Bonus export digitale Invitalia: cos’è e novità per le PMI

bonus export digitale

Se sei alla ricerca di contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere le microimprese manifatturiere nelle attività di importazione e di internazionalizzazione, il Bonus Export Digitale è sicuramente un sostegno che ti consentirà di accedere a delle soluzioni digitali per sviluppare l’export della tua azienda a patto che vi sia il possesso di determinati requisiti. 

Una delle novità della misura Bonus Export Digitale del 2023 è che è stata estesa anche alle piccole imprese che si occupano di manifattura e che sono costituite tramite reti oppure consorzi. 

Ma quali sono i requisiti di cui essere in possesso per accedere al Bonus Export Digitale? Chi sono i soggetti che possono accedere? Come presentare la domanda? Continua a leggere per scoprire tutte le novità nelle prossime righe di questa guida. 

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Bonus Export Digitale: cos’è? 

Il Bonus Export Digitale non è altro che un progetto attivato da parte del Ministero degli Esteri e dall’Agenzia ICE a sostegno dell’internazionalizzazione. Si traduce in un contributo a fondo perduto di €4.000 per poter sostenere spese ammissibili non inferiori a €5.000 per l’acquisto di soluzioni digitali oppure di €22.500 nel caso di reti e consorzi per spese non inferiori a €25.000. 

L’obiettivo della misura è quello di sostenere le piccole e medie imprese coinvolte nel settore manifatturiero in virtù di una possibile internazionalizzazione e attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali. Ad esempio, tra gli interventi che sono previsti ci sono: 

  • la realizzazione di siti e-commerce oppure app mobile 
  • realizzazione di una strategia di comunicazione 
  • servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e capitale umano
  • iscrizione e abbonamenti a piattaforme SaaS

Soggetti beneficiari del Bonus Export Digitale: quali sono? 

Come anticipato nell’introduzione di questa guida al Bonus Export Digitale, la misura è rivolta alle piccole e microimprese manifatturiere che sono presenti nel Registro delle Imprese. Parliamo, quindi, di società, ditte individuali, artigiani, reti e consorzi. 

Per microimpresa si intende un’azienda con un numero di dipendenti inferiore a 10 e con un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro. Invece, per piccola impresa si intende un’azienda con un numero di dipendenti non superiore a 50 e con un fatturato non superiore a 10 milioni di euro. 

Tra le attività manifatturiere previste dal bando ci sono: 

  • Industrie alimentari
  • Industria del legno e dei mobili
  • Confezione di articoli di abbigliamento, di articoli in pelle e pelliccia
  • Fabbricazione di prodotti in metallo
  • Altre attività manifatturiere (gioielli, macchinari e apparecchiature, stampa, pelle, gomma, plastiche, chimici, elettronica, elettromedicali)

Spese ammissibili per il Bonus Export Digitale

Le spese ammissibili per godere del sostegno del Bonus Export Digitale sono i titoli di spesa in formato elettronico che sono stati effettuati dopo la presentazione della domanda di contributo. In particolare, spese per: 

  • la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile
  • la realizzazione di sistemi di e-commerce che prevedano l’automatizzazione delle operazioni di trasferimento, aggiornamento e gestione degli articoli da e verso il web
  • la realizzazione di servizi accessori all’e-commerce che includono smart payment, portfolio prodotti, traduzioni, web design e content strategy
  • a realizzazione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale
  • digital marketing finalizzate a sviluppare attività di internazionalizzazione: campagne di promozione digitale, Search Engine Optimization (SEO), costi di backlink e di Search Engine Marketing (SEM), campagne di content marketing, inbound marketing, di couponing e costi per il rafforzamento della presenza sui canali social; spese di lead generation e lead nurturing;
  • servizi di CMS (Content Management System) che si traducono in restyling del sito web dal punto di vista grafico e dei contenuti 
  • l’iscrizione e/o l’abbonamento a piattaforme SaaS (Software as a Service) per la gestione della visibilità e spese di content marketing, quali strumenti volti a favorire il processo di esportazione;
  • servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano finalizzati ad aumentare la presenza sui mercati esteri;
  • l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie allo sviluppo di processi organizzativi di cui alla lettera h;
  • ogni altra spesa per servizi strettamente connessi con le finalità del presente accordo.

Elenco dei fornitori

A tal proposito, la misura viene erogata solamente nel caso in cui i fornitori dei servizi di cui sopra rispettino determinati requisiti: 

  • essere costituiti in forma societaria
  • essere iscritti al Registro delle imprese
  • non essere in uno stato di scioglimento oppure di liquidazione
  • avere sede legale e operativa nell’UE
  • avere realizzato nei tre anni precedenti la presentazione della domanda servizi o prestazioni relativi ad una o più spese ammissibili per un ammontare almeno pari a €200.000.

Non possono essere incluse nell’elenco dei fornitori le società che hanno già presentato domanda per l’ottenimento del contributo a fondo perduto. 

Le novità del 2023 del Bonus Export Digitale 

A partire dal 2023, ci sono delle importanti novità che riguardano la misura del Bonus Export Digitale. Infatti, Invitalia ha informato che anche le piccole imprese manifatturiere possono accedere alla misura agevolativa in seguito ad un provvedimento che è stato emanato a partire dal 14 dicembre del 2022. 

Il bonus, che è una misura voluta da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE, è un contributo che mira a sostenere alcune microimprese nel complicato percorso verso la loro internazionalizzazione. 

Si tratta di una misura che è stata determinata a fronte della Convenzione MAECI-ICE per la promozione straordinaria del Made in Italy e per spingere i processi di digitalizzazione riguardanti le PMI. L’obiettivo è quello di creare le migliori condizioni per poter consolidare le attività di export e di internazionalizzazione

Inizialmente, infatti, potevano richiedere il contributo le microimprese manifatturiere con codice ATECO C e con sede in Italia anche costituite in forma di reti e di consorzi. Adesso, con la novità introdotta ad inizio 2023, si aggiungono anche le società con un numero di dipendenti inferiore a 50 oppure con un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo che non supera i 10 milioni di euro. 

FAQ Bonus Export Digitale

Chi può beneficiare del Bonus Export Digitale?

Le imprese che possono beneficiare del Bonus Export Digitale sono: industrie alimentari, Industria del legno e dei mobili, confezione di articoli di abbigliamento, di articoli in pelle e pelliccia, fabbricazione di prodotti in metallo, altre attività manifatturiere che riguardano gioielli, macchinari e apparecchiature, stampa, pelle, gomma, plastiche, chimici, elettronica, elettromedicali.

Come richiedere il Bonus Export Digitale?

Richiedere il Bonus Export Digitale è davvero molto semplice. Infatti, ti basterà collegarti al sito web di Invitalia ed essere in possesso di SPID, PEC e firma digitale. 

In cosa consiste il Bonus Export Digitale?

Il Bonus Export Digitale è un’iniziativa del Ministero degli Esteri e dell’Agenzia ICE che si traduce in un contributo a fondo perduto concesso in regime de minimis. In particolare, le aziende potranno ottenere fino a 4000 € per spese ammissibili comunque non superiore a 5000 €; oppure fino a 22.500 € in caso di consorzi o reti a fronte di spese ammissibili non inferiori a 25.000 €. 

Come presentare la domanda al Bonus Export Digitale? 

Adesso che hai capito cos’è il Bonus Export Digitale e quali sono le sue caratteristiche e campi di intervento, è arrivato il momento di comprendere i passaggi da completare per poter presentare la domanda. 

Innanzitutto, devi visitare il sito web ufficiale di Invitalia e accedere tramite SPID. Successivamente, dovrai selezionare la misura Bonus per l’Export Digitale nella sezione “Presenta la domanda”. Quindi, la domanda si caratterizza da una serie di sezioni come: anagrafica società, referente, tipologia scelta, dichiarazioni, chiusura domanda. 

Un aspetto di cui tener conto nella presentazione della domanda è che quest’ultima non può essere fatta come persona fisica. Ecco perché l’utente deve specificare il soggetto per conto del quale si intende operare, inserendo il codice fiscale dell’impresa che intende rappresentare. 

Quindi, per poter richiedere l’agevolazione del Bonus Export Digitale, dovrai essere in possesso di SPID, casella di posta elettronica certificata (PEC) e firma digitale. 

Come ottenere il Bonus Export Digitale Invitalia?

Tuttavia, non va trascurato il fatto che accedere alle agevolazioni come Bonus Export Digitale può risultare complicato.

Difatti, solo il 38% delle agevolazioni disponibili arriva realmente alle imprese italiane (fonte: IlPost). Questo accade spesso per 3 grossi ostacoli:

  1. le imprese non conoscono le agevolazioni di cui possono beneficiare
  2. riscontrano difficoltà nella compilazione delle domande
  3. sbagliano la rendicontazione delle spese, necessaria per ottenere il contributo

Per evitare di incorrere in questi comuni errori, oltre 600 imprenditori si sono già rivolti a Finera per ricevere il giusto supporto in ogni passaggio della richiesta dei contributi, fino all’erogazione e alla rendicontazione del contributo. Finera, mette a disposizione degli imprenditori come te uno staff esperto in finanza agevolata che si occuperà di tutta la procedura per far ottenere alla tua impresa le agevolazioni di cui ha bisogno. Se anche tu vuoi ricevere supporto da un nostro esperto, fissa subito una prima consulenza gratuita e non vincolante.

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