- I finanziamenti a fondo perduto sono aiuti economici non rimborsabili destinati a supportare progetti specifici, ideali per PMI e start-up che cercano di crescere senza l’aggiunta di debiti.
- L’accesso a questi finanziamenti richiede il rispetto di determinati criteri, come la dimensione dell’impresa e il settore di attività, e necessita di una domanda dettagliata che illustri il progetto e i suoi benefici attesi.
- Questi fondi mirano a stimolare l’economia e l’innovazione, con l’aspettativa che i beneficiari li utilizzino in modo trasparente e in linea con gli obiettivi prefissati, portando a risultati tangibili come la crescita dell’azienda e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Queste sono solo alcune delle peculiarità dei contributi a fondo perduto, che soprattutto in questo periodo storico offrono a piccole e medie imprese l’opportunità di avviare nuovi progetti o anche solo di innovarsi. Ma cosa sono i finanziamenti a fondo perduto?
Online troviamo un’infinità di articoli dedicati alla tematica ed è difficile districarsi tra tutte quelle informazioni per comprendere il mondo dietro i contributi a fondo perduto. Proprio per fare chiarezza, in questa guida definitiva sui finanziamenti a fondo perduto sono state raccolte le agevolazioni disponibili in questo momento e le risposte alle domande più frequenti, come: “Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto?”, “Cosa finanziano i contributi a fondo perduto?”, “Come richiedere un finanziamento a fondo perduto?” e “Quali sono i finanziamenti a fondo perduto del 2026?“.
Ricorda che questa guida è in costante aggiornamento, ma riassume in modo completo l’intricato mondo dei finanziamenti a fondo perduto. Per andare a fondo e individuare il contributo più adatto alla tua azienda, continua a leggere.

La guida completa ai finanziamenti a fondo perduto per PMI
- Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto?
- Come funzionano i contributi a fondo perduto?
- Chi eroga i finanziamenti a fondo perduto?
- Cosa finanziano i contributi a fondo perduto 2026?
- Vantaggi e svantaggi dei contributi a fondo perduto
- Come richiedere un finanziamento a fondo perduto?
- Come funzionano i contributi a fondo perduto?
- A chi si rivolgono i finanziamenti a fondo perduto?
- Quali sono i principali finanziamenti a fondo perduto del 2026?
- 1. Resto al Sud 2.0: nel 2026 il fondo perduto per gli under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno
- 2. Smart&Start Italia: il finanziamento per startup innovative nel 2026
- 3. Bando ISI INAIL 2026: contributi a fondo perduto per la sicurezza sul lavoro
- 4. SIMEST 2026: finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese
- Ricapitoliamo: come districarsi tra i contributi a fondo perduto 2026?
Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto?
Anche se secondo la Corte dei Conti Europea, solo il 30,7% dei fondi erogati arrivano effettivamente nelle casse delle imprese italiane, questi finanziamenti esistono e non fanno parte della mitologia. Che li si chiami contributi o finanziamenti a fondo perduto, si parla sempre di liquidità date in prestito alla tua azienda e che non devono essere risarcite. Nella maggior parte dei casi, questi prestiti vengono erogati a fronte di spese che l’imprenditore deve aver sostenuto. Spese che sono inquadrate all’interno di un particolare tipo di investimento (come ad esempio l’acquisto di macchinari 4.0) e che rientrano tra gli investimenti ammessi dall’agevolazione.
L’obiettivo delle agevolazioni a fondo perduto è supportare lo sviluppo del territorio e la sua crescita economica. Rappresentano quindi indubbiamente un’importante occasione per start up e aziende che vogliono fare investimenti concreti per la loro crescita.
Come funzionano i contributi a fondo perduto?
Come anticipato nel paragrafo precedente, i contributi a fondo perduto hanno una caratteristica importante: prevedono la totale o parziale assenza dell’obbligo di restituzione del capitale prestato. Ma come funzionano nel dettaglio questi finanziamenti per le attività imprenditoriali?
Nella maggior parte dei casi, i finanziamenti a fondo perduto sono regolati da specifici bandi, nei quali sono specificati:
- le agevolazioni di cui l’impresa può usufruire
- i requisiti che è necessario possedere per poter partecipare al bando
- le modalità e i documenti necessari per presentare domanda
- la scadenza del bando (se si tratta di un bando che non è costantemente attivo)
- le tempistiche di valutazione della domanda presentata da parte di una commissione valutativa
Un aspetto da considerare è che spesso si tratta di finanziamenti mirati per alcuni settori o categorie. Per questo motivo tra i documenti per presentare domanda, potrebbe essere richiesta una rendicontazione delle spese affrontate.
Ogni finanziamento a fondo perduto ha poi le sue specifiche, ma è possibile che vengano anche effettuate delle verifiche per controllare che le somme prestate siano poi state effettivamente utilizzate dall’impresa. La concessione del contributo, a volte, può infatti essere vincolata ad alcuni parametri il cui mancato rispetto può comportare l’annullamento del contributo.
Chi eroga i finanziamenti a fondo perduto?
I finanziamenti a fondo perduto sono contributi erogati da enti come l’Unione Europea, lo Stato italiano, le Regioni, le Province e i Comuni. Nel caso di finanziamenti agevolati nazionali, l’ente erogatore è spesso l’Agenzia Nazionale Invitalia, che mette a disposizione una piattaforma dove l’imprenditore può trovare:
- informazioni
- testi che regolano le agevolazioni
- modulistica
- un’area riservata per inoltrare le domande e seguirne l’esito…
Invitalia: cos’è e come funziona?
Prima di entrare nello specifico sui contributi a fondo perduto, è utile aprire una piccola parentesi su Invitalia, l’Agenzia Nazionale per lo sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia. Nata con l’obiettivo di supportare la crescita economica del paese, l’Agenzia è da sempre impegnata a sostenere le aziende innovative, favorendone la nascita e la crescita. Questo tipo di sostegno è possibile attraverso incentivi nazionali messi a disposizione per le imprese.
Solitamente Invitalia emana bandi per contributi a fondo perduto o per finanziamenti agevolati e, ciascun bando, contiene i requisiti specifici che le imprese devono avere per potervi accedere. È poi compito dell’Agenzia verificare la veridicità delle informazioni fornite e il rispetto dei requisiti previsti dal bando.
Cosa finanziano i contributi a fondo perduto 2026?
Abbiamo visto cosa sono i finanziamento a fondo perduto e parlato in breve degli enti erogatori di queste agevolazioni. Ma cosa può essere finanziato con i contributi a fondo perduto? La buona notizia è che quasi tutte le attività d’impresa sono finanziabili con questa tipologia di incentivi.
Ogni bando ha le sue caratteristiche e può avere spese ammissibili differenti da altri. In generale, con i finanziamenti a fondo perduto, si possono finanziare ad esempio:
- Beni materiali come attrezzatura, macchinari, nuove tecnologie…
- Beni immateriali come brevetti, software, licenze…
- Avvio di nuove imprese
- Formazione del personale
- Azioni di digitalizzazione, come ad esempio lo sviluppo di uno shop online o l’automazione del customer care
- Azioni di internazionalizzazione, come la partecipazione a fiere estere o lo sviluppo di un e-commerce
- e via dicendo
Ricorda che non tutto può essere acquistato attraverso i finanziamenti a fondo perduto. Quasi nessun bando prevede, ad esempio, l’acquisto di immobili e sono pochi quelli che rimborsano, sempre a titolo esemplificativo, i costi legati alla pubblicità online. Per conoscere nel dettaglio le spese ammissibili è quindi vitale consultare il testo integrale del bando che ti interessa, dove sono anche specificati in modo chiaro:
- la somma totale stanziata
- la percentuale massima di finanziamento a fondo perduto ottenibile
- una destinazione d’impiego dei fondi
Quando ottengo un contributo a fondo perduto del 100%?
Un contributo a fondo perduto quindi può non coprire l’intera somma delle spese ammissibili, ma spesso ne finanzia una percentuale definita. Il resto dell’investimento può rimanere a tuo carico, oppure può essere finanziato con un’altra forma di incentivo che di solito è un finanziamento agevolato o a tasso zero.
Quand’è allora che un incentivo riesce a coprire il 100% delle spese ammissibili? La copertura al 100% delle spese ammesse da parte di un contributo è possibile quando una parte del finanziamento è a fondo perduto e una parte è a finanziamento agevolato. In questo caso abbiamo quindi un finanziamento che viene definito “misto”.
Vantaggi e svantaggi dei contributi a fondo perduto
I contributi a fondo perduto sono quindi un importante incentivo e un notevole supporto economico per le aziende: garantiscono liquidità senza l’obbligo di dimostrare di poter risarcire il prestito in futuro, né tanto meno di dover effettivamente restituire quelle somme ottenute.
Tuttavia, per quanto sia d’aiuto, è una formula di agevolazione con forti limiti. Il contributo a fondo perduto è infatti erogato, come ti dicevo precedentemente, a fronte di spese già sostenute e con finalità precise. Implica quindi che l’ azienda abbia la disponibilità economica necessaria a reggere l’investimento in autonomia. Per ottenerne il rimborso solo in un secondo momento e senza alcuna certezza di ottenerlo.
È per questo che la formula di finanziamento che va per la maggiore è quella “mista”, che prevede una parte del contributo a fondo perduto insieme a una parte di finanziamento agevolato. Quest’ultimo fornisce liquidità immediata, ma deve essere restituito. Il contributo a fondo perduto, come ormai sai bene, non deve essere restituito, ma ha la caratteristica di poter essere incassato solo in un secondo momento.
Come richiedere un finanziamento a fondo perduto?
Abbiamo già detto che la maggioranza dei finanziamenti a fondo perduto prevede la partecipazione a bandi, per i quali sono richiesti documenti specifici e un business plan dettagliato del progetto per il quale si richiedono i contributi.
Da imprenditore ti sarai trovato di fronte a uno di questi bandi e avrai sicuramente visto che purtroppo non esiste una procedura univoca. Ogni bando ha dei requisiti specifici e si diversifica dagli altri, ma posso dirti che di solito è necessario presentare:
- il piano progettuale (business plan) con la descrizione dettagliata del progetto
- un prospetto spese che si prevede di sostenere con i fondi del bando
- gli obiettivi del breve, medio e lungo termine
- un atto di delega se si ricorre a un consulente per presentare domanda
Il consiglio è sempre quello di visionare i portali ufficiali degli enti erogatori, al fine di avere tutte le informazioni relative alla documentazione da presentare, alle scadenze da rispettare e alle eventuali proroghe delle tempistiche. Certo, tutto l’iter è macchinoso e rappresenta un ostacolo per l’accesso ai contributi. Ostacolo a cui sono correlate altre criticità: spesso le imprese non conoscono le agevolazioni disponibili, presentano la domanda in modo errato o incompleto e non sanno come rendicontare il contributo.
Questo fa capire che, una gestione amatoriale della presentazione della domanda per un contributo a fondo perduto, incrementa la possibilità di non ottenimento dell’agevolazione.
Una consulenza personalizzata aiuta a evitare di commettere errori di valutazione e a individuare il finanziamento a fondo perduto più adatto all’impresa. Sei interessato ad accedere a finanziamenti a fondo perduto? Allora, richiedi una consulenza gratuita e senza impegno per capire come procedere.
Come funzionano i contributi a fondo perduto?
Come menzionato in precedenza, una caratteristica distintiva dei contributi a fondo perduto è che non richiedono, in tutto o in parte, la restituzione del capitale ricevuto. Ma quali sono i meccanismi specifici attraverso cui questi finanziamenti operano nel contesto imprenditoriale?
Generalmente, i finanziamenti a fondo perduto sono disciplinati da bandi dettagliati che delineano vari aspetti:
- Le facilitazioni disponibili per l’impresa.
- I criteri di ammissibilità necessari per l’iscrizione al bando.
- Le procedure e i documenti richiesti per la candidatura.
- La data di scadenza del bando, nel caso in cui non sia permanentemente aperto.
- I tempi previsti per la revisione delle domande da parte di un comitato di valutazione.
È importante notare che questi finanziamenti sono spesso destinati a specifici settori o categorie professionali. Per questo motivo tra i documenti richiesti potrebbe essere inclusa una dettagliata relazione delle spese sostenute.
Ogni finanziamento a fondo perduto presenta caratteristiche proprie. Tuttavia, è comune che vengano effettuati controlli per assicurarsi che i fondi ricevuti siano stati impiegati come previsto. In alcuni casi, l’erogazione del contributo può essere subordinata al rispetto di determinati criteri, la cui violazione può portare alla revoca del finanziamento stesso.
A chi si rivolgono i finanziamenti a fondo perduto?
I finanziamenti a fondo perduto si rivolgono solitamente a giovani, donne, imprese del Sud Italia, attività culturali e imprese agricole. Per richiedere questi contributi è necessario, come specificato alla fine del paragrafo precedente, possedere dei requisiti e rispettare determinati criteri quali, ad esempio:
- essere una startup
- avere meno di 36 anni
- essere aziende in fase di consolidamento
- avere sede in aree svantaggiate…
Quali sono i principali finanziamenti a fondo perduto del 2026?
I contributi a fondo perduto per il 2026 sono numerosi e interessanti. Di seguito sono riportati i principali, caratterizzati dallo stanziamento di somme elevate e che si chiuderanno solo all’esaurimento dei fondi disponibili. Per conoscere tutti i bandi attivi o in fase di attuazione, consulta i siti degli enti erogatori o contatta Finera per una prima consulenza gratuita utile a capire quali fondi sono adatti alla tua impresa.
1. Resto al Sud 2.0: nel 2026 il fondo perduto per gli under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno
Resto al Sud 2.0 è la misura attuativa prevista dal decreto del 11 luglio 2025 e oggi risulta attiva sul portale Invitalia, con sportello aperto dal 15 ottobre 2025. L’incentivo sostiene l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La dotazione finanziaria oggi indicata da Invitalia per la misura è pari a 356,4 milioni di euro. Le domande si presentano online e vengono valutate in ordine cronologico, nei limiti delle risorse disponibili.
A quanto ammonta l’agevolazione?
L’incentivo prevede un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro per programmi con spese innovative, digitali o orientate alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico. In alternativa, o in combinazione secondo la struttura della misura, è previsto un contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro oppure del 70% per programmi compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Alla misura si affiancano inoltre servizi di tutoring previsti dalla disciplina attuativa.
A chi si rivolge
Resto al Sud 2.0 si rivolge a giovani tra 18 e 35 anni non compiuti, in condizione di inattività, inoccupazione, disoccupazione, destinatari del programma GOL o working poor. Le FAQ ufficiali precisano anche che, nei 6 mesi precedenti la domanda, i soggetti con i requisiti non devono risultare soci o titolari di attività con codice ATECO coincidente fino alla terza cifra con quello della nuova iniziativa.
Spese ammissibili
Sono ammissibili, tra le altre, spese per opere edili entro i limiti previsti, macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi, software, piattaforme digitali, immobilizzazioni immateriali e consulenze tecnico-specialistiche. Restano escluse spese per terreni, immobili, leasing, personale, utenze, locazioni e consulenze non tecnico-specialistiche.
2. Smart&Start Italia: il finanziamento per startup innovative nel 2026
Tra le misure più strutturate ancora attive nel 2026 c’è Smart&Start Italia, l’incentivo gestito da Invitalia dedicato alla nascita e crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico. La misura finanzia programmi di investimento compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, rivolti a imprese innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese.
A differenza di molti bandi, Smart&Start non è un fondo perduto puro, ma un finanziamento agevolato a tasso zero, che può coprire fino al 90% dell’investimento. Una quota a fondo perduto è prevista solo in specifiche condizioni, ad esempio per startup localizzate nel Mezzogiorno o con particolari requisiti soggettivi.
Oltre al sostegno finanziario, la misura prevede anche servizi di accompagnamento tecnico e gestionale, fondamentali nelle prime fasi di sviluppo dell’impresa. Le domande sono aperte a sportello, senza una scadenza fissa, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
3. Bando ISI INAIL 2026: contributi a fondo perduto per la sicurezza sul lavoro
Il Bando ISI INAIL è una delle principali misure di finanza agevolata attive anche nel 2026, finalizzata a incentivare gli investimenti delle imprese in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Gestito da INAIL, il bando consente di ottenere contributi a fondo perduto per interventi di prevenzione, riduzione dei rischi e miglioramento delle condizioni lavorative.
L’agevolazione copre generalmente dal 65% all’80% delle spese ammissibili, con importi che, nelle ultime edizioni, variano da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro, a seconda dell’asse di finanziamento.
Il bando è articolato in diversi assi, ciascuno dedicato a specifiche tipologie di intervento, tra cui:
- investimenti per la riduzione dei rischi generali;
- interventi ergonomici e movimentazione manuale dei carichi;
- bonifica da materiali contenenti amianto;
- progetti per micro e piccole imprese e settore agricolo.
Possono accedere le imprese:
- regolarmente iscritte alla Camera di Commercio;
- in regola con gli obblighi contributivi;
- in possesso dei requisiti previsti per l’accesso ai finanziamenti pubblici.
A differenza di altri incentivi, il Bando ISI INAIL segue una procedura strutturata che culmina nel cosiddetto click day: una fase competitiva in cui le imprese ammesse devono inviare la domanda in una finestra temporale limitata, e l’ordine cronologico di invio diventa determinante per l’accesso al contributo.
Le modalità operative, le risorse disponibili e le tempistiche vengono definite annualmente tramite avvisi ufficiali pubblicati sul portale INAIL. Per questo motivo, la pianificazione anticipata, la costruzione del punteggio e la preparazione tecnica della domanda sono elementi decisivi per aumentare concretamente le probabilità di ottenere il contributo.
4. SIMEST 2026: finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese
Tra gli strumenti più strategici della finanza agevolata nel 2026 rientrano i finanziamenti gestiti da SIMEST, pensati per supportare le imprese italiane nei percorsi di crescita sui mercati esteri.
Le misure SIMEST si basano su finanziamenti agevolati a condizioni particolarmente vantaggiose, con la possibilità, in alcuni casi, di integrare una quota a fondo perduto, variabile in funzione della tipologia di intervento e delle caratteristiche dell’impresa.
Nel 2026, SIMEST non si limita più a sostenere attività tradizionali come fiere o consulenze, ma si configura come un vero e proprio strumento di sviluppo internazionale strutturato, che copre diverse direttrici strategiche:
- ingresso e consolidamento nei mercati esteri;
- sviluppo di canali e-commerce e marketplace internazionali;
- progetti di transizione digitale ed ecologica legati all’export;
- inserimento di figure manageriali specializzate (Temporary Export Manager, Digital Manager);
- apertura o rafforzamento di strutture commerciali all’estero;
- interventi straordinari legati a specifici mercati o contesti geopolitici.
Le agevolazioni operano prevalentemente a sportello, con risorse limitate e condizioni di accesso che possono variare nel tempo. Per questo motivo, l’accesso ai finanziamenti SIMEST non dipende solo dalla presentazione della domanda, ma dalla qualità del progetto, dalla coerenza strategica e dalla capacità di integrare più strumenti in un unico piano di internazionalizzazione.
In un contesto caratterizzato da instabilità dei mercati e nuove barriere commerciali, SIMEST rappresenta oggi non solo un’opportunità di crescita, ma uno strumento concreto per rafforzare la competitività e la resilienza delle imprese italiane sui mercati globali.
Ricapitoliamo: come districarsi tra i contributi a fondo perduto 2026?
Come hai visto, il tema dei finanziamenti a fondo perduto è lungo e in continuo aggiornamento. Per questo motivo abbiamo proposto una guida che potesse fornire un quadro più chiaro per aiutare le imprese come la tua a districarsi nella giungla dei contributi disponibili, non solo quest’anno ma anche in futuro.
Tuttavia, hai sicuramente capito che gestirsi in modo amatoriale comporta un grosso margine di errore. Quindi, per evitare di sbagliare e per non perdere tempo, è necessario affidarsi a un esperto di finanza agevolata, che ti supporti in ogni passaggio: dallo studio di fattibilità fino all’erogazione del contributo e alla rendicontazione delle spese.Se anche tu vuoi essere certo di ottenere il contributo adatto a te, prenota un incontro gratuito e senza vincoli.
Sui contributi a fondo perduto, devi leggere anche:
- Contributi a fondo perduto: la guida definitiva per accedere
- Bando ISI INAIL 2026: fino a 130mila euro a fondo perduto. Ecco come preparasi al click day senza errori
- Legge di Bilancio 2026: tutte le novità per le imprese
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