Decreto energia: cos’è e cosa prevede per la PMI con la fine del mercato tutelato

decreto energia

Il Decreto energia e rinnovabili, recentemente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, porta con sé significative innovazioni nel settore energetico, tra cui la conferma della fine del mercato tutelato di luce e gas e l’introduzione di nuove misure incentivanti per le imprese. Infatti, durante il Consiglio dei Ministri dello scorso 5 dicembre 2023, ulteriori protezioni per i consumatori vulnerabili sono state incorporate nel Decreto, in vista della terminazione del mercato tutelato prevista per gennaio 2024.

Il Decreto segna l’inizio di una revisione delle agevolazioni concesse alle imprese ad elevato consumo energetico, denominate “energivore”, mirando a sincronizzare le normative nazionali con quelle europee relative agli aiuti di Stato per la tutela ambientale e energetica. Se vuoi conoscere tutti i dettagli, continua a leggere il nostro articolo.

Cos’è il decreto energia?

Il “Decreto Energia” è un atto legislativo adottato da un governo per indirizzare e regolare vari aspetti del settore energetico. Generalmente, questo tipo di decreto si occupa di temi come la produzione, distribuzione e consumo di energia, la promozione delle fonti di energia rinnovabile, l’efficienza energetica, e la transizione energetica verso sistemi più sostenibili.

Nel contesto specifico, un decreto energia può includere provvedimenti come:

  1. Regolamentazione del mercato energetico: Stabilire norme per il funzionamento dei mercati energetici, sia tutelati che liberalizzati.
  2. Incentivi per le energie rinnovabili: Introdurre incentivi per promuovere l’uso di fonti di energia rinnovabile.
  3. Misure di efficienza energetica: Promuovere l’adozione di tecnologie più efficienti per ridurre il consumo energetico.
  4. Protezioni per i consumatori: Includere disposizioni per proteggere i consumatori nel contesto del mercato energetico.
  5. Obiettivi ambientali e di sostenibilità: Indirizzare le politiche energetiche verso obiettivi ambientali come la riduzione delle emissioni di gas serra.
  6. Innovazioni nel settore energetico: Potrebbe comprendere regolamenti per lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche o infrastrutture.

Ogni decreto è specifico per il contesto del Paese in cui viene adottato e riflette le politiche energetiche e gli obiettivi di sviluppo sostenibile di quel Paese. Il 9 dicembre 2023, come anticipato, è stato approvato il decreto energia 2024, che introduce alcune novità rispetto al precedente. Vediamole insieme.

Decreto energia e rinnovabili: cosa prevede

Pubblicato il 9 dicembre in Gazzetta Ufficiale, il Decreto energia e rinnovabili porta cambiamenti significativi per imprese e cittadini.

Questo decreto non estende la proroga del mercato tutelato di luce e gas per il 2024. Invece, il testo del decreto, modificato dall’Esecutivo nel Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2023, introduce nuove protezioni per i clienti vulnerabili.

Inoltre, il decreto introduce riforme importanti riguardanti il sistema di agevolazioni per le imprese ad alto consumo energetico, denominate “energivore”, e per l’installazione di fonti energetiche rinnovabili. La normativa è entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, ovvero il 10 dicembre 2023.

Il Decreto Legge include disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del Paese, la promozione dell’uso di fonti rinnovabili di energia e il sostegno alle imprese a forte consumo di energia. Il Consiglio dei Ministri ha rivisto tutti questi aspetti il 5 dicembre 2023, prima della loro pubblicazione ufficiale.

Cosa significa la fine del mercato tutelato

Nel 2024 non sarà rinnovata la proroga per il mercato tutelato dell’energia. Il Governo, tramite il nuovo Decreto energia, incentra i suoi sforzi sulla promozione delle fonti rinnovabili e sul sostegno alle imprese del settore energetico, confermando così una decisione già anticipata dal Ministro dell’Ambiente.

Di conseguenza, a partire dal 10 gennaio 2024, terminerà il regime di mercato tutelato per le forniture di energia elettrica e gas naturale. Questa modifica riguarderà principalmente i clienti finali di piccole dimensioni, come le famiglie e le microimprese, che non hanno ancora optato per un fornitore nel mercato libero. Questo cambiamento rappresenta la conclusione del sistema di tutela e l’inizio di una transizione graduale verso il mercato libero.

Aziende energivore: la riforma delle agevolazioni

Il testo finale del Decreto energia e rinnovabili introduce una revisione delle agevolazioni per le aziende ad alto consumo di energia elettrica, comunemente note come “energivore”. Questa revisione mira a sincronizzare le politiche nazionali sui bonus energetici con le normative europee relative agli aiuti di Stato per la tutela del clima, dell’ambiente e dell’energia, applicate per il 2022. Aziende di settori come chimico, vetro e tessile, che rappresentano circa 3.800 imprese, riceveranno incentivi per l’installazione di impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabile.

Un ruolo chiave in questo processo è assegnato al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che avrà la facoltà di anticipare i benefici legati all’attivazione di tali impianti nei primi tre anni, offrendo energia rinnovabile a un costo equivalente a quello tecnologico. Successivamente, l’energia anticipata dovrà essere restituita nel corso dei successivi 20 anni, delineando un piano di recupero a lungo termine.

Decreto energia: semplificazione amministrativa e incentivi per l’autoproduzione del rinnovabile

Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Decreto Energia e Rinnovabili apporta una semplificazione delle procedure amministrative nel settore energetico, mirando a eliminare gli ostacoli che potrebbero impattare negativamente sulle attività economiche. Inoltre, vengono introdotti incentivi per stimolare gli investimenti nell’autoproduzione di energia rinnovabile, dando priorità ai progetti di impianti fotovoltaici ed eolici che rispondono alle necessità energetiche delle imprese elencate come “energivore” in caso di competizione per l’assegnazione di superfici.

Infine, il decreto prevede l’emissione di nuovi titoli abilitativi per l’estrazione di idrocarburi, calcolati in base al costo di produzione. In cambio, le aziende interessate dovranno cedere determinate quantità di gas al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che si occuperà di distribuirlo sul mercato, privilegiando le imprese gasivore.

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