hai appena approfondito. Devi però considerare che accedere alle risorse può essere molto più difficile di quanto possa sembrare, come dimostra l’indagine de “Il Post” secondo cui il 38% delle imprese italiane non riesce a ottenere le agevolazioni a disposizioni, perché commettono spesso 3 errori frequenti:

  1. non conoscono dettagliatamente le agevolazioni e le norme burocratiche emanate dall’ente erogante;
  2. si rivolgono al commercialista per presentare la domanda, che non è un esperto in finanza agevolata;
  3. si affidano spesso a consulenti specializzati in un bando unico, perdendo così la possibilità di accedere a tante altre agevolazioni che gli spettano di diritto.

Per evitare di andare incontro a queste difficoltà hai bisogno di affidarti a un giusto alleato, quale sicuramente può essere una società esperta in finanza agevolata come noi di Finera. 

Quotidianamente, lavoriamo accanto alle imprenditrici e imprenditori italiani per aiutarli a redigere in modo corretto le domande per le agevolazioni disponibili. Se anche tu vuoi accedere alle agevolazioni per finanziare i tuoi progetti imprenditoriali come la nascita di una startup femminile, richiedi subito una consulenza gratuita.

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