Credito d’imposta per macchinari 4.0: rimborso fino al 50% per la tua PMI

Un’indagine  condotta dal Ministero degli Affari esteri, ha messo in luce un dato allarmante: le aziende di minori dimensioni preferiscono mantenere sistemi operativi obsoleti ma funzionanti, piuttosto che digitalizzare i propri sistemi. In altre parole, investono poco nell’innovazione dei loro sistemi di lavoro. Servono quindi ancora molti incentivi per colmare il gap che persiste tra PMI e grandi imprese.

Un’ottima notizia è che il Credito d’imposta 4.0 (parte del Piano Nazionale di Transizione 4.0) include, per le aziende aventi diritto, delle agevolazioni finanziarie riguardanti i loro investimenti in macchinari altamente tecnologici. Questo incentivo è valido fino al 2023, ma cosa si intende quando parliamo di credito d’imposta sui macchinari 4.0? Scoprilo leggendo questo articolo.

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Cos’è il credito d’imposta per i macchinari 4.0

Nel concreto, il credito d’imposta 4.0 è una agevolazione per le imprese che investono in beni strumentali, compresi i macchinari digitali. Questo credito agevolato è un vero e proprio “rimborso” che varia in base al costo sostenuto per l’acquisto dei beni. Gli investimenti avvenuti da novembre 2020 a 2021, sono rimborsati con un credito d’imposta al 50% e fino a 2,5 milioni di euro. Per investimenti superiori, le quote raggiungono:

  • il 30% fino a 10 milioni di euro;
  • il 10% per quote d’investimento comprese tra 10 e 20 milioni di euro.

Si può richiedere il credito d’imposta per gli acquisti effettuati entro la fine di giugno 2022 purché l’ordine sia stato pagato al venditore con un acconto di almeno il 20% entro la fine di quest’anno. Per gli investimenti effettuati nel corso del 2022 gli scaglioni rimangono gli stessi, ma le percentuali relative al credito d’imposta cambiano in questo modo:

  • 40% per quote fino a 2,5 milioni;
  • 20% per quote comprese tra 2,5 e 10 milioni;
  • 10% per quote comprese tra 10 e 20 milioni

Stessa cosa vale per gli acquisti di beni strumentali nel 2023. 

Quali macchinari 4.0 sono ammortizzabili?

I beni strumentali materiali rimborsabili sono, in qualche modo legati al digitale: strumentazioni e reti informatiche che operano in azienda (vedi l’elenco completo nell’allegato A relativo alla legge 232 dell’11 Dicembre 2016). Si tratta di macchinari computerizzati o il cui funzionamento è gestito da sensori in ambito robotico, delle nanotecnologie, della stampa 3D. Ma non finisce qui. Questi beni strumentali, per essere ammessi alla ammortizzamento, devono possedere una serie di caratteristiche che puoi leggere nell’articolo Credito d’imposta 4.0: tutte le novità del 2022.

Adesso che abbiamo specificato quali tecnologie puoi ammortizzare, spieghiamo come ottenere il credito d’imposta 4.0 per i macchinari.

Come ottenere l’agevolazione

Come hai capito, il credito d’imposta agevolato per i macchinari 4.0 è un valido aiuto per far diventare la tua impresa più digitalizzata e più competitiva in un mercato profondamente mutato dopo la pandemia. Puoi inviare tutte le attestazioni richieste dalla pratica, direttamente all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate. Ma è sufficiente sbagliare un piccolo dettaglio e veder sfumare un’occasione importante per investire nelle nuove tecnologie. E accade più spesso di quanto si possa pensare. 

Più della metà delle imprese italiane fallisce nell’ottenere le agevolazioni che desiderano perché spesso compilano da sole le richieste di credito agevolato, presentando i file allegati o i dati tecnici in modo errato. Oppure si affidano a degli esperti in fiscalità che si rivelano in realtà poco preparati e a loro volta non danno le giuste direttive alle imprese. 

Puoi ritentare ancora e ancora, aumentando la tua frustrazione oppure puoi ottenere un rimborso per i tuoi macchinari digitali nei tempi stabiliti, senza commettere errori e senza sprecare il tuo denaro grazie a un alleato professionale che ti assista. Affidandoti a una società di consulenza esperta in mediazione del credito come noi di Finera, avrai il vantaggio di beneficiare di una corretta presentazione dell’istruttoria presso gli uffici competenti, nei tempi e nei modi previsti.

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