Credito d’imposta beni strumentali 2022: agevolazione per macchinari, attrezzature e software

Credito d'imposta beni strumentali 2022

L’introduzione del credito d’imposta beni strumentali risale alla Legge di Bilancio 2020, ma nel 2022 la normativa ha subìto degli aggiornamenti, diventando un’opportunità ancora più interessante per l’ammodernamento delle aziende.

Il legislatore ha fornito ulteriori dettagli circa la possibilità di sfruttare tali agevolazioni. In questa guida allora, faremo chiarezza sui diversi punti che riguardano il credito d’imposta beni strumentali: cos’è, come si accede, a chi si rivolge e come richiedere l’agevolazione per l’acquisto di macchinari, attrezzature e software. Leggi l’approfondimento e richiedi una consulenza gratuita per approfondire con un esperto in finanza agevolata il tema del credito d’imposta per i macchinari della tua azienda.

1. Credito d’imposta beni strumentali: cos’è?

Il credito d’imposta acquisto beni strumentali è una agevolazione che rimborsa parte del costo sull’acquisto di beni strumentali da parte di aziende situate nel territorio nazionale. 

A questo punto occorrerà precisare cosa si intende con beni strumentali, prima di passare ad analizzare tutti gli altri requisiti necessari all’ottenimento dell’agevolazione.

Cosa sono i beni strumentali?

Per beni strumentali si intendono beni sia materiali che immateriali. A sua volta, per beni immateriali si intendono software, ma anche corsi di formazione. 

Nel dettaglio, i beni il cui acquisto può essere coperto dalle agevolazioni previste per il Credito d’imposta beni strumentali sono beni:

  • Materiali “Industria 4.0” come specificati nell’allegato A della Legge Finanziaria del 2017;
  • Immateriali di cui all’allegato B della Legge Finanziaria del 2017;
  • Strumentali materiali e immateriali diversi da quelli inclusi negli allegati A e B, e come previsti dalla normativa conosciuta come Super Ammortamento.

Come vedremo nel paragrafo dedicato, a ogni bene strumentale appartenente a una diversa categoria, corrispondono aliquote diverse di credito d’imposta. Ma prima, vediamo insieme quali sono i beni che rientrano nelle diciture di beni immateriali e materiali indicate nella normativa.

Beni strumentali materiali (Allegato A)

Nei beni strumentali materiali agevolabili si includono beni strumentali acquistati nuovi il cui funzionamento concorre alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. 

Pertanto sono inclusi beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti (esempio: macchine utensili per asportazione).
I beni strumentali devono avere anche alcuni precisi requisiti. Per quanto riguarda i macchinari devono essere dotati di:

  • Controllo per mezzo CNC e/o PLC;
  • Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;

Inoltre:

  • Deve sussistere un’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica, o con la rete di fornitura, o con altre macchine del ciclo produttivo.
  • L’interfaccia uomo macchina deve essere intuitiva;
  • I macchinari devono rispondere a tutti i più recenti parametri di sicurezza;

I beni strumentali di cui sopra devono anche esseri dotati di almeno due tra i seguenti sistemi di:

  • Telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • Monitoraggio continuo dei parametri di lavoro e processo;
  • Cyber fisico;
  • Controllo automatico dei processi utilizzati (tramite sensori e/o interconnessione);
  • Recupero acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione anomalie o rischi automatici.
  • Assicurazione della qualità e della sostenibilità (esempio: dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche);
  • Interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza sul posto di lavoro (esempio: banchi di lavoro ergonomici adattabili alle caratteristiche fisiche del lavoratore – per esempio la sua altezza, o alla presenza di disabilità).

Beni strumentali immateriali (Allegato B)

I beni strumentali immateriali agevolabili sono software, applicazioni o simili. Per essere agevolabili devono essere connessi agli investimenti in beni materiali. 

Per esempio, l’acquisto di un software per la produzione di manufatti, che interagisce con un macchinario eleggibile per l’agevolazione (tra quelli inclusi nell’allegato A) può essere agevolato.

Beni strumentali materiali e immateriali diversi da quelli inclusi negli allegati A-B

Con questa dicitura si includono tutti i beni strumentali nuovi acquistati dall’azienda, ma rimangono comunque esclusi tutti i beni merce, ovvero quelli destinati alla vendita. 

Sono anche esplicitamente esclusi dalle agevolazioni:

  • Tutti i veicoli e i mezzi di trasporto;
  • I fabbricati e le costruzioni;
  • Condutture, condotte, materiale rotabile, ferroviario e tramviario ad eccezione dei macchinari – anche circolanti su rotaia – necessari all’esecuzione di lavori di costruzione e/o manutenzione di linee ferroviarie o tramviarie.

2. A chi si rivolge il credito d’imposta acquisto beni strumentali ?

Quali aziende possono richiedere il credito d’imposta? Il credito d’imposta beni strumentali si rivolge a tutte le aziende con sede nel territorio italiano. Sono incluse, quindi, anche le imprese stabilmente presenti nel territorio dello Stato che appartengono a soggetti non residenti. Le imprese possono essere di qualsiasi natura giuridica e appartenere a qualsiasi settore economico. 

Il credito è anche rivolto alle imprese in maniera indipendente dalla loro dimensione o dal loro regime contabile. Sono quindi inclusi anche:

  • gli esercenti di arti e professioni
  • i soggetti aderenti al regime forfettario
  • le imprese marittime
  • le imprese agricole

Sono invece escluse dall’agevolazione le imprese in stato di:

  • Liquidazione volontaria e/o coatta amministrativa;
  • Concordato preventivo senza continuità aziendale;
  • Fallimento

Infine, tutte le aziende che presentano domanda, devono – al fine di ottenere l’agevolazione – rispettare tutte le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché aver adempiuto a tutti gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori.

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3. A quanto ammontano le agevolazioni del credito d’imposta 2022?

La percentuale di aliquota ottenibile con il credito d’imposta è variabile e dipende da due fattori:

  1. la tipologia di investimento (ovvero all’acquisto di quali beni è destinato)
  2. la data dell’acquisto che hai effettuato

Beni materiali “4.0”

Per i dispositivi aziendali tecnologicamente avanzati, individuati nellAllegato A del MISE, i crediti d’imposta per gli investimenti nel 2022 sono così ripartiti come spiegato nella tabella di seguito:

Tipologia di investimentoCredito d’imposta 2021(*)Credito d’imposta 2022Credito d’imposta 2023-2025(**)
Beni materiali “4.0”
fino a 2.500.000 €
50%40%20%
Beni materiali “4.0”
da 2,5 a 10 M€
30%20%10%
Beni materiali “4.0”
da 10 a 20 M€
10%10%5%

Beni immateriali 4.0

Tra i beni immateriali 4.0, ci sono i software, gli hardware e i servizi in cloud. Vediamo in questo caso, quanto cambia il credito d’imposta:

Tipologia di investimentoCredito d’imposta 2021(*)Credito d’imposta 2022Credito d’imposta 2023Credito d’imposta 2024Credito d’imposta 2025 (**)
Beni Immateriali “4.0” fino a 1M€20%20%20%15%10%

(*) Valido anche per beni consegnati entro il 30 giugno 2022 per i quali l’ordine sia stato accettato entro il 31 dicembre 2021 e, entro tale data, sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo complessivo.

(**) Valido anche per beni consegnati entro il 30 giugno 2026 per i quali l’ordine sia stato accettato entro il 31 dicembre 2025 e, entro tale data, sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo complessivo

Beni “non 4.0”: 6% per i macchinari aziendali

Il 2022 sarà l’ultimo anno possibile per agevolare i beni diversi da quelli 4.0 come i macchinari aziendali. Come fissato nella precedente Legge di Bilancio, l’aliquota è fissa al 6%.

Al credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali (non “4.0”) possono accedere anche gli esercenti arti e professioni.

Beni dedicati allo Smart Working

Una categoria di beni, quelli dedicati allo smart working, resta agevolata anche per il 2022 al 15%.

Tipologia di investimentoCredito d’imposta 2021(*)Credito d’imposta 2022Credito d’imposta 2023Credito d’imposta 2024Credito d’imposta 2025 (**)
Beni per “smart working”15%15%  

4. Gli adempimenti obbligatori del Credito d’imposta beni strumentali 2022

Oltre che essere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa – e di cui abbiamo già parlato, l’azienda che richiede l’agevolazione deve anche rispondere ad alcuni adempimenti obbligatori.

Ad esempio, per tutti gli acquisti per i quali si vuole richiedere l’agevolazione, il richiedente deve conservare tutta la documentazione che attesta l’effettivo sostenimento del costo con la corretta determinazione dell’importo agevolabile. Lo smarrimento di questa documentazione comporta la perdita del diritto o la revoca all’agevolazione. Questa documentazione deve anche riportare il riferimento alle disposizioni normative che prevedono l’agevolazione.

Altri tipi di adempimenti sono invece relativi a specifiche tipologie di beni strumentali. Per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali relativi agli allegati A e B, il richiedente è tenuto a:

  • Inviare apposita comunicazione al MISE relativa all’effettuazione dell’investimento;
  • Predisporre una perizia asseverata da parte di un tecnico che attesti che i beni acquistati siano conformi a quelli per cui la normativa prevede l’agevolazione. 

Se gli investimenti non superano i 300.000 euro, la perizia tecnica può anche essere sostituita da una più semplice dichiarazione sostitutiva di atto notorio del legale rappresentante.

5. Come può essere utilizzato il credito d’imposta beni strumentali?

Il credito d’imposta beni strumentali può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24 inviato con i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Ma cosa significa “in compensazione”? La compensazione è quel meccanismo per cui se due soggetti sono contemporaneamente debitori e creditori l’uno dell’altro, il debito/credito si annulla per compensazione

Facciamo un esempio. Se il soggetto A ha un debito di 100 Euro con il soggetto B, ma ha allo stesso tempo anche un credito di 100 Euro, debito e credito si annullano.

Queste stesso principio può essere applicato ai debiti e crediti fiscali. I debiti o le somme da pagare con F24 possono essere “annullati” se il soggetto ha contemporaneamente un credito spettante, come in questo caso, dall’ottenimento di una agevolazione.

6. Cosa serve per accedere al credito d’imposta nel 2022?

Il credito d’imposta beni strumentali viene maturato al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Oltre alla dichiarazione dei redditi compilata correttamente, il richiedente dovrà anche presentare la necessaria documentazione, che dovrà poi essere conservata, pena l’esclusione dal diritto alle agevolazioni previste.

La documentazione che è necessario presentare e conservare è la seguente:

  1. Fatture relative ai beni acquistati;
  2. Attestazione di conformità ai requisiti previsti dalla normativa relativa alla agevolazione;
  3. Attestato di avvenuta interconnessione;
  4. Perizia tecnica (non sempre obbligatoria, ma comunque fortemente raccomandata).

Le fatture d’acquisto dei beni

Devono essere conservate tutte le fatture relative agli acquisti dei beni strumentali che rispondono ai requisiti e per i quali si può quindi ottenere l’agevolazione. Per essere valide, le fatture, cartacee e/o elettroniche, devono contenere il riferimento al bene acquistato.

Nelle fatture elettroniche il riferimento alle agevolazioni va applicato sulla copia stampata del documento di spesa con inchiostro indelebile. In quelle cartacee, invece, il riferimento alle agevolazioni va inserito dall’acquirente sulla copia originale del documento di spesa e sempre con inchiostro indelebile. Se le fatture sono più di una (per esempio, una relativa a un acconto e una relativa al saldo finale), il riferimento va apposto su tutte le fatture.

L’attestazione di conformità del bene strumentale

L’attestazione di conformità è rilasciata dal venditore del bene strumentale. Ha valenza di documento legale e attesta che i beni strumentali materiali o immateriali acquistati dall’azienda, hanno tutti i requisiti previsti dalla normativa per poter accedere all’agevolazione. 

L’attestato di avvenuta interconnessione

L’avvenuta interconnessione viene dichiarata con un opportuno attestato redatto dall’acquirente del bene strumentale. In alcuni casi, in allegato a questo documento, è obbligatorio presentare anche una perizia tecnica.

Non esiste una scadenza per l’effettiva interconnessione dei beni: l’agevolazione non viene meno in caso di interconnessione tardiva, a condizione che le caratteristiche del bene acquistato siano tutte presenti e conformi ai requisiti prima dell’entrata in funzione. È richiesto anche che le caratteristiche di interconnessione permangano per l’intero periodo di fruizione dell’agevolazione.

La perizia tecnica è obbligatoria per beni strumentali di valore superiore a 300.000 euro

Per i beni strumentali il cui valore supera i 300.000, è obbligatorio presentare la perizia tecnica. Deve essere redatta da un perito o da un ingegnere industriale iscritti ai rispettivi albi professionali, presentata al Ministero dello Sviluppo Economico, il quale si occuperà delle successive verifiche. 

La perizia deve specificare:

  • la descrizione del bene strumentale acquistato, di tutte le sue componenti e accessori, e di tutte le sue caratteristiche
  • il costo del bene strumentale, così come indicato in fattura
  • le caratteristiche per cui il bene soddisfa i requisiti previsti dalla normativa
  • attestato di avvenuta interconnessione
  • documentazione relativa ai flussi di dati relativamente all’interconnessione della macchina con il sistema produttivo

Quando la perizia tecnica non è obbligatoria?

Per l’acquisto di beni il cui valore non raggiunge i 300.000 euro, la presentazione della perizia tecnica non è obbligatoria. È tuttavia fortemente raccomandata, perché costituisce una garanzia in più per il riconoscimento delle agevolazioni.

Qualora si scelga di non presentare la perizia tecnica, si è comunque tenuti a presentare una dichiarazione che indichi l’aderenza alla normativa delle caratteristiche del bene acquistato, redatta dal legale rappresentante dell’azienda richiedente.

7. Modalità di erogazione del credito d’imposta beni strumentali 2022

Uno dei cambiamenti più importanti rispetto alla normativa riguarda proprio i tempi di fruizione del credito che si sono accorciati. Anche in questo caso, sono da fare le opportune distinzioni: a seconda del tipo di investimento realizzato, i tempi di fruizione sono diversi (resta invece costante la modalità in compensazione).

Beni strumentali materiali e immateriali relativi agli allegati A e B 

Relativamente all’acquisto dei beni strumentali materiali e immateriali relativi agli allegati A e B che abbiamo citato nel corso di questo articolo, l’agevolazione è fruibile in 3 aliquote annuali, che partono dall’anno di avvenuta interconnessione.

Ricorda però che l’erogazione delle agevolazioni non parte dall’anno di acquisto dei beni, né da quello di presentazione della domanda, ma solo da quello di avvenuta interconnessione dei beni.

Beni strumentali materiali ordinari (diversi da quelli inclusi nell’allegato A)

Anche per l’acquisto di beni strumentali materiali ordinari, le agevolazioni sono erogate in 3 aliquote annuali a partire dall’anno di messa in funzione dei beni (in questo caso non si parla di avvenuta interconnessione).

Per i beni materiali ordinari acquistati nel periodo che va dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021, tuttavia, l’erogazione delle agevolazione avviene in un’unica aliquota annuale e nell’anno di entrata in funzione dei beni stessi. Non ci sono distinzioni riguardanti l’ammontare dei ricavi o compensi.

Beni immateriali ordinari (diversi da quelli indicati nell’allegato B)

Per i beni immateriali ordinari diversi da quelli indicati nell’allegato B, acquistati nel periodo che va dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021, e per aziende i cui ricavi sono inferiori ai 5 milioni di euro, la compensazione si eroga in un’unica aliquota annuale, nell’anno di entrata in funzione dei beni.

Cosa succede se non utilizzo tutto il credito d’imposta?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non c’è l’obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale del credito d’imposta, né alcun obbligo temporale. Quindi è possibile riportare la quota di credito inutilizzata nell’anno precedente, nella dichiarazione dei redditi di quello successivo. Le quote annuali inutilizzate possono essere compensate a partire dall’anno successivo e si vanno a sommare all’ordinaria quota annuale.

8. Come richiedere il credito d’imposta beni strumentali 2022?

Rispetto alle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali previste dalle normative precedenti, le novità del 2021-2022 hanno portato modifiche significative che, come abbiamo visto, prevedono percentuali di aliquota maggiori e tempi di fruizione ridotti. 

Inoltre, come detto, il credito d’imposta beni strumentali è cumulabile con altre agevolazioni; questo costituisce un’importantissima opportunità per lo sviluppo delle aziende, oltre che confermare la forte volontà dello Stato a incentivare lo sviluppo delle aziende italiane in chiave smart e digitale.

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