ZES Unica Sud [GUIDA 2026]: cos’è, come funziona, cosa prevede e come fare domanda

La Legge di Bilancio 2026 proroga il credito d'imposta ZES Unica fino al 31 dicembre 2028, stanziando 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Le domande per il 2026 si presentano dal 31 marzo al 30 maggio 2026. Scopri cos'è la ZES Unica, chi può accedervi, quali investimenti sono agevolabili e come fare domanda: la guida completa aggiornata di Finera.

Punti chiave sulla ZES Unica 2026

  • La Zona Economica Speciale (ZES) Unica è un sistema integrato di incentivi fiscali e semplificazioni amministrative che coinvolge le regioni del Sud Italia (e ora anche Marche e Umbria), creato per stimolare investimenti e occupazione nel Mezzogiorno.
  • La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) ha prorogato e rifinanziato il credito d’imposta ZES Unica fino al 31 dicembre 2028, stanziando 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.
  • Le domande per il 2026 potranno essere presentate entro il 30 maggio 2026.
  • Le agevolazioni prevedono crediti d’imposta per investimenti in macchinari, tecnologie innovative e beni immobili strumentali, con un’aliquota effettiva che può arrivare fino al 60% delle spese ammissibili.
  • Il credito d’imposta varia dal 15% al 50% delle spese ammissibili secondo la regione e la dimensione d’impresa (con punte fino al 60% per le piccole imprese nelle regioni a maggiore intensità di aiuto), con investimento minimo di 200.000 euro e massimale di 100 milioni per progetto.

La Zona Economica Speciale Unica del Sud, nota come ZES Unica, ha compiuto il suo secondo anno di operatività nel 2025 e si proietta ora verso un orizzonte pluriennale. Con la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), il Governo ha confermato e potenziato l’agevolazione, prorogandola fino al 31 dicembre 2028 e stanziando risorse complessive di circa 4 miliardi di euro nel triennio. La misura ha già generato oltre 28 miliardi di euro di investimenti privati nel Mezzogiorno dal suo avvio: un risultato che ne certifica l’efficacia e giustifica il consolidamento strutturale.

Nel frattempo, il perimetro della ZES Unica si è allargato: con la Legge n. 171 del 18 novembre 2025, le regioni Marche e Umbria sono state incluse nella zona agevolata, in quanto regioni in transizione secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Ma come funziona la ZES Unica nel 2026? Quali agevolazioni prevede e come fare domanda? Continua a leggere questa guida per scoprire tutti i dettagli aggiornati.

ZES Unica Sud: evoluzione e novità 2026

Il percorso della ZES Unica ha radici nel Decreto Sud (D.L. n. 124/2023), che dal 1° gennaio 2024 ha unificato le otto ZES preesistenti in un’unica zona economica integrata per il Mezzogiorno. La Legge di Bilancio 2025 aveva prorogato l’agevolazione per l’anno 2025, confermandone il valore strategico. Con la Legge di Bilancio 2026, la misura compie un ulteriore salto qualitativo: non è più una proroga annuale, ma un impegno pluriennale certificato fino al 2028.

Le principali novità introdotte dalla Legge n. 199/2025 sono:

  1. Proroga al 2028: Il credito d’imposta ZES Unica è confermato per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, offrendo alle imprese una finestra triennale per pianificare interventi strutturati.
  2. Nuovi stanziamenti: Le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, per un totale di circa 4 miliardi nel triennio.
  3. Ampliamento geografico: La Legge n. 171/2025 ha esteso il perimetro della ZES Unica alle regioni Marche e Umbria, inserite come regioni in transizione ai sensi della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
  4. Bonus integrativo per il 2025: La Legge di Bilancio 2026 ha previsto una maggiorazione del 14,6189% a favore delle imprese che avevano presentato la comunicazione integrativa per il 2025 tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025, a condizione di non aver ottenuto il credito d’imposta Transizione 5.0 per gli stessi investimenti. La comunicazione per richiedere questo beneficio aggiuntivo è prevista dal 15 aprile al 15 maggio 2026.
  5. Integrazione PNRR: A seguito della revisione del PNRR di novembre 2025, è stato inserito un nuovo Investimento 1.5 dedicato alla ZES Unica, con l’obiettivo di erogare crediti d’imposta per almeno 500 milioni di euro entro giugno 2026 per investimenti di almeno 150.000 euro effettuati dal 2022 al 2025.

Questo scenario consolida la ZES Unica come uno dei pilastri della politica industriale per il Mezzogiorno, con un quadro normativo stabile e risorse significative.

Cos’è una ZES? Significato e caratteristiche

Una Zona Economica Speciale (ZES) è una zona delimitata del territorio dello Stato in cui le imprese, sia quelle già operanti che quelle che si insedieranno, possono godere di condizioni speciali per quanto riguarda gli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Le ZES sono state create per stimolare lo sviluppo economico e attrarre capitali in aree specifiche, generalmente quelle meno sviluppate o che necessitano di un rilancio strutturale. Queste zone offrono vari incentivi alle imprese, come agevolazioni fiscali, sgravi contributivi e semplificazioni burocratiche, per incoraggiare le attività imprenditoriali e industriali.

L’obiettivo è creare posti di lavoro, promuovere l’innovazione, migliorare le infrastrutture e aumentare la competitività delle regioni interessate, riducendo così le disparità economiche e stimolando la crescita economica generale.

Incentivi per le aziende delle ZES: alcuni esempi

  • Vantaggi fiscali e normativi: Crediti d’imposta, semplificazioni burocratiche e regolamenti più flessibili.
  • Sostegno alle esportazioni: Incentivi per la produzione destinata ai mercati internazionali.
  • Attrazione di investimenti: Agevolazioni per imprese nazionali ed estere in settori chiave come industria, tecnologia e logistica.
  • Creazione di occupazione: Maggiori opportunità lavorative nelle aree svantaggiate grazie a nuovi insediamenti produttivi.
  • Sviluppo infrastrutturale: Investimenti in trasporti e telecomunicazioni per favorire la crescita economica.
  • Sostenibilità ambientale: Promozione di tecnologie pulite e pratiche aziendali eco-compatibili, con attenzione alla transizione digitale ed ecologica.
  • Burocrazia semplificata: Procedure più snelle per avviare e gestire le attività imprenditoriali, grazie allo Sportello Unico Digitale ZES SUD.

FAQ Zes Unica: tutte le risposte alle tue domande sulle zone economiche speciali

Cosa rientra nella ZES Unica 2026?

Dal 2026, la ZES Unica comprende i territori delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. Con la Legge n. 171/2025, sono state aggiunte anche Marche e Umbria come regioni in transizione.

Chi sono i beneficiari del credito d’imposta ZES?

Il credito d’imposta ZES Unica si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, che operano o si insediano nel perimetro della ZES e che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive.

Fino a quando è valida l’agevolazione ZES Unica?

Con la Legge di Bilancio 2026, il credito d’imposta è prorogato fino al 31 dicembre 2028. Le imprese possono pianificare investimenti su un orizzonte triennale (2026, 2027, 2028).

Quali sono le scadenze per fare domanda nel 2026?

La comunicazione principale all’Agenzia delle Entrate deve essere inviata dal 31 marzo al 30 maggio 2026. La comunicazione integrativa (con gli investimenti effettivamente realizzati) andrà trasmessa dal 3 al 17 gennaio 2027.

Qual è la percentuale del credito d’imposta ZES unica sud 2026?

Il credito d’imposta può arrivare fino al 60% per le piccole imprese nelle regioni a maggiore intensità di aiuto (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia). Le aliquote variano in base alla dimensione aziendale e alla regione, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. La percentuale effettiva fruibile viene comunicata dall’Agenzia delle Entrate entro 10 giorni dalla scadenza delle comunicazioni integrative

ZES Unica: significato

Il Decreto Legge n. 124/2023 (Decreto Sud), entrato in vigore il 20 settembre 2023, ha istituito la ZES Unica per il Mezzogiorno, operativa dal 1° gennaio 2024. Questo provvedimento ha sostituito il precedente sistema frammentato di otto ZES regionali con un’unica zona economica integrata, semplificando il quadro normativo e ampliando la platea dei beneficiari.

La ZES Unica mira a fornire un approccio integrato per sostenere lo sviluppo economico nelle regioni del Sud, attraverso un contesto normativo e fiscale favorevole che incentiva investimenti, innovazione e creazione di occupazione. La Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha consolidato questo impianto con una proroga strutturale al 2028, trasformando la ZES Unica da misura emergenziale a strumento stabile di politica industriale.

Decreto Sud: chi beneficia della ZES Unica?

Le aziende di qualsiasi dimensione e forma giuridica, già operative o di nuova costituzione, possono beneficiare del credito d’imposta ZES Unica, a condizione che le strutture produttive siano ubicate nelle zone assistite rientranti nel perimetro agevolato. Rientrano nell’agevolazione anche le imprese che operano nella produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, settori per i quali la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto uno specifico credito d’imposta aggiuntivo nella misura del 40% per investimenti fino a 1 milione di euro.

Sono tuttavia esclusi dalle agevolazioni i seguenti settori:

  • Industria siderurgica, carbonifera e della lignite
  • Trasporti e relative infrastrutture
  • Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia
  • Infrastrutture energetiche
  • Banda larga
  • Settori creditizio, finanziario e assicurativo

Non possono beneficiare dell’agevolazione le imprese in fase di liquidazione o scioglimento, né le imprese classificate come “imprese in difficoltà” ai sensi dell’art. 2, punto 18, del Regolamento UE n. 651/2014.

Le imprese beneficiarie sono tenute a mantenere le proprie attività nella ZES Unica per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento, pena la decadenza dal beneficio.

Quali sono le agevolazioni della ZES Unica Sud nel 2026?

La ZES Unica Sud offre alle aziende un pacchetto integrato di agevolazioni finanziarie e amministrative per favorire l’avvio, l’ampliamento e la modernizzazione delle attività produttive nel Mezzogiorno. Per il 2026, le principali misure disponibili sono:

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: L’agevolazione principale, confermata e rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 fino al 2028. Copre l’acquisto o il leasing di macchinari, impianti, attrezzature e beni immobili strumentali, con investimento minimo di 200.000 euro e massimale per progetto di 100 milioni di euro.

Semplificazioni amministrative: Le imprese possono accedere a un’autorizzazione unica per l’avvio delle attività tramite lo Sportello Unico Digitale ZES SUD, che assorbe le funzioni degli sportelli SUAP, riducendo tempi e oneri burocratici.

Accesso automatico, senza bandi a graduatoria: A differenza di molti altri incentivi pubblici, il credito d’imposta ZES Unica non è soggetto a bandi con fondi a esaurimento e classifiche competitive. Le imprese che rispettano i requisiti e presentano le comunicazioni nei termini previsti hanno diritto al beneficio in modo diretto, con la percentuale effettiva fruibile determinata annualmente dall’Agenzia delle Entrate in proporzione alle risorse stanziate.

Sinergie con il PNRR: Le imprese possono combinare il credito d’imposta ZES Unica con altri incentivi nazionali ed europei, nel rispetto dei limiti di cumulo previsti dalla normativa. Il credito d’imposta ZES è cumulabile con altri aiuti di Stato, purché non vengano coperti due volte gli stessi costi e non si superi l’intensità massima consentita.

Credito d’imposta ZES Unica nel 2026: cosa prevede

Il credito d’imposta ZES Unica 2026 è disciplinato dall’art. 16 del D.L. n. 124/2023 (Decreto Sud), come modificato dalla Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). L’agevolazione è commisurata al costo degli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite della ZES Unica.

Periodo agevolabile: Investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

Stanziamenti 2026-2028:

  • 2026: 2,3 miliardi di euro
  • 2027: 1 miliardo di euro
  • 2028: 750 milioni di euro

Aliquote massime teoriche (nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027):

  • Piccole imprese: fino al 60% nelle regioni a maggiore intensità di aiuto
  • Medie imprese: fino al 50%
  • Grandi imprese: fino al 40%

Le aliquote variano anche in funzione della regione: le percentuali più elevate si applicano a Campania, Puglia, Calabria e Sicilia; quelle più basse a Basilicata, Molise, Sardegna e Abruzzo.

La percentuale effettiva fruibile viene comunicata ogni anno dall’Agenzia delle Entrate con un provvedimento specifico, entro 10 giorni dalla scadenza delle comunicazioni integrative. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Sono escluse dal beneficio le imprese nei settori citati in precedenza (siderurgia, trasporti, energia, banda larga, finanza), le imprese in liquidazione e le imprese in difficoltà ai sensi della normativa UE.

Quali investimenti rientrano nel credito d’imposta ZES Unica 2026?

Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale (come definito dall’art. 2, punti 49, 50 e 51 del Regolamento UE n. 651/2014), relativi a:

  • Acquisto o leasing di nuovi macchinari, impianti e attrezzature destinati a strutture produttive esistenti o di nuova istituzione nella ZES Unica.
  • Acquisto di terreni e acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali all’attività produttiva. Per gli immobili, a partire dal 2026 sono agevolabili anche i beni già utilizzati da altri soggetti per attività economiche (novità rispetto alla disciplina precedente). Il valore di terreni e immobili non può eccedere il 50% dell’investimento agevolato totale.
  • Investimenti funzionali alla transizione digitale ed ecologica, se integrati in un progetto produttivo più ampio.

Non sono ammissibili:

  • Progetti di investimento di importo complessivo inferiore a 200.000 euro
  • Beni usati o non strumentali all’attività produttiva
  • Spese di manutenzione (nel caso di leasing finanziario)

Calcolo del credito d’imposta

Il credito d’imposta viene calcolato come segue:

  • Base di calcolo: costo dei beni acquisiti (o, per gli immobili, realizzati) nel periodo agevolato (1° gennaio – 31 dicembre per ogni anno del triennio 2026-2028).
  • Limite massimo per progetto: 100 milioni di euro. Per progetti con costi ammissibili superiori a 50 milioni di euro, l’importo dell’aiuto deve essere calcolato con la metodologia dell’«importo di aiuto corretto».
  • Per investimenti in leasing: si considera il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni, escluse le spese di manutenzione.
  • Messa in funzione: i beni devono entrare in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo alla loro acquisizione o ultimazione; in caso contrario il credito viene rideterminato.
  • Vincolo di permanenza: se i beni vengono dismessi, ceduti o destinati a strutture produttive fuori dalla ZES entro il quinto periodo d’imposta dalla messa in funzione, il credito viene ricalcolato e ridotto.

Come ottenere gli incentivi della ZES Unica 2026?

Per accedere al credito d’imposta ZES Unica 2026, le imprese devono seguire un iter in due fasi, con comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate secondo il calendario stabilito dalla Legge di Bilancio 2026.

I modelli di comunicazione sono stati approvati con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 3882 del 30 gennaio 2026.

Fase 1 – Comunicazione principale

Finestra temporale: 31 marzo – 30 maggio 2026

Le imprese comunicano all’Agenzia delle Entrate:

  • L’ammontare delle spese ammissibili già sostenute dal 1° gennaio 2026
  • Le spese che prevedono di sostenere entro il 31 dicembre 2026

La presentazione di questa comunicazione è condizione necessaria per accedere all’agevolazione (la mancata trasmissione comporta la decadenza dal beneficio).

Fase 2 – Comunicazione integrativa

Finestra temporale: 3 – 17 gennaio 2027

Entro questa finestra, le imprese attestano gli investimenti effettivamente realizzati, indicando:

  • L’ammontare del credito d’imposta maturato sugli investimenti realmente effettuati
  • Le fatture elettroniche relative agli investimenti
  • Gli estremi delle certificazioni previste dal D.M. 17 maggio 2024 del Ministro per gli Affari Europei, il Sud e il PNRR

Attenzione: L’importo degli investimenti dichiarato nella comunicazione integrativa non può superare quello indicato nella comunicazione principale.

Passaggi operativi

  1. Verifica dell’ammissibilità: controllare che l’impresa, il settore e gli investimenti rispettino i criteri previsti dal Decreto Sud e dalla Legge di Bilancio 2026.
  2. Pianificazione degli investimenti: definire il progetto di investimento iniziale e assicurarsi che il costo complessivo sia pari ad almeno 200.000 euro.
  3. Registrazione e comunicazione principale: accedere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e inviare la comunicazione entro il 30 maggio 2026.
  4. Realizzazione degli investimenti: procedere con gli acquisti o i lavori entro il 31 dicembre 2026, conservando tutta la documentazione (fatture elettroniche, contratti di leasing, certificazioni).
  5. Comunicazione integrativa: trasmettere la conferma degli investimenti realizzati entro il 17 gennaio 2027, con tutta la documentazione richiesta.
  6. Utilizzo del credito in compensazione: a seguito della comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate della percentuale effettiva fruibile, utilizzare il credito tramite modello F24.
  7. Monitoraggio e conformità: mantenere l’attività nella ZES per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento e conservare la documentazione ai fini dei controlli.

Scadenze chiave ZES Unica 2026-2028: il riepilogo triennale

ScadenzaAdempimento
15 aprile – 15 maggio 2026Comunicazione per bonus integrativo 2025 (maggiorazione 14,6189% per chi ha presentato l’integrativa 2025 tra il 18/11 e il 2/12/2025)
31 marzo – 30 maggio 2026Comunicazione principale 2026 (spese sostenute e previste per l’anno 2026)
31 dicembre 2026Termine per effettuare gli investimenti agevolabili per il 2026
3 – 17 gennaio 2027Comunicazione integrativa 2026 (conferma investimenti realizzati nel 2026)
31 marzo – 30 maggio 2027Comunicazione principale 2027 (spese sostenute e previste per l’anno 2027)
31 dicembre 2027Termine per effettuare gli investimenti agevolabili per il 2027
3 – 17 gennaio 2028Comunicazione integrativa 2027 (conferma investimenti realizzati nel 2027)
31 marzo – 30 maggio 2028Comunicazione principale 2028 (spese sostenute e previste per l’anno 2028)
31 dicembre 2028Termine per effettuare gli investimenti agevolabili per il 2028
3 – 17 gennaio 2029Comunicazione integrativa 2028 (conferma investimenti realizzati nel 2028)

Perché affidarsi a esperti in finanza agevolata per la ZES Unica 2026

La procedura per accedere al credito d’imposta ZES Unica richiede un’accurata pianificazione, una documentazione precisa e il rispetto puntuale delle scadenze. Errori nella comunicazione principale, investimenti non conformi o mancate integrazioni documentali possono comportare la decadenza totale dal beneficio.

Con la proroga al 2028 e le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2026, questa è una delle opportunità di finanza agevolata più significative per le imprese del Sud Italia. Finera affianca le imprese in ogni fase del processo: dalla verifica dell’ammissibilità alla pianificazione del progetto, dalla preparazione della documentazione alla gestione delle comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate.

Se vuoi assicurarti di non perdere questa opportunità, contatta Finera per una prima consulenza gratuita e scopri come sfruttare al meglio le agevolazioni offerte dalla ZES Unica 2026.

Ecco cos’altro devi sapere sulla ZES Unica:

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