Oggi, 12 marzo 2024, è stato presentato il 10 report italiano sui minibond, a cura del Politecnico di Milano. Dal report emerge che, nel 2023, l’industria dei minibond in Italia ha vissuto una fase di contrazione, con un calo significativo delle emissioni. Lo scorso anno, infatti l’ammontare delle emissioni si è attestato a 1,095 miliardi di euro, segnando una riduzione del 42% rispetto ai 1,878 miliardi del 2022. Questo rallentamento è stato influenzato dall’aumento dei tassi di interesse e da una generale debolezza dell’economia, che hanno frenato gli investimenti aziendali.
Report Minibond: dal trend negativo alla ripresa
Il calo delle emissioni ha interessato principalmente le PMI, che hanno raccolto 687 milioni di euro. Anche il numero di società emittenti è sceso da 268 a 165 rispetto all’anno precedente, che era stato definito un anno da record. Il primo semestre ha vissuto un calo più marcato, mentre nel secondo si è visto un miglioramento. Secondo gli esperti, il 2024 potrebbe vedere una ripresa del trend e un recupero dei volumi. Inoltre, il trend negativo non ha coinciso con uno stop nell’emissione dei minibond: le imprese italiane hanno infatti continuato a utilizzare i minibond come strumento finanziario alternativo al credito bancario, con 1.158 aziende censite dall’Osservatorio dall’inizio delle sue attività.
Dal punto di vista geografico, la Lombardia rimane la regione con il maggior numero di emittenti, seguita da Campania, Emilia-Romagna e Lazio. Il settore manifatturiero continua a dominare, seguito dalle attività professionali e dal commercio.
I Minibond ESG e la prospettiva di ripresa
Una nota positiva emerge dall’interesse crescente verso i minibond ESG (Environmental, Social, and Governance), che hanno raccolto 351 milioni di euro, rappresentando il 32% del totale annuo. Questo interesse riflette una maggiore attenzione degli investitori verso progetti sostenibili e potrebbe indicare una direzione futura per il mercato dei minibond.
Nonostante il calo generale, il mercato dei minibond mostra segnali di diversificazione e di adattamento alle nuove esigenze di sostenibilità e responsabilità sociale. La crescente quota di emissioni ESG e l’interesse da parte di investitori esteri e fondi specializzati potrebbero rappresentare le basi per una ripresa e un’evoluzione positiva del settore nel corso di quest’anno e di quelli successivi.
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