La Certificazione di parità di genere (UNI/PdR 125:2022) non solo simboleggia l’impegno di un’azienda verso l’equità di genere, ma apre anche la porta a incentivi finanziari significativi per le micro, piccole e medie imprese. Questi incentivi sono parte di una misura promossa dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e realizzata in collaborazione con Unioncamere. Le aziende interessate possono presentare le domande entro il 28 marzo 2024. Ma in cosa consiste la misura? E come accedervi? Per questi ulteriori dettagli, continua a leggere questo articolo.

Certificazione parità di genere: guida per ottenere gli incentivi
Certificazione parità di genere: il supporto alle PMI per ottenerla
Le MPMI possono beneficiare di voucher e di un programma di assistenza tecnica, che include fino a cinque incontri con esperti specializzati. Questo supporto è progettato per aiutare le aziende a identificare le aree di miglioramento e ad adempiere ai requisiti necessari per ottenere la certificazione.
Questa iniziativa si inserisce nella Strategia nazionale per la parità di genere, che mira a migliorare la posizione dell’Italia nell’Indice sull’uguaglianza di genere dell’EIGE entro il 2026. L’obiettivo è ridurre il divario di genere, che attualmente colloca l’Italia al 13esimo posto tra i Paesi dell’UE, e promuovere una maggiore e migliore occupazione femminile.
Le ricerche, infatti, indicano che il 39% delle organizzazioni certificate ha riscontrato miglioramenti nella reputazione aziendale e ha fatto passi avanti significativi verso l’uguaglianza di genere. La certificazione non solo aumenta la trasparenza e riduce il gender pay gap, ma contribuisce anche a creare un ambiente di lavoro più inclusivo e opportunità di crescita per tutti i dipendenti.
Incentivi PMI per la certificazione: voucher fino a 12.500 euro
Per incentivare le Micro e PMI a ottenere la certificazione, vengono messi a disposizione incentivi che possono arrivare fino a 12.500 euro in servizi. Le aziende interessate possono presentare le domande entro il 28 marzo 2024. Ovviamente, per ottenere la certificazione per la parità di genere, le aziende devono rivolgersi a enti di valutazione accreditati, seguendo i criteri stabiliti dal decreto sulla Pari Opportunità, in linea con le disposizioni del comma 147, legge 234/2021.
Le aziende che rispettano i criteri richiesti possono richiedere la certificazione agli organismi di valutazione. Una volta ottenuta, l’azienda deve:
- monitorare costantemente gli indicatori (KPI) della parità di genere;
- coinvolgere i sindacati garantire il continuo rispetto dei parametri di parità.
Criteri di valutazione per la Certificazione di parità di genere
La valutazione si basa su sei aree principali, ciascuna con un peso percentuale specifico e diversi KPI per misurare l’impegno dell’azienda verso l’inclusività e la parità di genere. Queste aree includono:
- cultura e strategia aziendale
- governance
- processi HR
- opportunità di crescita e inclusione
- equità remunerativa
- tutela della genitorialità
- conciliazione vita-lavoro.
Certificazione parità di genere: come presentare domanda per gli incentivi?
Le imprese interessate a ottenere gli incentivi possono presentare la domanda entro il 28 marzo 2024 attraverso la piattaforma restart.infocamere.it, accessibile tramite SPID, CIE o CNS. Sul portale è disponibile una guida dettagliata per facilitare l’uso della piattaforma e la compilazione della domanda.
Una volta ottenuto il voucher, le aziende hanno la possibilità di prenotare incontri con esperti per ricevere assistenza mirata. È inoltre possibile richiedere un preventivo a un organismo di certificazione che aderisce all’iniziativa.
Prima di presentare la domanda, le aziende dovrebbero effettuare un test di pre-screening per verificare i requisiti minimi. Questo test è presente tra i documenti della domanda, che comprendono:
- Avviso pubblico
- Lista di esclusione
- Test di pre-screening (da compilare online)
- Modulo dichiarazioni (disponibile in formato PDF e Word)
- Rinuncia alle agevolazioni (se necessario)
- Informativa sui dati personali
Anche le imprese che non ottengono il contributo possono utilizzare il kit documentale fornito per avviare il percorso verso la certificazione della parità di genere.
La consulenza in finanza agevolata per accedere agli incentivi
Anche i voucher per supportare le PMI nell’ottenimento della certificazione di parità di genere rientrano negli strumenti di finanza agevolata. Per ottenerli è richiesto un iter burocratico che può risultare complesso e la presentazione di una domanda con una serie di documenti necessari (come abbiamo visto in precedenza in questo articolo). Come spesso accade, a causa di incomprensioni o intoppi nella procedura, le aziende commettono errori che implicano il non ottenimento dell’incentivo.
Per evitare questi errori e accedere con sicurezza agli strumenti di finanza agevolata come i voucher per la certificazione di parità di genere, è sempre consigliato chiedere il supporto a esperti di finanza agevolata, come noi di Finera. Il nostro team può indicarti le agevolazioni più adatte a te e guidarti in ogni passaggio, dalla presentazione della domanda alla rendicontazione delle spese. Vuoi avere maggiori informazioni? Richiedi una prima consulenza gratuita e non vincolante.




