Crediti d’imposta: la guida definitiva per le PMI

Si definisce credito d’imposta un credito che la tua azienda può vantare nei confronti dello Stato. Può essere utilizzato per ridurre l’ammontare di eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, in alcuni casi, se ne può chiedere la restituzione attraverso la dichiarazione dei redditi.

Già questi vantaggi rendono il credito d’imposta una formula molto interessante. Ma gli aspetti utili di questa agevolazione, non si limitano a questi benefici. Se vuoi approfondire il tema del credito d’imposta e capire se con la tua azienda puoi accedere a queste agevolazioni dello Stato, questa guida definitiva crediti d’imposta è quello che fa per te; abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere sul credito d’imposta, da come ottenerlo a come utilizzarlo a vantaggio della tua impresa. Continua a leggere per tutti i dettagli.

Tempo di lettura stimato: 17 minuti

Cos’è il credito d’imposta?

È un credito che un contribuente vanta nei confronti dello Stato. Se abbiamo un credito nei confronti dello Stato significa che lo Stato ci deve qualcosa. Il credito di imposta, quindi, può essere una risorsa per ottenere una agevolazione alla quale abbiamo diritto, per effettuare alcuni tipi di investimento. Inoltre, questo vale sia per i privati che per le aziende. 

Come fare ad avere questo credito nei confronti dello Stato?

I crediti d’imposta si maturano sempre a fronte di agevolazioni o normative simili che entrano in vigore. Per esempio, tutte le imposte di registro che un privato paga al momento dell’acquisto della sua prima casa possono diventare un credito al momento dell’acquisto della seconda. Con la legge di bilancio 2020 e 2021 sono stati introdotti alcuni crediti di imposta per le imprese molto interessanti attraverso i quali le aziende possono arrivare a finanziare anche il 100% dei loro investimenti. Su questi ci concentreremo d’ora in avanti.

Quali sono i vantaggi dei crediti d’imposta?

I crediti d’imposta possono essere sfruttati in vari modi e apportare quindi due interessanti vantaggi alla tua attività. Uno è sicuramente la compensazione dei crediti fiscali, mentre il secondo è il rimborso del credito d’imposta. Ma vediamoli nel dettaglio.

1. Il primo vantaggio è la compensazione dei crediti fiscali

Come dicevo, il primo vantaggio del credito d’imposta è la possibilità di sfruttarlo in compensazione. La compensazione si basa su quel meccanismo per cui, quando vanti contemporaneamente un credito (il credito d’imposta) e un debito (le imposte da pagare al momento della dichiarazione dei redditi), credito e debito si annullano o si compensano. Quando hai un credito di imposta, quindi, puoi ottenere uno sconto, annullamento, o rimborso in dichiarazione dei redditi.

In questo caso, l’unico modo per far valere il proprio credito d’imposta e attraverso il modello F24 da inoltrare all’agenzia delle entrate. Puoi rivolgerti all’agenzia delle entrate attraverso il portale online, in modo autonomo o attraverso intermediari come ad esempio i CAF.

2. Il secondo vantaggio è: il rimborso dei crediti di imposta

Al momento della dichiarazione dei redditi, dopo aver effettuato la verifica, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Oltre che in compensazione con il modello F24, il credito d’imposta può essere richiesto come rimborso attraverso il modello 730. In questo caso, il rimborso viene erogato in busta paga (quindi dal datore di lavoro) o nella pensione (quindi dall’ente pensionistico). Indipendentemente dalla modalità, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli e verifiche sulle documentazioni per cifre superiori a 4000 €.

Come si calcola il credito d’imposta?

Come abbiamo già accennato, il credito d’imposta si genera in relazione ad agevolazioni messe a disposizione dallo Stato. Il calcolo del credito d’imposta deve quindi sempre fare riferimento alla normativa che regola l’agevolazione e quindi il credito d’imposta stesso. Possiamo fornire, proprio come riporta il sito stesso dell’agenzia delle entrate nella sua nota informativa “come si calcola il credito d’imposta”, questa formula generale:

Credito d’imposta = Investimento netto X intensità dell’aiuto

Il credito d’imposta è sempre calcolato a partire dall’ammontare dei costi sostenuti. In altre parole, il credito d’imposta corrisponde sempre a una percentuale (che può corrispondere anche al totale, ovvero al 100% delle spese sostenute) dell’investimento sostenuto dall’impresa. Ma di che tipo di investimento parliamo? Anche in questo caso si deve fare riferimento all’agevolazione in esame. Il testo di riferimento specificherà quali sono gli investimenti agevolabili. L’investimento netto della nostra formula, quindi, corrisponde al totale delle spese ammissibili.

Il credito d’imposta per i beni strumentali

Si tratta di uno dei crediti d’imposta di cui si sente parlare di più, perché supporta le imprese agevolando l’acquisto dei beni materiali e immateriali.

A chi si rivolge

Il credito d’imposta beni strumentali si rivolge a tutte le imprese attive sul territorio italiano. I requisiti sono infatti più stringenti sul tipo di investimento effettuato piuttosto che sulle caratteristiche delle aziende riceventi.

Quali sono gli investimenti agevolabili

All’investimento netto per il calcolo del credito d’imposta partecipano i costi che l’impresa sostiene per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel corso del 2020 (dal 1 gennaio al 31 dicembre). Sono anche inclusi quelli realizzati fino al 30 giugno 2021 a condizione che entro il 31 dicembre 2021 l’ordine risulti confermato dal venditore e si sia pagato un acconto pari ad almeno il 20% del totale del costo di acquisizione. Il testo di riferimento è provvisto di due allegati in cui si specificano nel dettaglio quali sono le spese ammissibili relativamente all’acquisto di beni strumentali materiali (allegato A) e immateriali (allegato B).

Entità del credito d’imposta

L’entità dell’agevolazione è diversa a seconda della tipologia di bene acquistato e in particolare:

  • al 40% del costo sostenuto per investimenti inferiori a 2,5 milioni di euro e pari al 20% per investimenti tra i 2,5 e i 10 milioni di euro relativamente agli investimenti effettuati per l’acquisto di beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa;
  • al 15% dei costi ammissibili (con limite massimo di 700.000 €) relativamente alle spese sostenute per l’acquisto di beni immateriali (allegato B).
  • È previsto un credito d’imposta anche per i beni diversi da quelli indicati negli allegati A e B, in questo caso il credito d’imposta corrisponde al 6% del totale delle spese ammissibili.

Come viene erogato il credito d’imposta beni strumentali

Il credito d’imposta viene erogato esclusivamente in compensazione e in cinque quote annuali di pari importo per investimenti in beni materiali e tre per quelli relativi a beni immateriali.

Come accedere al credito d’imposta beni strumentali

Questo tipo di credito si ottiene in fase di dichiarazione dei redditi. Non sono pertanto previsti bandi, domande, o proposte di investimento o business Plan da presentare per essere approvati, come può accadere per altri tipi di agevolazioni. 

Al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi sarà pertanto necessario allegare alcuni documenti:

  • le fatture relative ai beni acquistati le quali devono includere la dicitura che fa riferimento al credito d’imposta beni strumentali;
  • l’attestazione di conformità dei requisiti relativi all’agevolazione previsti dalla normativa;
  • L’attestato di avvenuta interconnessione dei beni;
  • La perizia tecnica.quest’ultima è obbligatoria solo per acquisti che superano il valore totale di 300.000 €.per acquisti di entità inferiore, rimane facoltativa, ma comunque fortemente raccomandata.

Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

Per le imprese attive nelle regioni del mezzogiorno (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Sardegna e Abruzzo) è istituito un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi. Questo credito ammonta a:

  • 45% delle spese ammissibili per le piccole imprese;
  • 35% delle spese ammissibili per le grandi imprese e quindi per investimenti di entità maggiore.

L’aspetto più interessante di questo credito d’imposta è che è cumulabile con altre agevolazioni, incluso il credito d’imposta beni strumentali di cui abbiamo appena parlato. 

Come accedere all’agevolazione

Le imprese interessate a fruire del credito d’imposta per investimenti nel mezzogiorno, ne devono dare indicazioni all’agenzia delle entrate per via telematica, ovvero tramite il sito web e le piattaforme apposite. In particolare si devono comunicare in dettaglio tutti gli investimenti agevolabili. L’agenzia comunica poi l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta mediante ricevuta. Anche la ricevuta si riceve per via telematica, nel sito dell’agenzia, alla sezione ricevute.

Come fruire del credito d’imposta per investimenti nel mezzogiorno

Come il credito d’imposta beni strumentali, il credito d’imposta per investimenti nel mezzogiorno si fruisce in compensazione presentando il modello F 24 esclusivamente attraverso le piattaforme di Entratel o Fisconline. 

Il modello F 24 può essere presentato nelle modalità indicate a partire dal quinto giorno successivo alla ricezione della ricevuta che autorizza la fruizione del credito d’imposta.

Il Credito d’imposta rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni

Il cosiddetto decreto rilancio ha previsto due strumenti per il supporto delle imprese di medie dimensioni in forma di credito d’imposta e mirati a rafforzamento patrimoniale delle imprese.

Credito d’imposta per i Conferimenti in società

Se un soggetto ha effettuato un investimento in una o più società in esecuzione di un aumento del capitale sociale a pagamento e deliberato, può avere diritto a un credito di imposta pari al 20% del suo investimento. Tale investimento deve essere stato effettuato tra il 20 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020. La cifra massima sulla quale si può calcolare il credito è di 2 milioni di euro. Il credito si può utilizzare in dichiarazione dei redditi nello stesso anno dell’effettuazione dell’investimento o negli anni successivi fino alla conclusione dell’utilizzo.

Credito d’imposta per le società che aumentano il capitale

Le società possono usufruire di un credito d’imposta per gli aumenti del proprio capitale. 

Le percentuali sono così individuate:

  • credito d’imposta pari al 50% calcolato sulle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto
  •  fino al 30% dell’aumento di capitale a pagamento deliberato dopo il 30 maggio 2020 e versato completamente entro il 30 gennaio 2021.

Puoi utilizzare questo credito d’imposta esclusivamente in compensazione tramite modello F24 a partire dal 10º giorno successivo a quello in cui viene effettuato l’investimento, successivamente all’approvazione del bilancio societario per l’esercizio del 2020 ed entro il 30 novembre 2021.

Come richiedere i crediti di imposta a rafforzamento patrimoniale delle medie imprese

Investitori che hanno versato capitali in una società (tipologia uno) possono richiedere il credito d’imposta pari al 20% tramite il modello da inviare telematicamente all’agenzia delle entrate. Puoi accedere al modello e le procedure di invio sono accessibili attraverso l’area personale del sito dell’agenzia delle entrate.

Per quanto riguarda la tipologia due, la richiesta può essere effettuata dal diretto interessato o tramite intermediario.  Attraverso un software apposito denominato “credito rafforzamento patrimoniale”, i crediti vengono riconosciuti fino all’esaurimento delle risorse che corrispondono a 2 milioni di euro per il 2021. L’ordine seguito è cronologico e determinato dalla data di presentazione delle richieste (idonee).

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione

Anche questo è un credito di imposta introdotto con il Decreto Rilancio e rientra nel quadro di agevolazioni fiscali messe a disposizione per supportare le imprese nella fase di ripresa dalla crisi economica dovuta all’emergenza pandemica. In particolare, questa forma di supporto è rivolta alle imprese che hanno dovuto sostenere spese dovute all’acquisto di DPI O per l’adeguamento degli ambienti per conformarsi di volta in volta alle normative anti-Covid.

Come accedere al credito

Per poter accedere al credito, le imprese richiedenti devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto di DPI e per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

Vediamo di seguito, le spese ammissibili.

Spese di adeguamento degli ambienti di lavoro

Le imprese che svolgono attività aperte al pubblico, possono accedere a un credito di imposta pari al 60% delle spese che hanno dovuto sostenere per adeguare gli ambienti in modo conforme alle normative anti Covid.

Acquisto DPI

Anche in questo caso, si calcola un credito di imposta del 60% sulle spese relative all’acquisto di DPI legati a fronteggiare la pandemia COVID (Guanti, mascherina, igienizzanti…).

Cessione del credito

Le imprese che hanno diritto al credito d’imposta sanificazione, adeguamento, e acquisto di DP possono anche optare per la cessione del credito a soggetti terzi o a istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito può essere ceduto anche parzialmente e, in ogni caso, comunicato dal soggetto cedente all’Agenzia delle Entrate.

Credito d’imposta ACE

L’ACE sostiene la crescita economica e mira al rafforzamento patrimoniale delle imprese del sistema produttivo italiano. Era stato sospeso nel 2019, ma che è stato reintrodotto con la legge di bilancio 2020. L’ACE è un credito di imposta del quale possono usufruire le imprese e le società italiane e che hai calcolato sulla base del rendimento figurativo degli incrementi di capitale realizzati a partire dal 2011.

Come si utilizza il credito d’imposta ACE

Il credito d’imposta ACE può essere utilizzato in compensazione in dichiarazione dei redditi tramite modello F24. In alternativa, può essere anche chiesto a rimborso nella dichiarazione dei redditi nella quale il credito d’imposta va indicato.

Cessione del credito

Il credito ACE può essere ceduto a soggetti terzi e ne deve essere fatta comunicazione all’agenzia delle entrate dal soggetto cedente.

Bonus tessile moda e accessori

Il bonus tessile moda e accessori è dedicato a tutte le industrie le imprese attive nei suddetti settori. Il credito d’imposta e in particolare è pari al 30% calcolato sulle rimanenze finali di magazzino, eccedente la media del medesimo valore registrato per tre anni precedenti a quello di spettanza del beneficio. Anche in questo caso, il credito è utilizzabile in compensazione, ovvero in dichiarazione dei redditi e tramite modello F24. Per averne diritto, però, devi comunicare all’Agenzia delle Entrate il valore delle rimanenze finali di magazzino, il valore dell’incremento delle suddette rimanenze rispetto all’anno precedente. In questo modo è possibile individuare l’effettivo ammontare dell’agevolazione fruibile.

Come accedere al bonus tessile moda e accessori

Come abbiamo accennato, per accedere a questo credito si deve comunicare all’agenzia delle entrate il valore delle rimanenze in magazzino. Questa comunicazione può essere inoltrata esclusivamente per via telematica dal soggetto interessato o tramite intermediario.

A questo proposito l’agenzia delle entrate mette a disposizione una piattaforma dedicata: il software “comunicazione settore tessile“ che deve essere scaricato e installato sul proprio computer (disponibile per il download sul sito dell’agenzia delle entrate).

Credito d’imposta investimenti pubblicitari 

Il credito d’imposta per investimenti pubblicitari si calcola partire dalla spesa che è un’impresa, un lavoratore, o anche un ente non commerciale effettua scopi pubblicitari. Sono quindi incluse le spese relative a stampa quotidiana e online, advertising online, pubblicità radiofoniche e sulle emittenti televisive. Per poter usufruire dell’agevolazione è necessario che le spese pubblicitarie superano di almeno l’1%.

La stessa tipologia di spese che l’impresa, il lavoratore o l’ente non commerciale ha effettuato nell’anno precedente.

A quanto ammonta il credito d’imposta investimenti pubblicitari incrementali?

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementali dell’investimento. Non è quindi calcolato sul totale delle spese pubblicitarie sostenute, ma solo Sul valore incrementali rispetto all’anno precedente.

Credito d’imposta locazioni ad uso non abitativo

Questo credito di imposta è dedicato ai proprietari di botteghe e negozi, ma anche a chi li utilizza tramite contratti di locazione o affitto. Oltre che l’utilizzo in compensazione, questo tipo di credito può essere ceduto a soggetti terzi. Chi cede il credito deve comunicare l’avvenuta cessione tramite l’apposito portale dell’agenzia delle entrate. Anche chi riceve il credito, che sia un istituto di credito o altro istituto finanziario, ne deve fare comunicazione all’interno dell’area dedicata sul sito dell’agenzia delle entrate.

A sua volta, chi riceve il credito può utilizzarlo in compensazione oppure cederlo, purché la cessione avvenga entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la cessione precedente. Per tutte le comunicazioni, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un software scaricabile e utilizzabile tramite computer.

Cosa significa cedere il credito?

Nel corso del nostro approfondimento abbiamo specificato i casi in cui il credito d’imposta è cedibile. Ma cosa significa? Tralasciando come si cede il credito dal punto di vista tecnico, è importante specificare che la cessione del credito può diventare un’ulteriore opportunità per le imprese.

Quando il credito viene ceduto, in genere a un istituto finanziario, si può ottenere liquidità immediata in forma di finanziamento. In questo modo, il credito d’imposta si trasforma in una formula che può essere sfruttata in maniera diversa e più rapida.

Ottenere il credito d’imposta per la tua azienda

Arrivato fino a qui, hai capito che esiste più di un credito d’imposta. A questo punto, sei in grado di scegliere quello più conveniente per la tua impresa. Tuttavia, devi sapere che inviare una richiesta all’Agenzia delle Entrate può essere complesso. Devi preparare un’apposita comunicazione nella quale indichi tutti i dettagli degli investimenti agevolabili effettuati e di quale credito d’imposta vuoi fruire.  

Ricordati, quindi, di conservare tutte le fatture e le ricevute fiscali in tuo possesso. Se necessiti di ulteriore supporto per la tua pratica istruttoria, puoi affidarti a una società esperta in finanza agevolata e consulenza in finanza aziendale, come noi di Finera. Finera è in grado di valutare e di scegliere la soluzione su misura per te e la tua impresa grazie a una rete di 25 istituti partner e un team di professionisti altamente qualificati. Richiedi una consulenza gratuita per avere maggiori informazioni.

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