Le imprese beneficiarie dei bandi Parco Agrisolare 2022, 2023 e 2024 devono comunicare al GSE, entro il 30 giugno 2026, le evidenze di conclusione dei lavori. La scadenza è fondamentale perché incide sul mantenimento del diritto al contributo in conto capitale previsto dal bando Agrisolare: chi non trasmette correttamente la documentazione rischia infatti la revoca dell’agevolazione.
Per effettuare la comunicazione sono previste due modalità: la procedura ordinaria sul Portale GSE oppure, nei casi ammessi, l’invio tramite PEC. Non è invece necessario che la connessione alla rete elettrica sia già attiva, purché l’impianto risulti realizzato e su GAUDÌ sia registrato lo stato di fine lavori.
Nell’articolo vediamo chi è obbligato a comunicare la fine lavori, quali procedure seguire, quali documenti preparare e cosa rischiano le imprese che non rispettano la scadenza. Continua a leggere per i dettagli.

Bando agrisolare: comunicazione entro il 30 giugno
- Bando Agrisolare: perché la scadenza del 30 giugno 2026 è decisiva
- Chi deve comunicare la fine lavori Agrisolare al GSE
- Come comunicare la fine lavori: Portale GSE o PEC
- Documenti per certificare la fine lavori del bando Agrisolare
- Connessione alla rete e GAUDÌ: cosa serve davvero per rendicontare
- Cosa rischia chi non rispetta la scadenza Agrisolare
- FAQ Agrisolare: domande frequenti sulla fine lavori
Bando Agrisolare: perché la scadenza del 30 giugno 2026 è decisiva
Il 30 giugno 2026 è una data centrale per molte imprese agricole, zootecniche e agroindustriali che hanno ottenuto il contributo del Parco Agrisolare. Entro questo termine, i beneficiari dei primi tre bandi devono dimostrare al GSE che gli interventi finanziati sono stati conclusi.
Non è una semplice formalità amministrativa. La comunicazione di fine lavori serve a confermare che il progetto è stato realizzato nei tempi previsti e che l’impresa mantiene il diritto al contributo. Per questo, chi ha beneficiato del bando Agrisolare deve controllare lo stato fisico dell’impianto, la documentazione tecnica e le informazioni presenti sui portali coinvolti.
La misura PNRR sostiene impianti fotovoltaici sulle coperture di fabbricati agricoli, zootecnici e agroindustriali, con l’obiettivo di favorire autoproduzione di energia, ridurre i costi e modernizzare le strutture produttive.
Chi deve comunicare la fine lavori Agrisolare al GSE
L’adempimento riguarda i soggetti ammessi al contributo nei bandi Parco Agrisolare 2022, 2023 e 2024: imprese agricole, aziende agroindustriali e cooperative che hanno ricevuto il provvedimento di concessione e che hanno realizzato, o stanno completando, gli interventi previsti dal progetto agevolato.
Sono invece esclusi i soggetti che hanno presentato domanda sul nuovo bando Facility Parco Agrisolare 2026, perché quella procedura segue tempistiche diverse. La distinzione è importante: il termine del 30 giugno 2026 non riguarda tutti i progetti Agrisolare, ma i beneficiari dei bandi precedenti chiamati a chiudere il ciclo di realizzazione e rendicontazione.
Come comunicare la fine lavori: Portale GSE o PEC
La prima modalità è la procedura ordinaria tramite Portale GSE. In questo caso il beneficiario completa direttamente la richiesta di erogazione del contributo concesso, allegando la documentazione prevista e trasmettendo le evidenze di fine lavori entro il 30 giugno 2026.
La seconda modalità è l’invio tramite PEC all’indirizzo finelavori.agrisolare@pec.gse.it. Questa opzione riguarda i beneficiari che hanno concluso i lavori entro il 30 giugno 2026, ma non riescono a completare in tempo la procedura informatica sul Portale GSE. Nell’oggetto della PEC devono essere indicati il codice richiesta e la dicitura “Comunicazione di fine lavori dell’intervento/impianto”.
La PEC non sostituisce definitivamente la richiesta di erogazione. Chi usa questa modalità deve poi completare la richiesta di erogazione del contributo a saldo sul Portale Agrisolare entro il 31 ottobre 2026.
Documenti per certificare la fine lavori del bando Agrisolare
Per certificare la fine lavori del progetto Agrisolare, l’impresa deve predisporre un corredo documentale completo e coerente. La documentazione serve a dimostrare che l’intervento è stato realizzato a regola d’arte e in linea con quanto ammesso a contributo.
Tra i documenti richiesti rientrano la dichiarazione di fine lavori del soggetto beneficiario, la dichiarazione del direttore lavori o del tecnico abilitato, lo schema elettrico unifilare, la dichiarazione di conformità dell’impianto, il dossier fotografico dell’impianto fotovoltaico e, se previsti, i dossier relativi a sistemi di accumulo, dispositivi di ricarica e interventi complementari.
Nei casi di interventi complementari, come la rimozione e lo smaltimento di amianto o eternit, possono essere richiesti anche il formulario rifiuti e la dichiarazione DNSH. La coerenza dei dati è fondamentale: potenza dell’impianto, codice CUP, codice AGRS, localizzazione, data di fine lavori, CENSIMP e POD devono risultare allineati.
Connessione alla rete e GAUDÌ: cosa serve davvero per rendicontare
Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda la connessione alla rete elettrica. Per rispettare la scadenza del 30 giugno 2026 non è sempre necessario che la connessione sia già attiva. La rendicontazione può essere effettuata anche quando l’impianto non è ancora connesso, purché siano stati completati i lavori di realizzazione dell’impianto e le opere strettamente necessarie alla connessione fisica.
In questo caso, è essenziale che sul portale GAUDÌ di Terna risulti lo stato “impianto di produzione realizzato”. Questo passaggio tutela le imprese che hanno concluso correttamente i lavori, ma attendono ancora l’intervento del distributore per l’attivazione effettiva della connessione.
Cosa rischia chi non rispetta la scadenza Agrisolare
Il mancato invio delle evidenze di fine lavori entro il 30 giugno 2026 può comportare la perdita del contributo in conto capitale. Per i progetti privi di comunicazione o con documentazione non idonea, il GSE può avviare il procedimento di revoca del beneficio.
Il rischio non riguarda solo chi non ha concluso i lavori, ma anche chi li ha conclusi senza trasmettere correttamente la documentazione. Nel bando Agrisolare, ottenere la concessione del contributo è solo una parte del percorso: la fase finale serve a trasformare l’agevolazione concessa in contributo effettivamente erogato.
FAQ Agrisolare: domande frequenti sulla fine lavori
No. È possibile rendicontare anche con impianto non connesso, se i lavori sono completati, le opere necessarie alla connessione fisica sono realizzate e su GAUDÌ risulta lo stato “impianto di produzione realizzato”.
No. La scadenza del 30 giugno 2026 riguarda i beneficiari dei bandi Parco Agrisolare 2022, 2023 e 2024. Il bando Facility Parco Agrisolare 2026 segue una procedura distinta.
Il mancato invio delle evidenze entro la scadenza può portare alla revoca del contributo in conto capitale. Anche con lavori conclusi, l’impresa deve dimostrare correttamente la fine dell’intervento.
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