Credito d’imposta 2023 2024: la guida definitiva per le PMI

Credito d'imposta 2024

Si definisce credito d’imposta un credito che la tua azienda può vantare nei confronti dello Stato. Può essere utilizzato per ridurre l’ammontare di eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, in alcuni casi, se ne può chiedere la restituzione attraverso la dichiarazione dei redditi.

Già questi vantaggi rendono il credito d’imposta una formula molto interessante. Ma gli aspetti utili di questa agevolazione, non si limitano a questi benefici. Se vuoi approfondire il tema del credito d’imposta e capire se con la tua azienda puoi accedere a queste agevolazioni dello Stato, questa guida definitiva sul credito d’imposta 2023 2024 è quello che fa per te; abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere sul credito d’imposta, da come ottenerlo a come utilizzarlo a vantaggio della tua impresa. Continua a leggere per tutti i dettagli.

Cos’è il credito d’imposta?

Il credito d’imposta è una forma di incentivazione fiscale che viene offerta alle imprese per supportare i loro investimenti e progetti. Questo tipo di credito d’imposta viene offerto come sconto sulle tasse che l’impresa deve pagare allo Stato, con l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo economico e la crescita delle aziende.

Il credito d’imposta è disponibile per una vasta gamma di attività, come la ricerca e lo sviluppo, l’acquisto di nuove attrezzature, la formazione del personale e altro ancora. I dettagli specifici sui requisiti e le modalità di accesso al credito d’imposta variano a seconda delle politiche fiscali e delle leggi del Paese o della regione in cui l’impresa opera.

Si tratta quindi di un’opportunità per le imprese, che permette di ridurre le tasse e supportare la crescita e lo sviluppo aziendale.

Come fare ad avere questo credito nei confronti dello Stato?

Il credito nei confronti dello stato può essere ottenuto presentando una richiesta alle autorità competenti, generalmente l’Agenzia delle Entrate o il Ministero dello Sviluppo Economico. Ogni credito d’imposta ha le sue regole e i suoi requisiti, tuttavia per ottenere il credito d’imposta, solitamente le aziende devono:

  • Verificare la propria eleggibilità, assicurandosi di soddisfare i requisiti richiesti per poter accedere al credito d’imposta.
  • Acquisire i beni o i servizi che rientrano nei criteri di ammissibilità del credito d’imposta. Ad esempio, per alcuni crediti d’imposta, le aziende devono acquistare beni o servizi specifici, come tecnologie green o lavori di ristrutturazione.
  • Presentare la richiesta di credito d’imposta accompagnata da tutta la documentazione richiesta, come fatture, contratti, etc.
  • Solo per le imprese del Mezzogiorno si aggiunge un passaggio, in quanto devono attendere la verifica e l’approvazione della richiesta da parte delle autorità competenti. Se approvata, le aziende riceveranno un rimborso o una riduzione dell’importo dovuto a titolo di imposte.

Questi sono solo i passi generali per ottenere il credito d’imposta, che potrebbero variare a seconda delle leggi e delle circostanze specifiche. È quindi importante che le aziende si informino e consultino le fonti ufficiali per conoscere i dettagli sul credito d’imposta di cui sono interessate.

Quali sono i vantaggi dei crediti d’imposta?

I crediti d’imposta possono essere sfruttati in vari modi e apportare quindi due interessanti vantaggi alla tua attività. Uno è sicuramente la compensazione dei crediti fiscali, mentre il secondo è il rimborso del credito d’imposta. Ma vediamoli nel dettaglio.

1. Il primo vantaggio è la compensazione dei crediti fiscali

Come dicevo, il primo vantaggio del credito d’imposta è la possibilità di sfruttarlo in compensazione. La compensazione si basa su quel meccanismo per cui, quando vanti contemporaneamente un credito (il credito d’imposta) e un debito (le imposte da pagare al momento della dichiarazione dei redditi), credito e debito si annullano o si compensano. Quando hai un credito di imposta, quindi, puoi ottenere uno sconto, annullamento, o rimborso in dichiarazione dei redditi.

In questo caso, l’unico modo per far valere il proprio credito d’imposta e attraverso il modello F24 da inoltrare all’agenzia delle entrate. Puoi rivolgerti all’agenzia delle entrate attraverso il portale online, in modo autonomo o attraverso intermediari come ad esempio i CAF.

2. Il secondo vantaggio è: il rimborso dei crediti di imposta

Al momento della dichiarazione dei redditi, dopo aver effettuato la verifica, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Oltre che in compensazione con il modello F24, il credito d’imposta può essere richiesto come rimborso attraverso il modello 730. In questo caso, il rimborso viene erogato in busta paga (quindi dal datore di lavoro) o nella pensione (quindi dall’ente pensionistico). Indipendentemente dalla modalità, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli e verifiche sulle documentazioni per cifre superiori a 4000 €.

Come si calcola il credito d’imposta?

Come abbiamo già accennato, il credito d’imposta si genera in relazione ad agevolazioni messe a disposizione dallo Stato. Il calcolo del credito d’imposta deve quindi sempre fare riferimento alla normativa che regola l’agevolazione e quindi il credito d’imposta stesso. Possiamo fornire, proprio come riporta il sito stesso dell’agenzia delle entrate nella sua nota informativa “come si calcola il credito d’imposta”, questa formula generale:

Credito d’imposta = Investimento netto X intensità dell’aiuto

Il credito d’imposta è sempre calcolato a partire dall’ammontare dei costi sostenuti. In altre parole, il credito d’imposta corrisponde sempre a una percentuale (che può corrispondere anche al totale, ovvero al 100% delle spese sostenute) dell’investimento sostenuto dall’impresa. Ma di che tipo di investimento parliamo? Anche in questo caso si deve fare riferimento all’agevolazione in esame. Il testo di riferimento specificherà quali sono gli investimenti agevolabili. L’investimento netto della nostra formula, quindi, corrisponde al totale delle spese ammissibili.

Il credito d’imposta 2023 2024 per i beni strumentali

Si tratta di uno dei crediti d’imposta di cui si sente parlare di più, perché supporta le imprese agevolando l’acquisto dei beni materiali e immateriali.

A chi si rivolge

Il credito d’imposta beni strumentali si rivolge a tutte le imprese attive sul territorio italiano. I requisiti sono infatti più stringenti sul tipo di investimento effettuato piuttosto che sulle caratteristiche delle aziende riceventi.

Quali sono gli investimenti agevolabili nel 2023 2024?

Gli investimenti agevolabili, come previsto dalla Legge di Bilancio 2017 (legge n. 232/2016) e come descritto nell’allegato A, rientrano in tre categorie:

  1. Beni strumentali controllati da computer:
  • Macchine utensili
  • Robot e sistemi robotizzati
  • Magazzini automatizzati e interconnessi

  1. Sistemi di qualità e sostenibilità:
  • Sistemi di misura
  • Sistemi di ispezione e caratterizzazione dei materiali
  • Sistemi intelligenti per la gestione dell’energia
  • Strumenti e dispositivi per l’etichettatura automatica dei prodotti

  1. Dispositivi per l’interazione uomo-macchina:
  • Postazioni di lavoro adattabili
  • Sistemi per il sollevamento/traslazione di carichi
  • Dispositivi wearable e di realtà aumentata
  • Interfacce uomo-macchina intelligenti

Sono invece esclusi dall’agevolazione del credito d’imposta per beni strumentali, i seguenti:

  • Beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%
  • Fabbricati e costruzioni
  • Beni indicati nella tabella dell’allegato 3 alla Legge di Stabilità 2016 (ad esempio, condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali)
  • Beni gratuitamente devolvibili delle imprese in concessioni nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della depurazione delle acque e dello smaltimento dei rifiuti.

Entità del credito d’imposta 2023 2024 per beni strumentali materiali

Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2023 fino al 31 dicembre 2025 e accettati dal venditore entro il 31 dicembre 2025 con pagamento di acconti almeno del 20% del costo, sono applicabili le seguenti aliquote agevolative definite dall’art. 1, c. 1057-bis, legge n. 178/2020:

  • 20% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% del costo per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 5% del costo per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;
  • 5% del costo per investimenti tra 10 e 50 milioni di euro diretti alla realizzazione degli obiettivi di transizione definiti da un decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Gli investimenti prenotati entro il 31 dicembre 2022 e completati entro il 30 novembre 2023 continueranno a beneficiare le aliquote agevolative definite dall’art. 1, c. 1057, legge n. 178/2020:

  • 40% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Come viene erogato il credito d’imposta beni strumentali

Il beneficio può essere utilizzato solo in compensazione, suddiviso in tre aliquote annuali di importo uguale, a partire dall’anno in cui i beni sono stati interconnessi. La fruizione è condizionata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro del settore e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori. In caso di revoca del credito d’imposta, è necessario conservare la documentazione che dimostra l’effettiva spesa e la corretta determinazione dei costi agevolabili, con riferimento esplicito alla norma di riferimento sulle fatture e sugli altri documenti relativi all’acquisto dei beni agevolati.

Come accedere al credito d’imposta beni strumentali

Questo tipo di credito si ottiene in fase di dichiarazione dei redditi. Non sono pertanto previsti bandi, domande, o proposte di investimento o business Plan da presentare per essere approvati, come può accadere per altri tipi di agevolazioni. 

Al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi sarà pertanto necessario allegare alcuni documenti, tra cui una perizia asseverata da un ingegnere o un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, o un attestato di conformità da un ente di certificazione accreditato, che dimostri che i beni hanno caratteristiche tecniche tali da essere inclusi negli elenchi dell’allegato A della legge n.232/2016 e sono interconnessi al sistema di gestione della produzione aziendale o alla rete di fornitura.

Per i beni con costo unitario di acquisizione inferiore a 300.000 euro, questo onere documentale può essere soddisfatto attraverso una dichiarazione del rappresentante legale dell’impresa.

Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

Per le imprese attive nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Sardegna e Abruzzo) è istituito un credito d’imposta per gli investimenti Sud 2023 2024, che viene erogato in misure massime differenti a seconda del tipo di impresa che presenta la richiesta.

Questo incentivo è regolato dalla Carta degli Aiuti di Finalità Regionale 2022-2027, che determina le zone per le quali sarà possibile fruire del credito d’imposta in misura maggiorata.

Nello specifico, per le regioni di Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna, le percentuali sono le seguenti:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Per quanto riguarda il Molise, invece, si hanno percentuali differenti per i beni acquisiti nel 2022 e nel 2023 e che ammontano al:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Stessa regola vale per l’Abruzzo, dove però le aliquote ammontano al:

  • 30% per le piccole imprese
  • 20% per le medie imprese
  • 10% per le grandi imprese

L’ammontare dell’incentivo si determina su valori massimi per le dimensioni delle imprese di 3 milioni, 10 milioni e 15 milioni di euro.

Per quanto riguarda le aree ZES (zone economiche speciali), l’incentivo:

  • è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2023 (prorogato dalla Legge di Bilancio 2023)
  • ha un limite massimo per ciascun progetto di investimento, pari 100 milioni di euro.

Come accedere all’agevolazione

Le imprese interessate a fruire del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno, ne devono dare indicazioni all’agenzia delle entrate per via telematica, ovvero tramite il sito web e le piattaforme apposite. In particolare si devono comunicare in dettaglio tutti gli investimenti agevolabili. L’agenzia comunica poi l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta mediante ricevuta. Anche la ricevuta si riceve per via telematica, nel sito dell’agenzia, alla sezione ricevute.

Come fruire del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno

Anche il bonus per investimenti nel Mezzogiorno si fruisce in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso le piattaforme di Entratel o Fisconline. Il modello F24 può essere presentato nelle modalità indicate a partire dal quinto giorno successivo alla ricezione della ricevuta che autorizza la fruizione del credito d’imposta.

Credito d’imposta investimenti pubblicitari 2023 2024

Il Bonus Pubblicità è destinato a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali per gli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, che superino almeno dell’1% l’importo degli investimenti effettuati sugli stessi mezzi nell’anno precedente.

Il bonus, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti, può essere richiesto presentando domanda tra il 1° marzo e il 31 marzo 2023 e comunicando la fruizione tra il 1° gennaio e il 31 gennaio 2024.

Tuttavia, a partire dal 2023 il Bonus Pubblicità sarà disponibile solo per investimenti sulla stampa quotidiana e periodica, non più per quelli su emittenti televisive e radiofoniche.

FAQ: tutte le risposte sul credito d’imposta

Cosa si intende per credito di imposta?

Il credito d’imposta è una forma di agevolazione fiscale che permette alle aziende di recuperare una parte dei costi sostenuti per determinati investimenti, riducendo così il proprio carico fiscale. Questo viene calcolato come una percentuale del costo degli investimenti e viene sottratto dall’imposta dovuta. La disponibilità e le condizioni per ottenere il credito d’imposta variano a seconda delle leggi fiscali e delle politiche economiche in vigore in un determinato paese o regione.

Quando si ha diritto al credito d’imposta?

Il diritto al credito d’imposta dipende dalle leggi fiscali vigenti e dalle condizioni stabilite dallo Stato per determinate attività o investimenti. Solitamente, per averne diritto, è necessario soddisfare determinati requisiti legati alla natura e all’entità dell’investimento o dell’attività, e presentare la richiesta entro un termine prestabilito.

Come faccio a sapere il mio credito d’imposta?

Il credito d’imposta è determinato in base alle leggi fiscali e può variare in base a circostanze specifiche. Si può verificare il proprio credito d’imposta consultando la documentazione fiscale o rivolgendosi al proprio commercialista o all’Agenzia delle Entrate.

Chi può ricevere il credito d’imposta?

Il credito d’imposta può essere richiesto da imprese, lavoratori autonomi e professionisti per determinati investimenti o attività. La disponibilità e le condizioni per ottenere il credito possono variare in base alle leggi vigenti e ai provvedimenti governativi.

Cosa significa cedere il credito?

Il credito d’imposta è cedibile. La cessione del credito può diventare un’ulteriore opportunità per le imprese. Quando il credito viene ceduto, in genere a un istituto finanziario, si può ottenere liquidità immediata in forma di finanziamento. In questo modo, il credito d’imposta si trasforma in una formula che può essere sfruttata in maniera diversa e più rapida.

Come ottenere il credito d’imposta per la tua azienda nel 2023 2024

Arrivato fino a qui, hai capito che esiste più di un credito d’imposta. A questo punto, sei in grado di scegliere quello più conveniente per la tua impresa. Tuttavia, devi sapere che inviare una richiesta all’Agenzia delle Entrate può essere complesso. Devi preparare un’apposita comunicazione nella quale indichi tutti i dettagli degli investimenti agevolabili effettuati e di quale credito d’imposta vuoi fruire.  

Ricordati, quindi, di conservare tutte le fatture e le ricevute fiscali in tuo possesso. Se necessiti di ulteriore supporto per la tua pratica istruttoria, puoi affidarti a una società esperta in finanza agevolata e consulenza in finanza aziendale, come noi di Finera. Finera è in grado di valutare e di scegliere la soluzione su misura per te e la tua impresa grazie a un team di professionisti altamente qualificati. Richiedi ora una consulenza gratuita per avere maggiori informazioni.

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