Credit Crunch: calano del 7,7% i prestiti alle imprese. Quali soluzioni per le PMI?

Credit crunch

La C.G.I.A.di Mestre ha diffuso dati che confermano il ritorno del credit crunch, evidenziando una diminuzione significativa degli impieghi bancari alle imprese. Tra agosto 2022 e agosto 2023, i prestiti delle banche alle aziende hanno registrato un calo del 7,7%, pari a 55,8 miliardi di euro. Questa contrazione è stata più marcata per le piccole imprese (con meno di 20 addetti), dove il calo ha raggiunto l’8,7%, mentre per le imprese di dimensioni maggiori il calo è stato del 7,5%.

Cosa ha causato questa forte stretta sui prestiti? Quali sono le possibili soluzioni per le PMI? Continua a leggere l’articolo per maggiori dettagli.

Cosa vuol dire “credit crunch”?

Il termine “credit crunch” si riferisce a una situazione economica in cui l’accesso al credito diventa significativamente più difficile. Questo fenomeno si verifica quando le banche e altri istituti di credito riducono drasticamente il prestito di denaro a causa dell’aumento del rischio di insolvenza, di una diminuzione delle loro riserve di liquidità, o di un inasprimento delle normative bancarie.

Di conseguenza, sia le imprese che i consumatori trovano più difficile ottenere prestiti, il che può portare a un rallentamento dell’attività economica. Un credit crunch è spesso associato a un aumento dei tassi di interesse e può essere scatenato da vari fattori, come una crisi finanziaria o cambiamenti nella politica monetaria.

Credit crunch 2023: la stretta bancaria sui prestiti alle imprese

Come anticipato, sull’attuale scenario economico italiano, torna lo spettro del credit crunch, ossia la stretta creditizia. I dati aggiornati ad agosto 2023 evidenziano una riduzione degli impieghi bancari alle imprese italiane del 7,7% rispetto all’anno precedente, equivalente a un calo di 55,8 miliardi di euro. Le piccole imprese con meno di 20 dipendenti, che rappresentano circa il 98% delle aziende italiane, hanno subìto una contrazione maggiore, pari all’8,7%. Al contrario, le aziende più grandi hanno registrato una diminuzione leggermente inferiore, del 7,5%. Queste preoccupanti cifre sono state rilevate dall’Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre C.G.I.A.

Le 3 cause principali della stretta sul credito

La situazione è attribuita a tre cause principali:

  1. L’aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea (BCE) nell’ultimo anno.
  2. Una frenata del PIL nazionale, che ha ridotto la domanda di prestiti.
  3. Le banche hanno meno liquidità disponibile, sia a causa della necessità di restituire i fondi TLtro alla BCE (ulteriori 174 miliardi di euro entro settembre 2024), sia per una diminuzione nella raccolta. I fondi TLtro (acronimo di Targeted Longer Term Refinancing Operations, ossia Operazioni Mirate di Rifinanziamento a Più Lungo Termine) sono un’iniziativa della BCE, introdotta il 5 giugno 2014, per sostenere il credito bancario nell’economia reale. Queste operazioni forniscono fondi alle banche, con l’obiettivo di migliorare l’erogazione di prestiti a società non finanziarie e famiglie.

Di fronte a questo scenario, la Cgia di Mestre sottolinea l’importanza di un intervento governativo, suggerendo di rifinanziare il Fondo di Garanzia per le PMI, potenziato durante il periodo Covid. Questo fondo ha garantito oltre 256,8 miliardi di euro di prestiti tra marzo 2020 e giugno 2022, aiutando le PMI colpite dall’emergenza pandemici.

Come affrontare il credit crunch? 7 soluzioni per le PMI

Le piccole e medie imprese possono adottare diverse strategie per affrontare il credit crunch. Una soluzione efficace è ricorrere a strumenti di finanza straordinaria, come il crowdfunding o i prestiti tra pari (peer-to-peer lending), che possono offrire accesso al capitale al di fuori del tradizionale sistema bancario. Le PMI possono anche considerare partnership strategiche o joint ventures per condividere risorse e rischi. Andiamo un po’ più nel dettaglio e analizziamo rapidamente 7 possibili soluzioni che una PMI può considerare per affrontare questa situazione di credit crunch:

  1. Minibond: Sono obbligazioni emesse dalle PMI per raccogliere capitali dai mercati finanziari, offrendo un’alternativa ai tradizionali prestiti bancari.
  2. Finanza agevolata: Comprende vari bandi e finanziamenti, spesso con condizioni vantaggiose, rivolti specificamente alle PMI per sostenere il loro sviluppo.
  3. Invoice Ttading: È una forma di finanziamento a breve termine per le PMI, dove le fatture emesse ma non ancora pagate vengono vendute a un terzo (spesso una piattaforma online) per ottenere liquidità immediata. Questo metodo consente alle imprese di accelerare i flussi di cassa e ridurre i tempi di attesa per i pagamenti dei clienti.
  4. Acquisizioni e cessioni di società: Riguarda la compravendita di intere società o di parti di esse, una strategia usata dalle PMI per espandersi o ridimensionarsi.
  5. Fusioni e scissioni aziendali: Sono operazioni societarie attraverso cui le imprese possono unirsi o dividere le loro attività.
  6. Joint venture: È una collaborazione tra due o più imprese, spesso per realizzare un progetto specifico, condividendo risorse e rischi.
  7. Project financing: Si tratta di contratti tra un’azienda e un ente pubblico per finanziare e realizzare progetti complessi, spesso di infrastruttura, dove il rimborso avviene tramite i flussi di cassa generati dal progetto stesso.

La consulenza per individuare le soluzioni finanziarie più adatte alla tua PMI

Per poter individuare lo strumento o gli strumenti più adatti alla propria situazione e affrontare quindi al meglio il credit crunch, un’azienda dovrebbe sempre affidarsi a professionisti della finanza aziendale. Un team di esperti come quello di Finera, infatti, è aggiornato su tutte le misure di finanza agevolata disponibili ed è in grado di individuare gli strumenti di finanza straordinaria più adatti a ogni singola realtà aziendale. Vuoi maggiori informazioni e capire come accedere a fondi, prestiti e liquidità in un periodo di credit crunch? Allora, richiedi una consulenza gratuita.

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