Smart e Start: l’agevolazione Invitalia per start-up innovative

smart e start invitalia

Sono moltissime le iniziative promosse da Invitalia (Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa) rivolte alle start-up innovative italiane che vogliono investire in ricerca e sviluppo digitale. In particolare, Smart e Start Italia, uno dei bandi per i contributi agevolati o a fondo perduto di Invitalia, rientra tra le agevolazioni previste per le PMI italiane dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).

Grazie ai finanziamenti a tasso agevolato messi a disposizione da Invitalia sono state finanziate già 793 startup innovative e sono stati attivati 518 mln di investimenti. Nell’attuale contesto economico, quindi, Smart e Start di Invitalia rappresenta un’ottima opportunità e un trampolino di lancio per chi vuole realizzare una start-up innovativa. Ma cosa copre il bando Smart e Start? Come fare domanda? Chi può accedere a Smart e Start? Continua a leggere per scoprire tutti i dettagli sull’agevolazione di Invitalia per start-up innovative

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Smart e Start: supporta le startup anche nel 2022

Smart e Start è l’incentivo di Invitalia che supporta la nascita delle start-up innovative italiane, e contribuisce al loro sviluppo finanziando progetti compresi tra i 100mila e il milione e mezzo di Euro. 

Avviato nel 2013 dal Ministero dello Sviluppo Economico, Smart e Start supporta le start-up innovative:

  • in fase di avviamento o da poco avviate;
  • la cui attività principale è fare ricerca e sviluppo tecnologico

Nel 2022, Smart e Start Invitalia è ancora accessibile per tutte le start-up in fase di avviamento o già avviate in ogni zona d’Italia, grazie a:

  • un incremento dell’iniziale dotazione finanziaria;
  • l’estensione del fondo perduto al 30% del mutuo per le imprese del Sud Italia.

L’iniziativa resterà valida per tutto il 2022, o comunque fino all’esaurimento dei fondi disponibili.

Le start-up già finanziate da Invitalia

Molti giovani imprenditori italiani sognano di realizzare delle idee innovative d’impresa, nonostante dispongano di poche risorse economiche. Anche se il mercato italiano non può essere paragonato a quello americano, molti giovani sono riusciti ad avviare le loro start-up grazie a Smart e Start, come dimostrano i quattro studenti universitari bolognesi fondatori di Cubitt.

Nell’ambiente stimolante del Collegio Superiore dell’Università di Bologna, Marco Moschettini, Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Lorenzo Posani nel 2016 hanno ideato la start-up Cubitt. Da un appartamento sfitto, costituito da sole tre stanze, in centro a Bologna, Cubbit è cresciuta fino a toccare i vertici mondiali delle soluzioni Cloud più innovative. 

Smart e Start è stata la svolta che ha permesso ai quattro fondatori di Cubbit di avviare la loro impresa, finanziando il loro progetto per un milione di euro. A luglio 2021, la start-up ha concluso una raccolta di capitali di 7 milioni di euro (incluso l’incentivo del bando come specificato da Invitalia), attirando i più grandi investitori del panorama italiano. Come loro, molte altre start-up potranno richiedere i fondi a tasso agevolato previsti per il 2022.

Le novità del finanziamento Invitalia per start-up nel 2022

Una delle novità più rilevanti rispetto agli anni precedenti, riguarda le società costituite da non più di 60 mesi: anche le start-up costituite da non più di 5 anni potranno accedere ai finanziamenti a tasso zero Start e Smart per i loro progetti innovativi. Altre novità dell’agevolazione riguardano:

  • incremento del finanziamento agevolato a tasso zero fino al 90%;
  • aumento del fondo perduto fino al 30% per le imprese del Sud;
  • possibilità di rateizzazione del finanziamento fino a 10 anni;
  • opportunità di inserire nuove voci di spesa riguardo a operazioni di marketing;
  • ottenere un punteggio più alto in fase di accertamento della domanda nel caso in cui la start-up collabori con un hub di ricerca o un incubatore (in questo caso, si può accedere più facilmente al finanziamento agevolato), oppure disponga di un rating di legalità

Nel caso di accordi di collaborazione o contratti di servizio con organismi di Ricerca, incubatori o acceleratori di impresa non certificati dal MISE, occorre fornire un profilo dettagliato dell’istituto privato prescelto al momento dell’invio della domanda per l’agevolazione (vedi commi 5/7 dell’articolo 25 del Decreto-legge n. 179/2012).

A partire dal 2020, sono premiate con un punteggio più elevato anche le start-up con sede al Nord Italia che realizzano piani di impresa al Sud. 

Requisiti Smart e Start: chi può accedere?

Per accedere a Smart e Start, i requisiti richiesti riguardano età, sesso e residenza dei soci. Per accedere all’agevolazione, non è necessario costituire la società prima di presentare domanda; la costituzione può essere posticipata dopo l’esito della valutazione.

Smart e Start si rivolge alle start-up innovative costituite da non più di 60 mesi. Il bando Invitalia è accessibile anche a:

  • team di persone fisiche (i futuri soci e manager) che vogliono fondare una start-up innovativa in Italia ;
  • start-up già formate, residenti all’estero che vogliono fare impresa in Italia riguardo al digitale;
  • cittadini stranieri in possesso del lasciapassare, lo “start-up Visa”, un visto di ingresso per gli imprenditori innovativi che vogliono realizzare il loro business in Italia. 

Chi è ammesso a Smart e Start?

Per accedere a Smart e Start di Invitalia è requisito fondamentale essere una start-up innovativa. Ma cosa si intende per start-up innovative? Per start-up innovativa s’intende:

  • una società di capitali costituita da non più di 5 anni
  • non quotata in Borsa
  • avente almeno una sede in Italia. Possono quindi presentare domanda anche start-up straniere, purché prevedano almeno una sede in territorio italiano;
  • il cui scopo principale non è generare utili, ma fare ricerca, in particolare, in ambito tecnologico/digitale;
  • che genera prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale (l’intelligenza artificiale; blockchain; l’internet of things, digitalizzazione delle imprese pubbliche e private).

Dopo 5 anni, la start-up può diventare una PMI innovativa.

Chi è escluso da Smart e Start?

Sono escluse dall’agevolazione le imprese operanti nel settore:

  • della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • carbonifero, al fine di scoraggiare il mantenimento attivo di miniere di carbone non competitive

Tutti i finanziamenti previsti da Smart e Start Invitalia

Smart e Start di Invitalia fornisce molte agevolazioni, che variano in base all’età e al sesso dei soci fondatori della start-up. Infatti, il finanziamento agevolato varia tra l’80 e il 90%, in base alla presenza di componenti di sesso femminile, di giovani under 36 o di ricercatori universitari accreditati all’interno della start-up. Inoltre, le imprese con sede legale al Sud Italia possono richiedere un finanziamento a fondo perduto. Oltre ai finanziamenti a tasso zero, possono essere richiesti servizi di tutoraggio tecnico gestionale, solitamente molto costosi. 

Finanziamenti a tasso zero tra 80% e 90% dell’investimento

Tra i finanziamenti a tasso zero, l’importo del finanziamento agevolato è pari all’80% delle spese ammissibili, ammortizzabili in 10 anni. 

Si tratta sicuramente di un’agevolazione conveniente per un’impresa giovane o una start-up da poco avviata. Ricordiamo, infatti, che un finanziamento a tasso zero è un mutuo, spalmato in un arco temporale stabilito, che si può richiedere senza garanzie né anticipo. 

Finanziamento agevolato 2022

Per quanto riguarda Smart e Start, a partire dal 2020 la percentuale del finanziamento a tasso zero elargita è aumentata al 90% delle spese ammissibili nel caso in cui la start-up:

  • sia costituita da giovani under 36 e/o da donne;
  • abbia al suo interno almeno un esperto, in possesso di titolo di dottore di ricerca o un titolo di studio accademico equivalente, da non più di sei anni, impegnato stabilmente in attività di ricerca o didattica da almeno tre anni anche all’estero;
  • possieda entrambe le caratteristiche precedenti.

Fondo perduto al 30% per le start-up del Sud

Grazie al bando Smart e Start è possibile anche ottenere un finanziamento agevolato a fondo perduto che deve essere restituito al 70% del finanziamento agevolato concesso, calcolato sulle spese complessive. Tuttavia, questo tipo di incentivo è valido solo per le start-up innovative localizzate nelle regioni del Mezzogiorno.

Smart & Start: tutoraggio tecnico per le start-up costituite da meno di 1 anno

Con Smart & Start, le start-up innovative costituite da non più di 12 mesi hanno la possibilità di richiedere servizi di tutoraggio tecnico-gestionale dal valore di:

  • 15.000 Euro per le start-up localizzate nelle regioni del Mezzogiorno;
  • 7.500 Euro per le start-up localizzate nel resto d’Italia.

Le spese ammesse da Smart e Start

Le principali voci di spesa previste sono conseguenti all’apertura o alla gestione della start-up. Le spese ammesse si dividono infatti in due macro categorie: investimenti e costi di gestione. Per quanto riguarda gli investimenti, le spese comprendono:

  • macchinari e attrezzature tecnologiche;
  • componenti hardware;
  • gestione software;
  • brevetti;
  • licenze, know-how, consulenze specialistiche e tecnologiche;
  • marketing e web marketing (per un massimo del 20% e solo dal 2020 in poi).

I costi di gestione ammortizzabili, invece, riguardano le spese per:

  • il personale dipendente e per i collaboratori; 
  • le licenze e per i diritti per titoli di proprietà industriale;
  • i servizi di accelerazione;
  • canoni di leasing;
  • gli interessi su finanziamenti esterni;
  • affitto;
  • l’acquisto di materie prime.

I piani d’impresa devono sempre prevedere spese ammissibili, comprese tra 100.000 e 1,5 milioni di Euro. 

Come fare domanda per accedere ai finanziamenti Smart e Start Invitalia

Le domande per accedere agli incentivi Smart e Start possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma web di Invitalia, fino a esaurimento dei fondi come stabilito dal MISE.  

Chi può presentare domanda?

La domanda deve essere presentata dal legale rappresentante della società, mentre per quanto riguarda le start-up non costituite, la domanda deve essere presentata da uno dei soci della società (che diventa quindi la persona fisica referente del progetto). 

Al termine dell’invio telematico, la richiesta sarà valutata tramite diversi passaggi e un colloquio finale con gli esperti Invitalia, che avviene entro due mesi dall’invio della domanda. In caso di valutazione positiva, la start-up o il team di persone che intendono fondarne una, riceveranno una comunicazione tramite posta elettronica certificata. 

Come inoltrare la domanda

Il momento della compilazione della domanda è determinante per il buon esito e l’approvazione della stessa.  Le domande devono essere compilate seguendo diversi passaggi che possono rivelarsi molto complessi. Gli step da seguire per l’inoltro della richiesta sono:

  1. avere o procurarsi una carta d’identità digitale SPID;
  2. accedere alla piattaforma apposita sul sito di Invitalia;
  3. compilare online la domanda (Altre modalità di inoltro non saranno prese in considerazione); 
  4. caricare il business plan;
  5. inserire gli allegati necessari alla definizione del progetto della start-up; 
  6. concludere la procedura con firma digitale per firmare digitalmente la domanda di agevolazione ed il piano d’impresa è (firma digitale di formato p7m);
  7. disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) per il completamento della procedura e per la comunicazione con Invitalia. 

La soluzione per accedere facilmente a Smart e Start

Capita spesso che, in sede di verifica dei requisiti necessari, l’ente erogatore annulli o blocchi le richieste presentate perché le imprese non hanno seguito correttamente uno o più passaggi dell’iter necessario per ottenere i finanziamenti agevolati. A questo proposito, secondo “IlPost”, l’Italia eroga alle aziende solo il 38% dei contributi emanati dall’UE, penultima solo prima della Croazia. Ma perché ci sono queste difficoltà per accedere ai contributi? Le aziende non riescono ad accedere ai finanziamenti perché: 

  • non conoscono tutte le agevolazioni a loro favore;
  • delegano spesso la pratica al commercialista, un consulente che non ha competenze specifiche in questo ambito;
  • presentano da sole la domanda, non consapevoli dei tecnicismi che costituiscono le dinamiche di queste procedure;
  • non sanno come rendicontare il contributo o lo fanno in modo poco approfondito, passaggio che può penalizzare o ritardare la pratica stessa.

Tutto questo può portare a un rifiuto della domanda da parte di Invitalia, oppure della sua accettazione in ritardo, dopo che la start-up ha già sostenuto l’investimento.  

Queste problematiche ostacolano molti imprenditori nell’accedere a opportunità come quelle fornite dai contributi a tasso agevolato messi a disposizione da Smart e Start.

Per questi motivi, è fondamentale affidarsi a consulenti specializzati in finanza agevolata, che affianchino le imprese in tutto percorso per ottenere le agevolazioni disponibili, dalla presentazione della domanda all’erogazione finale dei fondi. Nel 2021 oltre 700 imprenditori si sono rivolti a Finera per accedere alle agevolazioni disponibili e più adeguate alle loro esigenze. Grazie alla competenza e allo studio tecnico di ogni bando, Finera è in grado di offrire alle PMI e alle start-up italiane il giusto supporto di cui hanno bisogno per ottenere i finanziamenti.

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