Transizione 5.0: firmato il decreto. Novità e come funziona il credito d’imposta

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Il Piano Transizione 5.0 è in partenza. Con un budget di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, la misura vuole favorire la transizione energetica e digitale delle imprese italiane, incentivando nuovi investimenti in progetti di innovazione tramite il sistema del credito d’imposta. Questi investimenti devono mirare a ridurre i consumi energetici, con l’obiettivo di risparmiare 0,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel periodo 2024-2026. Il decreto attuativo è stato pubblicato il 26 luglio, ma si attende ancora il decreto direttoriale per l’apertura della piattaforma del GSE e la circolare con le linee guida per l’applicazione del Piano. Nel frattempo, è bene iniziare a prepararsi per poter accedere al credito d’imposta del 45%. Vuoi avere maggiori informazioni e sapere come funziona? Allora, continua a leggere questo articolo.

Transizione 5.0: obiettivi del Piano e benefici per tutte le imprese

Transizione 5.0, evoluzione dei programmi Industria 4.0 e Transizione 4.0, si propone di rendere i processi produttivi più efficienti, sostenibili e basati su energie rinnovabili. Le imprese che investono in attività digitali, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e formazione del personale possono beneficiare di un credito d’imposta fino al 45%. Questo credito è legato alla riduzione del consumo di energia finale (almeno del 3%) o al risparmio energetico nei processi (almeno del 5%).

La grande novità riguarda i destinatari del credito d’imposta; possono accedere all’ agevolazione fiscale tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, settore economico, dimensione e regime fiscale.

Investimenti e spese ammissibili dal Piano 5.0

Sono agevolati i progetti di innovazione avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025, per beni materiali e immateriali inclusi negli allegati A e B alla Legge 232/2016. Questi investimenti devono essere:

  • interconnessi al sistema di gestione della produzione
  • interconnessi alla rete di fornitura aziendale
  • portare a una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% o dei processi interessati non inferiore al 5%.

Gli investimenti agevolabili includono beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, esclusi le biomasse, e impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Sono agevolabili anche le spese per la formazione del personale fino al 10% degli investimenti effettuati, con un massimo di 300 mila euro.

Come calcolare i consumi energetici e verificare la conformità DNSH?

La riduzione dei consumi energetici si calcola confrontando i consumi energetici annuali previsti dagli investimenti con quelli registrati nell’esercizio precedente, assicurando una normalizzazione rispetto ai volumi produttivi e alle condizioni esterne. Gli investimenti devono essere conformi al principio DNSH (Do No Significant Harm) e non devono arrecare danno significativo all’ambiente. Sono esclusi gli investimenti in attività connesse ai combustibili fossili, alle discariche di rifiuti, agli inceneritori, e alle attività che generano elevate emissioni di gas a effetto serra. In sintesi, il “Piano Transizione 5.0” rappresenta un’opportunità per le imprese italiane di innovare e diventare più efficienti energeticamente, contribuendo a un futuro più sostenibile.

Il Piano 5.0: un credito d’imposta fino al 45%

Le imprese che partecipano alla Transizione 5.0 possono ottenere un credito d’imposta automatico, concesso senza valutazione preliminare. Le percentuali variano dal 35% al 45% in base alla riduzione dei consumi energetici ottenuta. In particolare, le riduzioni dei consumi energetici del 3%, 6% e 10% possono comportare crediti d’imposta rispettivamente del 35%, 40% e 45% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, con scale decrescenti per investimenti superiori. Il credito d’imposta mira a incentivare fortemente l’adozione di soluzioni che migliorino l’efficienza energetica e riducano l’impatto ambientale delle imprese italiane.

Come accedere al credito d’imposta di Transizione 5.0?

Per accedere alle agevolazioni del Piano Transizione 5.0, le aziende devono presentare una documentazione standardizzata tramite il portale del GSE. Per questo passaggio è necessaria l’approvazione di un decreto ministeriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il credito d’imposta può essere utilizzato solo in compensazione diretta attraverso il modello F24 presentato all’Agenzia delle Entrate. Gli importi non utilizzati entro la fine del 2025 possono essere riportati avanti e utilizzati entro i successivi cinque anni. Il credito d’imposta non può essere ceduto o trasferito e non concorre alla formazione del reddito.

La raccolta della documentazione e l’iter per accedere al credito d’imposta possono risultare intricati. Per questo gli esperti di Finera possono supportarti in ogni passaggio. Inoltre, il team di specialisti, potrà anche individuare altre agevolazioni cumulabili con il credito d’imposta, permettendoti di aumentare il risparmio. Sei interessato? Allora, richiedi subito una consulenza gratuita e non vincolante.

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