Credito d’imposta per la formazione 4.0: come funziona, a chi spetta e come ottenerlo

Credito d'imposta formazione 4.0

Secondo Forbes, 3 imprenditori su 4 stanno investendo nella digitalizzazione dei processi e delle risorse umane delle loro aziende, per continuare ad essere competitivi nel mercato post pandemia. Qualsiasi impresa può  investire nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, puntando sull’acquisizione dei macchinari o sulla formazione dei dipendenti, consolidando le loro competenze nelle tecnologie 4.0. Per attuare questo, gli incentivi del Governo non mancano di certo. I corsi di formazione per i dipendenti possono infatti essere ammortizzati tramite il credito d’imposta per la formazione 4.0. Continua a leggere questo articolo per scoprire tutti i dettagli.

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Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Tutti i vantaggi del credito d’imposta per la formazione 4.0 nelle aziende

Qualsiasi piccola e media impresa può richiedere, tramite l’Agenzia delle Entrate, un credito agevolato fino al 50% delle spese ammissibili per i corsi di formazione 4.0. Questi corsi devono essere tenuti solo dal personale interno all’azienda o da qualsiasi professionista esterno riconosciuto dal MISE.

Questi corsi formativi sono relativi alla vendita e al marketing, all’informatica ed alla tecnologia applicata alla produzione o all’analisi dei dati, oltre che all’integrazione digitale dei processi aziendali.  Inoltre, se l’imprenditore vuole formare i dipendenti considerati “svantaggiati” il credito d’imposta arriva fino al 60%. Sono corsi di formazione erogati ai giovani senza titolo di studio oppure agli over 50 difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro.

Per comprendere meglio quanto sia vantaggioso il credito d’imposta per la formazione 4.0 facciamo un esempio. Supponiamo che un corso di 200 ore costi 40.000 euro. Il credito d’imposta che è riconosciuto ad una piccola impresa sarà pari al 50% della somma spesa ossia pari a 20.000 euro.

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Quali sono tutte le spese rimborsate

Le spese del credito d’imposta formazione 4.0 comprendono tutti costi di esercizio relativi ai formatori, ai partecipanti alla formazione ed ai corsi di formazione stessi. Il costo massimo arriva fino a 300.000 euro per le piccole e medie imprese. Ma i vantaggi non si esauriscono qui.

Il credito d’imposta formazione 4.0 permette di ammortizzare i costi considerati accessori come le spese di viaggio dedicate alla formazione; i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto e tutte le pratiche amministrative connesse.

A chi si rivolge

Qualsiasi impresa può beneficiare del credito d’imposta per la formazione 4.0, indipendentemente dal settore economico in cui opera. Basta che la formazione sia indirizzata a dipendenti regolarmente e che rispetti tutte le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Quindi, tutte le imprese residenti in Italia sono ammesse purché non stiano per fallire o siano in stato di liquidazione. 

Come accedere all’agevolazione 4.0

Il credito d’imposta deve essere indicato dall’imprenditore durante la dichiarazione dei redditi presentando il modello F24, attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Per beneficiare del credito d’imposta, le imprese deve redigere e conservare:

  • una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte;
  • l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del beneficio;
  • i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.
  • una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, la richiesta. 

Per conoscere nel dettaglio, la procedura ti consigliamo di leggere il nostro articolo Credito d’imposta beni strumentali 2022: agevolazione per macchinari, attrezzature e software.

Come ottenere il credito d’imposta per la formazione 4.0

Come hai capito, il credito d’imposta per la formazione 4.0 comporta molti vantaggi ma ottenere l’agevolazione è più complesso di quanto può sembrare. Le imprese falliscono spesso proprio quando sono ad un passo dall’ottenere l’agevolazione al credito che desiderano. 

Questo dipende solo parzialmente dall’impresa, che semplicemente è ignara di commettere alcuni errori che possono influire sul buon esito dell’istruttoria. Tra questi errori troviamo:

  • l’affidarsi completamente a sé stessa. Un’azienda che prova da sola ad affrontare la burocrazia della Pubblica Amministrazione, nella maggior parte dei casi fallisce. Questa ingenuità può costare molto, al momento dell’invio della documentazione necessaria per ottenere credito agevolato e ci collega direttamente al secondo errore più comune commesso dall’impresa;
  • lasciare al caso l’invio della documentazione necessaria. Occorre essere preparati, rispettando i tempi e le procedure giuste, pena l’esclusione dall’agevolazione;
  • il fidarsi di professionisti sbagliati. Molto spesso le imprese si affidano a un dottore commercialista pensando che sia esperto in ogni campo della fiscalità. Ma quando si tratta di agevolazioni al credito anche un esperto del settore può commettere errori. 

Una soluzione è affidarsi a una società specializzata in mediazione del credito e finanza agevolata come noi di Finera, che aiutiamo le PMI nella raccolta documentale, nell’elaborazione dei dati e nell’analisi di fattibilità della pratica. Se desideri accedere anche tu accedere alle agevolazioni attualmente disponibili, richiedi subito una prima consulenza gratuita e non vincolante.

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