Bonus Made in Italy 2026: dal 7 luglio aperte le domande per il credito d’imposta al 10% per design, moda e campionari

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Il Bonus Made in Italy 2026 è operativo dal 7 luglio alle ore 12:00. Le imprese che realizzano attività di design e ideazione estetica possono prenotare il credito d’imposta sulla piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’agevolazione copre il 10% delle spese ammissibili, fino a 2 milioni di euro per impresa, con una dotazione complessiva di 60 milioni di euro.

Per molte imprese manifatturiere italiane, soprattutto nei comparti moda, tessile, calzature, occhialeria, orafo, arredamento e ceramica, il design non è un costo accessorio. È una leva competitiva. Nuove collezioni, nuovi campionari, sviluppo estetico del prodotto, materiali, forme, linee, colori e finiture sono elementi che incidono direttamente sulla capacità di restare competitivi in Italia e sui mercati esteri.

Il tema è particolarmente rilevante in un momento in cui i settori simbolo del Made in Italy stanno affrontando una fase di trasformazione. Nel 2025 il tessile-abbigliamento italiano ha registrato un fatturato di 58,39 miliardi di euro, con esportazioni per 36,9 miliardi e una propensione all’export pari al 63,3% del fatturato complessivo. Anche la filiera legno-arredo resta centrale per il sistema produttivo nazionale: nel 2025 ha superato i 52,2 miliardi di euro di fatturato alla produzione, con oltre 62.000 imprese e più di 292.000 addetti.

In questo contesto, il credito d’imposta design e ideazione estetica può rappresentare un’opportunità concreta per recuperare parte dei costi sostenuti nel 2026 per attività progettuali, creative e di sviluppo prodotto. Vuoi saperne di più? Continua a leggere l’articolo.

Cos’è il Bonus Made in Italy 2026

Il Bonus Made in Italy 2026 è il credito d’imposta destinato alle attività di design e ideazione estetica sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025.

La misura è stata disciplinata dal Decreto direttoriale MIMIT del 3 luglio 2026, che definisce modalità, termini e contenuti delle comunicazioni di prenotazione e completamento del credito d’imposta.

L’agevolazione prevede:

  • credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili;
  • limite massimo di 2 milioni di euro per impresa;
  • dotazione complessiva pari a 60 milioni di euro;
  • utilizzo in un’unica quota annuale;
  • accesso tramite piattaforma MIMIT dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026.

È importante chiarire un punto: non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma di un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24, secondo le regole previste dalla disciplina.

A chi si rivolge il Bonus Made In Italy

La misura si rivolge alle imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da forma giuridica, dimensione, regime contabile o sistema fiscale adottato. Restano escluse, tra le altre, le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altre procedure concorsuali. La fruizione del beneficio è inoltre subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Il credito d’imposta design nasce soprattutto per le imprese che operano nei settori più rappresentativi del Made in Italy creativo e manifatturiero:

  • tessile e moda;
  • calzaturiero;
  • occhialeria;
  • orafo;
  • mobile e arredo;
  • ceramica.

La normativa considera ammissibili le attività di design e ideazione estetica svolte per la concezione e la realizzazione di nuovi prodotti e campionari.

Quali attività sono agevolabili dal credito d’imposta design 2026?

Sono agevolabili le attività di design e ideazione estetica finalizzate a innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali.

Rientrano, ad esempio, attività collegate a:

  • nuove collezioni;
  • nuovi campionari;
  • sviluppo estetico del prodotto;
  • studio di linee, contorni, colori, ornamenti e superfici;
  • progettazione estetica di nuovi prodotti;
  • evoluzione creativa e stilistica dell’offerta aziendale.

Il punto centrale è che l’attività deve essere qualificabile come design o ideazione estetica e deve essere collegata a progetti documentabili. Non basta sostenere costi generici di marketing, comunicazione o restyling commerciale: l’impresa deve poter dimostrare la coerenza tra spese sostenute, progetto sviluppato e attività ammissibile.

Credito d’imposta design 2026: spese ammesse dal Bonus Made in Italy

Tra le spese ammissibili al credito d’imposta rientrano diverse categorie di costo.

La prima riguarda il personale direttamente impiegato nelle attività di design e ideazione estetica. La normativa prevede anche una maggiorazione per i giovani fino a 35 anni, al primo impiego, in possesso di laurea in design o titoli equiparabili, assunti a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente in lavori di design e innovazione estetica. In questo caso, le spese concorrono alla base di calcolo per il 150% del loro ammontare.

Sono inoltre ammissibili:

  • quote di ammortamento e canoni di locazione relativi a beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design;
  • costi legati alla progettazione e realizzazione dei campionari;
  • contratti con professionisti, studi professionali o altre imprese per lo svolgimento diretto delle attività;
  • servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per le attività ammissibili;
  • materiali, forniture e prodotti analoghi impiegati nelle attività di design e ideazione estetica.

La base di calcolo del credito deve essere assunta al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese. Questo significa che l’impresa deve verificare con attenzione eventuali cumuli con altri incentivi già richiesti o ottenuti.

Come funziona la domanda: prenotazione e completamento

La procedura prevista dal MIMIT si basa su due passaggi.

1. Comunicazione di prenotazione

Per ogni progetto di design e ideazione estetica, programmato o già realizzato, l’impresa deve trasmettere una comunicazione preventiva attraverso la piattaforma informatica del Ministero.

La comunicazione deve contenere:

  • dati identificativi dell’impresa;
  • descrizione del progetto;
  • data prevista di avvio e completamento;
  • importo degli investimenti agevolabili;
  • credito d’imposta potenzialmente spettante.

La piattaforma è operativa dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026. Il meccanismo è particolarmente rilevante perché le risorse sono limitate a 60 milioni di euro e la prenotazione segue l’ordine cronologico di trasmissione.

2. Comunicazione di completamento

Dopo la prenotazione, l’impresa dovrà trasmettere una comunicazione di completamento degli investimenti dichiarati, entro 30 giorni dalla data di chiusura del periodo d’imposta agevolabile.

Attenzione: gli investimenti effettivamente completati non possono essere inferiori al 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva. Se questa soglia non viene rispettata, la procedura rischia di non perfezionarsi correttamente.

Quali documenti servono per presentare domanda

Ai fini del riconoscimento del credito, l’impresa deve poter dimostrare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili attraverso apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese non obbligate alla revisione legale possono vedersi riconosciute in aumento del credito le spese sostenute per la certificazione, entro il limite di 5.000 euro.

È inoltre richiesta una relazione tecnica asseverata che illustri finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili svolte. Per le attività commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata dal soggetto che esegue le attività.

In pratica, non basta aver sostenuto la spesa. Bisogna anche essere in grado di dimostrare che quella spesa è collegata a un progetto di design e ideazione estetica ammissibile.

Bonus Made in Italy e strategia finanziaria d’impresa

Il credito d’imposta design può essere utile soprattutto per le imprese che, nel 2026, stanno lavorando su nuove collezioni, nuovi prodotti o nuovi campionari. Tuttavia, come spesso accade nella finanza agevolata, la singola misura non dovrebbe essere valutata in modo isolato.

Un’impresa del settore moda, arredo, calzature, occhialeria o ceramica potrebbe avere accesso anche ad altri strumenti per sostenere macchinari, digitalizzazione, internazionalizzazione, efficienza energetica, fiere o apertura di nuovi mercati. Il punto non è solo capire se il Bonus Made in Italy sia disponibile. Il punto è capire se rientra in una strategia più ampia di crescita, innovazione e pianificazione finanziaria.

Una corretta analisi del potenziale agevolativo consente di individuare quali misure sono realmente compatibili con gli investimenti dell’impresa, quali costi possono essere recuperati e quali domande presentare con priorità.

Il supporto professionale per accedere al Bonus Made In Italy

Per il Bonus Made in Italy 2026, il primo passo è verificare se i progetti aziendali rientrano tra le attività di design e ideazione estetica ammissibili e se le spese sostenute o programmate possono essere correttamente valorizzate.

Una valutazione preliminare permette di:

  • individuare i progetti agevolabili;
  • stimare il credito potenzialmente ottenibile;
  • verificare la documentazione necessaria;
  • valutare eventuali cumuli con altri incentivi;
  • impostare una strategia di accesso coerente con gli investimenti aziendali.

Se la tua impresa opera nei settori moda, tessile, calzature, occhialeria, orafo, arredo o ceramica e sta sviluppando nuovi prodotti o campionari, il Bonus Made in Italy può rappresentare un’opportunità da valutare subito. Gli esperti Finera supportano da anni le imprese nell’analisi, nella pianificazione e nella gestione degli strumenti di finanza agevolata. Se ti interessa il Bonus Made In Italy, contatta Finera per una verifica del tuo potenziale agevolativo e scopri se la tua impresa può accedere al credito d’imposta design 2026.

FAQ sul Bonus Made in Italy 2026

Il Bonus Made in Italy è un contributo a fondo perduto?

No. Il Bonus Made in Italy 2026 è un credito d’imposta. L’impresa non riceve un contributo diretto, ma può utilizzare il credito in compensazione tramite modello F24, secondo le regole previste dalla misura.

Quando apre la piattaforma per presentare domanda?

La piattaforma MIMIT per la comunicazione di prenotazione è aperta da martedì 7 luglio 2026 alle ore 12:00.

Quanto vale il credito d’imposta design 2026?

Il credito è pari al 10% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di euro per impresa. La dotazione complessiva della misura è pari a 60 milioni di euro.

Quali imprese possono accedere?

Possono accedere le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. La misura è particolarmente rilevante per i settori tessile, moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica.

Quali spese sono ammissibili?

Sono ammissibili, tra le altre, spese di personale, beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design, costi per progettazione e realizzazione dei campionari, contratti con professionisti o imprese, consulenze, materiali e forniture impiegati nelle attività agevolabili.

Serve documentazione tecnica?

Sì. L’impresa deve conservare la documentazione idonea, la certificazione delle spese e una relazione tecnica asseverata che illustri finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili.

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Fonti e riferimenti

  1. mimit.gov.it · fonte consultata il 8 Luglio 2026
  2. Gazzetta Ufficiale · fonte consultata il 8 Luglio 2026
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