Finanza agevolata: la guida definitiva per PMI nel 2024

consulenza Finanza agevolata

Molti imprenditori, nella ricerca di supporto finanziario per le loro attività, si trovano ad affrontare il concetto di “finanza agevolata“, un termine che però spesso genera confusione. La finanza agevolata non è un ente specifico o un singolo bando, ma piuttosto un insieme di opportunità e strumenti attraverso i quali le imprese possono ottenere sostegno economico e finanziario. La mancanza di chiarezza su cosa sia effettivamente e su come si possa accedervi è dovuta alla sua natura astratta e alla vastità delle opzioni disponibili sotto questa denominazione.

Per fornire una visione più chiara e comprensibile di questo ampio settore, abbiamo sviluppato una guida che esplora in dettaglio gli strumenti e le procedure della finanza agevolata, aiutando così le imprese a navigare tra le diverse possibilità disponibili. Per scoprire tutti i dettagli sulla finanza agevolata, continua a leggere questo articolo.

Che cos’è la finanza agevolata?

La finanza agevolata è l’insieme delle agevolazioni che il legislatore mette a disposizione delle imprese a livello comunitario, nazionale o regionale. Ciò significa che Unione Europea, Stato e Regioni offrono alle imprese finanziamenti e contributi a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato. L’obiettivo finale di tutte queste differenti agevolazioni è favorire lo sviluppo delle imprese e incrementarne la competitività.

A seconda dei bandi, tutti i tipi di imprese – da quelle già avviate a quelle in fase di costituzione – possono usufruire della finanza agevolata.

Quali sono gli strumenti della finanza agevolata?

La finanza agevolata indica l’insieme degli strumenti a disposizione delle imprese. Possiamo individuare 5 macrocategorie di strumenti finanziari che rientrano nell’insieme della finanza agevolata:

  • finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato;
  • interventi in conto garanzie;
  • crediti d’imposta;
  • incentivi fiscali;
  • strumenti di intervento nel capitale a rischio.

I più vantaggiosi per le imprese, tra quelli indicati, sono i contributi a fondo perduto.

Contributi a fondo perduto

Un contributo a fondo perduto consiste nell’erogazione al beneficiario di una somma che non dovrà restituire. L’impresa beneficiaria dovrà dimostrare di avere diritto al contributo, presentando la documentazione necessaria contenente tutti i requisiti previsti dal bando o normativa che regola l’erogazione del fondo perduto.

Inoltre, il fondo perduto viene erogato solo a fronte della presentazione, da parte dell’impresa beneficiaria, di tutte le fatture relative alle spese sostenute (tra quelle ammesse dal bando). Ciò vuol dire che l’impresa dovrà prima sostenere le spese e poi riceverà il contributo. Questo contributo può essere pensato come una sorta di rimborso che fa riferimento alle fatture.

Tieniamo a mente che i contributi a fondo perduto, “rimborsano” anche alcune spese ammesse dal bando. Ogni bando contiene l’indicazione dettagliata di quali sono le spese ammissibili. Diversi ma altrettanto vantaggiosi per le imprese, sono i finanziamenti a tasso agevolato.

Finanziamenti agevolati

Questo tipo di strumento è un finanziamento erogato da un ente, che può essere pubblico o una banca, in virtù di convenzioni nazionali o regionali che rendono il finanziamento più vantaggioso per le imprese. Per esempio, i tassi di interesse nel caso di un finanziamento agevolato sono molto inferiori rispetto a quelli di mercato, oppure il finanziamento agevolato può anche essere erogato a costo zero.

Questi finanziamenti sono diversi dai contributi a fondo perduto, perché – seppure in maniera agevolata – alle imprese è comunque richiesto di restituire il prestito che gli viene erogato. È, comunque, un’ottima opportunità per le aziende di avviare la propria attività, espandersi, o evolversi quando non si ha a disposizione ingente liquidità per far fronte a tutte le spese. Ci sono, infine, altri vantaggi di natura fiscale per chi possiede un’impresa: i crediti d’imposta.

Crediti d’imposta e altri incentivi fiscali

I crediti d’imposta sono crediti che la tua azienda, vanta nei confronti dello Stato. Questa è la definizione generica, ma all’atto pratico, le aziende italiane hanno accesso a diverse tipologie di credito d’imposta che differiscono per il tipo di beneficiario al quale sono indirizzati o tipo di contributo erogato.

Questo significa che l’agevolazione è erogata all’impresa sotto forma di rimborso in dichiarazione dei redditi. Per alcuni tipi di crediti d’imposta, per esempio per il cosiddetto Superbonus, è possibile la cessione del credito. Vediamo di seguito di cosa si tratta.

Interventi in conto garanzie

Una garanzia è una tutela delle esigenze economiche di un soggetto e può anche essere rappresentata, in un rapporto tra due soggetti, da un terzo soggetto che fa da garante. Ci sono diverse tipologie di garanzia, ma quelle che trovano maggiore applicazione nel campo della finanza agevolata sono le cessioni del credito.

Nel momento in cui si ottiene questo tipo di agevolazione, l’azienda può decidere di cedere il credito ad un altro soggetto, che può essere la banca o anche l’azienda che è stata assunta per effettuare i lavori (per far fronte ai quali si è ottenuta l’agevolazione). È un modo per l’impresa di ottenere, al posto di un erogazione per compensazione, ovvero in dichiarazione dei redditi, liquidità immediata per far fronte ai propri investimenti.

Intervento nel capitale di rischio

La finanza agevolata può intervenire anche nel capitale sociale di rischio. Il capitale sociale è il capitale con cui ogni socio della società contribuisce alla società stessa ed è un indice delle risorse su cui l’impresa può contare. Viene definito capitali di rischio perché, in caso di cessazione dell’attività, si devono rimborsare tutte le passività e il capitale sociale è l’ultimo ad essere rimborsato, quindi è il capitale più a rischio.

Chi può beneficiare della finanza agevolata?

La finanza agevolata è l’insieme degli strumenti finanziari a disposizione di tutte le imprese, ma questo non significa che tutte le imprese possono accedere indifferentemente a qualsiasi tipo di agevolazione o contributo messo a disposizione dallo Stato o da un Ente territoriale.

I contributi possono essere quindi rivolti a piccole, medie, grandi imprese e liberi professionisti che operano in determinati settori, oppure a qualsiasi tipo di settore ma per certi tipi di investimenti, e certi tipi di sviluppi. Quando pensi di utilizzare uno degli strumenti della finanza agevolata, quindi, la prima cosa da fare è fare riferimento alla normativa e assicurarti che la tua impresa corrisponda ai requisiti da essa previsti per poter beneficiare dell’agevolazione. 

Lo stesso vale per i liberi professionisti: all’interno di ogni bando che regola l’erogazione di contributi sono in genere indicati il codice Ateco o i codici Ateco delle imprese e dei professionisti che possono beneficiare dell’agevolazione. Per essere sicuro di poter avere accesso all’agevolazione devi anche rispondere di un altro requisito, ovvero gli investimenti rimborsabili dall’incentivo che vediamo, nel prossimo paragrafo.

Spese Ammissibili

In questo caso, poco spazio è lasciato alla libera interpretazione perché le normative relative alle singole agevolazioni contengono, talvolta all’interno di allegati, liste o elenchi delle spese ammissibili che possono essere quindi oggetto dell’agevolazione. Per esempio il credito d’imposta 4.0 è dedicato allo sviluppo tecnologico e digitale delle aziende, e solo gli investimenti che vanno in questa direzione saranno rimborsati.

Agevolazioni cumulabili: di cosa si tratta

Uno dei motivi per cui si parla di finanza agevolata e non della singola agevolazione è che le imprese possono avere accesso a più agevolazioni, sempre rispettando requisiti e spese ammissibili. Si usa finanza agevolata come termine unico per riferirsi a tutti quegli strumenti – contributi e agevolazioni – che ciascuna impresa ha a disposizione. In materia di “cumulabilità” tuttavia, occorre chiarire un ulteriore concetto: quello di regime de minimis.

 In caso si voglia ottenere una agevolazione in regime de minimis, infatti, l’impresa dovrà calcolare gli aiuti già ottenuti: se supera un massimale, l’impresa resterà esclusa dall’agevolazione. Ma spieghiamo questo concetto nel dettaglio.

Regime de Minimis

Chiariamo per prima cosa cosa si intende per agevolazione in regime de minimis. Gli enti pubblici possono quindi erogare questo tipo di incentivi – definiti “in regime de minimis – senza obbligo di notifica all’Unione Europea.

L’Unione Europea disciplina il regime che i singoli stati devono rispettare per quanto riguarda i sistemi di agevolazione alle imprese. In particolare, gli aiuti di Stato devono essere tali che non “falsino o minaccino di falsare la concorrenza”. Normalmente, dunque, gli incentivi concessi dallo Stato debbano essere notificati all’Unione Europea, ma fanno eccezione tutti gli aiuti di entità minima, ovvero così piccola che non si presume che incidono sulla concorrenza in modo significativo.

Come richiedere l’agevolazione in Regime de Minimis

Il regolamento de minimis prevede che l’importo massimo totale che la singola impresa può ottenere non può superare i 200.000 euro. Quando fai domanda o partecipi a un bando per una agevolazione in regime de minimis, quindi, è importante calcolare la somma degli aiuti che hai già ottenuto da altre agevolazioni nello stesso regime nei tre esercizi finanziari (annualità) precedenti.

Se la somma totale delle agevolazioni ottenute supera il massimale, l’impresa non avrà diritto all’agevolazione, nemmeno per la parte non eccedente. Per alcuni settori – come quello dei trasporti o dell’agricoltura – sono previsti massimali di tipo diverso. Occorre quindi sempre valutare il caso specifico.

Consulenza in finanza agevolata: cos’è?

Come vedremo nel corso del paragrafo seguente, gli strumenti finanziari a disposizione delle imprese sono molteplici ed è difficile comprendere cosa si ha a disposizione e quali siano le mosse migliori. Per questo, molti imprenditori scelgono di rivolgersi a un consulente di finanza agevolata professionista insieme al quale comprendere quali strumenti utilizzare.

Un consulente di finanza agevolata non saprà solo individuare tutte le soluzioni a tua disposizione, ma anche indirizzarti su quelle più conveniente e adatte alle esigenze della tua azienda. Grazie a un supporto esperto, puoi infatti individuare e accedere a una o più agevolazioni, che vanno dai crediti d’imposta a bandi specifici, come Isi Inail.

Gli strumenti della finanza agevolata: alcuni esempi

Vediamo alcune opportunità che rientrano tra gli strumenti agevolativi del 2024 e a cui una PMI può accedere facilmente grazie al supporto della consulenza in finanza agevolata.

1. Crediti d’imposta: strumenti alla base della finanza agevolata

I crediti d’imposta rappresentano un importante strumento a supporto delle PMI. Essi infatti consentono alle PMI di ridurre l’importo delle imposte da pagare, incentivandole a investire in specifiche aree quali innovazione, ricerca e sviluppo, formazione del personale, digitalizzazione e transizione ecologica. L’ammontare del credito d’imposta varia a seconda del tipo di spesa e dell’obiettivo politico che il Governo intende perseguire. Per esempio, un credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo spinge le PMI a investire maggiormente in innovazione, contribuendo così alla crescita economica e al progresso tecnologico. Questi incentivi fiscali sono fondamentali per le PMI, in quanto offrono un supporto finanziario, un “alleggerimento fiscale” e sostengono l’investimento in attività che potrebbero altrimenti risultare troppo onerose.

2. Bonus ZES Unica, attivo dal 1 gennaio 2024

A partire dal 1 gennaio 2024, il Bonus ZES Unica rappresenta un incentivo significativo per le imprese situate o che intendono insediarsi nelle Zone Economiche Speciali. Questo bonus è progettato per stimolare lo sviluppo economico e l’attrattività di queste aree, offrendo vantaggi fiscali e agevolazioni alle imprese. Tra i benefici principali, il Bonus ZES Unica include riduzioni delle imposte sui redditi aziendali, esenzioni da alcune tasse locali, e facilitazioni nella procedura di autorizzazione per nuovi investimenti. Inoltre, può prevedere agevolazioni per l’assunzione di personale e incentivi per investimenti in ricerca e sviluppo, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. L’obiettivo di questa misura è di creare un ambiente favorevole per le imprese, promuovendo investimenti e innovazione in regioni specifiche, al fine di stimolare la crescita economica locale e l’occupazione.

3. Bando Isi Inail, l’agevolazione per la sicurezza sul lavoro

Il Bando INAIL 2023-2024, pubblicato il 20 dicembre 2023, mette a disposizione 508 milioni di euro per investimenti aziendali che migliorano la salute e la sicurezza dei lavoratori. Le aziende possono ottenere un contributo a fondo perduto del 65%, fino a un massimo di 130.000 euro. Il bando è aperto a tutte le imprese, inclusi gli enti del terzo settore per alcuni interventi specifici.

I progetti finanziabili includono quelli per la riduzione dei rischi tecnopatici, l’adozione di modelli organizzativi, e la bonifica da materiali contenenti amianto, tra gli altri. Le spese ammissibili devono essere necessarie per la realizzazione del progetto e non già realizzate alla data di chiusura dello sportello telematico. Il bando prevede anche un’anticipazione fino al 50% dell’importo per finanziamenti superiori a 30.000 euro, con fidejussione.

Come ottenere una consulenza in finanza agevolata

Come hai potuto notare, gli strumenti della finanza agevolata sono tanti e molteplici e di sicuro non ne abbiamo esaurito l’elenco in questo articolo. Per questo motivo, una consulenza di finanza agevolata è spesso un aiuto molto prezioso per le imprese come quello che diamo noi di Finera, azienda che lavora al fianco delle PMI grazie a un team di professionisti qualificati in finanza agevolata. Se vuoi ricevere una consulenza gratuita, puoi contattarci senza impegno e un nostro consulente risponderà ai tuoi dubbi. 

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