Punti chiave della guida sugli incentivi per aprire un’attività
- Aprire un’attività con un fondo perduto è più accessibile grazie a incentivi e finanziamenti disponibili per start-up e imprenditori.
- Le opzioni di finanziamento includono prestiti bancari, investitori privati, crowdfunding, e programmi di accelerazione.
- Nel 2026 ci sono molti incentivi, come Resto al Sud, Autoimpiego Centro-Nord e Smart&Start Italia, che offrono contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero.
- Non tutti i contributi finanziano direttamente l’apertura di un’attività; è fondamentale scegliere correttamente per evitare perdite di tempo.
- Il successo nella richiesta di un fondo perduto per aprire un’attività dipende dalla pianificazione e dalla corretta compilazione della domanda.
Come ottenere un fondo perduto per aprire una nuova attività? È meno difficile di quanto si possa pensare. Continuano a essere attive opportunità per aspiranti imprenditori e titolari di start-up, volte a sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove aziende. Quindi, che tu stia pianificando di lanciare una start-up innovativa, di investire in un settore sostenibile o di esplorare il mercato digitale, scoprirai come questi incentivi possano fornire il supporto finanziario di cui hai bisogno per trasformare la tua idea in un business concreto. Ma quali sono queste opzioni di finanziamento per aprire una nuova attività? Ci sono incentivi a fondo perduto per avviare una nuova impresa? E quali sono?
Se vuoi rispondere a queste domande e scoprire quali sono le opzioni a tua disposizione oltre che gli incentivi stanziati per aiutarti ad aprire una nuova attività, continua a leggere questo articolo.

Guida rapida ai fondi per aprire una nuova attività
- Aprire una nuova attività: quali sono le opzioni di finanziamento?
- Fondo perduto per aprire un’attività: gli incentivi da non perdere nel 2026
- Microcredito: un’alternativa al fondo perduto per aprire una piccola attività
- Domande frequenti (FAQ) sui contributi a fondo perduto per aprire un’attività
- Come ottenere contributi per aprire un’attività senza scegliere il bando sbagliato
Aprire una nuova attività: quali sono le opzioni di finanziamento?
Chiunque voglia aprire una nuova attività imprenditoriale, ha diverse opzioni per ottenere finanziamenti. Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna alcuni dei principali incentivi stanziati a livello nazionale per avviare una nuova impresa, ma è opportuno elencare rapidamente tutte le opzioni disponibili:
- Prestiti bancari e finanziamenti tradizionali: Offerti da banche e realtà finanziarie, richiedono una buona storia creditizia e un piano aziendale solido.
- Investitori privati: Gli investitori angeli o venture capitalist investono denaro in cambio di una quota di proprietà o equity, ma implicano la condivisione di controllo e profitti.
- Finanziamenti pubblici: Governi locali e nazionali offrono programmi di finanziamento pubblico, come sovvenzioni e prestiti agevolati, per sostenere nuove imprese.
- Crowdfunding: Piattaforme online consentono di raccogliere fondi da una vasta gamma di persone attraverso donazioni, pre-ordini o investimenti.
- Programmi di accelerazione e incubatori: Offrono finanziamenti, mentorship e risorse in cambio di partecipazione al programma.
- Finanziamento familiare e amicale: Amici e familiari possono fornire finanziamenti, ma richiede attenzione per evitare tensioni personali.
- Microcredito: forma di finanziamento che fornisce piccoli prestiti a imprenditori, spesso a coloro che hanno difficoltà ad accedere al credito tradizionale, come persone a basso reddito o microimprese.
La scelta della fonte di finanziamento dipende dalle esigenze finanziarie e dal tipo di attività, quindi una pianificazione accurata è essenziale per il successo imprenditoriale. Di tutte queste opzioni, vediamo nello specifico i fondi per aprire un’attività, i finanziamenti e i contributi a fondo perduto stanziati a livello comunitario e nazionale.
Fondo perduto per aprire un’attività: gli incentivi da non perdere nel 2026
Quando si parla di aprire un’attività con contributi a fondo perduto, molti immaginano una singola misura pubblica che paga tutto. La realtà è un po’ più sofisticata. Lo Stato italiano – attraverso Invitalia – utilizza diversi strumenti per sostenere la nascita di nuove imprese: alcuni prevedono contributi a fondo perduto, altri finanziamenti a tasso zero, altri ancora combinano entrambe le forme. Nel 2026 le principali opportunità per chi vuole avviare un’attività sono Resto al Sud, Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord, ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start Italia. Ognuna di queste misure finanzia progetti diversi e si rivolge a categorie specifiche di imprenditori.
Resto al Sud 2.0: il nuovo incentivo per l’imprenditorialità giovanile al Sud
Resto al Sud 2.0 è una delle novità più importanti introdotte negli ultimi anni per incentivare l’autoimprenditorialità nel Mezzogiorno.
Beneficiari
Giovani under 35 che vogliono avviare:
- attività di lavoro autonomo
- imprese individuali
- microimprese
Sostegno
Il programma prevede:
- voucher a fondo perduto fino a 40.000 €
- contributi fino al 75% delle spese per progetti imprenditoriali più strutturati.
L’obiettivo è facilitare l’avvio di piccole attività economiche nei territori del Sud Italia.
Autoimpiego Centro-Nord: fino a 30mila euro per i giovani che fanno impresa al Nord
Autoimpiego Centro-Nord è una misura che nasce per colmare il divario territoriale degli incentivi all’imprenditorialità.
Beneficiari
Giovani under 35 che vogliono aprire un’attività nelle regioni del Centro e del Nord Italia.
Sostegno
La misura prevede:
- voucher fino a 30.000 € a fondo perduto
- contributi fino al 65% delle spese per progetti imprenditoriali di dimensioni maggiori.
Si tratta di uno degli strumenti più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nelle regioni settentrionali.
NITO-ON: attivo, ma dal 1° luglio 2026 solo finanziamento agevolato
NITO-ON – Nuove imprese a tasso zero resta uno degli incentivi Invitalia più rilevanti per giovani e donne che vogliono creare o sviluppare una micro o piccola impresa. La misura si rivolge a imprese costituite da non più di 60 mesi o a persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa. La compagine deve essere composta, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, da giovani tra 18 e 35 anni oppure da donne di qualsiasi età.
Per una pubblicazione aggiornata a ottobre 2026, però, è fondamentale chiarire un punto: NITO-ON non deve più essere presentato come misura con contributo a fondo perduto per le nuove domande. Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate ai contributi a fondo perduto. Per le domande presentate dal 1° luglio 2026, le agevolazioni sono quindi concesse nella sola forma del finanziamento agevolato.
La misura resta attiva e può sostenere progetti fino a 3 milioni di euro nei settori produzione, servizi, commercio e turismo, ma va valutata come finanziamento agevolato, non come contributo a fondo perduto.
Smart&Start Italia: finanziamento a tasso zero fino all’80%
Dedicato esclusivamente alle startup innovative, copre fino all’80% delle spese per l’avvio o la crescita di startup guidate da donne e/o giovani sotto i 36 anni.
Beneficiari
Startup innovative già costituite o da costituire.
Sostegno
Il programma finanzia progetti di sviluppo imprenditoriale compresi tra:
- 100.000 €
- 1,5 milioni di euro
Il finanziamento è a tasso zero per l’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o giovani under 36, o con un ricercatore impegnato all’estero. Le startup del Centro-Sud beneficiano inoltre di un contributo a fondo perduto del 30%.
Attenzione: non tutti i contributi servono per aprire un’attività
Quando si cercano contributi per aprire un’impresa, spesso compaiono anche misure che non finanziano direttamente la nascita di nuove attività. Un esempio è il Fondo Cresci al Sud, che non eroga contributi a fondo perduto ma entra temporaneamente nel capitale delle PMI per sostenerne la crescita. Questo è un punto fondamentale: non tutti gli incentivi pubblici sono pensati per avviare un’impresa, e scegliere lo strumento sbagliato può far perdere tempo prezioso.
Contributi a fondo perduto: la strategia conta più del bando
Il vero errore che molti aspiranti imprenditori commettono è cercare il bando perfetto, quando in realtà la logica corretta è l’opposto: prima si definisce il progetto imprenditoriale e poi si individua l’incentivo più adatto.
Nel 2026 gli strumenti per aprire un’attività con contributi pubblici non mancano. La differenza la fa la pianificazione, perché ogni incentivo ha:
- requisiti specifici
- limiti territoriali
- settori finanziabili
- percentuali di contributo diverse.
Ed è proprio questa combinazione che determina se un progetto può essere finanziato oppure no.
Microcredito: un’alternativa al fondo perduto per aprire una piccola attività
Chi vuole aprire una piccola attività può valutare anche il microcredito imprenditoriale. Il microcredito non è un contributo a fondo perduto: è un finanziamento da restituire. Tuttavia, può essere utile per chi ha difficoltà ad accedere al credito bancario tradizionale e ha bisogno di sostenere le prime spese di avvio.
L’Ente Nazionale per il Microcredito indica che l’importo concedibile è stato innalzato a 75.000 euro, fino a 100.000 euro per le S.r.l. ordinarie. Per questo può essere uno strumento da valutare accanto agli incentivi pubblici, soprattutto per microimprese, lavoratori autonomi e piccole iniziative imprenditoriali.
Domande frequenti (FAQ) sui contributi a fondo perduto per aprire un’attività
Dipende dal bando. In genere possono accedere giovani, donne, startup innovative e aspiranti imprenditori che rispettano specifici requisiti territoriali, anagrafici o societari.
Di solito coprono spese per macchinari, attrezzature, software, locali, marketing e capitale circolante, ma le voci ammissibili cambiano in base all’incentivo.
No. I contributi a fondo perduto coprono solo una parte delle spese e cambiano in base alla misura. Alcuni incentivi, come Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, prevedono voucher o contributi a fondo perduto. Altri strumenti, come NITO-ON per le domande presentate dal 1° luglio 2026, prevedono invece solo finanziamento agevolato. Per questo è importante distinguere sempre tra fondo perduto, finanziamento agevolato, voucher e credito d’imposta.
Per le domande presentate dal 1° luglio 2026, no. Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate alla quota a fondo perduto. Da quella data, NITO-ON resta attivo ma concede agevolazioni solo nella forma del finanziamento agevolato.
Non sempre. In alcuni casi si può presentare domanda anche come persona fisica, costituendo l’impresa solo dopo l’approvazione del progetto. Ma è sempre bene chiedere chiarimenti a esperti di finanza agevolata, per non commettere errori che potrebbero compromettere l’accesso al contributo.
Come ottenere contributi per aprire un’attività senza scegliere il bando sbagliato
Arrivato fin qui hai capito che, per aprire un’attività con il supporto di un incentivo pubblico, è necessaria una solida pianificazione.
Il primo errore che solitamente viene commesso è partire dal bando invece che dal progetto. Prima bisogna capire che tipo di attività vuoi avviare, dove sarà localizzata, quali spese devi sostenere, quali requisiti possiedi e quale forma giuridica è più adatta. Solo dopo ha senso valutare se puoi accedere a Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord, Smart&Start Italia, NITO-ON o ad altri strumenti nazionali, regionali o camerali.
Una soluzione per evitare errori comuni che quasi sempre comportano l’esclusione dal bando, è affidarsi a una società di consulenza esperta in finanza agevolata, come Finera, che da anni lavoriamo accanto alle PMI e le supportiamo in ogni fase della richiesta di agevolazione. I nostri esperti sono affiancano gli imprenditori in ogni passaggio, dalla presentazione della domanda di finanziamento all’ottenimento dell’agevolazione. Se anche tu vuoi accedere agli incentivi e ai fondi per aprire una nuova attività, fissa ora una consulenza gratuita e non vincolante.
Se hai trovato utile questo articolo, leggi anche:
- Guida al Business Plan [2026] : cos’è, a cosa serve e come farlo in modo efficace
- Aprire un e-commerce: come farlo con il bando Simest E-commerce
- Come aprire una startup da zero: 9+1 step per realizzare il tuo progetto
- Finanziamenti a fondo perduto ottobre 2026: lista aggiornata dei bandi e contributi aperti per le imprese
Fonti e riferimenti
- Resto al Sud 2.0 | Invitalia Invitalia · fonte consultata il 8 Ottobre 2026
- Autoimpiego Centro-Nord | Invitalia Invitalia · fonte consultata il 8 Ottobre 2026
- ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero | Invitalia Invitalia · fonte consultata il 8 Ottobre 2026
- Smart&Start Italia | Invitalia Invitalia · fonte consultata il 8 Ottobre 2026
- Ente Nazionale per il Microcredito - Finanziamenti microcredito.gov.it · fonte consultata il 8 Ottobre 2026




