Pro soluto e pro solvendo: guida alle due tipologie di cessione del credito

Pro soluto e pro solvendo - le due tipologie di cessione del credito

Le piccole e medie imprese (PMI) sono il fulcro dell’economia in molti Paesi, inclusa l’Italia, ma il contesto economico e geopolitico attuale le mette a dura prova. Nel 2023, oltre 12.000 PMI italiane hanno chiuso i battenti, a seguito di un incremento sia nei fallimenti (+1,5%) che nelle liquidazioni volontarie (+26,1%) rispetto al 2022. Questo fenomeno riflette una situazione di crescente difficoltà per le PMI, aggravata da vari fattori come l’inflazione e l’instabilità geopolitica.

Nel 2023, quasi il 40% delle PMI italiane ha ridotto o prevede di ridurre gli investimenti, con una significativa percentuale (39,5%) che ha dichiarato una diminuzione o una forte diminuzione degli investimenti. Questo è un indicatore della cautela adottata dalle PMI in un periodo di incertezza economica e di mancanza di fiducia nel PIL italiano. Per contrastare queste difficoltà, la Legge Finanziaria 2024 ha introdotto diverse misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento della Nuova Sabatini, incentivi per le nuove assunzioni, un nuovo credito d’imposta per i beni strumentali nel Mezzogiorno, e agevolazioni per le imprese che rientrano in Italia (reshoring).

In questo contesto, la cessione del credito rimane una soluzione importante per molte PMI che necessitano di liquidità immediata. La cessione può essere di due tipi: pro soluto e pro solvendo, offrendo alternative in base alle diverse necessità aziendali. Questi strumenti continuano a essere vitali per la gestione finanziaria delle PMI in un periodo economicamente complesso e incerto. Leggi la guida per scoprire i dettagli.

Cosa significa cessione del credito?

La cessione del credito è uno strumento finanziario rivolto alle imprese che si trovano in difficoltà a gestire i propri crediti inesigibili, ossia degli importi che molto probabilmente non verranno pagati dal debitore. La cessione del credito è infatti un accordo contrattuale attraverso il quale il diritto di credito dell’azienda (definita cedente) viene trasferito a un acquirente terzo (il cessionario). Quest’ultimo acquista il diritto al credito a un determinato prezzo, per poi procedere alla riscossione dell’importo nei confronti del debitore (detto il ceduto).

La cessione del credito è disciplinata all’Art.1260 e successivi del Codice Civile. Possono essere oggetto di cessione, sia a titolo gratuito che a titolo oneroso, tutti i crediti deteriorati di natura:

  • commerciale, ossia non erogati da soggetti come la banca, ma da aziende commerciali e/o industriali in favore di altre aziende beneficianti;
  • finanziaria, ovvero non originati dalla vendita di beni e servizi, ma da operazioni che hanno a oggetto somme di denaro.

Bisogna specificare che un credito è deteriorato si ritiene improbabile che il debitore rimborsi il prestito, oppure se sono trascorsi oltre 90 giorni dal termine entro il quale il debitore avrebbe dovuto rimborsare l’importo.

Cessione del credito pro soluto e pro solvendo

La cessione del credito può essere distinta in due categorie: pro soluto e pro solvendo.
La cessione pro soluto è la modalità per la quale l’azienda cedente non deve rispondere dell’eventuale inadempienza del debitore. Più precisamente, il cessionario (ossia chi acquista il credito) non può rivalersi sull’azienda cedente nel momento in cui il ceduto (ossia il debitore) non paga il debito.

Nella cessione del credito pro solvendo, invece, l’azienda cedente risponde dell’eventuale inadempienza del debitore. Il cessionario (colui che acquista il credito) può quindi rivalersi sul cedente (colui che lo ha venduto) richiedendo la somma che gli spetta qualora il debitore risultasse inadempiente.

Ricapitolando: la differenza tra pro soluto e pro solvendo risiede nel fatto che nella tipologia pro soluto il cedente deve garantire l’esistenza del credito ceduto, ma non la solvibilità del debitore. Nella cessione pro solvendo, invece, il cedente risponde all’obbligo di pagare il debito nel caso in cui non abbia provveduto il debitore.

Scegliere tra pro soluto e pro solvendo

La scelta tra le due modalità di cessione del credito richiede una valutazione attenta di diversi fattori, come l’ammontare del debito, la stabilità delle relazioni commerciali e la capacità dell’impresa di accedere a finanziamenti.

In un contesto di incertezza geopolitica e di difficoltà nell’ottenere finanziamenti tradizionali, il modo migliore per mitigare il rischio di credito è di operare in modalità pro soluto. In questo caso, l’impresa riceve un acconto dell’85-90% del credito ceduto, con una neutralizzazione del rischio di credito e la possibilità di ottenere rapidamente liquidità.

Con la cessione pro soluto, l’azienda si libera immediatamente del credito e delle relative preoccupazioni per i ritardi nei pagamenti, oltre che delle responsabilità legate all’eventuale inadempimento del debitore, che passano al cessionario. Al contrario, nella cessione pro solvendo, il rischio resta in capo al cedente, che dovrà garantire il pagamento del credito in caso di insolvenza del debitore.

La principale differenza tra le due modalità di cessione riguarda quindi la figura che si assume il rischio di insolvenza del debitore. Nella cessione pro soluto, l’azienda cede i crediti e ottiene liquidità rapidamente, senza doversi preoccupare dell’amministrazione e della riscossione dei crediti e senza segnalazione in Centrale Rischi. Nella cessione pro solvendo, invece, il rischio resta in capo al cedente, che dovrà garantire il pagamento del credito in prima persona.

Quindi, entrambe le forme di cessione del credito è la possibilità di scegliere il metodo in base alle necessità dell’impresa, a seconda della situazione finanziaria e dell’esperienza pregressa. Tuttavia, è importante valutare attentamente le condizioni di finanziabilità e la relazione con il partner finanziario per fare la scelta migliore. Alcuni fattori che potrebbero influenzare la scelta includono la natura del debito, la situazione finanziaria dell’impresa e la relazione dell’impresa con i propri creditori.

Vantaggi della cessione pro soluto

La pratica della cessione del credito pro soluto sta diventando sempre più diffusa in ambito commerciale e molte aziende la scelgono per i suoi vantaggi. Ecco alcune delle ragioni principali:

  • Liberazione dal credito: la gestione dei crediti può essere un processo lungo e costoso. Con la cessione del credito pro soluto, l’azienda può velocizzare il processo di riscossione e trasferire il rischio di insolvenza. Inoltre, la cessione del credito può essere un’opzione interessante per coloro che temono di dover faticare per recuperare i propri crediti.
  • Garanzia di liquidità immediata: le aziende che hanno bisogno di investire denaro rapidamente possono utilizzare la cessione del credito per ottenere liquidità immediata.
  • Gestione del bilancio: scegliere la cessione del credito pro soluto consente di eliminare i costi di gestione del credito e di defiscalizzare le eventuali perdite. Ciò può aiutare l’azienda a gestire meglio il proprio bilancio e a utilizzare i propri fondi in modo più efficace.

Vantaggi della cessione pro solvendo

Anche la cessione pro solvendo permette di accedere a liquidità in tempi rapidi, ma – a fronte di questo indubbio vantaggio – comporta sicuramente un rischio maggiore per il creditore originario nei confronti del nuovo titolare del credito. La cessione pro solvendo è quindi più adatta alle organizzazioni che hanno relazioni commerciali stabili, basate da duraturi rapporti di fiducia.

In sintesi, la cessione del credito può rappresentare un’opportunità interessante per le PMI, specialmente per quelle che cercano soluzioni di finanziamento a breve termine. La scelta tra la cessione pro soluto e quella pro solvendo dipende dalle esigenze dell’impresa e dall’analisi delle condizioni di finanziamento offerte, che devono essere valutate attentamente per ottenere i migliori vantaggi.

Factoring pro soluto e pro solvendo

Il factoring è un’operazione di cessione del credito che viene utilizzata da molte imprese per ottenere liquidità immediata. La sua disciplina è contenuta nella legge n. 52/1991, che regola la cessione dei crediti di impresa. A differenza della cessione del credito disciplinata dal codice civile, nel factoring sono coinvolti un imprenditore, che opera nella veste di cedente, e una banca o un intermediario finanziario, che assume la veste di cessionario.

L’oggetto della cessione sono i crediti che l’imprenditore vanta nei confronti di terzi in virtù di contratti che ha stipulato nell’esercizio dell’impresa. I crediti ceduti possono essere già esistenti o ancora da insorgere (futuri) e l’imprenditore può anche cedere crediti futuri in massa che sorgeranno in virtù di contratti che verranno stipulati nel giro di 24 mesi.

La cessione dei crediti nel contratto di factoring può avvenire pro soluto o pro solvendo. Nel primo caso, il rischio di insolvenza del debitore viene interamente trasferito al cessionario, ovvero alla banca o all’intermediario finanziario, che garantisce il pagamento dei crediti ceduti in ogni caso, a fronte del pagamento di una commissione. Nel secondo caso, invece, il cedente assume il rischio di insolvenza del debitore, ma può ottenere un finanziamento più vantaggioso in termini di commissioni, in quanto l’intermediario finanziario valuta la solvibilità del debitore e fissa una percentuale di anticipazione che tiene conto dei rischi.

Il factoring presenta un grande vantaggio per l’imprenditore che ha bisogno di liquidità immediata, perché gli consente di ottenere il denaro di cui ha bisogno affidando a una realtà di esperti, la gestione e l’amministrazione dei crediti ceduti, il loro incasso e, appunto, l’anticipo sulle somme. In questo modo, l’imprenditore può concentrarsi sul proprio core business e lasciare ai professionisti del factoring la gestione del credito, con notevoli vantaggi in termini di tempo, risorse e competenze.

L’invoice trading pro solvendo e pro soluto

Anche l’Invoice Trading, ossia la cessione dei crediti commerciali, può avvenire in modalità pro soluto o pro solvendo. Tuttavia, a differenza del factoring visto sopra, con l’Invoice Trading l’azienda può vendere singole fatture invece di un intero portafoglio di crediti.

Anche per l’Invoice trading, nel modello pro soluto il venditore del credito trasferisce completamente il rischio di insolvenza del debitore all’acquirente. Questo significa che una volta venduta la fattura, il venditore non ha più alcuna responsabilità, anche se il debitore non paga. Al contrario, nell’approccio pro solvendo, il venditore mantiene una certa responsabilità verso l’acquirente per il pagamento del debito. Se il debitore non paga, l’acquirente può reclamare il pagamento dal venditore.

La scelta tra queste due opzioni dipende da fattori come il livello di rischio che il venditore è disposto a mantenere e le condizioni del mercato. Per supportare le PMI che scelgono l’invoice trading, Allcore Spa ha introdotto Jacash, una nuova piattaforma creata specificamente per piccole e medie imprese con un fatturato annuale superiore a 500.000 euro. Attraverso Finera, azienda specializzata in finanza aziendale, Allcore ha iniziato a fornire servizi di invoice trading in un modo innovativo e rapido. Jacash è infatti una piattaforma che permette alle PMI di vendere i propri crediti derivanti da fatture e di ottenere liquidità entro 48 ore. Questa soluzione rappresenta un’opportunità significativa per le imprese che cercano di ottimizzare la loro gestione finanziaria e accelerare il loro sviluppo.

Pro soluto e pro solvendo: perché affidarsi a un partner finanziario?

In sintesi, le opzioni pro soluto e pro solvendo possono offrire alle PMI in difficoltà finanziarie una soluzione di rapido accesso alle liquidità di cui hanno bisogno. Tuttavia, scegliere tra queste opzioni richiede una buona comprensione delle opzioni disponibili, dei vantaggi e degli svantaggi di ciascuna opzione, oltre che dei fattori che potrebbero influenzare la scelta. Per questo motivo è importante che un’azienda, da un lato mantenga una buona relazione con i propri creditori e, dall’altro, si affidi a un partner finanziario per la cessione del credito.

La scelta del partner giusto, infatti, migliora e semplifica tutto il processo di cessione del credito. Affidarsi a uno specialista di finanza aziendale come Finera, permette di effettuare un’analisi approfondita dei debitori dell’azienda e valutarne il grado di solvibilità, in modo da prevenire eventuali situazioni di inadempimento. Affidarsi a un partner finanziario significa adottare un approccio a doppio livello per garantire una piena e costante liquidità al flusso di cassa dell’azienda.

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