Contratto di sviluppo 2023: requisiti e come funziona il fondo perduto per grandi investimenti 

contratti di sviluppo

Nel 2023 sono numerose le agevolazioni a disposizioni di imprese e imprenditori per poter migliorare la propria competitività a livello nazionale e internazionale. Nella maggior parte dei casi, si tratta di iniziative messe in campo da alcuni dei Ministeri più importanti attraverso l’erogazione di aiuti sotto forma di finanziamenti e contributi. 

Ad esempio, una delle misure più interessanti attualmente attiva è il contratto di sviluppo, uno strumento agevolativo rivolto ad imprese coinvolte nel settore industriale, agro-industriale, turistico e di tutela dell’ambiente. 

Si tratta di un’agevolazione che è stata fortemente voluta da parte del MIMIT ed è, anch’essa, gestita da Invitalia. Nelle prossime righe troverai tutte le informazioni più importanti riguardanti i contratti di sviluppo, quindi, continua a leggere per capire al meglio quali sono le finalità di questi interventi e come fare domanda per richiedere i fondi a disposizione delle imprese.

Tempo di lettura stimato: 11 minuti

Contratti di sviluppo 2023: cosa sono? 

Il contratto di sviluppo, quindi, non è altro che uno strumento di sostegno a programmi di investimenti produttivi, strategici e innovativi di grandi dimensioni che si concretizza in contributi a fondo perduto oppure finanziamenti agevolati. 

Pertanto, l’accesso a questo strumento non è semplicissimo in quanto richiede alle imprese di programmare un investimento di almeno 7,5 milioni di euro che si traducono in attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, progetti in ambito turistico oppure attività di recupero di strutture edilizie dismesse. Oppure di 20 milioni di euro per tutti gli altri programmi. 

Lo strumento di cui stiamo parlando è attivo a partire dal 2011 ed è gestito interamente da Invitalia. Detto questo, nel 2023, il Governo ha stanziato ulteriori fondi per poter alimentare una misura che, nel corso degli anni, ha riscontrato un buon successo. Parliamo di altri 391,8 milioni di euro a sostegno delle filiere produttive strategiche. 

Chi può accedere ai contratti di sviluppo 2023?

Adesso che hai più chiari i confini dentro i quali i contratti di sviluppo operano, è arrivato il momento di comprendere quali sono i soggetti che possono essere coinvolti in questa misura. I programmi di sviluppo, quindi, possono essere realizzati da parte di una o più imprese italiane ed estere, di qualsiasi dimensione, che operano nelle seguenti modalità: 

  • in maniera autonoma e, quindi, singolarmente
  • in forma congiunta anche tramite l’utilizzo dello strumento del contratto di rete

Per quanto riguarda i soggetti beneficiari, invece, sono: 

  • il soggetto proponente, l’impresa che propone il programma di sviluppo e che è responsabile della coerenza tecnica ed economica dello stesso
  • le imprese aderenti, quelle aziende che contribuiscono alla realizzazione del programma di sviluppo
  • soggetti partecipanti che si occupano di ricerca, sviluppo e innovazione 

Contratti di sviluppo 2023: cosa finanziano?

Le informazioni che hai bisogno di conoscere in merito ai contratti di sviluppo, però, non terminano di certo qui. Adesso, infatti, è arrivato il momento di conoscere quali sono i progetti che una misura di questo tipo è in grado di agevolare e di finanziare. In particolare, troviamo i programmi di sviluppo: 

  • Industriali
  • Tutela ambientale
  • Attività turistiche 

Inoltre, sono inclusi anche progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e le realizzazioni di opere infrastrutturali di pubblico interesse. 

Affinché i programmi possano essere finanziabili, inoltre, dovranno essere ultimati da parte delle imprese coinvolte entro e non oltre 36 mesi. Il termine può essere prorogato solamente una volta fino ad ulteriori 18 mesi a fronte di una richiesta motivata da parte dell’impresa beneficiaria. 

Tipologie di agevolazioni previste dai contratti di sviluppo

Uno degli aspetti più interessanti quando si parla di agevolazioni e misure di questo tipo è capire in che modo le iniziative promosse dal governo si concretizzano nei confronti delle aziende. Ecco come si traduce il contratto di sviluppo 2023: 

  • finanziamento agevolato fino al 75% delle spese ammissibili
  • contributo in conto interessi
  • contributo in conto impianti 
  • contributo diretto alla spesa
  • partecipazione temporanea al capitale di rischio

La tipologia delle agevolazioni, dipende anche da vari fattori come il tipo di progetto, la localizzazione dell’iniziativa e la dimensione dell’impresa stessa. 

In ogni caso, è bene sottolineare come l’ammontare e la tipologia dei contributi che vengono concessi sono definiti in fase di negoziazione. Altri fattori che contribuiscono ad influenzare la forma del contributo riguardano quei progetti che mirano a tutela l’ambiente oppure che sono destinati alla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. 

Spese agevolabili dai contratti di sviluppo 

Spese agevolabili per programmi industriali, turistici e di tutela dell’ambiente 

Le spese agevolabili riguardanti i programmi industriali, turistici e di tutela dell’ambiente si traducono in: 

  • suolo aziendale e sue sistemazioni nella misura massima del 10% dell’ammontare dell’investimento complessivo
  • opere murarie fino al 70% per quanto riguarda i progetti turistici
  • infrastrutture specifiche aziendali 
  • macchinari, impianti e attrezzature
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate 
  • spese di consulenza solamente in caso di PMI 

Spese agevolabili per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione 

Per quanto riguarda i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, invece, sono agevolabili le spese che riguardano: 

  • personale
  • strumenti e attrezzature
  • ricerca contrattuale
  • costi generali
  • materiali 

Costi ammissibili per il finanziamento: quali sono? 

Come anticipato all’inizio della nostra guida, i costi ammissibili per il finanziamento non possono superare i 7,5 milioni di euro per i programmi inerenti alla trasformazione di prodotti agricoli, mentre i 20 milioni di euro per tutte le altre iniziative. 

In ogni caso, il soggetto proponente che ha intenzione di accedere alla agevolazioni del contratto di sviluppo deve presentare spese e costi ammissibili rispetto alle caratteristiche dell’agevolazione. Quindi: 

  • un importo non inferiore a 10 milioni di euro per programmi di sviluppo industriali e di tutela dell’ambiente
  • non inferiore a 3 milioni di euro per attività che riguardano la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
  • non inferiore a 5 milioni di euro per il settore delle attività turistiche 
  • pari a 3 milioni di euro per le iniziative nel settore del turismo oppure di riqualificazione di strutture edilizie dismesse

Invece, per quanto riguarda le spese ammissibili per investimenti proposti da parte dei soggetti aderenti, le richieste non devono essere inferiori a 1,5 milioni di euro

Contratti di sviluppo e PNRR

Per poter sostenere la competitività del tessuto imprenditoriale italiano, la misura dei contratti di sviluppo è stata inclusa anche nel PNRR attraverso una serie di linee di investimento e una dotazione di fondi. Per quanto riguarda le linee di investimento ci sono: 

  • Investimento 5.2 riguardante le “filiere produttive” con una dotazione di 750 milioni di euro
  • Investimento 5.1 sulle rinnovabili e batterie fino ad un miliardo di euro 
  • Investimento 5.3 su bus elettrici fino ad un massimo di 300 milioni di euro 

Queste e altre risorse sono state stanziate attraverso il Decreto Aiuti bis che prevede 40 milioni per il 2022, 400 milioni per il 2023 e 12 milioni per ciascuno anno che va dal 2024 fino al 2030. 

La buona notizia è che questi fondi sono stati ulteriormente integrati con 2 miliardi di euro attraverso un decreto firmato dal MISE il 25 agosto del 2022. Tuttavia, si tratta di un finanziamento destinato solamente a progetti finalizzati alla riduzione delle emissioni e dei consumi energetici tramite l’utilizzo dell’idrogeno oppure l’elettrificazione dei progetti produttivi. 

Come presentare la domanda per i contratti di sviluppo? 

Presentare la domanda per accedere ai fondi dei contratti di sviluppo non è affatto complicato, tuttavia, è necessario rispettare una procedura e inviare una serie di informazioni per poter concludere tutto il processo. 

In particolare, l’istanza deve essere presentata da Invitalia, l’agenzia che periodicamente apre delle finestre per poter inoltrare richieste per finanziamenti oppure agevolazioni. Ciò che è interessante è che la domanda può essere presentata esclusivamente online tramite rappresentante legale oppure il procuratore speciale. 

Quindi, per richiedere le agevolazioni è necessario: 

  • registrarsi alla piattaforma dedicata ai servizi online che viene gestita da parte di Invitalia
  • una volta conclusa questa prima parte, sarà sufficiente accedere all’area riservata per poter compilare online la domanda

Una volta che viene presentata la domanda, Invitalia effettuerà l’istruttoria che termina entro 120 giorni dal ricevimento delle istanze. Ovviamente, la valutazione delle domande sarà fatta nel rispetto dell’ordine cronologico nel quale sono state presentate. 

Durante l’istruttoria, è compito dell’Agenzia determinare l’ammontare delle agevolazioni concedibili nelle forme e nelle misure ritenute idonee. 

Per poter ottenere le agevolazioni, l’Agenzia valuta una serie di aspetti molto importanti. Ad esempio, per i programmi di sviluppo industriale si tiene in considerazione l’impatto positivo sull’occupazione, la capacità del programma di rafforzare l’impresa sui mercati esteri, il contributo tecnologico e l’impatto ambientale. 

Anche per i programmi di sviluppo di attività turistiche ci sono alcuni elementi che vengono valutati positivamente. Tra questi troviamo l’impatto sull’occupazione, la previsione di recupero di strutture edilizie dismesse, l’incidenza su una filiera di interesse turistico, la capacità di contribuire alla crescita e alla stabilizzazione della domanda turistica, etc. 

Dotazione finanziaria dei contratti di sviluppo 2023 

In ultima analisi, è importante analizzare la dotazione finanziaria dei contratti di sviluppo e in che modo si evolverà nel corso degli anni. Nel 2014, ad esempio, per questa agevolazione sono state assegnate risorse per quasi 8 milioni di euro. Con la legge di Bilancio del 2023, invece, sono state assegnato risorse in questa maniera: 

  • 160 milioni di euro per ciascun anno dal 2023 al 2027 e 240 milioni di euro per gli anni che vanno dal 2028 al 2037 per i programmi di sviluppo industriale 
  • 40 milioni di euro per ciascun anno dal 2023 al 2027 e 60 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2037 per i programmi riguardanti le attività turistiche 
  • 100.000 euro per il 2023 e 500.000 per 2024 e 2025 per il risanamento e la conversione delle centrali a carbone di Cerano e di Torrevaldaliga Nord. 

Inoltre, è stato stanziato un ulteriore miliardo di euro per le istanze già presentate. 

FAQ

Come funziona il contratto di sviluppo? 

I contratti di sviluppo sono degli strumenti a sostegno di programmi di investimento produttivi, strategici ed innovativi di grandi dimensioni. Si traducono in contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati oppure una combinazione tra i due strumenti. 

Che cosa favorisce il contratto di sviluppo? 

Il contratto di sviluppo è una iniziativa che favorisce la realizzazione di programmi strategici e innovativi di dimensione importante per poter migliorare la struttura produttiva del nostro paese. 

Cosa sono i contratti di sviluppo?

Il contratto di sviluppo è uno dei principali strumenti messi in campo da parte del governo per poter sviluppare e sostenere programmi di investimento produttivi strategici e innovativi di grandi dimensioni. 

Come ottenere i finanziamenti contratti di sviluppo 2023

I contratti di sviluppo, quindi, rappresentano un’importante occasione per le imprese italiane per poter ottenere dei finanziamenti anche sotto forma di contributi a fondo perduto destinati a programmi di sviluppo riguardanti il settore dell’industria oppure turistico. 

Nel 2023, i contratti di sviluppo prevedono la dotazione maggiore e ciò significa che un numero sempre maggiore di aziende può presentare la domanda.

Tuttavia, secondo le ultime indagini (Unioncamere-Tagliacarne), finora, solo il 15% delle imprese italiane si sono già attivate per ottenere le agevolazioni del PNRR come il contratto di sviluppo. Il restante 85%, se non si attiva adesso, rischia di perdere per sempre i contributi che gli spettano di diritto.

Come fare allora per permettere che tutto ciò non accada? La soluzione, che tanti imprenditori come te hanno già intrapreso è quella di affidarsi a una società esperta in finanza agevolata. Noi di Finera affianchiamo quotidianamente le PMI italiane, aiutandole ad accedere ai finanziamenti di cui hanno bisogno. Se anche tu vuoi richiedere e ottenere i contratti di sviluppo per la tua impresa, contattaci ora per ricevere una consulenza gratuita e non vincolante.

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