Regime “de minimis” [GUIDA]: tutto ciò che una PMI deve sapere

Regime de minimis

IIl regime “de minimis” è un componente fondamentale delle politiche di aiuto di Stato nell’Unione Europea, specialmente per le piccole e medie imprese. Questa regolamentazione permette infatti alle PMI di beneficiare di aiuti governativi fino a una soglia prefissata, senza la necessità di un’approvazione preventiva da parte della Commissione Europea. Ma come funziona esattamente? Quali sono i limiti e quando non è applicabile? In questa guida, esploreremo in dettaglio ciò che ogni PMI deve conoscere del regime “de minimis”. Continua a leggere per scoprire tutti i dettagli.

Cos’è il “de minimis”?

Il concetto di “de minimis” nell’Unione Europea si riferisce a una normativa che esclude gli aiuti di piccola entità concessi alle imprese dall’obbligo di approvazione preventiva da parte della Commissione Europea. Questa regola è parte delle politiche antitrust dell’UE e serve a evitare distorsioni significative della concorrenza nel mercato unico europeo. Gli aiuti di Stato, come sovvenzioni o vantaggi economici, devono generalmente essere approvati dalla Commissione per garantire una concorrenza leale.

Tuttavia, gli aiuti che non superano una certa soglia finanziaria, definita dalla normativa “de minimis”, sono considerati di impatto minimo e quindi esenti da tale approvazione. Questo permette agli Stati membri di fornire supporto rapido e mirato a piccole e medie imprese, semplificando la burocrazia e riducendo gli oneri amministrativi, mantenendo al contempo l’integrità del mercato.

L’aumento del regime “de minimis” a 300.000 euro

La Commissione Europea ha adottato il nuovo Regolamento de minimis (Reg. UE n. 2023/2831), che introduce modifiche alle norme per gli aiuti di importo limitato alle imprese, inclusi quelli per servizi di interesse economico generale (SIEG), come trasporti pubblici e assistenza sanitaria. Il nuovo massimale per gli aiuti de minimis per le imprese aumenta da 200.000 euro a 300.000 euro in tre anni a partire dal 1° gennaio 2024, in risposta all’inflazione. Per i servizi SIEG, il limite sale da 500.000 euro a 750.000 euro in tre anni.

Questo regolamento specifica che gli aiuti che rimangono sotto queste soglie non sono considerati rilevanti per le norme sugli aiuti di Stato dell’UE e quindi non richiedono la notifica alla Commissione Europea. Il Regolamento si applica a tutte le imprese, indipendentemente dal loro status giuridico, e tiene conto delle relazioni di controllo tra diverse imprese.

Le novità per il regime de minimis dal 2024

Le principali novità includono l’aumento dei massimali per controbilanciare l’inflazione, l’obbligo di registrazione degli aiuti de minimis in un registro centrale a partire dal 2026, e l’introduzione di “porti sicuri” per facilitare gli aiuti sotto forma di prestiti e garanzie. Le modifiche mirano a semplificare la procedura per le imprese e a mantenere l’equilibrio nel mercato unico, seguendo un processo di revisione avviato dalla Commissione.

Limitazioni e condizioni del regime “de minimis”

Il regime “de minimis” è una disposizione essenziale per le imprese che cercano di ottenere aiuti di Stato. Questo regime è stato creato per facilitare l’accesso a tali aiuti senza che ciò influenzi negativamente la concorrenza all’interno del mercato interno. Per comprenderne l’importanza, è fondamentale esplorare i limiti e le condizioni che definiscono questo regime.

I limiti finanziari del “de minimis”

Il fulcro del regime “de minimis” risiede nei suoi limiti finanziari. Il più noto tra questi è la soglia massima di 300.000 euro di aiuti di Stato che una singola impresa può ricevere in un periodo di tre anni. Questo limite è stato concepito per prevenire che piccole somme di aiuti di Stato possano accumularsi fino a raggiungere livelli che potrebbero distorcere la concorrenza.

Tuttavia, è importante sottolineare che esistono limiti diversi per specifici settori. Ad esempio, nel settore agricolo, il limite è generalmente fissato intorno ai 20.000 euro, mentre nel settore della pesca e dell’acquacoltura si aggira sui 30.000 euro. Questi limiti ridotti riflettono la natura delicata di questi settori e la facilità con cui potrebbero essere influenzati dagli aiuti di Stato.

Condizioni per l’applicazione del regime “de minimis”

Oltre ai limiti finanziari, il regime “de minimis” impone anche una serie di condizioni per garantire una corretta applicazione. Una di queste è il calcolo cumulativo degli aiuti: tutti gli aiuti “de minimis” ricevuti in un periodo di tre anni devono essere sommati. Questo approccio aggregato aiuta a monitorare e a mantenere gli aiuti entro il limite stabilito.

Un’altra condizione riguarda la trasparenza e la documentazione. Le imprese devono mantenere registrazioni dettagliate degli aiuti ricevuti e devono essere pronte a fornire queste informazioni in caso di controllo. Questo aiuta a garantire la trasparenza e la conformità alle regole.

Inoltre, quando un’impresa richiede un aiuto “de minimis”, deve dichiarare tutti gli aiuti simili ricevuti nei precedenti tre anni fiscali. Questo è cruciale per assicurare che il totale degli aiuti non superi il limite massimo consentito, mantenendo così l’integrità del regime.

Va anche notato che ci sono alcune esclusioni nel regime. Ad esempio, gli aiuti legati all’esportazione o quelli che favoriscono l’uso di prodotti nazionali rispetto a quelli importati non sono ammessi sotto il “de minimis”. Inoltre, alcuni settori economici, a causa delle loro specifiche condizioni di mercato, sono esclusi o hanno regole differenti per il regime “de minimis”.

Criteri di eleggibilità per gli aiuti “de minimis”

Per accedere ai benefici del regime “de minimis” nell’Unione Europea, le piccole e medie imprese (PMI) devono soddisfare specifici criteri di eleggibilità. Questi criteri sono importanti per assicurare che gli aiuti vengano forniti in modo equo e in conformità con le regole del mercato unico europeo. Ecco i principali criteri di eleggibilità:

  • Definizione di PMI: Le imprese devono rientrare nella definizione di PMI secondo i criteri stabiliti dall’UE. Questo generalmente significa avere meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un bilancio annuale totale non superiore a 43 milioni di euro.
  • Limiti di Aiuto Finanziario: Le PMI devono assicurarsi di non superare il limite massimo di aiuto “de minimis”, che è tipicamente fissato a 300.000 euro per impresa in un periodo di tre esercizi finanziari. È importante tenere conto di tutti gli aiuti “de minimis” ricevuti in questo periodo per non superare la soglia.
  • Settori Esclusi: Alcuni settori economici possono avere limiti differenti o possono essere completamente esclusi dal regime “de minimis”. Ad esempio, i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura spesso hanno limiti più bassi, e in alcuni casi specifici, le regole “de minimis” possono non applicarsi affatto.
  • Documentazione e Tracciabilità: Le PMI devono essere in grado di fornire documentazione dettagliata sull’aiuto ricevuto sotto il regime “de minimis”, incluso l’ammontare e la data di ricezione. Questa documentazione è fondamentale per dimostrare la conformità alle normative.
  • Dichiarazione degli Aiuti Precedenti: Quando una PMI richiede un aiuto “de minimis”, deve dichiarare qualsiasi altro aiuto “de minimis” ricevuto durante i tre anni fiscali precedenti. Questo è essenziale per assicurarsi di non superare il limite massimo consentito.

Questi criteri assicurano che gli aiuti “de minimis” siano distribuiti in modo equo e trasparente, evitando distorsioni nel mercato interno e assicurando una competizione leale tra le imprese nell’UE. Le PMI devono essere consapevoli di queste regole e monitorare attentamente i propri aiuti finanziari per rimanere in conformità con il regime “de minimis”.

Benefici del regime “de minimis” per le PMI

Il regime “de minimis” offre numerosi vantaggi significativi alle PMI, tra cui:

  • l’accesso semplificato ai finanziamenti mediante la riduzione dei tempi d’attesa e un processo amministrativo più gestibile;
  • una maggiore flessibilità nell’impiego dei fondi.

Per quanto riguarda questo secondo beneficio, la flessibilità nel modo in cui i fondi possono essere utilizzati rappresenta sicuramente un vantaggio significativo per le PMI. Questo aspetto è fondamentale per diversi motivi:

  1. Supporto a diverse necessità aziendali: Le PMI possono utilizzare i fondi per una gamma di attività, come sviluppo di nuovi prodotti, marketing, acquisto di attrezzature o formazione del personale. Questa versatilità aiuta le imprese a indirizzare i fondi dove sono più necessari.
  2. Stimolo all’innovazione: Con la possibilità di investire in ricerca e sviluppo, le PMI possono esplorare nuove idee e innovazioni, che sono cruciali per la loro crescita e competitività.
  3. Flessibilità finanziaria in tempi di crisi: In periodi di incertezza economica o di crisi, la flessibilità nell’utilizzo dei fondi può essere un salvavita per le PMI, permettendo loro di adattarsi rapidamente a situazioni in evoluzione e di sostenere le operazioni cruciali.

Quali sono i rischi nel regime “de minimis”?

Nel regime “de minimis”, mentre ci sono significativi vantaggi per le piccole e medie imprese (PMI), esistono anche alcuni rischi importanti che devono essere attentamente considerati e gestiti. Questi rischi derivano principalmente dal non rispettare le regole stabilite dall’Unione Europea per questo tipo di aiuti. Ecco i principali rischi associati al regime “de minimis”:

  1. il superamento del limite previsto per gli aiuti: se una PMI supera il limite di aiuto “de minimis” (solitamente 300.000 euro in un periodo di tre esercizi finanziari), potrebbe essere tenuta a rimborsare gli aiuti ricevuti che superano questo limite.
  2. la non conformità alle regole del “de minimis”: la mancata conformità alle regole del regime “de minimis”, come la non corretta dichiarazione degli aiuti ricevuti o la mancanza di una documentazione adeguata, può portare a sanzioni.
  3. degli errori nella gestione e nel monitoraggio della documentazione e degli aiuti: mantenere un registro preciso di tutti gli aiuti “de minimis” ricevuti può essere complicato, ma errori o inesattezze nella documentazione possono portare a problemi di conformità.
  4. un’eccessiva dipendenza dagli aiuti di Stato, che può rendere un’impresa vulnerabile a cambiamenti nelle politiche di aiuto o in situazioni economiche instabili. Inoltre, un’eccessiva affidabilità sugli aiuti può limitare la capacità dell’impresa di sviluppare strategie di crescita sostenibili e autonome.

Procedura di Richiesta per il Regime “de minimis”

La procedura per richiedere gli aiuti nel regime “de minimis” varia in base al paese membro dell’UE e al tipo di aiuto richiesto, ma segue alcuni passaggi generali per le PMI:

  • Conformità ai criteri: Assicurati che la tua impresa soddisfi la definizione di PMI dell’UE e che gli aiuti “de minimis” ricevuti precedentemente non superino il limite di 300.000 euro in tre anni.
  • Identificazione e ricerca del programma di aiuto: Scegli il programma di aiuto più adatto, che può variare da sovvenzioni a incentivi fiscali, e considera la consulenza di esperti.
  • Preparazione della documentazione: Prepara un elenco dettagliato degli aiuti “de minimis” precedenti e raccogli la documentazione necessaria sull’impresa.
  • Presentazione della domanda: Completa e invia i moduli di domanda richiesti, inclusa una dichiarazione “de minimis”.
  • Valutazione e approvazione: Attendi la valutazione da parte dell’ente erogatore e mantieni la comunicazione per eventuali aggiornamenti.
  • Gestione degli aiuti: Una volta ottenuti gli aiuti, monitora e registra il loro utilizzo, mantenendo una documentazione precisa.

Come ogni altro procedimento di accesso a fondi e finanziamenti, anche il processo per richiedere il “de minimis” necessita di pianificazione, conoscenza delle regole e un’attenta preparazione della documentazione per massimizzare le possibilità di ottenere con successo gli aiuti “de minimis”.

L’importanza dell’approccio professionale al regime “de minimis” per le PMI

Il regime “de minimis” rappresenta una risorsa inestimabile per le PMI nell’UE, offrendo un accesso più diretto e meno burocratico ai fondi di aiuto. La chiave per massimizzare i benefici di questi aiuti risiede nella comprensione completa delle sue regole e nella manutenzione di una documentazione accurata. Tuttavia, spesso, le aziende non riescono a mantenere aggiornata la documentazione e, quando vogliono presentare domanda di bando, presentano i documenti del Regime “de minimis” in modo incompleto, incorrendo nel rifiuto della domanda. Oppure, capita che le aziende non sappiano a quali misure possono o non possono accedere dopo aver richiesto il “de minimis”.

Per tutti questi motivi è sempre fondamentale affidarsi a un approccio professionale, ricorrendo al supporto di esperti in finanza agevolata, come Finera. Il nostro team, infatti, può supportare ogni micro, piccola e media impresa nell’accesso a bandi e fondi, affiancandola anche nella creazione della documentazione per presentare domanda. Con un esperto al proprio fianco, l’imprenditore è certo di non tralasciare nessun elemento o dettaglio, evitando così gli errori che precludono l’accesso a bandi e finanziamenti. Vuoi avere maggiori informazioni sul supporto che Finera può fornirti? Allora fissa oggi una consulenza gratuita con i nostri esperti.

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