Credito d’imposta beni strumentali 4.0: cosa cambia nel 2024

Credito d'imposta beni strumentali 4.0

Nel 2024, non ci sarà un rifinanziamento né per il credito di imposta beni strumentali “ordinari” nuovi, né per il credito di imposta formazione 4.0. Tuttavia, il credito d’imposta beni strumentali 4.0 rimane invariato, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024. Questo significa che le condizioni attuali restano valide, inclusa l’applicazione di aliquote ridotte per gli investimenti in beni immateriali, come definito nell’allegato B della Legge 232/2016.

Nonostante la mancanza di misure legislative per il re-finanziamento dei vari incentivi legati al piano di Transizione 4.0, le recenti affermazioni del Ministro D’Urso hanno anticipato la prossima uscita di un Decreto che introdurrà il nuovo piano Transizione 5.0. Questo piano prevederà l’utilizzo di significative risorse finanziarie, pari a circa 13 miliardi di euro, derivanti dal PNRR e dal piano RePower EU, per continuare a supportare le aziende nella loro transizione tecnologica. In attesa di maggiori informazioni su queste nuove misure, vediamo come cambia e cosa prevede il credito d’imposta per beni strumentali 4.0 nel 2024. Continua a leggere l’articolo.

Beni Strumentali 4.0: il credito d’imposta nel 2024

Nel 2024, il credito d’imposta beni strumentali 4.0 sarà disponibile esclusivamente per quelle imprese che investono nella trasformazione digitale e tecnologica dei loro processi produttivi. Questo incentivo riguarda l’acquisizione di nuovi beni strumentali, sia materiali che immateriali, che rientrano nelle categorie specificate negli allegati A e B della Legge 232/2016.

Chi può accedere al credito d’imposta beni strumentali 4.0 nel 2024

Possono beneficiare di questo credito di imposta non solo le imprese residenti, ma anche le organizzazioni stabili di entità non residenti, incluse quelle operanti nel settore delle arti, delle professioni, dell’agricoltura e della marina. Un requisito fondamentale è il rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro e il completo versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori.

Beni strumentali 4.0: i requisiti per accedere al credito

Le imprese richiedenti devono fornire documentazione che dimostri che i beni acquisiti soddisfano le specifiche tecniche richieste dalla normativa e siano integrati nel sistema aziendale di gestione della produzione o nella rete di fornitura. Per investimenti fino a 300.000 euro, è sufficiente una dichiarazione del rappresentante legale dell’azienda. Per investimenti superiori, è necessaria una perizia tecnica asseverata o un attestato di conformità da enti certificati.

Un aspetto chiave è la definizione di “bene interconnesso”, come stabilito dalla Circolare n. 4/E del 30 marzo 2017. Per essere ammissibili, i beni devono permettere lo scambio di informazioni con sistemi interni ed esterni attraverso collegamenti basati su standard riconosciuti internazionalmente, come TCP-IP, HTTP, MQTT, e devono essere univocamente identificabili (ad esempio, tramite indirizzo IP).

Beni strumentali 4.0: le aliquote del credito d’imposta nel 2024

Le aliquote del credito d’imposta beni strumentali 4.0 variano in base alla categoria dei beni stessi. Per gli investimenti in beni strumentali fisici (categoria 1), le aliquote agevolative rimangono invariate per il periodo 2023-2025, senza interventi legislativi aggiuntivi. La misura del credito di imposta è calcolata come segue:

  • 20% dei costi ammissibili per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% dei costi ammissibili per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 5% dei costi ammissibili per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;
  • 5% dei costi ammissibili per investimenti superiori a 10 milioni e fino a 50 milioni di euro, se inclusi nel PNRR e diretti a obiettivi di transizione specifici.

Per gli investimenti in beni immateriali tecnologicamente avanzati (categoria 2), le aliquote per il 2024 e il 2025 sono ridotte di 5 punti percentuali ogni anno rispetto a quelle previste fino al 2023:

  • Per il 2024, il credito di imposta è pari al 15% dell’investimento, fino a un massimo di 1 milione di euro di costi ammissibili;
  • Per il 2025, la percentuale scende al 10% dei costi dei beni agevolabili, mantenendo lo stesso limite massimo del 2024.

Beni strumentali 4.0: quando e come richiedere il credito d’imposta?

Per le due tipologie di beni, la possibilità di beneficiare degli incentivi rimane legata alla condizione che gli investimenti possano essere effettuati fino al 30 giugno dell’anno successivo, purché l’ordine sia stato confermato dal venditore entro il 31 dicembre dell’anno corrente e che siano stati versati anticipi per un importo non inferiore al 20% del valore del bene.

L’utilizzo del credito d’imposta è permesso a partire dall’anno successivo a quello in cui i beni sono stati collegati al sistema di gestione della produzione aziendale o alla rete di approvvigionamento, e può essere compensato in cinque rate annuali dello stesso importo, che si riducono a tre per gli investimenti in beni intangibili.

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