Resto al sud 2024: requisiti, domanda e come ottenere il contributo a fondo perduto

Resto al sud requisiti, come funziona e come accedere al bando

Tra le iniziative finalizzate ad alimentare iniziative imprenditoriali nel Mezzogiorno d’Italia, Resto al Sud è sicuramente tra le più apprezzate e più utili. Attiva anche per il 2024, Resto al Sud mira infatti a favorire la nascita di nuove attività nel Sud e nel Centro Italia, offrendo contributi economici fino ad un massimo di 200.000 €. Possono presentare domanda di accesso al bonus gli imprenditori fino a 55 anni di età, residenti in alcuni comuni e regioni specifici del territorio nazionale.

Essendo una misura piuttosto complessa, abbiamo deciso di condensare tutte le informazioni più importanti nella guida che stai per leggere. Troverai tutto ciò che ti serve per poter accedere a un intervento interessante, che da anni finanzia l’imprenditorialità del Meridione. Continua a leggere per scoprire tutti i dettagli di Resto al Sud 2024.

Cos’è Resto al Sud 2024?

Come anticipato, il bando Resto al Sud è una misura che ha come focus il mondo dell’imprenditoria del Mezzogiorno. L’agevolazione prevede una serie di contributi economici, anche a fondo perduto, volti a favorire la nascita e la crescita di imprese in aree specifiche del nostro Paese.

Introdotto attraverso il Decreto Legge n. 91, da sei anni consecutivi il bonus Resto al Sud consente a centinaia di imprenditori delle aree più in difficoltà del nostro Paese. Inoltre, negli ultimi anni, ci sono stati una serie di interventi normativi che hanno esteso questa misura a un numero di soggetti più ampio. Infatti, la Legge di Bilancio del 2021 ha incrementato la platea di beneficiari che adesso possono essere i soggetti fino a 55 anni di età.

Poi, ha esteso l’intervento anche ai territori dal cratere sismico e al commercio e alle isole minori del Centro- Nord. Pertanto, i territori oggi inclusi in Resto al Sud sono:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Lazio
  • Marche
  • Umbria
  • isole minori marine e isole lagunari e lacustri.

Qual è il contributo economico di Resto al Sud?

Tra gli aspetti più importanti di Resto al Sud c’è sicuramente il fattore che riguarda il contributo economico. Resto al Sud 2024 copre infatti il 100% delle spese: un 50% con un finanziamento agevolato e l’altro 50% con un contributo a fondo perduto. Per quanto riguarda il finanziamento, questo può essere:

  • massimo di 50.000 €
  • fino a 200.000 € nel caso di società composte da 4 soci
  • massimo di 60.000 € per le imprese individuali.

Oltre al finanziamento, il bonus prevede anche un contributo a fondo perduto pari a 15.000 € per le ditte individuali o le attività professionali, fino a un massimo di 40.000 € per le società. Il contributo, quindi, viene erogato nel momento in cui il programma di spesa viene completato. Devono essere presentati anche due SAL oppure un SAL unico.

Requisiti Resto al Sud 2024: quali sono?

Adesso che hai capito di cosa si compone la misura e quali sono gli obiettivi, è importante essere a conoscenza di quali siano i requisiti necessari per accedere a Resto al Sud. Questi requisiti riguardano:

  • Età: Devi avere un’età compresa tra 18 e 55 anni.
  • Residenza: Devi essere residente in una delle seguenti aree:
    • Regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
    • 116 Comuni nell’area del cratere sismico del Centro Italia (inclusi Lazio, Marche e Umbria).
    • Isole minori marine del Centro-Nord, isole lagunari e lacustri.
    • È ammesso anche il trasferimento di residenza in una di queste regioni entro 60 giorni dall’approvazione della domanda, o entro 120 giorni se risiedi all’estero.
  • Attività imprenditoriali preesistenti: Non devi essere già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017.
  • Precedenti agevolazioni: Non devi essere stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità negli ultimi tre anni.
  • Rapporto di lavoro: Non devi essere titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e ti impegni a non stabilire tale rapporto per la durata del finanziamento.
  • Partita IVA: Non devi avere movimentato una partita IVA, nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per attività simili a quella proposta (applicabile solo per le attività libero professionali).

Bonus Sud: Attività finanziabili e spese ammissibili

Ma quali sono le attività finanziabili e le spese ammissibili previste da questa misura? Tra le attività finanziabili, le imprese costituite devono far parte di almeno uno di questi settori:

  • attività produttive nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi a imprese e persone;
  • turismo;
  • commercio;
  • attività di libera professione.

Rimangono escluse tutte quelle attività commerciali sia al dettaglio che all’ingrosso, fisiche e online.

Invece, per quanto riguarda le spese ammissibili, che risultano essere la parte principale della misura Resto al Sud, troviamo:

  • ristrutturazione e manutenzione straordinaria di beni immobili per il 30% massimo della spesa
  • macchinari, impianti e attrezzature
  • spese di gestione per il 20% massimo della spesa

A tal proposito occorre ricordare che non possono essere incluse nel contributo le spese relative alla progettazione promozioni, per il personale dipendente oppure per le consulenze.

Come funziona il bando Resto al Sud?

Arrivati a questo punto, bisogna fare un po’ di ordine per non perdere alcun tipo di informazione che potrebbe rivelarsi quanto mai importante. Abbiamo detto, quindi, che la misura Resto al Sud si compone di un 50% di contributo a fondo perduto e del 50% di finanziamento bancario i cui interessi vengono coperti da parte di Invitalia.

I soldi di Resto al Sud arriveranno entro 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione. Pertanto, le imprese che hanno ottenuto l’accesso ai fondi saranno intestatarie di un contratto di finanziamento agevolato per 24 mesi affinché sia possibile portare a termine il programma di spesa.

Resto al Sud 2024: la procedura per presentare domanda

Prima di ottenere il beneficio, però, è necessario presentare la domanda online tramite il sito web di Invitalia e seguire la procedura, che richiede l’accesso mediante SPID per accedere caricare business plan e tutti gli altri allegati. Per concludere la domanda, è necessario avere una firma digitale e una PEC.

Affinché sia possibile portare a termine la procedura, il sito web di Invitalia mette a disposizione una serie di documenti che devono essere completati. Tra questi troviamo, ad esempio, il format business plan, dei moduli società-imprese individuali costituite, modelli attività libero professionali individuali o società tra professionisti costituite.

Nel caso in cui svolgessi attività libero professionali, ai documenti appena citati, dovrai anche integrare l’attestazione di iscrizione all’albo professionale oppure l’adesione all’associazione professionale.

Terminata questa fase, devi sapere che i finanziamenti di Resto al Sud 2024 sono validi fino ad esaurimento fondi. Quindi, non c’è una vera e propria scadenza entro cui inviare la domanda online.

Dal momento in cui viene inoltrata la domanda, partirà un inter di 60 giorni, che prevede anche un colloquio online. In particolare, si tratta di una riunione con gli Analyst di Invitalia che discuteranno con te e con i tuoi soci del piano di impresa.

Dati Resto al Sud: una misura di successo?

Siamo alle battute finali della nostra guida su Resto al Sud ed è arrivato il momento di snocciolare qualche dato per capire se questa misura sia effettivamente un successo o meno. Allo stato attuale, il contributo ha finanziato 17.429 progetti creando oltre 61.000 nuovi posti di lavoro.

Le domande presentate sono state più di 40.000 a fronte di 1 miliardo di euro di investimenti attivati e 881 milioni di agevolazioni erogate. Tra le regioni più attive c’è la Campania con più di 7.000 imprese finanziate e la Sicilia con 2.192 attività. Al terzo posto c’è la Calabria con 1.960 attività che hanno beneficiato dell’intervento.

Per quanto riguarda i settori in cui il finanziamento è stato utilizzato, il 50% riguarda imprese coinvolte nel turismo, per il 23% le attività manifatturiere e per il 20% quelle che riguardano i servizi alla persona.
Nel complesso, quindi, possiamo ritenere l’iniziativa Resto al Sud un vero e proprio successo che ci auguriamo che continui a sfornare idee innovative, attività imprenditoriali e nuovi posti di lavoro affinché aree come il Mezzogiorno e dell’Italia centrale possano essere più competitive a livello nazionale, europeo e mondiale.

FAQ Resto al Sud

Quando scade Resto al Sud?

Il bando Resto al Sud non ha scadenza; è aperto fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Cosa prevede Resto al Sud?

Resto al Sud è un’iniziativa finalizzata a promuovere l’imprenditorialità del Mezzogiorno, di alcune zone del centro Italia e delle isole. Si compone essenzialmente di un 50% di contributo a fondo perduto e del 50% di finanziamento bancario garantito dal fondo di garanzia delle PMI. Inoltre, il pagamento degli interessi viene interamente coperto da Invitalia. Con Resto al Sud, quindi, si possono ottenere fino a 200.000 € considerando una società composta da almeno 4 soci.

Come vengono erogati i soldi di Resto al Sud?

I contributi di Resto al Sud non vengono erogati immediatamente. Una volta ottenuta l’agevolazione, i tempi da considerare variano da 6 a 30 giorni, intervallo di tempo in cui otterrai circa il 50% del finanziamento. Solo dopo aver completato il programma di spesa potrai ottenere la restante parte del saldo.

Chi non può accedere a Resto al Sud?

La buona notizia è che le maglie di un intervento come quello di Resto al Sud si sono decisamente allargate negli ultimi anni. Tra le ultime novità, infatti, c’è la possibilità anche per le persone fino a 55 anni di partecipare e ottenere il finanziamento di questa misura. In ogni caso, non possono accedere al finanziamento coloro che in data 21/06/2017 fossero già legali rappresentanti di una società attiva oppure titolari di ditta individuale attiva. Non possono partecipare al bando neanche chi è attualmente in possesso di un contratto a tempo indeterminato.

Quanto finanzia Resto al Sud?

Resto al Sud prevede un finanziamento massimo di 200.000 euro per la creazione di nuove imprese nelle regioni del Mezzogiorno.

Come presentare domanda per il bando Resto al Sud 2024

Insomma, Resto al Sud è probabilmente una delle misure più famose e più interessanti, che negli ultimi 5 anni ha consentito la nascita e lo sviluppo di decine e decine di imprese sul territorio nazionale. Come avrai potuto leggere, si tratta di una misura che favorisce l’iniziativa imprenditoriale delle regioni del Sud e di alcune zone del centro Italia e le isole.

Il contributo è interessante sotto ogni punto di vista perché consente di coprire il 100% di alcune spese, attraverso un finanziamento agevolato a fondo perduto fino ad un massimo di 200.000 € nel caso in cui si trattasse di società caratterizzata da 4 soci.

Come detto, per il bando Resto al Sud, non c’è una vera e propria scadenza, ma l’iter burocratico richiede molta documentazione dettagliata. Ed sono proprio la documentazione e il burocratese che causano spesso errori che precludono l’accesso ai finanziamenti a 7 aziende su 10. Il consiglio è quindi di affidarsi a un partner finanziario come Finera. I nostri esperti in finanza agevolata assistono quotidianamente aziende che vogliono accedere a bandi e agevolazioni come Resto al Sud 2024. Per maggiori informazioni, contattaci per una consulenza gratuita.

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