PNRR 2024: a che punto siamo e 5 incentivi per le aziende

pnrr 2024

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è senza dubbio una delle iniziative più ambiziose nella storia recente dell’Italia, concepito per affrontare le sfide economiche e sociali post-pandemia e per guidare il Paese verso una crescita sostenibile e inclusiva. Finanziato principalmente attraverso il programma Next Generation EU, il PNRR prevede investimenti totali per circa 191,5 miliardi di euro, suddivisi originariamente in sei missioni, integrate a fine 2023 con la settima, dedicata a RepowerEU. Ma, ad oggi, a che punto siamo con il PNRR? E, soprattutto, quali sono gli incentivi per le PMI? In questo articolo, vedremo insieme i recenti progressi fatti dal Piano e 5 incentivi che derivano dal PNRR e che sono destinati alle imprese. Vuoi avere maggiori dettagli? Continua a leggere.

PNRR in breve: cos’è?

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è un piano del Governo italiano per l’uso dei fondi europei del Next Generation EU, destinati a rilanciare l’economia dell’Eurozona dopo la pandemia di Covid-19. Il Piano, approvato dalla Commissione Europea il 13 luglio 2021, prevede l’allocazione di circa 222 miliardi di euro provenienti da due fonti principali: il Piano nazionale per gli investimenti complementari e il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, con durata fino al 2026.

Le 6 missioni originarie del PNRR

Il PNRR ha previsto fin da subito sei missioni da completare entro cinque anni, con investimenti totali di 235,22 miliardi di euro, provenienti dal fondo Next Generation EU, dal React-Eu e dal Governo italiano.
Vediamole nel dettaglio:

Missione 1: il focus è sulla digitalizzazione

La Missione 1 è dedicata a digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo e persegue i seguenti obiettivi:

  • digitalizzazione della pubblica amministrazione,
  • banda ultralarga,
  • digitalizzazione del settore privato,
  • tecnologie satellitari,
  • rilancio di cultura e turismo.

Missione 2: l’occhio rivolto al green

La Missione 2 è definita “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e si concentra su energie rinnovabili, mobilità elettrica, green economy, efficientamento energetico, ricerca sull’idrogeno verde, economia circolare.

Missione 3: i fondi per le infrastrutture

Passiamo alla Missione 3, dedicata a infrastrutture per una mobilità sostenibile. Con un budget di circa 25 miliardi di euro, il Piano persegue, attraverso questa missione, lo sviluppo delle ferrovie regionali, dell’alta velocità, della sostenibilità dei porti, del monitoraggio delle infrastrutture di viabilità.

Missione 4: il PNRR supporta istruzione e ricerca

La Missione 4 è dedicata a istruzione e ricerca. Perciò, con questa quarta missione, persegue la modernizzazione e il potenziamento della formazione, mira a una maggiore accessibilità e supporta la ricerca tecnologica e scientifica.

Missione 5: il sostegno a inclusione e coesione sociale

Inclusione e coesione è la Missione 5, che si focalizza sui seguenti obiettivi: promozione dell’occupazione, investimenti in zone economiche speciali, imprenditoria femminile, supporto per persone fragili, rigenerazione urbana delle periferie.

Missione 6: migliorare la nostra Salute

Infine, con la sesta missione, il PNRR si è posto i seguenti obiettivi: migliorare la prevenzione territoriale, equità nelle cure, incentivare la digitalizzazione del sistema sanitario e la modernizzazione dei servizi del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Cosa prevede la missione 7 del PNRR?

La settima Missione del PNRR è stata introdotta a fine 2023 e mira a supportare il sistema produttivo nella transizione ecologica, accelerando la produzione di energia da fonti rinnovabili e migliorando le reti di distribuzione. Inoltre, intende aumentare l’efficienza energetica e promuovere la formazione su tematiche green nel settore pubblico e privato.

I fondi complessivi per la Missione 7 ammontano a 11,2 miliardi di euro, circa il 6% dell’importo totale del PNRR, suddivisi in tre capitoli:

  • 1,8 miliardi di euro per le “Reti” (trasmissione e distribuzione di energia);
  • 9,3 miliardi di euro per la “Transizione verde ed efficientamento energetico” (di edifici privati e pubblici);
  • 0,1 miliardi di euro per le “Filiere” (energia rinnovabile e idrogeno).

PNRR: a che punto siamo?

A maggio 2024, l’Italia ha compiuto significativi progressi nell’implementazione del PNRR. Diversi progetti chiave sono stati avviati e alcuni hanno già raggiunto il completamento. Tra i principali risultati ottenuti, si annoverano:

  1. Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (PA):
  • È stata completata la prima fase di digitalizzazione di numerosi servizi pubblici, con l’obiettivo di semplificare l’accesso dei cittadini e delle imprese alle risorse pubbliche.
  • Sono stati introdotti sistemi di identità digitale più efficienti e sicuri, migliorando l’interazione tra cittadini e istituzioni.
  1. Infrastrutture:
  • Sono in fase avanzata i lavori per l’ammodernamento delle reti ferroviarie, con particolare attenzione alle linee ad alta velocità e alle reti regionali, per migliorare la connettività e ridurre i tempi di viaggio.
  • È stato completato un numero significativo di progetti infrastrutturali urbani, volti a migliorare la qualità della vita nelle città e a promuovere la mobilità sostenibile.
  1. Transizione Ecologica:
  • Sono stati lanciati numerosi progetti di energie rinnovabili, con installazioni di impianti solari ed eolici che hanno incrementato la quota di energia pulita nel mix energetico nazionale.
  • Sono state avviate iniziative per l’efficienza energetica negli edifici pubblici e privati, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2.

Traguardi raggiunti dal PNRR

Il Governo italiano ha raggiunto diversi traguardi importanti nell’implementazione del PNRR:

  • Investimenti in Innovazione e Ricerca: È stata rafforzata la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, con il lancio di nuovi poli di innovazione e centri di eccellenza.
  • Inclusione Sociale: Sono stati implementati programmi di formazione e inclusione sociale, rivolti a categorie vulnerabili, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e favorire l’accesso al mercato del lavoro.
  • Salute: Sono stati potenziati i servizi sanitari territoriali, con particolare attenzione alla medicina di prossimità e alla digitalizzazione dei servizi sanitari.

Sfide, ostacoli e difficoltà per le imprese

Nonostante i progressi significativi, il PNRR si confronta ancora con alcune sfide:

  • Burocrazia: La complessità burocratica continua a rappresentare un ostacolo significativo, rallentando l’attuazione di alcuni progetti. Sono necessarie riforme per semplificare le procedure amministrative e accelerare i processi autorizzativi.
  • Collaborazione Istituzionale: È fondamentale migliorare la cooperazione tra le diverse istituzioni coinvolte, sia a livello centrale che locale. Una maggiore sinergia tra i vari attori istituzionali può facilitare il raggiungimento degli obiettivi del PNRR.
  • Capacità di Assorbimento: Alcune amministrazioni locali hanno mostrato difficoltà nell’assorbire e gestire efficacemente i fondi messi a disposizione dal PNRR, evidenziando la necessità di potenziare le competenze tecniche e amministrative a livello territoriale.

A queste sfide, si aggiunge il fatto che, nonostante i fondi ci siano, solo il 2,8% delle imprese (circa 146.000) riuscirà a beneficiare dei fondi del PNRR [fonte: OpenPNRR ]. Una delle cause è la sopra citata burocrazia, che risulta complessa e d’ostacolo alle imprese. L’altra grande causa di queste difficoltà di accesso ai fondi è la poca conoscenza delle agevolazioni da parte delle imprese.

Però, dal PNRR sono derivate molte agevolazioni per le imprese. I fondi, quindi, ci sono. Vediamo insieme 5 incentivi del PNRR per le PMI.

PNRR e PMI: 5 incentivi per le imprese

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fornisce un ampio ventaglio di incentivi mirati a stimolare la crescita, l’innovazione e la sostenibilità. Attraverso investimenti strategici e riforme strutturali, il PNRR mira a rafforzare il tessuto produttivo del paese, facilitando l’accesso a risorse finanziarie, tecnologie avanzate e competenze specifiche. Vediamo 5 strumenti che le PMI possono sfruttare per avere un vantaggio competitivo essenziale e per affrontare le sfide del mercato globale post-pandemia.

1. Bonus Zes Unica: il credito d’imposta per le imprese del sud

Dal 12 giugno al 12 luglio 2024, le imprese possono richiedere il credito d’imposta della ZES Unica, istituita per tutto il Sud Italia. La ZES Unica offre agevolazioni fiscali per investimenti in nuovi macchinari, impianti, attrezzature, terreni e immobili. Le domande vanno presentate all’Agenzia delle Entrate e il credito d’imposta varia dal 15% al 60%, a seconda della localizzazione e della dimensione dell’impresa. Le spese ammissibili devono essere sostenute tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2024.

2.Transizione 5.0

Transizione 5.0 è un nuovo sistema di crediti d’imposta per supportare le aziende nella transizione digitale ed energetica. Questo sistema offre crediti dal 35% al 45% in base al risparmio energetico ottenuto e alla dimensione dell’investimento. Le domande devono essere presentate al Gestore Servizi Energetici (GSE) e richiedono documentazione specifica. Gli incentivi riguardano macchinari, software e impianti per energie rinnovabili, escludendo investimenti legati a combustibili fossili e processi produttivi ad alto impatto ambientale. Il programma scade il 31 dicembre 2025.

3. Nuova Sabatini Green

La Nuova Sabatini Green, finanziata con 100 milioni di euro, facilita l’accesso al credito per le PMI, incentivando investimenti in macchinari, software e tecnologie digitali. I finanziamenti vanno da 20.000 a 4 milioni di euro, con una durata massima di cinque anni e coprono fino all’80% dell’importo erogato. Le domande devono essere presentate tramite il sito dedicato, seguendo le nuove regole del Regolamento UE 2023/1315.

4. Credito d’imposta ricerca e sviluppo

Nel 2024, il credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione presenta diverse novità. Le aliquote per innovazione tecnologica, design ed estetica sono state ridotte, mentre restano invariate per ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale. È stato eliminato il credito d’imposta potenziato per il Mezzogiorno e introdotto un nuovo credito per la microelettronica. Viene inoltre avviato un processo di certificazione per garantire l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo, fornendo protezione contro contestazioni future.

5. Nuove Imprese a Tasso Zero

“Nuove imprese a tasso zero” (NITO-ON) mira a sostenere la creazione e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. Le agevolazioni includono finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto, coprendo fino al 90% delle spese ammissibili. I settori finanziati comprendono industria, artigianato, servizi, commercio e turismo. Le domande si presentano online tramite Invitalia.

Come accedere ai fondi del PNRR per le aziende?

Come hai visto, il PNRR prevede diverse agevolazioni interessanti per le aziende. Ma, come abbiamo detto, l’iter di accesso non è semplice. Inoltre, secondo la Corte dei Conti, solo il 30,7% dei fondi europei arriva alle PMI italiane e il restante oltre 69% è perso per sempre. Questo accade perché le aziende compilano in modo amatoriale la richiesta di contributo, commettendo degli errori di compilazione o di rendicontazione delle spese.

Come fare allora per accedere alle agevolazioni del PNRR? Il consiglio sempre valido è rivolgersi a esperti di finanza agevolata, com noi di Finera. La nostra società supporta mensilmente centinaia di imprese per l’accesso alle agevolazioni disponibili. Se anche tu vuoi accedere ai fondi del PNRR, fissa una prima consulenza gratuita e non vincolante.

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