Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2024: la guida completa

Credito d'imposta ricerca e sviluppo 2024

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica è disponibile anche nel 2024. Questo incentivo mira a sostenere la competitività delle imprese italiane, promuovendo investimenti strategici. Le percentuali del credito variano dal 5% al 20%, a seconda della tipologia di investimento. L’incentivo mira a stimolare l’innovazione e la ricerca nelle imprese italiane, favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie, prodotti e soluzioni estetiche. Questo strumento è essenziale per mantenere la competitività a livello nazionale e internazionale, offrendo un supporto concreto alle aziende che investono in progetti di ricerca e sviluppo. Ma esattamente, cos’è e come funziona il credito d’imposta ricerca e sviluppo? E, soprattutto, a chi è rivolto e come si fa ad ottenerlo? Continua a leggere questa breve guida per rispondere a tutte queste domande.

Cos’è e a cosa serve il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica è un sostegno destinato a tutte le imprese residenti nel territorio nazionale, senza distinzione di natura giuridica, settore economico o dimensione aziendale.

Questo incentivo, confermato fino al 31 dicembre 2025 per alcuni settori e fino al 2031 per altri, è disponibile con aliquote variabili del 5%, 10%, 15% o 20%, a seconda del settore di investimento.

L’obiettivo dell’agevolazione è aumentare la competitività delle imprese promuovendo gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, imprese 4.0 e transizione ecologica. È possibile richiederlo per tre principali tipologie di investimenti:

  1. Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito scientifico e tecnologico.
  2. Attività di innovazione tecnologica mirate alla creazione di prodotti o processi produttivi nuovi o sostanzialmente migliorati.
  3. Attività di design e ideazione estetica.

La misura è finanziata tramite il Fondo per lo sviluppo e la coesione. Inoltre, esiste una versione maggiorata del credito d’imposta, con un’aliquota fino al 45% per le imprese situate nel Sud Italia.

A chi spetta il credito d’imposta per R&S?

Quando si ha diritto al credito d’imposta? Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo è destinato a tutte le imprese residenti sul territorio nazionale, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Si applica a prescindere dalla natura giuridica, dal settore economico, dalle dimensioni, dal regime contabile e dal metodo di determinazione del reddito a fini fiscali dell’impresa richiedente.

Per usufruire del beneficio, è necessario rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e adempiere correttamente agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori.

Sono escluse le imprese:

  • in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale;
  • destinatarie di sanzioni interdittive.

Come funziona il credito per ricerca e sviluppo nel 2024?

Il credito d’imposta può essere fruito in compensazione ai sensi del D.Lgs. n. 241/1997 e successive modificazioni ed integrazioni, mediante il modello F24 telematico, e ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In alternativa, le imprese possono optare per la cessione del credito d’imposta ai fornitori o altri soggetti, previo accreditamento dell’importo presso un intermediario finanziario.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione solo in presenza di un debito d’imposta verso lo Stato, e comunque fino al limite massimo annuale stabilito per ogni differente settore. L’eventuale eccedenza non utilizzata potrà essere riportata nei periodi d’imposta successivi, nel rispetto dei limiti previsti.

Le attività per cui può essere richiesto il credito sono tre:

  1. Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico.
  2. Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati. Il credito vale anche per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green.
  3. Attività di design e ideazione estetica.

Per la corretta applicazione delle definizioni di queste tre attività, si fa riferimento al Decreto attuativo 26 maggio 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’OCSE.

Spese ammissibili per il credito R&S 2024

Le spese che possono beneficiare del credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica includono:

  • Costi per il personale: Questo comprende le spese per il personale impiegato direttamente nelle attività di design e ideazione estetica. Include sia i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, come dipendenti a tempo pieno o parziale, sia i lavoratori con contratti di lavoro autonomo, come freelance o consulenti. Sono incluse anche altre forme contrattuali, purché il personale sia impiegato nelle strutture produttive dell’impresa per svolgere attività ammissibili al credito d’imposta.
  • Quote di ammortamento e costi di locazione: Le spese ammissibili includono le quote di ammortamento dei beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica. Questo comprende anche i canoni di locazione finanziaria e semplice, e altre spese relative a questi beni. I beni materiali mobili possono includere attrezzature, macchinari e strumenti specifici utilizzati nelle attività di design. Inoltre, è compresa la progettazione e realizzazione dei campionari, che sono essenziali per lo sviluppo e la presentazione di nuovi design.
  • Spese per contratti di servizi: Includono i costi sostenuti per contratti specifici con altri soggetti (commissionari) che svolgono direttamente attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta. Questi contratti devono essere finalizzati al diretto svolgimento delle attività di design e non possono essere generici.
  • Servizi di consulenza e servizi equivalenti: Le spese per servizi di consulenza specialistica e altri servizi equivalenti sono ammissibili se utilizzati esclusivamente per le attività innovative di design e ideazione estetica. Questo può includere consulenze su aspetti tecnici, creativi e strategici del design.
  • Materiali e forniture: Le spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi utilizzati direttamente nelle attività di design e ideazione estetica sono anch’esse ammissibili. Questo può comprendere materie prime, componenti, software e altre risorse necessarie per lo sviluppo dei progetti di design.

Il credito d’imposta R&S, quindi, copre una varietà di spese correlate alle attività di design e ideazione estetica, incentivando le imprese a investire in innovazione e sviluppo estetico, garantendo contemporaneamente che queste spese siano strettamente legate alle attività ammissibili definite dalla normativa.

Come richiedere il credito d’imposta ricerca e sviluppo?

La richiesta di accesso al credito d’imposta ricerca e sviluppo deve essere presentata annualmente entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale le spese ammissibili sono state sostenute.

La richiesta va effettuata, come anticipato in precedenza, tramite il modello F24, compilando i dati richiesti nella sezione “codici tributo”. Nella sezione “importi a credito” andrà invece inserita l’entità del credito d’imposta chiesto.

Le imprese che hanno sostenuto spese ammissibili per l’anno precedente e non hanno esaurito il limite massimo annuale potranno presentare un’unica richiesta, relativa all’anno precedente e all’anno in corso, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese.

Documenti necessari per il riconoscimento del credito d’imposta

Affinché le spese sostenute dalle imprese siano ammissibili per il riconoscimento del credito d’imposta, è necessario che l’effettivo sostenimento sia certificato dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese non soggette all’obbligo di revisione legale dei conti possono includere le spese sostenute per ottenere la certificazione nel calcolo del credito d’imposta, fino a un massimo di 5.000 euro.

Inoltre, le imprese devono redigere e conservare una relazione tecnica asseverata (ossia una perizia effettuata da tecnici abilitati, che si assumono la responsabilità sulla veridicità di quanto dichiarato) che descriva le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta, relative ai progetti o sotto-progetti in corso di realizzazione. Tale relazione deve essere preparata dal responsabile aziendale delle attività ammissibili o del responsabile del progetto o sotto-progetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso in cui le attività ammissibili siano state commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività.

Chi supporta le aziende per accedere al credito d’imposta R&S?

Se la tua azienda ha investito in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, potrebbe avere diritto al credito d’imposta. Tuttavia, l’iter burocratico richiede tempo e documentazione che spesso viene compilata in modo erroneo. Per questo motivo è sempre consigliato affidarsi a specialisti che supportano le aziende per accedere al credito d’imposta.

Con Finera, puoi richiedere una consulenza gratuita per capire se la tua azienda ha i requisiti per accedere all’agevolazione ed essere supportato nella presentazione della richiesta. I nostri esperti ti aiuteranno a verificare se le spese sostenute sono ammissibili, a calcolare l’importo del credito d’imposta e a capire se è cumulabile con altre agevolazioni. Vuoi avere maggiori informazioni? Contattaci oggi stesso per una consulenza gratuita.

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