Il 1° aprile 2026, al tavolo MIMIT convocato dal ministro Adolfo Urso, il Governo ha annunciato il ripristino dei fondi per gli “esodati” del Piano Transizione 5.0 e ha rilasciato ulteriori 200 milioni di euro per coprire gli investimenti già effettuati nel 2025.
Il punto di partenza era critico: il Decreto Legge fiscale approvato venerdì 28 marzo aveva ridotto le risorse previste dalla Legge di Bilancio da 1,3 miliardi di euro a soli 537 milioni, scatenando l’allarme nel mondo delle imprese. Cosa prevede il ripristino dei fondi? Continua a leggere l’articolo per maggiori dettagli.

Ripristino Transizione 5.0: cosa ha deciso il Governo?
- Chi sono gli “esodati” di Transizione 5.0 e perché erano a rischio
- I numeri del ripristino: credito d’imposta al 90% e non al 35%
- Le reazioni del mondo produttivo
- Transizione 5.0: il quadro aggiornato dopo il DL 38/2026
- FAQ: Transizione 5.0 e il ripristino dei fondi
- Hai diritto ai fondi di Transizione 5.0?
Chi sono gli “esodati” di Transizione 5.0 e perché erano a rischio
Le tribolazioni intorno all’incentivo erano cominciate il 7 novembre 2025, quando il MIMIT aveva annunciato l’esaurimento delle risorse stanziate per Transizione 5.0, causando forte preoccupazione nel mondo imprenditoriale. Le aziende tagliate fuori mentre erano impegnate nella preparazione dell’istanza avevano comunque potuto presentare domanda fino al 27 novembre 2025, nella speranza di uno stanziamento aggiuntivo.
Queste imprese avevano ottenuto l’ammissibilità tecnica senza la certezza del riconoscimento del credito d’imposta. Con il DL Fiscale del 28 marzo, quel credito era stato ridotto al 35%: un taglio retroattivo su investimenti già avviati.
I numeri del ripristino: credito d’imposta al 90% e non al 35%
Il ministro Urso ha annunciato che i fondi per le 7.000 domande del 2025 rimaste sospese saranno ripristinati e potenziati con altri 200 milioni, portando la dotazione complessiva a 1,5 miliardi di euro e consentendo un credito d’imposta del 90%, molto superiore al temuto 35%.
La copertura prospettata sale quindi al 90% per i beni strumentali e al 100% per i pannelli fotovoltaici e le fonti di energia rinnovabile. Gli interventi correttivi saranno apportati al decreto fiscale durante l’iter parlamentare per la sua conversione in legge.
Le reazioni del mondo produttivo
La notizia è stata accolta positivamente da tutte le principali associazioni di categoria. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha dichiarato che gli 1,5 miliardi consentono di riportare il credito d’imposta al 90% per gli investimenti del piano e al 100% sui pannelli fotovoltaici, sottolineando che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni potranno continuare a farlo.
Il presidente della CNA Dario Costantini ha sottolineato che si è evitato di incrinare il rapporto di fiducia tra lo Stato e le imprese, che devono poter fare affidamento su certezza e stabilità normativa per programmare investimenti essenziali per l’innovazione e l’efficientamento energetico.
Transizione 5.0: il quadro aggiornato dopo il DL 38/2026
Il DL 38/2026 avrebbe rimosso il vincolo del “Made in Europe” e incrementato la dotazione complessiva di 1,4 miliardi, portandola da 8,4 miliardi iniziali a quasi 10 miliardi nel periodo 2026-2028, con la nuova architettura basata sull’iperammortamento come misura triennale fino a settembre 2028.
Il Piano Transizione 5.0, in complementarità con il Piano Transizione 4.0, si inserisce nella strategia finalizzata a sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle imprese, favorendo la trasformazione dei processi produttivi in risposta alle sfide poste dalle transizioni gemelle, digitale ed energetica.
FAQ: Transizione 5.0 e il ripristino dei fondi
Le imprese che hanno presentato domanda tra il 7 e il 27 novembre 2025 — i cosiddetti “esodati” — e che avevano ottenuto l’ammissibilità tecnica ma non il pieno riconoscimento del credito d’imposta a causa dell’esaurimento dei fondi originari.
A seguito del tavolo MIMIT del 1° aprile 2026, il credito d’imposta torna al 90% per gli investimenti in beni strumentali e sale al 100% per i pannelli fotovoltaici e le fonti rinnovabili.
L’annuncio è stato fatto al tavolo istituzionale del 1° aprile 2026. La formalizzazione avverrà con le modifiche al DL 38/2026 durante l’iter di conversione in legge. È fondamentale monitorare gli aggiornamenti normativi.
Il DL 38/2026 aveva ridotto le risorse disponibili da 1,3 miliardi a 537 milioni, abbassando il credito al 35%. Il Governo ha fatto marcia indietro, ripristinando i 1,3 miliardi e aggiungendo 200 milioni per un totale di 1,5 miliardi.
Sì. Il ministro Urso ha confermato che tutte le domande correttamente presentate riceveranno quanto dovuto.
Hai diritto ai fondi di Transizione 5.0?
Il ripristino dei fondi è una notizia positiva, ma il Piano Transizione 5.0 rimane uno strumento complesso, con scadenze, aliquote e procedure in continua evoluzione. Sapere se la tua azienda rientra tra i beneficiari e capire come massimizzare il credito d’imposta ottenibile, richiede un’analisi puntuale della tua situazione.
Per questo è sempre consigliato affidarsi a esperti in finanza agevolata, come gli specialisti di Finera. I nostri tecnici ti aiuta a verificare l’ammissibilità degli investimenti, a gestire la documentazione tecnica e a presentare la domanda nei tempi giusti. Vuoi avere maggiori informazioni? Richiedi ora una consulenza gratuita e scopri quanto puoi recuperare con Transizione 5.0.
Fonte articolo: MIMIT, tavolo del 1° aprile 2026 — Aggiornamento in corso in attesa della conversione in legge del DL 38/2026.
Ecco tutto ciò che devi sapere sui fondi di Transizione 5.0 e che forse ti sei perso:




