Credito d’imposta beni strumentali immateriali: risparmio al 20% entro il 31 dicembre

Credito d'imposta beni strumentali immateriali

Dal 1° gennaio 2024, ci sarà una riduzione del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali immateriali. Attualmente, il credito d’imposta è del 20%, ma dal prossimo anno scenderà al 15%. Inoltre, nel 2025, questa agevolazione subirà un ulteriore taglio del 5%, stabilendosi al 10%. Tuttavia, le imprese hanno la possibilità di prenotare entro il 31 dicembre 2023 i beni strumentali immateriali destinati agli investimenti, versando un acconto pari al 20% dell’importo totale. In questo modo, potranno ancora beneficiare del credito d’imposta al 20%. Vuoi avere maggiori informazioni? Continua a leggere questo articolo.

Beni strumentali immateriali: cosa sono?

I beni strumentali immateriali costituiscono un aspetto fondamentale nell’attuale panorama economico. Si tratta di risorse aziendali intangibili che comprendono una vasta gamma di elementi cruciali per le imprese. Tra i beni strumentali immateriali più comuni troviamo:

  • Software personalizzato: Programmi informatici adattati alle esigenze specifiche dell’azienda per migliorare l’efficienza operativa e la gestione dei dati.
  • Brevetti: Diritti esclusivi per l’uso, la produzione o la vendita di un’invenzione o di un processo innovativo.
  • Marchi registrati: Segni distintivi utilizzati per identificare e proteggere i prodotti o i servizi di un’azienda da possibili imitazioni.
  • Conoscenze specializzate: Competenze, expertise e know-how unici che conferiscono un vantaggio competitivo nell’ambito delle attività aziendali.

Questi beni, se gestiti in modo efficace e soggetti a investimenti strategici, possono influenzare positivamente l’innovazione, la competitività e il successo delle imprese. La loro importanza è evidenziata dalla prossima riduzione del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali immateriali, programmata per il 2024, che sottolinea l’importanza di una pianificazione oculata per sfruttare appieno tali risorse e beneficiare di vantaggi fiscali.

Beni strumentali immateriali: credito d’imposta al 20% fino al 31 dicembre 2023

Per le imprese che stanno pianificando investimenti legati alla trasformazione digitale 4.0, è essenziale considerare le regole e le scadenze già stabilite nel calendario. Il termine del 31 dicembre 2023 diventa cruciale per determinare le agevolazioni disponibili. In particolare, bisognerà prestare attenzione ai beni strumentali immateriali elencati nell’allegato B della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, poiché il credito d’imposta subirà una riduzione significativa a partire dal prossimo anno, passando dal 20% al 15%. Tuttavia, il limite massimo di investimento agevolabile rimarrà a 1 milione di euro.

La riduzione del credito d’imposta continuerà nel 2025, quando scenderà al 10% per i beni strumentali immateriali, rappresentando anche l’ultimo anno per beneficiare dell’agevolazione al 20% per i beni materiali 4.0.

Credito d’imposta beni strumentali immateriali: come ottenere il 20% e le variazioni future

È essenziale conoscere le regole attuali per pianificare gli investimenti agevolabili. Le imprese possono prenotare in anticipo le spese e gli acquisti da sostenere, permettendo loro di accedere al credito d’imposta nella misura prevista per l’anno in corso. Per gli ordini accettati dal venditore entro il 31 dicembre 2023, sarà possibile beneficiare dell’agevolazione al 20% anche per le spese da sostenere entro il 30 giugno 2024. Tuttavia, è importante soddisfare due condizioni:

  • versare almeno il 20% dell’importo dell’acquisto come acconto;
  • ottenere l’accettazione dell’ordine.

In questo modo le PMI potranno acquistare i beni immateriali senza riduzione del credito d’imposta prevista a partire dal 1° gennaio 2024.

Come ottenere i crediti d’imposta?

Quindi, per poter godere del credito d’imposta beni strumentali immateriali al 20%, le imprese devono prenotare i loro beni intangibili entro il 31 dicembre 2023, rispettando le due condizioni specificate sopra. Ma come fare per ottenere i crediti d’imposta? Inviare una richiesta all’Agenzia delle Entrate per accedere ai crediti d’imposta può essere un’operazione più complessa del previsto. Il richiedente deve predisporre un’apposita comunicazione (unitamente a eventuali perizie tecniche e a fatture d’acquisto) nella quale indica tutti i dettagli degli investimenti agevolabili effettuati e di quale credito d’imposta vuole usufruire.

Per avere la certezza di evitare errori nella compilazione della richiesta, l’azienda dovrebbe considerare la consulenza in finanza agevolata come uno strumento di accesso ai crediti d’imposta. Finera, con il suo team di professionisti altamente qualificati, affianca le imprese nell’accesso non solo ai crediti d’imposta, m anche a ogni altra forma agevolativa e finanziaria. I nostri esperti conoscono tutte le opportunità finanziarie disponibili e sono in grado di indirizzare ogni azienda verso quelle più adatte, considerando anche le possibilità di cumulabilità, come nel caso dei crediti d’imposta. Vuoi avere maggior informazioni? Allora, richiedi oggi una consulenza gratuita e non vincolante con Finera.

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