[Guida] Beni strumentali: cosa sono, ammortamento e incentivi attivi

beni strumentali

I beni strumentali sono macchinari e attrezzature di vario genere che vengono utilizzati da aziende e da professionisti per svolgere la propria attività. Tuttavia, non tutti sanno quali sono i beni che possono essere inclusi nella definizione di “bene strumentale” per poter presentare domanda di agevolazione. Infatti, molti macchinari e diverse attrezzature che rientrano nella definizione, possono essere ammortizzate e ottenere quindi agevolazioni di natura fiscale. Ma quali sono queste agevolazioni? Come fare per ammortizzare questi costi? E quando li si ammortizza? In questa guida, rispondiamo a tutte le due domande sui beni strumentali. Quindi, continua a leggere i prossimi paragrafi.

Beni strumentali: definizione e significato

Come anticipato, per lo svolgimento di molte attività di impresa oppure professionale, è spesso necessario disporre dei cosiddetti beni strumentali. Ma cosa sono esattamente? Si tratta di beni che l’azienda acquista in un determinato esercizio, anche all’inizio della propria attività, e che possono essere utilizzati per un tempo prolungato.
Tra i beni strumentali troviamo gli immobili, come ad esempio gli uffici e i magazzini, ma anche l’auto aziendale, i furgoni, i computer e via dicendo. Il loro costo d’acquisto viene spalmato su più esercizi, ed è anche per questo motivo che si ricorre al meccanismo dell’ammortamento.
In ogni caso, secondo quanto riferito dalla sentenza numero 3249 della Corte di Cassazione, rientrano nella definizione i “beni che hanno, quale unica destinazione, quella di essere direttamente impiegati nell’espletamento di attività tipicamente imprenditoriali, così da non essere idonei alla produzione di un reddito autonomo rispetto a quello del complesso aziendale nel quale sono inseriti”. I beni strumentali, quindi, si dividono in materiali e immateriali.

Tipologie di beni strumentali: quali sono?

I beni strumentali possono essere divisi in mobili, immobili, materiali e immateriali. Ciascuna categoria presenta delle caratteristiche peculiari. Ad esempio, i beni mobili strumentali rappresentano la categoria più utilizzata che include autoveicoli, veicoli commerciali e industriali, oltre alle attrezzature e agli impianti. Tra i beni mobili strumentali rientrano anche le macchine e gli arredi come computer, smartphone, scrivanie e armadietti.
Invece, la tipologia di beni immobili si caratterizza dalla presenza di fabbricati come capannoni, uffici, magazzini e negozi. La durata dell’ammortamento, a differenza dei beni mobili strumentali che è di 10 anni, arriva fino a 50 anni.

Queste tipologie appena viste, rientrano più genericamente nell’insieme dei beni materiali, che si contrappone alla categoria dei beni immateriali, conosciuti anche come immobilizzazioni immateriali. In questo insieme troviamo brevetti, marchi, diritti di utilizzo delle opere di ingegno, software e via dicendo.

Come funziona l’ammortamento per i beni strumentali?

Per ammortamento di beni strumentali si indica quel procedimento contabile secondo cui il costo di questi beni viene spalmato su più esercizi. L’ammortamento, inoltre, viene applicato ai cosiddetti beni a fecondità ripetuta, ossia quelli durevoli e che continuano ad essere “utili” nel corso del tempo.
Attraverso l’ammortamento, l’impresa è in grado di non dedurre nell’immediato l’intero costo sostenuto ma solamente la quota dell’anno di utilizzo.

Detto questo, è importante sottolineare che ci sono due concetti di ammortamento:

  • civilistico, utile per redigere i bilanci di esercizio;
  • deduzione dalla normativa fiscale, che delinea delle durate di ammortamento standard in base a fattori come il settore di attività dell’azienda e la tipologia di bene acquistato a fronte di un coefficiente di ammortamento.

In ogni caso, i beni strumentali il cui valore è inferiore a 516,46 €, possono essere dedotti interamente nell’anno dell’acquisto con il procedimento conosciuto come superammortamento.

Invece, tra i beni non ammortizzabili ci sono tutti quei beni che non hanno un’utilità pluriennale, oppure quei beni che vengono utilizzati ma non acquistati dall’impresa e dal professionista. È il caso dei beni noleggiati o affittati.

Ammortamento beni strumentali: chi può farlo?

Adesso che hai capito quali beni possono essere ammortizzati o meno, è importante comprendere al meglio i soggetti che possono sfruttare un meccanismo contabile di questo tipo. L’ammortamento dei beni strumentali può essere effettuato da parte di imprese e professionisti che saranno in grado di dedurre il costo dei beni acquistati sulla base di coefficienti di ammortamento previsti dal ministero.
L’ammortamento è utile per poter ridurre il reddito imponibile ai fini del calcolo delle imposte e, sostanzialmente, consentire alle imprese e ai professionisti di pagare meno tasse.

Esempio di ammortamento beni strumentali

Facciamo un esempio per capire meglio come funziona l’ammortamento dei costi d’acquisto di macchinari e attrezzature. Immagina di essere il proprietario di un’impresa che ha un reddito imponibile di 10.000 € e investe in un macchinario dal valore di 5000 €, ammortizzabile in 5 anni. Attraverso l’ammortamento, la tua impresa sarà in grado di dedurre dal reddito la quota di ammortamento di 1000 € e le imposte saranno pagate su un reddito imponibile di 9000 € e non più di 10.000 €.

Come si calcola l’ammortamento?

Il calcolo dell’ammortamento richiede la divisione del costo storico del macchinario per il numero di anni di durata dell’ammortamento, che è stabilito dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Il costo storico si riferisce al costo di acquisto dell’immobilizzazione, mentre la quota di ammortamento rappresenta il costo di esercizio che deve essere incluso nel conto economico dell’esercizio in cui si è effettuato l’acquisto del macchinario, insieme ai successivi esercizi. Questo permette di suddividere il costo pluriennale in più esercizi, in modo che ogni esercizio contribuisca alla copertura del costo di acquisto del macchinario.

Per quanto riguarda i criteri di calcolo dell’ammortamento, è necessario rispettare 2 regole fondamentali:

  1. il calcolo dell’ammortamento deve essere basato su un piano di ammortamento che tenga conto della vita residua del macchinario e del criterio di ripartizione del costo.
  2. Il calcolo dell’ammortamento non può essere modificato in base alle politiche di bilancio aziendali contingenti, né rallentato o accelerato.

In generale, ci sono 3 tipi di quote di ammortamento:

  1. quote costanti, che prevedono la suddivisione del valore da ammortizzare per il numero di anni di vita utile del bene;
  2. quote decrescenti, che prevedono quote di ammortamento sempre minori per ciascun esercizio di vita utile del macchinario;
  3. quote variabili, che prevedono quote di ammortamento diverse a seconda delle modalità di partecipazione del bene al processo produttivo per ciascun esercizio.

Beni strumentali: agevolazioni e incentivi 2024

Arrivati a questo punto della guida, possiamo finalmente parlare della serie di agevolazioni che consentono a imprenditori e professionisti di considerare come sostenibile e vantaggioso l’acquisto di beni strumentali. Ad esempio, i due interventi più importanti sono sicuramente il Piano Transizione 5.0 e la Nuova Sabatini. Vediamole un po’ più nel dettaglio.

Piano Transizione 5.0

L’articolo 38 del Decreto-Legge 39 del 2 marzo 2024 introduce il nuovo Piano Transizione 5.0 nell’ambito delle disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo piano mira a sostenere le imprese italiane nell’innovazione e nella transizione verso l’efficienza energetica e la digitalizzazione. È rivolto a tutte le imprese che realizzano nuovi investimenti in strutture produttive in Italia, orientati alla riduzione dei consumi energetici.

Per quanto riguarda le aliquote specifiche per i beni strumentali legate alla Transizione 5.0, il decreto prevede incentivi sotto forma di credito d’imposta con aliquote differenziate in base all’entità della riduzione dei consumi energetici conseguita:

  • Per una riduzione tra il 3% e il 5%
    • 35% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
    • 15% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro
    • 5% per investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro per impresa all’anno
  • superiore a 6% – 10%:
    • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
    • 20% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro
    • 10% per investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro per impresa all’anno
  • per una riduzione superiore al 10% – 15%:
    • 45% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
    • 25% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro
    • 15% per investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro per impresa all’anno

Inoltre, è prevista una maggiorazione dell’aliquota di base del credito d’imposta per l’acquisto di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza prodotti nell’UE, con un incremento fino al 140% della base imponibile, portando potenzialmente l’incentivo al 63%.

Il decreto legge richiede anche il rispetto di specifici requisiti documentali e procedurali da parte delle imprese beneficiarie, inclusa la necessità di ottenere certificazioni ex ante ed ex post per gli investimenti, e stabilisce le modalità di fruizione del credito d’imposta, che deve essere utilizzato in compensazione tramite modello F24. Infine, pone un’enfasi particolare sui controlli da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e sull’importanza del mantenimento dei beni agevolati per almeno cinque anni.

Beni strumentali Nuova Sabatini 2024

La Nuova Sabatini 2024, parte delle iniziative del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), è stata rifinanziata con 100 milioni di euro per sostenere l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, e software da parte delle piccole e medie imprese (PMI). L’obiettivo è aumentare la competitività delle imprese attraverso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità, con un occhio di riguardo per le iniziative nel Sud e quelle eco-compatibili.

L’agevolazione si articola in finanziamenti bancari o leasing, con durata massima di 5 anni e per importi tra 20.000 euro e 4 milioni di euro. Questi finanziamenti possono essere coperti fino all’80% dal Fondo di garanzia per le PMI. Il contributo del MISE serve a ridurre il costo del prestito, con tassi d’interesse variabili a seconda della tipologia di investimento:

  • 2,75% per beni strumentali ordinari,
  • 3,575% per investimenti Industria 4.0 o green,
  • 5,5% per investimenti effettuati al Sud.

Per accedere alla Nuova Sabatini, le PMI devono essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non devono essere in difficoltà finanziarie né aver ricevuto aiuti considerati illegali dalla Commissione Europea. Tutti i settori produttivi sono ammissibili, fatta eccezione per le attività finanziarie, assicurative, e quelle legate all’esportazione che impongono l’utilizzo preferenziale di prodotti interni.

Il procedimento per ottenere l’agevolazione prevede l’invio della domanda tramite posta elettronica certificata (PEC) alla banca o all’intermediario finanziario, che poi la inoltrerà al MISE. Dopo l’approvazione, una volta effettuato l’investimento e pagati i beni, la PMI invia la documentazione necessaria per ricevere il contributo, che può essere erogato in un’unica soluzione per importi inferiori a 200.000 euro, o in più quote annuali.

La Nuova Sabatini 2024 rappresenta quindi una preziosa opportunità per le PMI italiane di modernizzare i propri impianti con una maggiore facilità di accesso a risorse finanziarie agevolate.

FAQ beni strumentali: tutte le risposte alle tue domande

Quali sono i beni strumentali?

I beni strumentali si dividono in mobili, immobili e immateriali. Tra questi troviamo le attrezzature, gli impianti, i macchinari, i marchi, i brevetti. Sono beni che vengono utilizzati per più anni è che sono sottoposti al meccanismo contabile dell’ammortamento per spalmare il loro valore sui più esercizi. Non rientrano tra i beni strumentali quelli a noleggio oppure in affitto.

Quali sono i beni mobili strumentali?

La definizione di beni strumentali è contenuta all’interno della sentenza n. 3249 della Corte di Cassazione ovvero: “beni che hanno, quale unica destinazione, quella di essere direttamente impiegati nell’espletamento di attività tipicamente imprenditoriali, così da non essere idonei alla produzione di un reddito autonomo rispetto a quello del complesso aziendale nel quale sono inseriti”.

Come si ammortizzano i beni strumentali?

A seconda della tipologia dei beni strumentali, ci sono delle modalità e delle tempistiche diverse in termini di ammortamento. In particolare, i beni mobili strumentali (computer, smartphone, arredamento, etc.) hanno un ammortamento fiscale fino ad un massimo di 10 anni. Invece, i beni immobili (capannoni, fabbricati, uffici, magazzini, etc.) hanno una durata dell’ammortamento molto più lunga e che arriva fino a 50 anni.

Quando un bene non è strumentale?

Un bene non si definisce strumentale quando si tratta di fabbricati civili e beni materiali che sono estranei all’attività di impresa del professionista oppure dell’imprenditore.

Come funziona la Nuova Sabatini?

La Nuova Sabatini è un’agevolazione attraverso cui lo Stato si fa carico del pagamento degli interessi sui finanziamenti effettuati da parte delle imprese per l’acquisto di beni strumentali come macchinari, attrezzature, impianti, hardware, software e tecnologie digitali. Si tratta di un intervento finalizzato a rendere più competitive le imprese italiane nel panorama nazionale e internazionale.

Come ottenere le agevolazioni per i beni strumentali

Come abbiamo visto, quando si parla di beni strumentali, bisogna fare un po’ di ordine perché ne esistono di tipologie diverse: beni mobili, immobili, materiali e immateriali.
Ciascuna tipologia ha delle caratteristiche peculiari, che determinano se i beni sono sono ammortizzabili e in che misura.

Dato che i beni strumentali sono necessari per molte attività di PMI e professionisti, è vitale il supporto dello Stato e degli Enti, per agevolare e incentivare le aziende a investire in questi beni. Strumenti come la Nuova Sabatini e del Piano Transizione 4.0, permettono alle PMI di sostenere più facilmente i costi di acquisto dei beni strumentali, rendendo la propria impresa più competitiva.

Ma come ottenere questi incentivi per l’acquisto di beni strumentali? Come per tutte le agevolazioni, anche gli incentivi per i beni strumentali prevedono un iter burocratico intricato. Secondo Confcommercio, 9 imprenditori su 10 hanno difficoltà nel reperimento della documentazione e nella compilazione della domanda, a causa di indicazioni poco chiare da parte della Pubblica Amministrazione.

La soluzione per accedere a questi incentivi evitando errori di compilazione e rendicontazione, è affidarsi a società di consulenza esperte in finanza agevolata, come noi di Finera. Lavoriamo al fianco delle PMI, supportandole nell’accesso dell’agevolazione più adatta a loro. Affidandoti alla nostra società, hai il vantaggio di beneficiare di una corretta presentazione della domanda, nei tempi e nei modi previsti. Richiedi subito una consulenza gratuita.

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