Invitalia: 7 finanziamenti e contributi a fondo perduto per la tua impresa

Invitalia

Invitalia è l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia. Diventata punto di riferimento per le PMI italiane, Invitalia supporta la crescita economica del nostro Paese gestendo tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative.

Secondo i dati pubblicati dalla stessa Agenzia a marzo 2022, sono tantissime le aziende che hanno beneficiato dei contributi in questi anni; sono 13.810 le nuove imprese create, 1.306 le startup innovative finanziate, 208 i grandi investimenti effettuati e 7.4 i miliardi di euro in investimenti attivati.

In questo approfondimento ho raccolto 7 finanziamenti e contributi a fondo perduto di Invitalia, ma dai dati che ti ho riportato capisci già quanto sia alto il numero di domande che vengono quotidianamente presentate per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti proposti da Invitalia. Considera inoltre che tantissime domande vengono scartate perché compilate in maniera errata e/o amatoriale. Con questi ostacoli ti sembra impossibile poter accedere a questi contributi, vero? La soluzione è affidarsi a un esperto in finanza agevolata. Leggi i contributi che ho raccolto per te in questo articolo e contatta un consulente Finera per accedere subito a quello più adatto alla tua azienda.

Che cos’è Invitalia?

Invitalia è l’Agenzia del Ministero dell’Economia, nata nel 2008, con il compito di erogare fondi e incentivi a supporto dello sviluppo di attività imprenditoriali già esistenti, e della nascita di nuove imprese e start up innovative.

Attraverso programmi di sviluppo nazionali e comunitari, l’Agenzia mette a disposizione delle imprese numerosi finanziamenti a fondo perduto con l’obiettivo principale di supportare la crescita economica dell’Italia. Ma come funziona Invitalia? E come si accede ai fondi dell’Agenzia del Ministero dell’Economia?

Come funziona Invitalia?

Come anticipato, Invitalia supporta le aziende tramite agevolazioni differenti, che possono essere contributi a fondo perduto, o finanziamenti a tasso agevolato. L’accesso a tali agevolazioni, indipendentemente dalla natura a fondo perduto o a tasso agevolato, avviene attraverso:

  • la redazione di graduatorie, pubblicate attraverso codici assegnati a ciascuna impresa sul sito di Invitalia
  • in ordine cronologico di presentazione della domanda, fino ad esaurimento dei fondi disponibili

Per l’imprenditore che vuole presentare domanda, Invitalia è una vera e propria piattaforma che fornisce informazioni, testi che regolano le agevolazioni, modulistica e un’area riservata per inoltrare le domande e seguirne l’esito.

Come accedere all’area riservata Invitalia?

La parte più importante della piattaforma Invitalia è probabilmente l’Area Riservata. Innanzitutto, si tratta di un’area personale alla quale – dopo la registrazione – puoi accedere attraverso le tue credenziali. All’interno di questa area puoi effettuare operazioni, seguire e verificare l’esito delle tue domande o richieste, scaricare la modulistica necessaria, inoltrare documenti all’Agenzia.

Le richieste per tutti i contributi a fondo perduto Invitalia devono essere inoltrate esclusivamente attraverso la piattaforma di Invitalia e l’Area Personale. Nella maggior parte dei casi, per ogni incentivo la piattaforma mette a disposizione un portale, che viene aperto solo alla data in cui è possibile iniziare ad inoltrare le proprie domande.

Una volta inoltrata la domanda, nell’Area Riservata si può controllare lo stato di avanzamento dei processi di verifica e l’esito degli stessi. Anche dopo aver ottenuto l’agevolazione, Invitalia e la sua Area Personale rimangono importanti perché è da qui che dovrai caricare fatture, documentazione, e copie dei contratti che ti vengono richiesti.

L’app di Invitalia a tua disposizione

Invitalia mette anche a disposizione una app, ma le sue funzionalità sono limitate rispetto alla piattaforma accessibile da browser. Il limite più importante e che vale la pena sottolineare è il seguente: non si possono presentare domande per contributi a fondo perduto o altre agevolazione tramite l’app. Puoi anche accedere tramite app all’Area Personale per seguire l’esito dei processi di verifica, in maniera più rapida e immediata rispetto all’accesso da computer.

Se hai bisogno di supporto per accedere ai contributi di Invitalia, puoi richiedere una consulenza gratuita e senza impegno.

Contributi a fondo perduto di Invitalia

I contributi a fondo perduto sono delle liquidità versate da Invitalia nelle casse della tua impresa e rappresentano un prestito che non dovrà essere risarcito. I finanziamenti a fondo perduto di Invitalia vengono solitamente erogati a fronte della realizzazione di spese inquadrate all’interno di un particolare tipo di investimento, che rientra in quelli ammessi dall’agevolazione in questione.

Un contributo a fondo perduto può non finanziare l’intera somma delle spese ammissibili; ogni agevolazione individua infatti una percentuale di spese ammissibili finanziabile con contributo a fondo perduto. Il resto dell’investimento può essere a tuo carico, o finanziabile con un incentivo agevolato o a tasso zero.

Quando un incentivo riesce a coprire il 100% delle spese ammissibili? Quando eroga una parte di contributo a fondo perduto e una parte di finanziamento agevolato.

Vantaggi e svantaggi dei finanziamenti a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è sicuramente un vantaggio per la tua PMI, perché ti fornisce liquidità senza l’obbligo di restituzione. Tuttavia, presenta un unico svantaggio: essendo erogato a fronte di spese già effettuate, non è la soluzione adatta se la tua impresa non ha al momento le disponibilità economiche necessarie per affrontare da sola l’investimento.

Per questo si preferisce la formula mista del contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato. Quest’ultimo, si differenzia dal contributo a fondo perduto perché deve essere restituito, ma viene incassato prima di sostenere le spese e fornisce quindi liquidità immediata.

1. Invitalia Resto al Sud: cos’è e come funziona

Invitalia Resto al Sud è un incentivo che finanzia una parte considerevole delle spese ammissibili (50%) tramite contributo a fondo perduto e che è finalizzata al supporto della nascita di nuove imprese.

Come suggerito dal nome del bando, il requisito più importante in questo contesto è la tua area geografica, o meglio la sede della tua impresa. L’incentivo si rivolge infatti esclusivamente:

  • alle regioni del sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)
  • ai comuni del “cratere sismico” del centro Italia
  • alle isole minori, lagunari e lacustri

A chi è rivolto il bando Resto al Sud di Invitalia?

Invitalia Resto al Sud prevede requisiti anche per il settore di appartenenza dell’attività costituenda o costituita. Con le modifiche effettuate nel 2021, sono ora finanziabili le imprese attive in qualsiasi settore, fatta eccezione per le aziende agricole. Il bando finanzia quindi:

  • attività produttive dei settori di industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli (ma non aziende agricole), pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
  • commercio
  • liberi professionisti (in forma individuale o societaria) che non hanno partita IVA, non hanno beneficiato di altri incentivi nell’ultimo triennio e non hanno un contratto a tempo indeterminato.

I requisiti di Resto al Sud

Resto al Sud Invitalia supporta economicamente la costituzione di nuove imprese o le imprese molto giovani, che rispettano questi requisiti:

  • aziende costituite dopo il 21/06/2017
  • aziende costituende, ossia che stanno per essere costituite

Invitalia Resto al Sud si rivolge ai giovani imprenditori per i quali sono previsti ulteriori requisiti, tra cui:

  • non aver compiuto il 56° anno di età
  • essere residente in una delle Regione o aree geografiche agevolate. Possono accedere all’agevolazione anche i giovani imprenditori che intendono trasferirsi in una delle suddette regioni. In questo caso, il cambio di residenza deve avvenire entro 60 giorni dalla data di approvazione dell’agevolazione (se la precedente residenza era all’Estero, si hanno 120 giorni di tempo per spostare la propria residenza e inoltrare la relativa documentazione a Invitalia).

Invitalia Resto al Sud: quali sono le spese ammissibili?

Resto al Sud calcola l’ammontare delle agevolazioni erogate sulla base del totale delle spese effettuate, o che si intendono effettuare. Questo dato viene ricavato dal business plan, il piano di investimento da presentare al momento della domanda di agevolazione, in cui si individuano gli obiettivi dell’investimento e tutte le spese a esso correlate.

Per Invitalia Resto al Sud, sono ammissibili le spese che riguardano:

  • ristrutturazione beni immobili
  • manutenzione straordinaria beni immobili
  • acquisto nuovi impianti, macchinari e attrezzature, beni immateriali come software o tecnologie, materie prime e materiali di consumo
  • opere edili
  • realizzazione siti web
  • spese gestionali e promozionali

Resto al Sud: cosa copre il contributo a fondo perduto?

Invitalia Resto al Sud finanzia con contributo a fondo perduto solo una percentuale delle spese. Tuttavia, si tratta di una percentuale molto elevata, che corrisponde al 50% delle spese ammissibili. A questa percentuale, si affianca un ulteriore vantaggio: il restante 50% delle spese è coperto da un finanziamento agevolato.

Con la formula mista, la tua azienda ottiene liquidità immediata per far fronte alle imprese iniziali per lo sviluppo o la costituzione, e va a coprire il 100% l’investimento.

2. Smart & Start: come funziona il contributo Invitalia per startup?

Anche Smart & Start Italia prevede sia una percentuale di contributo a fondo perduto che una parte di finanziamento a tasso agevolato. A differenza di Resto al Sud, supporta solo la crescita delle startup innovative, ossia di giovani imprese attive nel settore dell’innovazione su tutto il territorio italiano.

Tuttavia non tutti i richiedenti possono accedere al contributo a fondo perduto, che è infatti riservato ad alcune aree geografiche.

Smart & Start: chi ha accesso al contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto di Smart & Start Italia ammonta al 20% del finanziamento e, come anticipato, è riservato alle startup con sede in aree geografiche specifiche: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il 20% non è calcolato sul complessivo delle spese ammissibili, ma sulla percentuale finanziata dall’incentivo che corrisponde all’80% del totale.

Questa percentuale può salire al 90% se la startup possiede una di queste caratteristiche:

  • è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni
  • tra i soci è presente un esperto con titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia

Per le aziende attive nelle altre regioni del territorio italiano, Smart & Start finanzia gli investimenti tramite un finanziamento agevolato a tasso zero.

I requisiti per accedere a Smart & Start Italia

I requisiti per poter accedere all’agevolazione Smart & Start individuano dei parametri nel piano di impresa (business plan) presentati dagli imprenditori. Il progetto imprenditoriale, per accedere al finanziamento, deve avere almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo
  • essere orientato allo sviluppo di servizi, prodotti, o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale delle blockchain e di Internet
  • avere come fine la valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

Cosa finanzia il bando Smart & Start?

Smart & Start Italia finanzia piani d’impresa superiori ai 100.000 Euro e inferiori a 1,5 milioni di Euro per acquistare beni di investimento, servizi, per sostenere le spese del personale e i costi di funzionamento aziendale. Tra le spese, rientrano quindi ad esempio quelle per:

  • Impianti, macchinari e attrezzature nuove
  • Componenti hardware e software
  • Brevetti, marchi e licenze
  • Certificazioni
  • Consulenze specialistiche tecnologiche
  • Costi salariali relativi al personale dipendente
  • Costi relativi a collaboratori esterni
  • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
  • Investimenti in marketing e web marketing

Clausola importante da ricordare di Smart & Start è relativa alle spese del piano d’impresa, che devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

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3. Cultura Crea 2.0: il nuovo contributo al settore culturale

Cultura Crea 2.0 è un contributo a fondo perduto di Invitalia che si rivolge all’industria culturale e al settore terziario. È una versione rinnovata e potenziata di “Cultura Crea”, chiusa a marzo 2021, e ha l’obiettivo di sostenere la nascita e la crescita di imprese e iniziative no profit nel settore turistico-culturale.

Fino a questo momento, le due versioni si Cultura Crea, hanno finanziato un totale di 375 imprese, con 74 milioni di investimenti attivati e 62 milioni di agevolazioni concesse (dati Invitalia).

A chi è rivolto Cultura Crea 2.0: i requisiti per accedere

Cultura Crea non si concentra su uno stadio particolare dello sviluppo delle imprese e fornisce supporto ad ampio raggio. Pertanto, possono accedere a questo incentivo:

  • startup e le imprese costituende;
  • imprese consolidate, ma attive da non più di 30 mesi
  • imprese sociali
  • ONLUS

Dobbiamo però considerare alcune restrizioni relativamente ad esempio all’area geografica di appartenenza per le imprese: l’incentivo è disponibile per le imprese attive nin Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Altra restrizione riguarda il settore di appartenenza; per poter partecipare al bando Cultura Crea 2.0, le imprese devono appartenere al settore culturale, creativo, dello spettacolo e del settore terziario (comprese le filiere di prodotti tradizionali e tipici). Possono richiedere l’incentivo anche le imprese che si occupano di gestione o di servizi culturali.

Spese ammissibili Cultura Crea 2.0: quali sono?

Tra le spese ammesse dal bando Cultura Crea 2.0, rientrano in generale:

  • l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili
  • l’acquisto di programmi informatici, brevetti, licenze e marchi
  • le opere murarie, entro il 20% del programma ammesso

A queste si aggiungono le spese di capitale circolante, ammissibili nel limite del 50%. Tra queste spese troviamo, ad esempio i costi per:

  • le materie prime, i materiali di consumo, i semilavorati e prodotti finiti
  • le utenze e l’affitto della sede
  • le spese notarili relative alla costituzione della società
  • l’apertura del conto corrente dedicato e/o vincolato al programma d’investimento
  • il lavoro dipendente assunto a tempo indeterminato che non benefici di alcun’altra agevolazione

Cultura Crea e formula mista: fondo perduto + tasso agevolato

Il bando Cultura Crea 2.0 propone una formula mista, che combina il contributo a fondo perduto con il finanziamento agevolato a tasso zero. Concessi nell’ambito del regolamento de minimis, gli incentivi possono coprire fino all’80% delle spese totali. Questa percentuale può essere elevata al 90% per le imprese femminili e/o giovanili. Cultura Crea 2.0, infine, prevede per le aziende beneficiarie, un’attività di tutoring del valore massimo di 10.000 Euro, concessi in forma di contributo a fondo perduto.

4. ON Oltre Nuove imprese a tasso zero: bando formula mista per i nuovi imprenditori

Anche l’incentivo “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” di Invitalia vuole supportare i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori avviando una loro azienda. A differenza di altri bandi visti in questo approfondimento, le agevolazioni sono valide in tutta Italia. Anche in questo caso, però, il finanziamento è in formula mista: parte dell’incentivo è concesso con finanziamento a tasso zero e parte con contributo a fondo perduto. Sono finanziabili progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di Euro, e il contributo può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero: i requisiti per accedere

Questa misura a tasso zero di Invitalia si rivolge alle micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età. Nello specifico, per accedere a On – Oltre Nuove imprese a tasso zero, un’azienda deve avere uno di questi requisiti:

  • avere una compagine sociale composta per almeno dal 51% da giovani under 35
  • essere composta da una maggioranza di donne di tutte le età

In entrambi i casi, un ulteriore requisito richiesto è che l’azienda sia stata costituita nei 5 anni precedenti al bando.

Oltre alle aziende già costituite, possono presentare domanda di finanziamento anche le persone fisiche, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

Quali sono le spese ammesse dal contributo “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero”?

Le aziende possono richiedere il finanziamento a tasso zero sia per avviare nuove iniziative, sia per ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

Uno dei grandi vantaggi di questa agevolazione è che non sono richieste garanzie se il finanziamento resta entro i 250.000 Euro. Invece, per quanto riguarda i progetti che prevedono l’acquisto di un immobile, è richiesta un’ipoteca.

La misura prevede 2 linee di finanziamento con programmi di spesa e regime di aiuti differenti:

  • per le imprese costituite da non più di 3 anni
  • per le imprese costituite da almeno 3 e non più di 5 anni

Se la tua azienda è costituita da non più di 3 anni:

  • puoi presentare un progetto di investimento fino a 1,5 milioni di Euro
  • puoi accedere a un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto
  • il fondo perduto non può superare il limite del 20% della spesa ammissibile

Tra le spese ammesse dal bando, ci sono ad esempio quelle per le opere murarie, quelle per i macchinari, per i brevetti, per le consulenze specialistiche e quelle sostenute per la stipula del contratto di finanziamento.

Se la tua azienda è invece costituita da almeno 3 anni, ma da non più di 5, puoi:

  • presentare un progetto che prevede spese per investimento fino a 3 milioni di Euro
  • accedere a un mix di tasso zero e fondo perduto, che non può superare il limite del 15% della spesa ammissibile

Arrivato fin qui, hai sicuramente capito che è complesso sia individuare il finanziamento adatto a te, sia avviare correttamente la procedura per accedere al credito. Chiedi una consulenza gratuita senza impegno a un nostro esperto in finanza agevolata.

5. Fondo Impresa Femminile: il supporto nazionale alle imprenditrici

Il Fondo Impresa Femminile è l’incentivo Invitalia che sostiene la nascita e il consolidamento delle imprese guidate da donne. Previsto direttamente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il contributo è forse tra i più attesi a supporto dell’imprenditoria femminile del 2022.

  • se vuoi avviare una nuova imprese femminile, puoi compilare la domanda dalle ore 10:00 del 5 maggio e inviarla dal 19 maggio,
  • se vuoi sviluppare un’impresa femminile già costituita, compila la domanda dalle ore 10:00 del 24 maggio e inviala a partire dal 7 giugno 2022.

Fondo Impresa Femminile: chi può accedere all’incentivo per l’imprenditoria femminile?

Il Fondo Impresa Femminile è esteso a tutte le imprese femminili del territorio italiano, già costituite o di nuova costituzione, con almeno uno di questi requisiti:

  • cooperative o società di persone in cui almeno il 60% dei soci sono donne
  • società di capitali in cui almeno due terzi delle quote e dei componenti degli organi di amministrazione sono donne
  • imprese individuali con titolare donna
  • lavoratrici autonome con partita IVA

Cosa finanzia il Fondo Impresa Femminile: copertura e spese ammissibili

Come detto, questo Fondo supporta programmi di investimento per l’avvio o lo sviluppo di imprese femminili, da realizzare in 2 anni. L’agevolazione ha caratteristiche diverse a seconda che la tua sia una nuova impresa o un’azienda già costituita.

Se sei una libera professionista e vuoi costituire una nuova impresa, oppure la tua impresa è stata costituita da meno di 12 mesi:

  • puoi presentare progetti d’investimento fino a € 250.000
  • per progetti fino a 100.000 Euro hai a disposizione un contributo a fondo perduto che copre fino all’80% delle spese entro un tetto massimo di 50.000 Euro
  • per progetti fino a 250.000 Euro, il fondo perduto copre il 50% delle spese, fino a un massimo di 125.000 Euro

Se invece la tua impresa è attiva da più di 12 mesi, puoi:

  • presentare progetti d’investimento fino a 400.000 Euro
  • accedere a un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero, con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di 320.000 Euro
  • rimborsare il finanziamento a tasso zero in 8 anni

I piani di spesa del Fondo Impresa Femminile possono prevedere sia le spese per investimento, sia il costo del lavoro. Sono finanziabili anche le spese per il capitale circolante, entro un massimo del 20% delle spese ammissibili (o del 25% per le imprese con più di 36 mesi). Se la tua azienda è costituita da più di 36 mesi, il contributo al capitale circolante viene concesso interamente a fondo perduto.

6. Bando Invitalia Digital Transformation 2022

Se vuoi digitalizzare la tua azienda, tra i contributi Invitalia il bando Digital Transformation fa al caso tuo. Si tratta infatti di un incentivo che favorisce la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese.

Requisiti per accedere a Digital Transformation Invitalia

Se vuoi accedere al bando Digital Transformation, la tua azienda deve possedere alcuni requisiti fondamentali, tra cui ad esempio:

  • essere iscritta come attiva nel Registro imprese
  • operare prevalentemente in uno o più di questi settori: turistico, commercio, manifatturiero, dei servizi diretti alle imprese manifatturiere
  • aver conseguito, nel bilancio depositato e approvato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 Euro
  • non trovarsi in stato di fallimento o di liquidazione anche volontaria

Cosa finanzia il bando Digital Transformation?

Con questo bando si possono finanziare progetti che mirano alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi attraverso:

  • tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 (soluzioni di manifattura avanzata, manifattura additiva, realtà aumentata, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data…)
  • soluzioni tecnologiche digitali di filiera (finalizzate ad esempio all’ottimizzazione della catena di distribuzione) o altre tecnologie come sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, blockchain, intelligenza artificiale…

Per entrambe le tipologie di progetto, il bando propone una formula mista che può coprire fino al 50% delle spese ammissibili. Il 10% della somma viene erogata come contributo a fondo perduto, mentre il 40% sotto forma di finanziamento agevolato.

7. Contributi Invitalia: il microcredito con il SELFIEmployement

Chiudiamo la carrellata dei contributi Invitalia con il Nuovo SELFIEmployment, che finanzia l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali con prestiti a tasso zero fino a 50.000 Euro. L’incentivo differisce dai 6 visti in precedenza, perché non è un contributo a fondo perduto. Tuttavia sta riscuotendo successo tra coloro che vorrebbero avviare un’azienda. Con il Nuovo SELFIEmployment, sono infatti già state finanziate 1.772 iniziative, con 59,8 milioni di investimenti e 59,3 agevolazioni concesse (dati Invitalia).

Requisiti per accedere al Nuovo SELFIEmployment:

Questo incentivo di Invitalia è rivolto a soggetti molto diversi tra loro, che per accedere al finanziamento devono rientrare in una di queste categorie e rispettarne i requisiti:

  • NEET (Not in Education, Employment or Training), giovani maggiorenni entro i 29 anni iscritti al programma Garanzia Giovani e che non studiano né lavorano
  • donne inattive, ossia donne maggiorenni non impegnate in attività lavorative al momento di presentazione della domanda
  • disoccupati di lunga durata, cioè persone maggiorenni che non solo non lavorano al momento di presentazione della domanda, ma che hanno anche presentato da almeno 12 mesi una dichiarazione di disponibilità al lavoro

Cosa finanzia il SELFIEmployment?

Il Nuovo SELFIEmployment non pone particolari limiti alle attività finanziabili. Possono infatti essere finanziate le iniziative in più o meno tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising. Sono esclusi solo i settori della pesca, dell’acquacultura e quelli della produzione primaria in agricoltura. Quindi si possono finanziare ad esempio:

  • le attività nel turismo (alloggio, ristorazione, servizi), nei servizi culturali e ricreativi
  • i servizi alla persona e alle imprese
  • i servizi per l’ambiente
  • le attività di risparmio energetico e per le energie rinnovabili
  • i servizi alle imprese
  • le attività manifatturiere e artigiane
  • il commercio al dettaglio e all’ingrosso

Nuovo SELFIEmployement: quali sono le spese ammissibili?

Le spese ammesse da questo finanziamento di Invitalia riguardano l’acquisto di strumenti, attrezzature, macchinari, hardware e software. Il finanziamento può coprire anche l’acquisto di opere murarie (entro il limite del 10% del totale delle spese in investimento ammesse) e i costi di gestione come:

  • locazione di beni immobili
  • canoni di leasing
  • utenze
  • servizi informatici, di comunicazione e di promozione
  • premi assicurativi;
  • salari e stipendi

Il Nuovo SELFIEmployement è un microcredito che copre il 100% dell’investimento

Come anticipato, il SELFIEmployment non prevede un contributo a fondo perduto, neanche per una parte del finanziamento. Questa misura prevede un finanziamento tramite microcredito. Abbiamo già parlato di questa tipologia di prestito per piccole imprese, definendolo uno strumento d’inclusione finanziaria e sociale, che ha lo scopo di rispondere a esigenze specifiche.

Il SELFIEmployment può finanziare il 100% dell’investimento ed è possibile richiedere tre diverse tipologie di finanziamenti:

  • microcredito, da 5.000 a 25.000 euro
  • microcredito esteso, da 25.001 a 35.000 euro
  • piccoli prestiti, da 35.001 a 50.000 euro

Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi, senza necessità di garanzie e rimborsabili in 7 anni con rate mensili, che partono dopo dodici mesi dall’erogazione del prestito.

Come ottenere i contributi di Invitalia?

Come avrai intuito, i contributi a fondo perduto e i finanziamenti a tasso agevolato offrono un supporto molto importante alle imprese costituende o consolidate. Non trascurare, tuttavia, il fatto che accedere a queste agevolazioni può essere complicato.

Secondo ilPost, solo il 38% delle agevolazioni disponibili finisce davvero alle imprese. Questo accade perché ci sono ben 3 ostacoli tra l’azienda e l’accesso ai contributi pubblici:

  1. le imprese conoscono poco le agevolazioni che possono richiedere
  2. se anche le conoscono, spesso compilano le domande per i contributi in maniera “amatoriale”
  3. spesso sbagliano la rendicontazione delle spese, richiesta per ottenere il contributo

Come fare allora per accedere ai finanziamenti di Invitalia?

Rivolgiti a un esperto in finanza agevolata che ti supporti in ogni passaggio della richiesta, dallo studio di fattibilità fino all’erogazione del contributo. Puoi affidarti a noi di Finera, che mettiamo a tua disposizione un Finance Manger, un esperto in finanza agevolata che si occuperà di tutta la procedura per farti accedere al credito.

La nostra società supporta mensilmente più di 50 imprenditori per l’accesso alle agevolazioni disponibili. Se anche tu vuoi ricevere una prima consulenza gratuita e non vincolante, fissa subito una consulenza con noi.

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