Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2023 2024 [GUIDA]: cos’è, beneficiari, come funziona

Credito d'imposta ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica sarà ancora disponibile nel 2024. Questo incentivo fiscale, che può raggiungere percentuali del 20%, 15%, 10% o 5%, è concepito per rafforzare la competitività delle imprese attraverso la promozione di investimenti in questi ambiti cruciali. In questa guida trovi i dettagli essenziali su come funziona il credito d’imposta ricerca e sviluppo, chi può beneficiarne, le modalità di accesso e le spese ammissibili. Quindi, se vuoi comprendere a fondo il credito d’imposta R&S e scoprire anche le ultime novità per il 2024, continua a leggere questa guida.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: cos’è

Come anticipato, il credito d’imposta ricerca e sviluppo è un incentivo fiscale offerto dallo Stato alle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo. Questo credito permette alle aziende di ridurre l’importo dell’imposta sul reddito dovuta, attraverso un credito che si basa sulle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo.

In sostanza, le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo possono beneficiare di una riduzione delle tasse pari ad una percentuale delle spese sostenute per tali attività. Il credito d’imposta è riconosciuto in percentuali variabili (5%, 10%, 15%, 20%) a seconda del settore di investimento e delle attività intraprese ed è applicato direttamente sulla dichiarazione dei redditi dell’impresa.

Questa misura è parte di una strategia più ampia per promuovere l’innovazione e la competitività nel tessuto produttivo, sostenendo le imprese nel loro percorso di crescita e modernizzazione attraverso la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: quali sono le spese ammesse?

Le spese ammissibili variano in base alla tipologia di attività:

  • Ricerca Fondamentale e Sviluppo Sperimentale: Spese di personale, ammortamento di beni mobili e software, costi di contratti di ricerca, consulenze, e spese per materiali e forniture.
  • Innovazione Tecnologica: Spese simili a quelle per la ricerca e sviluppo, ma specifiche per l’innovazione tecnologica.
  • Design e Ideazione Estetica: Spese per il personale impegnato in queste attività, ammortamento di beni mobili usati in queste attività, consulenze, e spese per materiali e forniture.

Beneficiari del credito d’imposta R&S

I beneficiari del credito d’imposta ricerca e sviluppo 2023 2024 sono tutte le imprese residenti nel territorio italiano, indipendentemente dalla loro natura giuridica, settore economico di appartenenza, dimensione, regime contabile e sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali. Questo include sia le imprese di piccole e medie dimensioni che quelle più grandi. Ciò significa che un’ampia varietà di imprese può beneficiare di questo credito, a condizione che le attività intraprese rientrino nelle categorie ammissibili e rispettino i requisiti stabiliti dalla normativa.

Inoltre, le imprese devono rispettare alcune condizioni, come il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori e il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Non possono beneficiare del credito d’imposta R&S le imprese con sanzioni interdittive e/o in:

  • stato di liquidazione volontaria
  • fallimento
  • liquidazione coatta amministrativa
  • concordato preventivo senza continuità aziendale
  • altre procedure concorsuali

Come si calcola il credito d’imposta R&S?

Il calcolo della base per il credito d’imposta ricerca e sviluppo deve essere effettuato deducendo eventuali altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese ammissibili. È importante rispettare i limiti massimi stabiliti e assicurarsi che ci sia una distinzione chiara tra i diversi progetti e le relative spese ammissibili per le varie categorie di attività. Questo permette di applicare il credito a più attività qualificabili nello stesso periodo fiscale.

Ecco una panoramica delle percentuali e dei limiti massimi del credito d’imposta per le diverse categorie di attività:

1. Attività di Ricerca in Campo Scientifico e Tecnologico:

  • Fino al 31 dicembre 2022: 20% della base di calcolo, limite massimo annuale di 4 milioni di euro.
  • Dal 1 gennaio 2023 al 31 dicembre 2031: 10% della base di calcolo, limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

2. Attività di Innovazione Tecnologica, 4.0 e Green:

  • Fino al 31 dicembre 2023: 10% della base di calcolo, limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
  • Dal 1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025: 5% della base di calcolo, limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
  • Per attività legate alla transizione ecologica o innovazione digitale 4.0:
    • Fino al 31 dicembre 2022: 15% della base di calcolo, limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
    • Dal 1 gennaio 2023 al 31 dicembre 2025: varia tra il 10% e il 5%, con limiti massimi annuali tra 4 e 2 milioni di euro.

3. Attività di Design e Ideazione Estetica:

  • Fino al 31 dicembre 2023: 10% della base di calcolo, limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
  • Dal 1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025: 5% della base di calcolo, limite massimo annuale di 2 milioni di euro.

Queste percentuali e limiti massimi riflettono l’ammontare del credito d’imposta che può essere riconosciuto per le spese sostenute in queste specifiche aree di investimento.

Quando scade il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2023 2024?

Grazie a un emendamento al Decreto Anticipi, il termine per il riversamento del credito d’imposta è stato esteso fino al 31 luglio 2024. Questa proroga avviene senza che vengano applicati interessi o sanzioni, rendendo l’offerta ancora più vantaggiosa. Inoltre, sono state introdotte maggiori protezioni per le aziende, assieme a una proroga dei termini di pagamento fino al 2024.

9 FAQ sul credito d’imposta R&S

1. Cos’è il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2024?

È un incentivo fiscale per le imprese italiane che investono in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.

2. Chi può beneficiare di questo credito?

Tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla loro dimensione, natura giuridica o settore economico.

3. Quali spese sono ammissibili per il credito d’imposta?

Le spese includono costi del personale, ammortamento di beni mobili e software, contratti di ricerca, consulenze e spese per materiali e forniture legate alle attività di ricerca e sviluppo.

4. Come si calcola il credito d’imposta?

Il credito si basa su una percentuale delle spese ammissibili, deducendo eventuali sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese.

5. Qual è la procedura per richiedere il credito d’imposta?

Le imprese devono inviare una comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite PEC, utilizzando il modello fornito sul sito del Ministero.

6. Quali documenti sono necessari per la domanda?

Sono richiesti una certificazione del revisore legale dei conti sulle spese ammissibili e una relazione tecnica asseverata sulle attività svolte.

7. Esistono limiti massimi per il credito d’imposta?

Sì, i limiti massimi variano a seconda della tipologia di attività e del periodo d’imposta.

8. Il credito d’imposta influisce sulla tassazione dell’impresa?

Il credito non influisce sulla base imponibile IRPEF o IRES e non incide sul calcolo del valore della produzione netta ai fini IRAP.

9. È possibile utilizzare il credito d’imposta per più attività nello stesso periodo d’imposta?

Sì, a condizione che ci sia una distinzione chiara tra i progetti e le spese ammissibili per ciascuna categoria di attività.

Come richiedere il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2023 2024?

Per richiedere il credito d’imposta ricerca e sviluppo, le imprese devono inviare una comunicazione specifica al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questa comunicazione, disponibile sul sito del Ministero, deve essere compilata con tutti i dati e le informazioni rilevanti riguardanti l’applicazione del credito per attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, e design e ideazione estetica. Il modulo deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e inviato tramite PEC all’indirizzo indicato dal Ministero.

Per il riconoscimento del credito, sono necessari alcuni documenti:

  1. Una certificazione, rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti, che dimostri l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili. Per le imprese non soggette a revisione legale, le spese per la certificazione possono essere incluse nel calcolo del credito d’imposta, fino a un massimo di 5.000 euro.
  2. Una relazione tecnica asseverata che dettagli le attività ammissibili effettuate, i loro scopi, contenuti e risultati. Questa relazione deve essere redatta dal responsabile aziendale delle attività o dal responsabile del progetto e controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso di attività commissionate a terzi, la relazione deve essere fornita dal soggetto esterno che ha eseguito le attività.

Questa procedura assicura che tutte le informazioni necessarie per la valutazione e l’approvazione del credito siano presentate in modo accurato e verificabile. Tuttavia, la documentazione richiesta è molto specifica e tutto l’iter burocratico risulta spesso intricato. Per questo motivo, molte aziende, commettono errori nella compilazione o nella rendicontazione delle spese e non riescono a ottenere l’agevolazione. Al fine di evitare questi errori che compromettono l’accesso al credito d’imposta, è sempre consigliato affidarsi a esperti di finanza aziendale e agevolata, come Finera. Il nostro team, infatti, non solo può supportarti nell’accesso all’agevolazione che ti interessa, ma è aggiornato su tutti i bandi e le misure adatte alla tua PMI. Può quindi consigliarti altri contributi e sa con certezza con quali è cumulabile il credito d’imposta ricerca e sviluppo. Vuoi maggiori informazioni? Allora richiedi oggi una consulenza gratuita e non vincolante con Finera.

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