Imprenditoria femminile: guida ai fondi 2024

Imprenditoria femminile

L’imprenditoria femminile è elemento fondamentale dell’economia italiana. Nel 2023 sono state registrate 1 milione e 325mila imprese femminili in Italia (dati Unioncamere, 7 marzo 2024), rappresentando il 22,2% del totale delle imprese nel Paese. Sebbene il 2023 abbia visto una leggera flessione nel numero di imprese guidate da donne, con una riduzione di 11mila unità, pari a una diminuzione dello 0,9%, si è verificata un’incursione costante delle donne in settori tradizionalmente dominati dagli uomini.

Queste imprese, nonostante siano generalmente più piccole, meno produttive e più fragili rispetto alle loro controparti maschili, hanno fatto enormi progressi nel consolidare la loro struttura imprenditoriale e continuano ad essere un punto di riferimento significativo per le giovani donne, specialmente nel Mezzogiorno. Le imprese femminili sono quindi cruciali per il nostro Paese e hanno tutte le caratteristiche per continuare a crescere. Per questo motivo, anche per il 2024, sono attivi fondi per l’imprenditoria femminile. Vuoi sapere quali sono e come accedere? Allora, continua a leggere questa guida ai fondi per le imprese guidate da donne.

Imprenditoria femminile: settori e dinamiche in crescita

Secondo i dati dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, raccolti con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne, nonostante la diminuzione generale, le imprese femminili hanno visto una crescita nei settori delle attività professionali, scientifiche e tecniche, che tradizionalmente vedono una maggiore presenza maschile. Le donne stanno estendendo la loro presenza negli ambiti tradizionalmente con il tasso di femminilizzazione delle aziende che ha sfiorato il 20% nel 2023. Anche le attività immobiliari, il noleggio, le agenzie di viaggio, i servizi di supporto alle imprese, le attività finanziarie e assicurative hanno visto un aumento di imprese femminili.

Settori già noti per una significativa presenza femminile come l’istruzione, la sanità, le attività artistiche, sportive e di intrattenimento e altri servizi, inclusi quelli per la cura delle persone, hanno registrato un incremento quasi di 2mila imprese in più.

Caratteristiche delle imprese femminili

Prima di passare ai fondi per l’imprenditoria femminile, è bene soffermarsi brevemente su altri dati, relativi alle caratteristiche peculiari delle imprese femminili. Queste tendono a essere più giovani rispetto a quelle che – per comodità esplicative – si definiscono maschili, con il 10,6% guidato da imprenditrici sotto i 35 anni (contro il 7,9% delle attività non femminili). Le imprese femminili sono particolarmente diffuse nel Mezzogiorno e tendono ad avere una dimensione ridotta, con il 96,3% che si concentra nella fascia di 0-9 addetti. Pur avendo una produttività inferiore e un tasso di sopravvivenza più basso rispetto alle altre imprese, il settore sta mostrando segni di cambiamento positivo, con un incremento delle società di capitale femminili del 1,7% nel 2023, rappresentando il 26% del totale delle imprese guidate da donne.

Fondi per l’imprenditoria femminile: quali sono quelli attivi?

L’imprenditoria femminile, quindi, risulta essere dinamica e in espansione. Riconoscendo il valore e il potenziale delle donne imprenditrici, sono stati istituiti diversi fondi e programmi di finanziamento, finalizzati a promuovere e sostenere le loro attività. Questi fondi offrono opportunità cruciali per avviare nuove imprese o potenziare quelle esistenti, permettendo alle donne di superare gli ostacoli finanziari e strutturali e di implementare progetti innovativi. Tra questi fondi per le imprese femminili, troviamo:

  • i nuovi fondi per l’imprenditoria femminile destinati dal DDL Made in Italy per il 2024;
  • ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero;
  • Smart&Start.

Per quanto riguarda i fondi del DDL Made in Italy, che dovrebbero ammontare a circa 10 milioni di euro, dovrebbe trattarsi di sostegni per finanziamenti agevolati a tasso zero, con durata massima di 10 anni e a copertura del 75% delle spese ammissibili. In alcuni casi questa percentuale può arrivare al 90%. Tuttavia, per questi fondi, sono attesi aggiornamenti.

Vediamo invece nel dettaglio le misure ON-Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start di Invitalia.

ON – Nuove Imprese a Tasso Zero per le imprese femminili

Il bando “Oltre Nuove imprese a tasso zero” continua a essere disponibile anche nel 2024. Questo incentivo è progettato per favorire la nascita e lo sviluppo di micro e piccole imprese guidate in prevalenza o interamente da giovani o donne, e si applica su scala nazionale. L’incentivo prevede la concessione di un prestito e un contributo a fondo perduto che può raggiungere una spesa massima ammissibile di fino a 3 milioni di euro.

Il bando è destinato a:

  • Micro e piccole imprese che sono state costituite da meno di 60 mesi alla data di inoltro della domanda;
  • Persone fisiche interessate a dare vita a una nuova attività imprenditoriale.

Le spese ammissibili comprendono:

  • Costi di personale;
  • Formazione professionale;
  • Costi e spese generali;
  • Acquisto di diritti di brevetto, licenze, e marchi;
  • Acquisizione di immobili;
  • Investimenti in impianti, macchinari e attrezzature;
  • Spese per progettazione, studi, consulenze, acquisto di materie prime, beni di consumo e servizi.

Il bando è ancora aperto e accetta domande tramite la piattaforma online gestita da Invitalia. L’erogazione delle agevolazioni avviene in base allo stato di avanzamento dei lavori (SAL), ripartito in massimo 5 tranche, inclusa quella finale del saldo.

Smart e Start di Invitalia: il tasso zero per le imprese femminili

Smart&Start Italia è un’iniziativa lanciata con un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico il 24 settembre 2014, con l’intento di rafforzare il tessuto imprenditoriale del Paese attraverso la promozione di nuove attività imprenditoriali e il trasferimento tecnologico. Il focus è particolarmente rivolto verso le micro e piccole imprese innovative, che siano state istituite da non oltre 60 mesi, e persone fisiche che ambiscono a dare vita a una startup innovativa. L’obiettivo è anche quello di attrarre investimenti stranieri attraverso la creazione di sedi operative in Italia.

I benefici di Smart&Start comprendono:

  • Un prestito a tasso zero coprente fino all’80% delle spese ammissibili, che può salire al 90% nel caso di startup integralmente giovani o femminili.
  • Una durata massima del finanziamento di 10 anni, con un’agevolazione per le startup nel Mezzogiorno, dove è richiesta la restituzione del solo 70% del finanziamento ottenuto.
  • Servizi di tutoraggio tecnico-gestionale, del valore di 15.000 euro nelle regioni del Sud Italia e di 7.500 euro per le altre regioni.
  • La possibilità di convertire una parte del finanziamento agevolato in un contributo a fondo perduto fino al 50% dell’investimento di capitale di rischio.

Il bando ammette una vasta gamma di spese, tra cui investimenti in beni materiali e immateriali, spese per il personale, e altre spese operative, con un limite di liquidità del 20% sui costi totali. I piani di impresa possono ricevere finanziamenti per importi che vanno dai 100 mila ai 1,5 milioni di euro.

La gestione di Smart&Start è affidata a Invitalia, che accetta domande in modalità continua tramite il proprio portale online fino a esaurimento fondi. Non c’è una scadenza definita per la presentazione delle domande, rendendo l’incentivo disponibile anche per l’anno 2024.

Come accedere agli incentivi per l’imprenditoria femminile 2024

I fondi per supportare l’avvio o l’espansione delle imprese femminili, non mancano. Tuttavia, l’accesso a tali risorse può presentare delle difficoltà inaspettate, causate ad esempio dalle difficoltà burocratiche della pubblica amministrazione.

Le imprese spesso non hanno dimestichezza con le intricate regolamentazioni burocratiche e questo comporta la presentazione di domande incomplete o prive dei dettagli tecnici richiesti dagli Enti Erogatori. Molte aziende inoltre si affidano al proprio commercialista di fiducia, che, pur essendo un esperto in materia fiscale, potrebbe non essere altrettanto preparato in finanza agevolata. Altre volte, si opta per consulenti specializzati in un solo tipo di bando, limitando l’accesso a un più ampio spettro di opportunità.

Questi ostacoli generano sfiducia e frustrazione, due fattori spesso trascurati che possono impedire alle imprese di ottenere le agevolazioni desiderate. Per evitare tali intoppi, il supporto di una realtà esperta in finanza agevolata come Finera può fare la differenza.

Finera collabora strettamente con le PMI per assisterle nella corretta compilazione delle domande per le diverse agevolazioni disponibili. Affidarsi a una consulenza specializzata come la nostra, offre un vantaggio considerevole: ogni aspetto della procedura per l’ottenimento degli incentivi viene gestito con competenza, garantendo un iter agevole e tempestivo. Vuoi avere maggiori informazioni e capire come possiamo aiutarti ad accedere ai fondi per l’imprenditoria femminile? Fissa ora una prima consulenza gratuita per identificare e accedere al finanziamento più adatto alle tue necessità imprenditoriali.

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