Resto al sud 2025: requisiti, domanda e come ottenere il contributo a fondo perduto

Resto al sud 2025

Vuoi aprire un’attività nel Sud Italia e cerchi un incentivo concreto per farlo? Resto al Sud 2025 è una delle misure più interessanti oggi disponibili per chi vuole avviare una nuova impresa nel Mezzogiorno o nel Centro Italia. Si tratta di un incentivo statale che prevede contributi a fondo perduto fino a 200.000 €, pensato per sostenere giovani imprenditori, professionisti e imprese emergenti in territori strategici del Paese.

In questa guida aggiornata scoprirai:

  • Cos’è Resto al Sud e come funziona nel 2025
  • Chi può presentare domanda (requisiti di età, residenza e forma giuridica)
  • Come si compone il contributo e come viene erogato
  • Le novità dell’edizione 2025 e come fare domanda passo dopo passo

A chi è rivolto Resto al Sud 2025? Possono accedere all’incentivo gli imprenditori fino a 55 anni residenti in specifiche regioni e comuni del Centro-Sud, comprese le aree del cratere sismico del Centro Italia e alcune isole minori. La misura è attiva da diversi anni ed è oggi tra le più apprezzate per chi vuole creare impresa al Sud, grazie alla combinazione tra finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.

Se vuoi capire come ottenere questo incentivo per avviare la tua impresa nel 2025, continua a leggere questa guida.
Troverai tutte le informazioni pratiche per accedere a Resto al Sud: requisiti, modalità di richiesta, tempi e consigli operativi.

Cos’è Resto al Sud 2025?

Come anticipato, il bando Resto al Sud è una misura che ha come focus il mondo dell’imprenditoria del Mezzogiorno. L’agevolazione prevede una serie di incentivi per le imprese al Sud, anche a fondo perduto, volti a favorire la nascita e la crescita di imprese in aree specifiche del nostro Paese.Requisiti di accesso alle agevolazioni territoriali per l’autoimprenditorialità

Chi può beneficiare delle agevolazioni?

Le agevolazioni di Resto al Sud 2025 sono destinate principalmente a persone con età inferiore a 56 anni che soddisfano specifici requisiti di residenza e occupazionali. È prevista un’importante deroga al limite di età per i residenti nei 24 comuni compresi nelle aree del cratere sismico del Centro Italia nei quali più del 50% degli edifici è stato dichiarato inagibile.

Requisiti di residenza

I beneficiari devono trovarsi in una delle seguenti condizioni residenziali:

  • Essere già residenti al momento della presentazione della domanda in uno dei seguenti territori:
    • Regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia
    • 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (nelle regioni Lazio, Marche e Umbria)
    • Isole minori marine del Centro-Nord
    • Isole lagunari e lacustri (consultabili nell’elenco delle isole specificato nella documentazione ufficiale)
  • Oppure, impegnarsi a trasferire la propria residenza nei territori sopra elencati entro:
    • 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria (per i residenti in Italia)
    • 120 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria (per i residenti all’estero)

Requisiti professionali e situazione lavorativa

I candidati devono inoltre rispettare le seguenti condizioni:

  • Non essere già titolari di altre attività imprenditoriali in esercizio alla data del 21/06/2017
  • Non aver ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità negli ultimi tre anni
  • Non avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato al momento della domanda
  • Impegnarsi a non stipulare contratti di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento

Tipologie di imprese ammissibili

Le agevolazioni sono rivolte a due categorie di imprese:

  1. Imprese già costituite successivamente alla data del 21/06/2017
  2. Imprese ancora da costituire, per le quali la formalizzazione deve avvenire:
    • Entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria (per i residenti in Italia)
    • Entro 120 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria (per i residenti all’estero)

Disposizioni specifiche per liberi professionisti

Possono accedere ai finanziamenti anche i liberi professionisti, sia in forma societaria che individuale, purché rispettino una condizione aggiuntiva: non devono risultare titolari di partita IVA nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta nel progetto. Per “attività analoga” si intende qualsiasi attività con un codice Ateco identico fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche.

Qual è il contributo economico di Resto al Sud?

Tra gli aspetti più importanti di Resto al Sud c’è sicuramente il fattore che riguarda il contributo economico. Resto al Sud 2025 copre infatti il 100% delle spese: un 50% con un finanziamento agevolato e l’altro 50% con un contributo a fondo perduto. Per quanto riguarda il finanziamento, questo può essere:

  • massimo di 50.000 €
  • fino a 200.000 € nel caso di società composte da 4 soci
  • massimo di 60.000 € per le imprese individuali.

Oltre al finanziamento, il bonus prevede anche un contributo a fondo perduto pari a 15.000 € per le ditte individuali o le attività professionali, fino a un massimo di 40.000 € per le società. Il contributo, quindi, viene erogato nel momento in cui il programma di spesa viene completato. Devono essere presentati anche due SAL oppure un SAL unico.

Requisiti Resto al Sud 2025: quali sono?

Adesso che hai capito di cosa si compone la misura e quali sono gli obiettivi, è importante essere a conoscenza di quali siano i requisiti necessari per accedere a Resto al Sud. Questi requisiti riguardano:

  • Età: Devi avere un’età compresa tra 18 e 55 anni.
  • Residenza: Devi essere residente in una delle seguenti aree:
    • Regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
    • 116 Comuni nell’area del cratere sismico del Centro Italia (inclusi Lazio, Marche e Umbria).
    • Isole minori marine del Centro-Nord, isole lagunari e lacustri.
    • È ammesso anche il trasferimento di residenza in una di queste regioni entro 60 giorni dall’approvazione della domanda, o entro 120 giorni se risiedi all’estero.
  • Attività imprenditoriali preesistenti: Non devi essere già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017.
  • Precedenti agevolazioni: Non devi essere stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità negli ultimi tre anni.
  • Rapporto di lavoro: Non devi essere titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e ti impegni a non stabilire tale rapporto per la durata del finanziamento.
  • Partita IVA: Non devi avere movimentato una partita IVA, nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per attività simili a quella proposta (applicabile solo per le attività libero professionali).

Bonus Sud: Attività finanziabili e spese ammissibili

Ma quali sono le attività finanziabili e le spese ammissibili previste da questa misura? Tra le attività finanziabili, le imprese costituite devono far parte di almeno uno di questi settori:

  • attività produttive nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi a imprese e persone;
  • turismo;
  • commercio;
  • attività di libera professione.

Rimangono escluse tutte quelle attività commerciali sia al dettaglio che all’ingrosso, fisiche e online.

Invece, per quanto riguarda le spese ammissibili, che risultano essere la parte principale della misura Resto al Sud, troviamo:

  • ristrutturazione e manutenzione straordinaria di beni immobili per il 30% massimo della spesa
  • macchinari, impianti e attrezzature
  • spese di gestione per il 20% massimo della spesa

A tal proposito occorre ricordare che non possono essere incluse nel contributo le spese relative alla progettazione promozioni, per il personale dipendente oppure per le consulenze.

Come funziona il bando Resto al Sud?

Arrivati a questo punto, bisogna fare un po’ di ordine per non perdere alcun tipo di informazione che potrebbe rivelarsi quanto mai importante. Abbiamo detto, quindi, che la misura Resto al Sud si compone di un 50% di contributo a fondo perduto e del 50% di finanziamento bancario i cui interessi vengono coperti da parte di Invitalia.

I soldi di Resto al Sud arriveranno entro 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione. Pertanto, le imprese che hanno ottenuto l’accesso ai fondi saranno intestatarie di un contratto di finanziamento agevolato per 24 mesi affinché sia possibile portare a termine il programma di spesa.

Resto al Sud 2025: la procedura per presentare domanda

Prima di ottenere il beneficio, però, è necessario presentare la domanda online tramite il sito web di Invitalia e seguire la procedura, che richiede l’accesso mediante SPID per accedere caricare business plan e tutti gli altri allegati. Per concludere la domanda, è necessario avere una firma digitale e una PEC.

Affinché sia possibile portare a termine la procedura, il sito web di Invitalia mette a disposizione una serie di documenti che devono essere completati. Tra questi troviamo, ad esempio, il format business plan, dei moduli società-imprese individuali costituite, modelli attività libero professionali individuali o società tra professionisti costituite.

Nel caso in cui svolgessi attività libero professionali, ai documenti appena citati, dovrai anche integrare l’attestazione di iscrizione all’albo professionale oppure l’adesione all’associazione professionale.

Terminata questa fase, devi sapere che i finanziamenti di Resto al Sud 2025 sono validi fino ad esaurimento fondi. Quindi, non c’è una vera e propria scadenza entro cui inviare la domanda online.

Dal momento in cui viene inoltrata la domanda, partirà un inter di 60 giorni, che prevede anche un colloquio online. In particolare, si tratta di una riunione con gli Analyst di Invitalia che discuteranno con te e con i tuoi soci del piano di impresa.

Dati Resto al Sud: una misura di successo?

Resto al Sud è una di quelle misure “sempre verdi”, che da anni continua a supportare le aziende del Mezzogiorno. Allo stato attuale (dati di gennaio 2025), il contributo ha finanziato 18.561 progetti creando oltre 61.834 nuovi posti di lavoro.

Le domande presentate sono state più di 40.000 a fronte di 1 miliardo di euro di investimenti attivati e 821 milioni di agevolazioni erogate. Tra le regioni più attive c’è la Campania con più di 7.000 imprese finanziate e la Sicilia con 2.192 attività. Al terzo posto c’è la Calabria con 1.960 attività che hanno beneficiato dell’intervento.

Per quanto riguarda i settori in cui il finanziamento è stato utilizzato, il 50% riguarda imprese coinvolte nel turismo, per il 23% le attività manifatturiere e per il 20% quelle che riguardano i servizi alla persona.
Nel complesso, quindi, possiamo ritenere l’iniziativa Resto al Sud un vero e proprio successo che ci auguriamo che continui a sfornare idee innovative, attività imprenditoriali e nuovi posti di lavoro affinché aree come il Mezzogiorno e dell’Italia centrale possano essere più competitive a livello nazionale, europeo e mondiale.

FAQ Resto al Sud

Quando scade Resto al Sud?

Il bando Resto al Sud non ha scadenza; è aperto fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Cosa prevede Resto al Sud?

Resto al Sud è un’iniziativa finalizzata a promuovere l’imprenditorialità del Mezzogiorno, di alcune zone del centro Italia e delle isole. Si compone essenzialmente di un 50% di contributo a fondo perduto e del 50% di finanziamento bancario garantito dal fondo di garanzia delle PMI. Inoltre, il pagamento degli interessi viene interamente coperto da Invitalia. Con Resto al Sud, quindi, si possono ottenere fino a 200.000 € considerando una società composta da almeno 4 soci.

Come vengono erogati i soldi di Resto al Sud?

I contributi di Resto al Sud non vengono erogati immediatamente. Una volta ottenuta l’agevolazione, i tempi da considerare variano da 6 a 30 giorni, intervallo di tempo in cui otterrai circa il 50% del finanziamento. Solo dopo aver completato il programma di spesa potrai ottenere la restante parte del saldo.

Chi non può accedere a Resto al Sud?

La buona notizia è che le maglie di un intervento come quello di Resto al Sud si sono decisamente allargate negli ultimi anni. Tra le ultime novità, infatti, c’è la possibilità anche per le persone fino a 55 anni di partecipare e ottenere il finanziamento di questa misura. In ogni caso, non possono accedere al finanziamento coloro che in data 21/06/2017 fossero già legali rappresentanti di una società attiva oppure titolari di ditta individuale attiva. Non possono partecipare al bando neanche chi è attualmente in possesso di un contratto a tempo indeterminato.

Quanto finanzia Resto al Sud?

Resto al Sud prevede un finanziamento massimo di 200.000 euro per la creazione di nuove imprese nelle regioni del Mezzogiorno.

Come presentare domanda per il bando Resto al Sud 2025

Insomma, Resto al Sud è probabilmente una delle misure più famose e più interessanti, che negli ultimi 5 anni ha consentito la nascita e lo sviluppo di decine e decine di imprese sul territorio nazionale. Come avrai potuto leggere, si tratta di una misura che favorisce l’iniziativa imprenditoriale delle regioni del Sud e di alcune zone del centro Italia e le isole.

Il contributo è interessante sotto ogni punto di vista perché consente di coprire il 100% di alcune spese, attraverso un finanziamento agevolato a fondo perduto fino ad un massimo di 200.000 € nel caso in cui si trattasse di società caratterizzata da 4 soci.

Come detto, per il bando Resto al Sud, non c’è una vera e propria scadenza, ma l’iter burocratico richiede molta documentazione dettagliata. Ed sono proprio la documentazione e il burocratese che causano spesso errori che precludono l’accesso ai finanziamenti a 7 aziende su 10. Il consiglio è quindi di affidarsi a un partner finanziario come Finera. I nostri esperti in finanza agevolata assistono quotidianamente aziende che vogliono accedere a bandi e agevolazioni come Resto al Sud 2025. Vuoi maggiori informazioni e scoprire come possiamo aiutarti a ottenere i contributi a fondo perduto di Resto al Sud? Allora, contattaci subito per una consulenza gratuita.

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