Decreto Maltempo 2026 convertito in legge: tutto quello che devi sapere su misure e agevolazioni

decreto maltempo

Il 22 aprile 2026 il Senato ha convertito definitivamente il decreto maltempo (DL 25/2026). Il provvedimento risponde agli eccezionali eventi meteorologici che, dal 18 gennaio 2026, hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia. Per le imprese insediate in questi territori, il decreto non è soltanto un provvedimento di emergenza. Contiene strumenti concreti di finanza agevolata: indennizzi diretti, aiuti alla ripresa produttiva, supporto all’internazionalizzazione e semplificazioni per accedere ai contributi pubblici. Le risorse complessive stanziate superano i 165 milioni di euro tra il 2026 e il 2027, a cui si aggiungono ulteriori dotazioni settoriali.

Vuoi avere maggiori informazioni in merito alle agevolazioni per le imprese? Continua a leggere questo articolo.

Indennizzi per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura: 111,2 milioni disponibili

La misura più rilevante in ottica di finanza agevolata riguarda le imprese dei settori primari. Le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura ubicate in Calabria, Sardegna e Sicilia possono accedere agli interventi del Fondo di Solidarietà Nazionale per la ripresa dell’attività economica e produttiva. La dotazione del fondo è stata incrementata in sede di conversione da 108 a 111,2 milioni di euro per il 2026.

La novità più importante è la modalità di erogazione. In deroga alle procedure ordinarie, le liquidazioni saranno gestite direttamente dall’AGEA tramite domande precompilate e procedure automatizzate. Le regioni trasmettono all’AGEA l’elenco definitivo dei beneficiari e i pagamenti vengono eseguiti in modo immediato.

Per le imprese della pesca, le unità da pesca sono equiparate alle strutture aziendali ai fini dell’accesso agli interventi. Con il nuovo art. 9-bis, le regioni possono inoltre destinare risorse residue di precedenti riparti per finanziare ulteriori misure a favore di imprese agricole e ittiche danneggiate da calamità naturali.

Sostegno all’export per le imprese localizzate nei territori colpiti: fino a 130 milioni dal fondo SIMEST

Il decreto maltempo estende alle imprese esportatrici dei comuni colpiti le agevolazioni del fondo SIMEST, originariamente istituito per le alluvioni del 2023 (DL 61/2023). Non si tratta di nuove risorse stanziate, ma di una quota riservata all’interno del fondo già esistente: il limite massimo riconoscibile a queste imprese è di 130 milioni di euro, nei limiti delle disponibilità complessive del fondo.

Possono accedervi sia le imprese direttamente attive sui mercati esteri sia quelle che, pur non esportando direttamente, fanno parte di una filiera a vocazione esportatrice.

Termini e modalità operative sono definiti con delibere del Comitato agevolazioni SIMEST. Poiché lo strumento è orientato al supporto dell’internazionalizzazione e non al ristoro del danno, è in linea di principio cumulabile con gli altri interventi del decreto, a condizione che i costi agevolati siano distinti.

Aiuti alla ripresa produttiva nei comuni colpiti: il regime L. 181/89 applicato all’emergenza

Per le imprese che operano nei comuni interessati dall’emergenza, il decreto maltempo attiva il regime di aiuto previsto dalla legge 181/89, tradizionalmente destinato alle aree di crisi industriale. L’obiettivo è il mantenimento dell’occupazione e il recupero integrale della capacità produttiva.

Le risorse disponibili arrivano fino a 25 milioni di euro, attingendo alle dotazioni già assegnate alle aree di crisi industriale non complessa. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sottoscriverà con le regioni interessate appositi accordi di programma per disciplinare l’attuazione. Questo regime è compatibile con i regolamenti europei sugli aiuti di Stato, in particolare il Reg. UE 651/2014 e il Reg. UE 2023/2831 (de minimis).

Deroghe sull’assicurazione catastrofale: PMI danneggiate possono accedere ai contributi

Una delle novità più rilevanti introdotte in fase di conversione riguarda l’obbligo di assicurazione catastrofale. Di norma, la legge 213/2023 condiziona l’accesso ai contributi pubblici alla presenza di una polizza contro i rischi catastrofali. Il decreto maltempo introduce una doppia deroga:

  1. La prima: se il danno deriva da eventi non soggetti all’obbligo assicurativo, il vincolo non si applica a nessuna impresa.
  2. La seconda: per le micro, piccole e medie imprese (definizione raccomandazione CE 2003/361), la deroga vale anche quando il danno deriva da eventi soggetti all’obbligo.

Il legislatore ha riconosciuto che il lasso di tempo tra la scadenza per la stipula delle polizze (31 dicembre 2024) e gli eventi del 18 gennaio 2026 era troppo breve. Le PMI danneggiate potranno quindi ricevere i contributi anche senza polizza, ma dovranno assicurarsi entro 60 giorni dalla percezione del contributo. In caso di mancata stipula, il contributo viene revocato.

    Fino al 31 dicembre 2026, per i soggetti nei comuni colpiti è sospesa anche la verifica della regolarità contributiva (DURC) ai fini dell’erogazione degli indennizzi degli artt. 1 e 9 del decreto.

    Cumulabilità degli aiuti: cosa prevede il decreto maltempo

    La questione della cumulabilità è centrale nella pianificazione della finanza agevolata. Il decreto maltempo non introduce un divieto generale di cumulo. Le agevolazioni agricole previste dall’art. 22 sono esplicitamente cumulabili con altri aiuti di Stato ai sensi dell’art. 8 del Reg. UE 2022/2472, inclusi i contributi del Fondo AgriCat, a condizione che i costi ammissibili siano distinti o, se coincidenti, che non si superi l’intensità massima di aiuto (100% dei costi ammissibili).

    Per gli altri strumenti del decreto, la cumulabilità va valutata caso per caso, verificando che non si verifichi una sovracompensazione del danno subito. In particolare, gli indennizzi del Fondo di Solidarietà Nazionale e i finanziamenti SIMEST possono coesistere se riferiti a finalità diverse (ristoro del danno vs. supporto all’export). Una corretta mappatura degli interventi attivabili è essenziale per massimizzare le risorse senza incorrere in revoche o sanzioni.

    Domande frequenti sul decreto maltempo 2026 per le imprese

    Le imprese agricole sarde possono accedere agli indennizzi senza fare domanda manuale?

    Sì. L’AGEA gestirà le domande pre-compilate sulla base del fascicolo aziendale e del SIAN. Le regioni trasmetteranno l’elenco dei beneficiari per l’esecuzione immediata dei pagamenti.

    Un’impresa manifatturiera colpita può accedere agli aiuti L. 181/89?

    Sì, se localizzata in uno dei comuni interessati dall’emergenza. Deve rientrare nei criteri dell’accordo di programma che il MIMIT stipulerà con le regioni, nei limiti dei 25 milioni disponibili.

    Un’impresa esportatrice può cumulare SIMEST e indennizzo del Fondo di Solidarietà?

    In linea di principio sì, perché i due strumenti hanno finalità diverse. Il primo sostiene l’internazionalizzazione, il secondo ristora il danno alla produzione. La cumulabilità effettiva va però verificata sulla base della situazione specifica dell’impresa.

    Le PMI senza polizza catastrofale rischiano di perdere i contributi del decreto?

    No, se provvedono a stipulare la polizza entro 60 giorni dalla percezione del contributo. In caso di mancata stipula nei termini, il contributo viene revocato.

    Fino a quando è operativa la deroga sul DURC per gli indennizzi?

    La deroga si applica fino al 31 dicembre 2026 per i soggetti con sede nei comuni colpiti, limitatamente all’erogazione degli indennizzi previsti dagli artt. 1 e 9 del decreto.

    Perché una consulenza in finanza agevolata è decisiva per sfruttare il decreto maltempo

    Il decreto maltempo mette a disposizione strumenti diversi per natura, importo e condizioni di accesso. Cumulare correttamente più interventi, rispettare le scadenze e soddisfare i requisiti formali richiede una lettura integrata delle norme e un presidio costante delle procedure.

    Un errore nella gestione di una domanda, o la mancata attivazione di uno strumento compatibile, può tradursi in risorse perse o in revoche difficili da gestire. Gli esperti di Finera analizzano la situazione specifica della tua impresa, identificano tutti gli strumenti attivabili e seguono l’iter di accesso dall’istruttoria all’erogazione.

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