Invitalia bandi: 7 finanziamenti e contributi a fondo perduto da non perdere

Invitalia bandi

Invitalia è l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia. Diventata punto di riferimento per le PMI italiane, Invitalia supporta la crescita economica del nostro Paese gestendo tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative.

Secondo i dati condivisi dalla stessa Agenzia, settembre 2023 sono tantissime le aziende che hanno beneficiato dei contributi in questi anni; sono 20.102 le imprese finanziate, ammontano a 12,8 miliardi gli investimenti attivati, è di 4.7 miliardi il totale delle agevolazioni concesse e sono 463.598 i posti di lavoro creati o salvaguardati.

Da questi dati è palese l’elevato numero di domande che, quotidianamente, vengono presentate per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti proposti da Invitalia. Ma quali sono i contributi attualmente attivi? E come presentare domanda? Leggi l’articolo per scoprire quali sono i 7 finanziamenti e contributi a fondo perduto di Invitalia da non perdere nel 2023 e come fare per ottenerli.

Che cos’è Invitalia?

Invitalia è l’Agenzia del Ministero dell’Economia, nata nel 2008, con il compito di erogare fondi e incentivi a supporto dello sviluppo di attività imprenditoriali già esistenti, e della nascita di nuove imprese e start up innovative.

Attraverso programmi di sviluppo nazionali e comunitari, l’Agenzia mette a disposizione delle imprese numerosi finanziamenti a fondo perduto con l’obiettivo principale di supportare la crescita economica dell’Italia. Ma come funziona Invitalia? E come si accede ai fondi dell’Agenzia del Ministero dell’Economia?

Come funziona Invitalia?

Come anticipato, Invitalia supporta le aziende tramite agevolazioni differenti, che possono essere contributi a fondo perduto, o finanziamenti a tasso agevolato. L’accesso a tali agevolazioni, indipendentemente dalla natura a fondo perduto o a tasso agevolato, avviene attraverso:

  • la redazione di graduatorie, pubblicate attraverso codici assegnati a ciascuna impresa sul sito di Invitalia
  • in ordine cronologico di presentazione della domanda, fino ad esaurimento dei fondi disponibili

Per l’imprenditore che vuole presentare domanda, Invitalia è una vera e propria piattaforma che fornisce informazioni, testi che regolano le agevolazioni, modulistica e un’area riservata per inoltrare le domande e seguirne l’esito.

Come accedere all’area riservata Invitalia?

La parte più importante della piattaforma Invitalia è probabilmente l’Area Riservata. Innanzitutto, si tratta di un’area personale alla quale – dopo la registrazione – puoi accedere attraverso le tue credenziali. All’interno di questa area puoi effettuare operazioni, seguire e verificare l’esito delle tue domande o richieste, scaricare la modulistica necessaria, inoltrare documenti all’Agenzia.

Le richieste per tutti i contributi a fondo perduto Invitalia devono essere inoltrate esclusivamente attraverso la piattaforma di Invitalia e l’Area Personale. Nella maggior parte dei casi, per ogni incentivo la piattaforma mette a disposizione un portale, che viene aperto solo alla data in cui è possibile iniziare ad inoltrare le proprie domande.

Una volta inoltrata la domanda, nell’Area Riservata si può controllare lo stato di avanzamento dei processi di verifica e l’esito degli stessi. Anche dopo aver ottenuto l’agevolazione, Invitalia e la sua Area Personale rimangono importanti perché è da qui che dovrai caricare fatture, documentazione, e copie dei contratti che ti vengono richiesti.

L’app di Invitalia a tua disposizione

Invitalia mette anche a disposizione una app, ma le sue funzionalità sono limitate rispetto alla piattaforma accessibile da browser. Il limite più importante e che vale la pena sottolineare è il seguente: non si possono presentare domande per contributi a fondo perduto o altre agevolazione tramite l’app. Puoi anche accedere tramite app all’Area Personale per seguire l’esito dei processi di verifica, in maniera più rapida e immediata rispetto all’accesso da computer.

Contributi a fondo perduto di Invitalia

I contributi a fondo perduto sono delle liquidità versate da Invitalia nelle casse della tua impresa e rappresentano un prestito che non dovrà essere risarcito. I finanziamenti a fondo perduto di Invitalia vengono solitamente erogati a fronte della realizzazione di spese inquadrate all’interno di un particolare tipo di investimento, che rientra in quelli ammessi dall’agevolazione in questione.

Un contributo a fondo perduto può non finanziare l’intera somma delle spese ammissibili; ogni agevolazione individua infatti una percentuale di spese ammissibili finanziabile con contributo a fondo perduto. Il resto dell’investimento può essere a tuo carico, o finanziabile con un incentivo agevolato o a tasso zero.

Quando un incentivo riesce a coprire il 100% delle spese ammissibili? Quando eroga una parte di contributo a fondo perduto e una parte di finanziamento agevolato.

Vantaggi e svantaggi dei finanziamenti a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è sicuramente un vantaggio per la tua PMI, perché ti fornisce liquidità senza l’obbligo di restituzione. Tuttavia, presenta un unico svantaggio: essendo erogato a fronte di spese già effettuate, non è la soluzione adatta se la tua impresa non ha al momento le disponibilità economiche necessarie per affrontare da sola l’investimento.

Per questo si preferisce la formula mista del contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato. Quest’ultimo, si differenzia dal contributo a fondo perduto perché deve essere restituito, ma viene incassato prima di sostenere le spese e fornisce quindi liquidità immediata.

Invitalia Bandi: le 7 agevolazioni da non perdere per la tua PMI

Come anticipato nell’introduzione, abbiamo raccolto 7 agevolazioni di Invitalia attive nel 2023 e che supportano in modi differenti le PMI italiane.

1. Invitalia Resto al Sud: cos’è e come funziona

Ormai da anni Resto al Sud promuove e sostiene la creazione e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e professioni indipendenti. Questo bando è attivo in diverse regioni, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nonché nelle zone colpite dai terremoti nel Centro Italia, come Lazio, Marche e Umbria, e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.

Le opportunità sono rivolte a individui con un’età compresa tra 18 e 55 anni. I finanziamenti a disposizione ammontano a un totale di 1 miliardo e 250 milioni di euro. Non ci sono scadenze o graduatorie, poiché le richieste vengono valutate nell’ordine di arrivo.

L’agevolazione può finanziare diverse tipologie di attività (ad esclusione di quelle agricole), tra cui:

  1. Attività produttive nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.
  2. Fornitura di servizi sia per le imprese che per le persone.
  3. Settore turistico.
  4. Commercio.
  5. Attività professionali indipendenti, sia individuali che societarie.

Resto al Sud può coprire fino al 100% delle spese sostenute, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente. Tuttavia, nel caso di società composte da quattro soci, il finanziamento massimo può arrivare fino a 200.000 euro. Per le imprese individuali con un unico proponente, il finanziamento massimo è di 60.000 euro.

In aggiunta al finanziamento principale, è previsto un contributo a fondo perduto per sostenere le esigenze di circolante:

  • Fino a 15.000 euro per le imprese individuali e le attività professionali svolte in forma individuale.
  • Fino a un massimo di 40.000 euro per le società.

Quindi, Resto al Sud propone un’agevolazione finanziaria composta per il 50% da un contributo a fondo perduto e per il restante 50% da un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI, con interessi totalmente a carico di Invitalia.

Questo contributo viene erogato al termine del programma di spesa, contemporaneamente alla verifica dei contributi concessi.

Per quanto riguarda le spese, il bando non copre le spese relative a progettazione, promozione, consulenze e personale dipendente. Le spese ammissibili per il finanziamento includono infatti:

  • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa).
  • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi.
  • Investimenti in programmi informatici e servizi legati alle tecnologie, all’informazione e alle telecomunicazioni.
  • Spese operative, come materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione e di leasing, oltre a garanzie assicurative (massimo 20% del programma di spesa).

2. Smart e Start: come funziona il contributo Invitalia per startup?

Anche Smart & Start Italia prevede sia una percentuale di contributo a fondo perduto che una parte di finanziamento a tasso agevolato. A differenza di Resto al Sud, è un incentivo che promuove la nascita e lo sviluppo soltanto di startup innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane. L’obiettivo è stimolare una nuova cultura imprenditoriale nel campo dell’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e favorire il ritorno di talenti dall’estero.

I beneficiari del finanziamento sono startup innovative che sono state costituite da non più di 60 mesi e che sono iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Nello specifico, possono presentare domanda:

Il bando finanzia progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro e opera tramite una procedura a sportello, senza graduatorie o scadenze fisse. Le richieste sono valutate entro 60 giorni, in ordine cronologico di arrivo, tramite un processo completamente informatizzato gestito da Invitalia. Quest’ultima valuta i business plan, concede i finanziamenti e monitora l’implementazione dei progetti.

  • Startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi.
  • Team di persone fisiche che desiderano fondare una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso del “startup Visa.”
  • Imprese straniere che si impegnano ad aprire almeno una sede in Italia.

Per qualificarsi come “startup innovativa,” le imprese devono soddisfare i requisiti definiti all’articolo 25 del D.L. 179/2012. Per ulteriori dettagli sui requisiti, è possibile consultare il sito startup.registroimprese.it.

Oltre all’essere startup, le imprese che vogliono accedere a Smart&Start devono presentare un progetto imprenditoriale che deve presentare almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • Un notevole contenuto tecnologico e innovativo.
  • L’orientamento allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nell’ambito dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’Internet delle cose.
  • L’obiettivo di valorizzare i risultati della ricerca pubblica e privata.

Per quanto riguarda le spese ammissibili, sono incluse l’acquisto di beni di investimento, servizi, costi del personale e spese operative aziendali. Tutte le spese devono essere sostenute entro 24 mesi dalla firma del contratto.

Il finanziamento offerto da Smart&Start Italia è a tasso zero, senza necessità di garanzie, e copre l’80% delle spese ammissibili, ma questa percentuale può salire al 90% in determinate condizioni, come nel caso di startup composte interamente da donne e/o giovani sotto i 36 anni o se vi è un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) tra i soci che lavora all’estero e intende rientrare in Italia. In ogni caso, la restituzione del finanziamento avviene in 10 anni, a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

Inoltre, le startup con sede in alcune regioni del Sud Italia, possono beneficiare di un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento, riducendo così il rimborso al 70% del finanziamento ricevuto. Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso questo contributo anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia.

Infine, sono previste premialità aggiuntive per le iniziative che collaborano con incubatori, acceleratori d’impresa, operano al Centro-Nord e dispongono di accordi di investimento con investitori qualificati o di un rating di legalità. Le startup costituite da meno di un anno possono anche ricevere servizi di tutoraggio tecnico-gestionale nella fase iniziale.

3. ON Oltre Nuove imprese a tasso zero: bando formula mista per i nuovi imprenditori

Anche l’incentivo “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” di Invitalia vuole supportare i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori avviando una loro azienda. A differenza di altri bandi visti in questo approfondimento, le agevolazioni sono valide in tutta Italia. Anche in questo caso, però, il finanziamento è in formula mista: parte dell’incentivo è concesso con finanziamento a tasso zero e parte con contributo a fondo perduto. Sono finanziabili progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di Euro, e il contributo può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero: i requisiti per accedere

Questa misura a tasso zero di Invitalia si rivolge alle micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età. Nello specifico, per accedere a On – Oltre Nuove imprese a tasso zero, un’azienda deve avere uno di questi requisiti:

  • avere una compagine sociale composta per almeno dal 51% da giovani under 35
  • essere composta da una maggioranza di donne di tutte le età

In entrambi i casi, un ulteriore requisito richiesto è che l’azienda sia stata costituita nei 5 anni precedenti al bando.

Oltre alle aziende già costituite, possono presentare domanda di finanziamento anche le persone fisiche, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

Quali sono le spese ammesse dal contributo “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero”?

Le aziende possono richiedere il finanziamento a tasso zero sia per avviare nuove iniziative, sia per ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

Uno dei grandi vantaggi di questa agevolazione è che non sono richieste garanzie se il finanziamento resta entro i 250.000 Euro. Invece, per quanto riguarda i progetti che prevedono l’acquisto di un immobile, è richiesta un’ipoteca.

La misura prevede 2 linee di finanziamento con programmi di spesa e regime di aiuti differenti:

  • per le imprese costituite da non più di 3 anni
  • per le imprese costituite da almeno 3 e non più di 5 anni

Se la tua azienda è costituita da non più di 3 anni:

  • puoi presentare un progetto di investimento fino a 1,5 milioni di Euro
  • puoi accedere a un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto
  • il fondo perduto non può superare il limite del 20% della spesa ammissibile

Tra le spese ammesse dal bando, ci sono ad esempio quelle per le opere murarie, quelle per i macchinari, per i brevetti, per le consulenze specialistiche e quelle sostenute per la stipula del contratto di finanziamento.

Se la tua azienda è invece costituita da almeno 3 anni, ma da non più di 5, puoi:

  • presentare un progetto che prevede spese per investimento fino a 3 milioni di Euro
  • accedere a un mix di tasso zero e fondo perduto, che non può superare il limite del 15% della spesa ammissibile

4. Imprese femminili montane: il supporto alle imprenditrici di montagna

Il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri promuove l’incentivo “Imprese femminili innovative montane – IFIM“, finalizzato a sostenere programmi di investimento ad alto contenuto tecnologico e innovativo condotti da imprese femminili localizzate nei Comuni montani elencati nell’Allegato I dell’Avviso pubblico del 5 maggio 2023. Questo incentivo è gestito da Invitalia, e le richieste possono essere presentate tramite il sito web dedicato a partire dalle 12:00 del 30 maggio 2023, accedendo all’area riservata. La dotazione totale per questa iniziativa è di 3,9 milioni di euro.

Possono beneficiare del bando le startup innovative costituite principalmente da donne, sia sotto forma di società di capitali che cooperative, che abbiano una sede operativa o filiale in uno dei Comuni montani indicati nell’Allegato I del bando stesso.

Per presentare una domanda, le imprese devono soddisfare i seguenti requisiti:

  1. Essere regolarmente costituite e iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese in conformità all’articolo 25, comma 8, del decreto-legge n. 179/2012.
  2. Avere meno di sessanta mesi di attività.
  3. Rientrare nella categoria delle piccole imprese.

Ogni impresa può presentare una sola domanda e per finanziare:

  • Impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche.
  • Hardware e software.
  • Brevetti e licenze.
  • Certificazioni direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, legate al programma di investimento proposto.
  • Servizi di consulenza tecnologica, fino al 20% delle spese totali riconosciute per gli elementi sopra menzionati.

Inoltre, gli investimenti devono concentrarsi su:

  • Sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni con un notevole contenuto tecnologico e innovativo.
  • Valorizzazione economica dei risultati della ricerca.

Questi progetti di investimento devono avere spese ammissibili che non superino i 100.000 euro e devono essere avviati dopo la presentazione della domanda, concludendosi entro 18 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni. Infine, le agevolazioni offerte consistono in un contributo a fondo perduto, che copre fino al 70% delle spese ammissibili, con un massimo di 70.000 euro per progetto.

5. Bando Invitalia Digital Transformation 2023

Se vuoi digitalizzare la tua azienda, tra i contributi Invitalia il bando Digital Transformation fa al caso tuo. Si tratta infatti di un incentivo che favorisce la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese.

Requisiti per accedere a Digital Transformation Invitalia

Se vuoi accedere al bando Digital Transformation, la tua azienda deve possedere alcuni requisiti fondamentali, tra cui ad esempio:

  • essere iscritta come attiva nel Registro imprese
  • operare prevalentemente in uno o più di questi settori: turistico, commercio, manifatturiero, dei servizi diretti alle imprese manifatturiere
  • aver conseguito, nel bilancio depositato e approvato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 Euro
  • non trovarsi in stato di fallimento o di liquidazione anche volontaria

Cosa finanzia il bando Digital Transformation?

Con questo bando si possono finanziare progetti che mirano alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi attraverso:

  • tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 (soluzioni di manifattura avanzata, manifattura additiva, realtà aumentata, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data…)
  • soluzioni tecnologiche digitali di filiera (finalizzate ad esempio all’ottimizzazione della catena di distribuzione) o altre tecnologie come sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, blockchain, intelligenza artificiale…

Per entrambe le tipologie di progetto, il bando propone una formula mista che può coprire fino al 50% delle spese ammissibili. Il 10% della somma viene erogata come contributo a fondo perduto, mentre il 40% sotto forma di finanziamento agevolato.

6. Cresci al Sud: il supporto al capitale di rischio di PMI del Sud

Il Fondo Cresci al Sud investe, principalmente in modo minoritario, nelle Piccole e Medie Imprese con sede legale e operativa nelle otto regioni meridionali: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questo fondo è stato istituito attraverso la Legge di Bilancio 2020, con una dotazione complessiva di 250 milioni di euro (di cui 150 milioni nel 2020 e 100 milioni nel 2021) provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020, come stabilito dalla legge n. 147 del 27 dicembre 2013 (“Fondo Sviluppo e Coesione”). Il suo obiettivo principale è finanziare progetti che favoriscano la crescita e l’espansione delle imprese, anche attraverso processi di acquisizione e aggregazione.

Ecco i principali obiettivi del Fondo Cresci al Sud:

  1. Sostenere la crescita e la competitività delle PMI nel Mezzogiorno.
  2. Potenziare le competenze degli imprenditori in questioni di governance, finanza straordinaria, acquisizioni e gestione del passaggio generazionale, contribuendo alla loro crescita aziendale.
  3. Creare una partnership tra proprietà/management e INVITALIA per creare valore per tutti gli azionisti, condividendo un piano di sviluppo.
  4. Stimolare le operazioni di private equity nelle regioni del Sud Italia, spesso trascurate dai Fondi di Private Equity.

Le aziende target devono rispettare i seguenti criteri:

  • Meno di 250 dipendenti.
  • Valore della produzione non inferiore a 10 milioni di euro.
  • Fatturato non superiore a 50 milioni di euro o totale attivo non superiore a 43 milioni di euro.
  • Sede legale e operativa nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • Rendimento finanziario solido, posizionamento di mercato, vantaggio competitivo e potenziale di sviluppo sia internamente che attraverso fusioni e acquisizioni.

Sono ammessi anche investimenti in nuove società, purché derivino dalla scissione o aggregazione di attività già esistenti, con un requisito minimo di ricavi delle vendite e prestazioni di almeno 5 milioni di euro per queste attività scisse o aggregate.

Le imprese in stato di crisi, soggette a procedure concorsuali, coinvolte in piani di risanamento o accordi di ristrutturazione del debito sono escluse da questo programma.

Invitalia effettua investimenti diretti utilizzando le risorse finanziarie del Fondo attraverso diversi strumenti finanziari, tra cui azioni, quote, obbligazioni e altri strumenti finanziari partecipativi. Il ticket di investimento varia da 1 a 10 milioni di euro, con un limite massimo di investimento pari al 15% della dotazione del fondo.

Inoltre, Invitalia collabora con investitori privati indipendenti che contribuiscono almeno al 50% delle risorse previste per ciascun investimento. La durata degli investimenti diretti è solitamente di 5 anni per consentire il raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di sviluppo condiviso.

Le imprese interessate e che soddisfano i requisiti richiesti per il Fondo Cresci al Sud possono presentare la loro candidatura compilando la scheda di presentazione dell’azienda e inviandola a info.fondocrescialsud@invitalia.it.

7. Economia Circolare: l’incentivo per la riconversione delle attività produttive

Chiudiamo la carrellata dei contributi Invitalia con Economia Circolare, incentivo che promuove la trasformazione delle attività produttive verso un modello economico che prolunga la vita utile dei prodotti, dei materiali e delle risorse e riduce al minimo la produzione di rifiuti. Questa misura è gestita da Invitalia ed è stata avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso il Decreto del 11 giugno 2020, all’interno del Fondo per la Crescita Sostenibile.

Il finanziamento totale è di 219,8 milioni di euro, divisi come segue:

  • 157 milioni di euro per finanziamenti agevolati dal Fondo Rotativo per il Sostegno alle Imprese e gli Investimenti in Ricerca (FRI), con 150 milioni destinati ai progetti in tutta Italia, 5 milioni alla Regione Basilicata e 2 milioni alla Regione Piemonte.
  • 62,8 milioni di euro per contributi alla spesa, con 40 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione (di cui 80% per il Mezzogiorno e 20% per il Centro-Nord), 20 milioni dal Fondo per la Crescita Sostenibile, 2 milioni dalla Regione Basilicata e 800 mila euro dalla Regione Piemonte.

L’incentivo è rivolto a imprese di tutte le dimensioni e a organismi di ricerca, che presentano progetti individuali o congiunti. Le imprese devono essere in regime di contabilità ordinaria e avere almeno due bilanci approvati e depositati.

L’obiettivo dei progetti è la riconversione produttiva nell’ambito dell’economia circolare, coprendo diverse linee di intervento, come l’innovazione di prodotto e di processo, la progettazione di modelli tecnologici integrati, lo sviluppo di tecnologie per la gestione dell’acqua, il prolungamento della vita dei prodotti, la sperimentazione di packaging intelligente e la selezione di materiali multileggeri.

I progetti devono essere realizzati su territorio nazionale, avere spese ammissibili tra 500 mila e 2 milioni di euro e una durata di 12 a 36 mesi.

Le agevolazioni includono finanziamenti agevolati dal Fondo Rotativo Imprese e Ricerca (FRI) fino al 50% delle spese ammissibili e contributi alla spesa, con percentuali variabili a seconda delle dimensioni dell’impresa.

Le spese ammissibili comprendono costi del personale, strumenti e attrezzature, servizi di consulenza, spese generali e materiali. Non sono ammessi titoli di spesa inferiori a 500 euro o spese effettuate al di fuori del periodo del progetto.

Le domande devono essere presentate online, con l’uso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE), e devono essere corredate da firma digitale e indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Come ottenere i contributi di Invitalia?

Come avrai intuito, i contributi a fondo perduto e i finanziamenti a tasso agevolato offrono un supporto molto importante alle imprese costituende o consolidate. Non trascurare, tuttavia, il fatto che accedere a queste agevolazioni può essere complicato.

Secondo ilPost, solo il 38% delle agevolazioni disponibili finisce davvero alle imprese. Questo accade perché ci sono ben 3 ostacoli tra l’azienda e l’accesso ai contributi pubblici:

  1. le imprese conoscono poco le agevolazioni che possono richiedere
  2. se anche le conoscono, spesso compilano le domande per i contributi in maniera “amatoriale”
  3. spesso sbagliano la rendicontazione delle spese, richiesta per ottenere il contributo

Come fare allora per accedere ai finanziamenti di Invitalia?

Rivolgiti a un esperto in finanza agevolata che ti supporti in ogni passaggio della richiesta, dallo studio di fattibilità fino all’erogazione del contributo. Puoi affidarti a noi di Finera, che mettiamo a tua disposizione un team esperto in finanza agevolata che si occuperà di tutta la procedura per farti accedere agli incentivi Invitalia più adatti a te. Vuoi accedere a uno dei 7 contributi e finanziamenti di Invitalia nel 2023? Allora fissa oggi una consulenza gratuita e non vincolante con il nostro staff.

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