Punti chiave della guida:
- Il credito d’imposta è un’agevolazione fiscale che consente alle aziende di ridurre le tasse dovute allo Stato.
- Le condizioni per accedere ai crediti d’imposta includono verifiche sull’idoneità e la presentazione di documentazione adeguata.
- Ci sono specifiche scadenze e requisiti normativi da rispettare per ottenere e utilizzare i crediti d’imposta.
Il credito d’imposta è un credito che l’azienda ha solitamente nei confronti dello Stato, ma può averlo anche verso altri enti pubblici come regioni, comuni, INAIL e INPS. Ci sono varie tipologie di crediti d’imposta, che possono essere usate per compensare eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’Erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può anche chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.
I crediti d’imposta sono dunque un valido strumento di agevolazione fiscale in aiuto alle aziende, soprattutto alle micro, piccole e medie imprese. Nel corso di questi anni ne sono stati disposti diversi che, anno dopo anno, sono stati modificati, rifinanziati o aboliti. Ma come funzionano? E quali sono quelli a cui puoi accedere con la tua PMI nel 2026? Per scoprire tutti i dettagli, continua a leggere questa guida.

Crediti d’imposta 2025: guida rapida per PMI
Cos’è il credito d’imposta?
In termini strettamente fiscali, il credito d’imposta è un’agevolazione, o meglio un credito, che un “contribuente” (sia esso un’impresa o una persona fisica) ha maturato nei confronti dello Stato. Va precisato che, nonostante è stato utilizzato il termine “agevolazione”, il credito d’imposta non va confuso con il finanziamento. Generalmente viene compensato attraverso le tasse da riconoscere al Fisco.
Nello specifico, le dichiarazioni di credito d’imposta in compensazione (previste attraverso il modello F24) includono tutte le tipologie di credito: IVA, IRPEF, IRES, IRAP, (sono comprese anche addizionali ed imposte sostitutive). Ma non è l’unico modo. Oltre alla compensazione, infatti, è possibile effettuare anche una cessione del credito d’imposta per ottenere liquidità.
Può essere ceduto a terzi, mantenendo la facoltà a quest’ultimi di poter effettuare una successiva cessione del credito ad altri soggetti. Colui che “riceve” il credito d’imposta, potrà usufruire di quest’ultimo con le stesse modalità previste per il soggetto cedente. Una volta chiarito il concetto di credito d’imposta è essenziale capire come quest’ultimo viene applicato.
Come funziona il credito d’imposta?
Il credito d’imposta è uno strumento fiscale che consente alle aziende e ai contribuenti di ridurre l’importo delle tasse dovute allo stato. Funziona come una sorta di “buono” sulle imposte: se un’azienda o un individuo ha un credito d’imposta, può utilizzarlo per pagare una parte delle sue tasse. Per esempio, se un’azienda deve 10.000 euro di tasse e ha un credito d’imposta di 2.000 euro, dovrà pagare solo 8.000 euro.
Il meccanismo di funzionamento del credito d’imposta varia a seconda del tipo di credito e delle normative specifiche di un paese. Generalmente, il credito d’imposta è concesso per incentivare determinate attività o comportamenti, come investimenti in ricerca e sviluppo, assunzione di determinate categorie di lavoratori, o, nel contesto ambientale, per investimenti in tecnologie rinnovabili e miglioramento dell’efficienza energetica.
In alcuni casi, il credito d’imposta può essere “refundable” o rimborsabile, il che significa che se l’importo del credito supera le tasse dovute, il governo può restituire la differenza al contribuente. In altri casi, è “non-refundable” o non rimborsabile, quindi può solo ridurre l’imposta dovuta a zero, senza possibilità di un rimborso in denaro.
È importante sottolineare che il credito d’imposta non è una detrazione, che riduce il reddito imponibile, ma piuttosto un abbattimento diretto dell’imposta da pagare. Questo lo rende particolarmente vantaggioso, poiché ha un impatto diretto e spesso maggiore sulla riduzione dell’onere fiscale complessivo. Inoltre, per accedere ai crediti d’imposta, le aziende e i contribuenti devono generalmente soddisfare determinati requisiti e seguire procedure specifiche, che possono includere la presentazione di documentazione adeguata a supporto delle spese o degli investimenti qualificanti.
Credito d’imposta beni strumentali: cosa cambia nel 2026?
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 resta utilizzabile esclusivamente per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, con possibilità di completamento entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro fine 2025 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia stato versato un acconto minimo del 20%. In questo perimetro continuano ad applicarsi le aliquote 2025:
- 20% fino a 2,5 milioni di euro;
- 10% tra 2,5 e 10 milioni;
- 5% tra 10 e 20 milioni per i beni materiali.
Per i beni immateriali 4.0 il credito è invece pari al 10% del costo, con un tetto massimo di 1 milione di euro. L’agevolazione è accessibile a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da dimensione, settore o regime contabile. È fruibile in compensazione tramite modello F24 in tre quote annuali a partire dall’anno di interconnessione, nel rispetto dei requisiti di:
- regolarità contributiva (DURC)
- sicurezza sul lavoro
- corretta documentazione tecnica
Dal 1° gennaio 2026, il quadro cambia in modo strutturale: il credito d’imposta beni strumentali nella forma tradizionale viene progressivamente superato e sostituito da un sistema basato sull’iper-ammortamento potenziato, che non genera più un credito compensabile ma una deduzione fiscale maggiorata nel tempo. Per gli investimenti realizzati nel 2026, l’acquisto dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2026, con possibilità di consegna entro il 30 giugno 2027 se entro fine anno risultano perfezionati ordine e acconto del 20%.
Questo passaggio segna un cambio di paradigma negli incentivi agli investimenti produttivi in Italia e rende centrale una pianificazione fiscale e temporale accurata, soprattutto per le imprese che programmano investimenti tra il 2025 e il 2026.
Credito d’imposta per il Mezzogiorno: ZES Unica e ZLS nel 2026
Con l’avvio del 2026, il quadro degli incentivi per il Mezzogiorno cambia in modo significativo. La ZES Unica Sud, introdotta dal Decreto Sud del 19 settembre 2023 e operativa nel 2024–2025, non scompare, ma viene ridimensionata sia in termini di risorse disponibili sia di intensità effettiva del credito d’imposta, a causa dell’elevato numero di domande presentate negli anni precedenti e dei vincoli di finanza pubblica. Il credito d’imposta resta quindi formalmente attivo, ma ridotto al 60%.
La ZES Unica continua a interessare le regioni del Mezzogiorno — Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna — e resta destinata agli investimenti in beni strumentali, ampliamenti e realizzazione di strutture produttive. Tuttavia, nel 2026 l’accesso all’agevolazione richiede una valutazione preventiva ancora più attenta, perché l’intensità del credito dipende dal rapporto tra risorse stanziate e domande pervenute, come già avvenuto nel 2025.
ZLS confermate e pienamente operative nel 2026
Diverso il quadro per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), che nel 2026 risultano confermate e pienamente operative. A differenza della ZES Unica Sud, le ZLS non hanno registrato un livello di saturazione tale da attivare riduzioni automatiche del credito d’imposta. Questo significa che, per gli investimenti realizzati nelle ZLS, il credito d’imposta mantiene un grado di certezza molto più elevato, rappresentando oggi una delle leve agevolative più stabili per le imprese che investono in aree strategiche dal punto di vista logistico e infrastrutturale.
Settori ammessi e vincoli di permanenza
Anche nel 2026, il credito d’imposta per il Mezzogiorno continua a rivolgersi a una platea ampia di settori, tra cui industria, manifattura, agricoltura, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, oltre ad altri comparti economici. Restano fermi i vincoli di permanenza dell’investimento nelle aree agevolate (generalmente almeno cinque anni dal completamento), pena la decadenza totale o parziale del beneficio.
Cumulabilità con altre agevolazioni nel 2026
Il credito d’imposta ZES e ZLS restano cumulabile con altre agevolazioni, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. Il riferimento resta il Regolamento (UE) n. 651/2014 (RGEC), che consente il cumulo purché non venga superata l’intensità massima di aiuto prevista per ciascuna tipologia di investimento e area geografica.
Anche nel 2026, la cumulabilità richiede una gestione documentale puntuale e comunicazioni corrette all’Agenzia delle Entrate, con particolare attenzione alla coerenza tra spese agevolate, tempi di realizzazione e altri incentivi utilizzati.
Come accedere al credito d’imposta? I passaggi fondamentali e la consulenza professionale
Per ottenere accedere ai crediti d’imposta, ogni impresa deve seguire alcuni passaggi chiave:
- Verificare l’Idoneità: Controllare se l’impresa soddisfa i requisiti specifici per il tipo di credito d’imposta.
- Raccogliere Documentazione: Preparare tutta la documentazione necessaria come fatture e prove degli investimenti.
- Presentare la Domanda: Inviare la domanda tramite i canali appropriati, che possono includere portali online o enti specifici.
- Rispettare le Scadenze: Assicurarsi di presentare la domanda e la documentazione necessaria entro le scadenze stabilite.
- Utilizzare il Credito d’Imposta: Una volta ottenuto, il credito può essere utilizzato per compensare le tasse dovute, secondo modalità che possono variare.
- Mantenere la Conformità: È importante continuare a rispettare i requisiti del credito d’imposta.
- Conservare i Documenti: Tenere traccia di tutti i documenti relativi al credito d’imposta per eventuali controlli futuri.
Infine, per affrontare correttamente l’iter per ottenere i crediti d’imposta nel 2026 è possibile rivolgersi a Finera, società specializzata in finanza agevolata e aziendale. Grazie a un team di esperti, Finera è in grado di fornire costante supporto a imprenditori e imprese che vogliono accedere ad agevolazioni, prestiti, bandi, finanziamenti e misure come i crediti d’imposta. Vuoi avere maggiori informazioni e capire come possiamo aiutarti ad accedere ai crediti d’imposta 2026? Allora, fissa oggi una consulenza gratis e non vincolante.
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