Organismo di Vigilanza

L’Organo Amministrativo di Soluzione Funding srl ha nominato in data 28 giugno 2022 il proprio Organismo di Vigilanza (OdV), con il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del modello di organizzazione, gestione e controllo della società Soluzione Funding srl, in applicazione a quanto previsto dal d.lgs. 231/2001.

  • Presidente dell’OdV – Avv. Mattia Romano
  • Componente dell’OdV – Dott. Massimiliano Brilli

1. Modello di organizzazione di gestione di controllo

Il D.Lgs. 231/2001 emanato in esecuzione della delega di cui all’art. 11 della legge 300/2000 – al fine di adeguare la normativa italiana in materia di responsabilità delle persone giuridiche ad alcune convenzioni internazionali, cui l’Italia ha già da tempo aderito, ha introdotto nel nostro ordinamento “la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica” per specifiche tipologie di reato commesse da propri amministratori e dipendenti.

La normativa in parola è frutto di una tecnica legislativa, che mutuando principi propri dell’illecito penale e dell’illecito amministrativo ha introdotto nell’ordinamento italiano un sistema punitivo degli illeciti di impresa che va ad aggiungersi ed integrarsi con gli apparati sanzionatori esistenti.
Il Giudice penale competente a giudicare l’autore del fatto è, altresì, chiamato a giudicare, nello stesso procedimento, della responsabilità amministrativa dell’Ente e ad applicare la sanzione conseguente secondo una tempistica e una disciplina tipiche del processo penale.

La responsabilità dell’Ente sorge per connessione con uno dei reati specificamente previsti dal Decreto Legislativo 231/2001 da parte di una persona fisica legata da un rapporto funzionale con la Società stessa.

L’Ente può essere ritenuto responsabile qualora l’illecito penale sia commesso nel suo interesse o a suo vantaggio, mentre viene meno nel caso in cui l’autore dello stesso abbia agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi (art. 5, comma 2, del D.Lgs. 231/2001).

Il tipo di rapporto funzionale che lega all’Ente colui che commette l’illecito penale può essere di rappresentanza o di subordinazione.

Nel primo caso, quando l’autore del reato è una persona fisica che riveste funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’Ente (c.d. soggetti apicali) o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché una persona che esercita, anche di fatto, la gestione ed il controllo dello stesso, il Legislatore ha previsto una presunzione di colpa per l’Ente, in considerazione del fatto che tali soggetti esprimono, rappresentano e concretizzano la politica gestionale della stessa (art. 5, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 231/2001).

Nel secondo caso, quando l’autore del reato è un soggetto sottoposto all’altrui direzione o vigilanza, si avrà la responsabilità dell’Ente soltanto qualora la commissione del reato sia stata resa possibile dall’inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza (art. 5, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 231/2001).

L’Ente non va esente da responsabilità quando l’autore del reato non è stato identificato o non è imputabile e anche nel caso in cui il reato si estingua per una causa diversa dall’amnistia (art. comma 1, lett. a) e b) del D.Lgs. 231/2001).

In caso di illecito commesso all’estero, gli Enti che hanno la loro sede principale nel territorio dello
Stato italiano sono comunque perseguibili, sempre che lo Stato del luogo ove il fatto – reato è stato commesso non decida di procedere nei loro confronti (art. 4, comma 1, del D.Lgs. 231/2001).

I punti chiave del Decreto riguardano:
a) L’individuazione delle persone che, commettendo un reato nell’interesse o a vantaggio dell’Ente,
ne possono determinare la responsabilità.
In particolare possono essere:
– persone fisiche che rivestono posizione di vertice (“apicali”) (rappresentanza, amministrazione o direzione della società o di altra unità organizzativa o persone che esercitano, di fatto, la gestione ed il controllo);
– persone fisiche sottoposte alla direzione o vigilanza da parte di uno dei soggetti sopraindicati.

b) La tipologia dei reati previsti che riguarda
I. delitti commessi in danno della Pubblica Amministrazione (art. 24) previsti dagli artt. 316 bis, 316 ter, 640 c.2 n.1, 640 bis, 640 ter, 356 c.p., art. 2. L. 23/12/1986, n.898;
II. delitti informatici e trattamento illecito dei dati (art. 24-bis) come inserito dal D.L. 92/2008 e da ultimo modificato dall’art. 1, comma 11, D.L. 21 settembre 2019, n. 105;
III. delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter) aggiunto con L. 94/2009;
IV. delitti di Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e abuso d’ufficio: 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322- bis, 346-bis, e, laddove offendano interessi finanziari dell’UE, 314 co.1, 316, 323 c.p. (art. 25) come modificato con L. 124/2019 e, da ultimo, dal D.Lgs. n. 75/2020;
V. reati in tema di falsità in monete, carte di pubblico credito e valori in bollo, introdotti nella disciplina dalla legge 350/2001, art. 6, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l’art. 25-bis;
VI. delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis1) come aggiunto dalla L. 99/2009;
VII. reati in materia societaria introdotti nella disciplina dal D.Lgs. 61/2002, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l’art. 25-ter;
VIII. delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico introdotti nella disciplina dalla Legge 7/2003, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l’art. 25-quater;
IX. delitti in tema di Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (Art. 25-quater.1, D.Lgs. n. 231/2001) dalla L. n. 7/2006 che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l’art. 25-quater1;
X. delitti contro la personalità individuale (riduzione o mantenimento in schiavitù, pornografia minorile, prostituzione minorile et cetera…) rubricati all’art. 25-quinquies, introdotto dalla L. 228/2003 e modificato dalla L. n. 199/2016;
XI. reati di abuso di mercato (art. 25-sexties) come aggiunto dalla L. 62/2005 e modificato dal D.Lgs. n. 107/2018;
XII. omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme sulla tutela della
salute e della sicurezza sul lavoro (art. 25-septies) come introdotto dalla L. 123/07, modificato con D.Lgs. 81/08 e da ultimo con L. n. 3/2018;
XIII. ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro o beni di provenienza illecita (art. 25-octies)
come introdotto dal D.Lgs. 231/2007 e modificato dalla L. n. 186/2014 e dal D.Lgs. n. 195/2021;
XIV. delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti (Art. 25-octies.1, D.Lgs. n. 231/2001), articolo aggiunto dal D.Lgs. 184/2021;
XV. delitti in materia di diritti di autore (art. 25-novies) come introdotto dalla L. 99/2009,
XVI. delitti da dichiarazioni false o mendaci all’autorità giudiziaria come previsti dall’art. 377- bis del cod. pen. (art. 25-decies) introdotto dalla L. 116/2009;
XVII. reati ambientali (art. 25-undicies) introdotto dalla D.Lgs. n. 121/2011, modificato dalla L. n. 68/2015 e da ultimo modificato dal D.Lgs. n. 21/2018;
XVIII. delitti per impiego di cittadini irregolari di paesi terzi (art. 25-duodecies) articolo aggiunto dal D.Lgs. n. 109/2012, modificato dalla Legge 17 ottobre 2017 n. 161;
XIX. delitti in materia di razzismo e xenofobia (art. 25 terdecies) articolo aggiunto dalla Legge 20 novembre 2017 n. 167, modificato dal D.Lgs. n. 21/2018;
XX. frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati (art. 25 quaterdecies), aggiunto dalla L. n. 39/2019;
XXI. reati tributari (art. 25-quinquiesdecies) introdotto dalla L 157/2019 e modificato dal D.Lgs. n. 75/2020;
XXII. reati di contrabbando (Art. 25-sexiesdecies, D.Lgs. n. 231/2001), introdotti dal D.Lgs. n. 75/2020;
XXIII. reati transnazionali (L. n. 146/2006);
XXIV. reati contro il patrimonio culturale, di cui all’art. 25-septiesdecies, introdotto con L. 9 marzo 2022, n. 22.

Altre fattispecie di reato potranno in futuro essere inserite dal legislatore nel Decreto.
Considerate l’area di attività e la natura del lavoro svolto dalla Soluzione Funding S.r.l. si ritiene che dei reati previsti fino ad oggi nel decreto possano potenzialmente riguardare la Società unicamente quelli di seguito riportati nello schema di sintesi delle parti speciali del presente modello.

Ne consegue che nel caso in cui venga commesso uno dei reati specificatamente indicati infra, alla responsabilità penale della persona fisica che ha materialmente realizzato il fatto si aggiunge – se ed in quanto siano integrati tutti gli altri presupposti normativi – anche la responsabilità “amministrativa” della Società.

Soluzione Funding S.r.l. risulta particolarmente interessata al dettato del D.Lgs. 231/2001, non solo in quanto società a responsabilità limitata, e dunque, al pari di qualsiasi altra società, esposta al rischio della commissione di alcuni tra i reati societari introdotti dal D.Lgs. 61/2002, ma soprattutto in quanto soggetto che, ponendo in essere attività di mediazione creditizia e di consulenza ha tutto l’interesse a ridurre al minimo i rischi di commissione di reati.

La Società ritiene, infatti, che il Modello possa costituire un valido strumento di sensibilizzazione nei confronti di tutti i dipendenti della Società e di tutti gli altri soggetti alla stessa cointeressati (clienti, fornitori, partners, collaboratori a diverso titolo), affinché seguano, nell’espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari, tali da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati nel Decreto.

Pertanto, ai fini della predisposizione del presente Modello, sono state prese in considerazione le fattispecie di seguito riportate:

Reati contro la Pubblica Amministrazione e contro l’Amministrazione della Giustizia

PARTE SPECIALE A

1. Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato, di un ente pubblico o dell’Unione europea o per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico e frode nelle pubbliche forniture (Art. 24, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo modificato dalla L. 161/2017 e dal D.Lgs. n. 75/2020]

  • Malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.)
  • Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art.316-ter c.p.) [modificato dalla L. n. 3/2019]
  • Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.)
  • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.)
  • Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.)
  • Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]
  • Frode ai danni del Fondo europeo agricolo (art. 2. L. 23/12/1986, n.898) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]

2. Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e abuso d’ufficio (Art. 25, D.Lgs. n. 231/2001) [modificato dalla L. n. 190/2012, dalla L. 3/2019 e dal D.Lgs. n. 75/2020]

  • Concussione (art. 317 c.p.) [articolo modificato dalla L. n. 69/2015]
  • Corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.) [modificato dalla L. n. 190/2012, L. n. 69/2015 e L. n. 3/2019]
  • Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.) [articolo modificato dalla L. n. 69/2015]
  • Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.)
  • Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.) [articolo modificato dalla L. n. 69/2015]
  • Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater) [articolo aggiunto dalla L. n.190/2012 e modificato dalla L. n. 69/2015]
  • Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.)
  • Pene per il corruttore (art. 321 c.p.)
  • Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.)
  • Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (art. 322-bis c.p.) [modificato dalla L. n. 190/2012 e dalla L. n. 3/2019]
  • Traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.) [modificato dalla L. 3/2019]
  • Peculato (limitatamente al primo comma) (art. 314 c.p.) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]
  • Peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]
  • Abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]

3. Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità
giudiziaria (Art. 25-decies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 116/2009]

  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.).

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale A.

Delitti informatici e trattamento illecito di dati

PARTE SPECIALE B

Delitti informatici e trattamento illecito di dati (Art. 24-bis, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 48/2008; modificato dal D.Lgs. n. 7 e 8/2016 e dal D.L. n. 105/2019]

  • Documenti informatici (art. 491-bis c.p.)
  • Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.)
  • Detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, codici e altri mezzi atti all’accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.) [articolo modificato dalla Legge n. 238/2021]
  • Detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.) [articolo modificato dalla Legge n. 238/2021]
  • Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.) [articolo modificato dalla Legge n. 238/2021]
  • Detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature e di altri mezzi atti a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617- quinquies c.p.) [articolo modificato dalla Legge n. 238/2021]
  • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.)
  • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.)
  • Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.)
  • Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.)
  • Frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.)
  • Violazione delle norme in materia di Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (art. 1, comma 11, D.L. 21 settembre 2019, n. 105)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale B.

Delitti di criminalità organizzata e reati transnazionali

PARTE SPECIALE C

1. Delitti di criminalità organizzata (Art. 24-ter, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 94/2009 e modificato dalla L. 69/2015]

  • Associazione di tipo mafioso anche straniere (art. 416-bis c.p.) [articolo modificato dalla L. n.69/2015]
  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.)
  • Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.) [così sostituito dall ́art. 1, comma 1, L.17 aprile 2014, n. 62, a decorrere dal 18 aprile 2014, ai sensi di quanto disposto dall ́art. 2, comma 1 della medesima L. 62/2014)
  • Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.)
  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 DPR ottobre 1990, n. 309) [comma 7-bis aggiunto dal D.Lgs. n. 202/2016]
  • Tutti i delitti se commessi avvalendosi delle condizioni previste dall ́art. 416-bis c.p. per agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo (L. 203/91)
  • Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo escluse quelle previste dall’articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n. 110 (art. 407, co. 2, lett. a), numero 5), c.p.p.)

2. Reati transnazionali (L. n. 146/2006) [Costituiscono presupposto per la responsabilità
amministrativa degli enti i seguenti reati se commessi in modalità transnazionale]

  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del testo unico di cui al D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309)
  • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286)
  • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291- quater del testo unico di cui al D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43)
  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.)
  • Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.)
  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.)
  • Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale C.

Delitti in materia di violazione del diritto d’autore e illecita concorrenza con violenza o minaccia

PARTE SPECIALE D

1. Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (Art. 25-novies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 99/2009]

  • Reati di cui al punto precedente commessi su opere altrui non destinate alla pubblicazione qualora ne risulti offeso l’onore o la reputazione (art. 171, legge n.633/1941 comma 3)
  • Messa a disposizione del pubblico, in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta, o di parte di essa (art. 171, legge n.633/1941 comma 1 lett. a) bis)
  • Abusiva duplicazione, per trarne profitto, di programmi per elaboratore; importazione, distribuzione, vendita o detenzione a scopo commerciale o imprenditoriale o concessione in locazione di programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE; predisposizione di mezzi per rimuovere o eludere i dispositivi di protezione di programmi per elaboratori (art.171-bis legge n.633/1941 comma 1)
  • Riproduzione, trasferimento su altro supporto, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico, del contenuto di una banca dati; estrazione o reimpiego della banca dati; distribuzione, vendita o concessione in locazione di banche di dati (art. 171-bis legge n.633/1941 comma 2)
  • Abusiva duplicazione, riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, di opere dell’ingegno destinate al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio di dischi, nastri o supporti analoghi o ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico musicali, multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati; riproduzione, duplicazione, trasmissione o diffusione abusiva, vendita o commercio, cessione a qualsiasi titolo o importazione abusiva di oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi; immissione in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa (art. 171-ter legge n.633/1941)
  • Mancata comunicazione alla SIAE dei dati di identificazione dei supporti non soggetti al contrassegno o falsa dichiarazione (art. 171-septies legge n.633/1941)
  • Fraudolenta produzione, vendita, importazione, promozione, installazione, modifica, utilizzoper uso pubblico e privato di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione ditrasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo,in forma sia analogica sia digitale (art. 171-octies legge n.633/1941).

2. Delitti contro l’industria e il commercio (Art. 25-bis.1, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla
L. n. 99/2009]

  • Illecita concorrenza con minaccia o violenza” (art. 513-bis c.p.)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale D.

Reati societari

PARTE SPECIALE E

1. Reati societari (Art. 25-ter, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dal D.Lgs. n. 61/2002, modificato dalla L. n. 190/2012, dalla L. 69/2015 e dal D.Lgs. n.38/2017]

  • False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.) [articolo modificato dalla L. n. 69/2015]
  • Fatti di lieve entità (art. 2621-bis c.c.)
  • False comunicazioni sociali delle società quotate (art. 2622 c.c.) [articolo modificato dalla L n. 69/2015]
  • Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.)
  • Indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.)
  • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.)
  • Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.)
  • Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.)
  • Omessa comunicazione del conflitto d’interessi (art. 2629-bis c.c.) [aggiunto dalla legge n. 262/2005]
  • Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.)
  • Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.)
  • Corruzione tra privati (art. 2635 c.c.) [aggiunto dalla legge n. 190/2012; modificato dal D.Lgs. n. 38/2017 e dalla L. n. 3/2019]
  • Istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis c.c.) [aggiunto dal D.Lgs. n. 38/2017 e modificato dalla L. n. 3/2019]
  • Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.)
  • Aggiotaggio (art. 2637 c.c.)
  • Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale E.

Reati tributari

PARTE SPECIALE F

1. Reati Tributari (Art. 25-quinquesdecies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 157/2019 e dal D.Lgs. n. 75/2020]

  •  Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. n. 74/2000)
  • Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 D.Lgs. n. 74/2000)
  • Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 D.Lgs. n. 74/2000)
  • Occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 D.Lgs. n. 74/2000)
  • Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11 D.Lgs. n. 74/2000)
  • Dichiarazione infedele (art. 4 D.Lgs. n. 74/2000) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]
  • Omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. n. 74/2000) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]
  • Indebita compensazione (art. 10-quater D.Lgs. n. 74/2000) [introdotto dal D.Lgs. n. 75/2020]

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale F.

Reati commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro

PARTE SPECIALE G

1. Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (Art. 25-septies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 123/2007; modificato L. n. 3/2018]

  • Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.)
  • Omicidio colposo (art. 589 c.p.)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale G.

Reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonchè autoriciclaggio

PARTE SPECIALE H

1. Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonchè autoriciclaggio (Art. 25-octies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dal D. Lgs. n. 231/2007; modificato dalla L. n. 186/2014 e dal D.Lgs. n. 195/2021]

  • Ricettazione (art. 648 c.p.) [articolo modificato dal D.Lgs. 195/2021]
  • Riciclaggio (art. 648-bis c.p.) [articolo modificato dal D.Lgs. 195/2021]
  • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) [articolo modificato dal D.Lgs. 195/2021]
  • Autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) [articolo modificato dal D.Lgs. 195/2021]

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale H.

Delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti

PARTE SPECIALE I

1. Delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti (Art. 25-octies.1, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dal D.Lgs. 184/2021]

  • Indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493-ter c.p.)
  • Detenzione e diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a commettere reati riguardanti strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493-quater c.p.)
  • Frode informatica aggravata dalla realizzazione di un trasferimento di denaro, di valore monetario o di valuta virtuale (art. 640-ter c.p.)
  • Altre fattispecie in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti (Art. 25-octies.1 comma 2, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dal D.Lgs. 184/2021]

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale I.

Reati ambientali

PARTE SPECIALE L

1. Reati ambientali (Art. 25-undecies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dal D.Lgs. n. 121/2011, modificato dalla L. n. 68/2015, modificato dal D.Lgs. n. 21/2018]

  • Attività di gestione di rifiuti non autorizzata (D. Lgs n.152/2006, art. 256)
  • Traffico illecito di rifiuti (D. Lgs n.152/2006, art. 259)
  • Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies c.p.) [introdotto dal D.Lgs. n. 21/2018]

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale L.

Reati impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

PARTE SPECIALE M

1. Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Art. 25-duodecies, D.Lgs. n.
231/2001) [articolo aggiunto dal D.Lgs. n. 109/2012, modificato dalla Legge 17 ottobre 2017
n. 161]

  •  Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 22, comma 12 bis, D.Lgs. n. 286/1998)
  • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, comma 3, 3 bis, 3 ter e comma 5, D.Lgs. n. 286/1998)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale M.

Reati di abuso di mercato

PARTE SPECIALE N

1. Reati di abuso di mercato (Art. 25-sexies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dalla L. n. 62/2005]

  • Manipolazione del mercato (art. 185 D.Lgs. n. 58/1998) [articolo modificato dal D.Lgs. 107/2018 e dalla Legge n. 238/2021]
  • Abuso o comunicazione illecita di informazioni privilegiate. Raccomandazione o induzione di altri alla commissione di abuso di informazioni privilegiate (art. 184 D.Lgs. n. 58/1998) [articolo modificato dalla Legge n. 238/2021]

2. Altre fattispecie in materia di abusi di mercato (Art. 187-quinquies TUF) [articolo modificato
dal D.Lgs. n. 107/2018]

  • Divieto di manipolazione del mercato (art. 15 Reg. UE n. 596/2014)
  • Divieto di abuso di informazioni privilegiate e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate (art. 14 Reg. UE n. 596/2014)

Per una puntuale descrizione di queste fattispecie di reato si rinvia alla “Parte Speciale N.

Le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono:

  • Sanzioni pecuniarie;
  • Sanzioni interdittive;
  • Confisca;
  • Pubblicazione della sentenza.

In particolare le principali sanzioni interdittive concernono:

  • L’interdizione dall’esercizio dell’attività,
  • Il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione,
  • La sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito,
  • L’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, e/o la revoca di quelli eventualmente già concessi,
  • Il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Gli art. 6 e 7 del Decreto prevedono tuttavia forme specifiche di esonero dalla responsabilità amministrativa della società per i reati commessi nell’interesse o a vantaggio della società sia da soggetti apicali sia da dipendenti.

In particolare nel caso di reati commessi da soggetti in posizione apicale l’art. 6 prevede l’esonero qualora la società stessa dimostri che:

  • a) l’organo dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi (di seguito il “Modello”);
  • b) il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello nonché di proporne l’aggiornamento sia stato affidato ad un Organismo di Vigilanza dell’Ente (di seguito “OdV”), dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo;
  • c) le persone che hanno commesso il reato abbiano agito eludendo fraudolentemente il suddetto Modello;
  • d) non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’Organo di Vigilanza (OdV).

Per quanto concerne i dipendenti, l’art. 7 prevede l’esonero nel caso in cui l’ente abbia adottato ed efficacemente attuato prima della commissione del reato un modello di organizzazione gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi;

Il Decreto prevede, inoltre, che il Modello, debba rispondere alle seguenti esigenze:

  • Individuare le attività nel cui ambito esiste la possibilità che siano commessi reati;
  • Prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni della Società in relazione ai reati da prevenire;
  • Individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione di tali reati;
  • Prevedere obblighi di informazione nei confronti dell’OdV;
  • Introdurre un sistema disciplinare interno idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.

La Società non sarà, dunque, assoggettata alla sanzione tutte le volte in cui dimostri di aver adottato misure organizzative dirette ad evitare la realizzazione del reato e tali, comunque, da risultare:

  • Idonee, vale a dire atte a garantire lo svolgimento delle attività nel rispetto della legge, nonché a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio;
  • Efficaci, cioè proporzionate rispetto all’esigenza di assicurare il rispetto della legge e quindi oggetto di revisione periodica allo scopo di operare le eventuali modifiche che si rendano necessarie nel caso di significative violazioni delle prescrizioni, ovvero in caso di mutamenti nell’organizzazione o nell’attività. Deve pertanto essere previsto un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure organizzative.

La Soluzione Funding S.r.l., pur non avendo obblighi nell’adozione di tale strumento, ne ha ritenuto opportuna l’adozione che permette di ottenere, oltre ad una migliore gestione delle attività societarie, il beneficio dell’esenzione da responsabilità e di altri benefici in termini di riduzione delle sanzioni.

Lo stesso Decreto prevede che i Modelli possano essere adottati, garantendo le esigenze di cui sopra, sulla base di codici di comportamento redatti da associazioni rappresentative di categoria, comunicati al Ministero della Giustizia che, di concerto con i Ministeri competenti, può formulare entro 30 giorni, osservazioni sull’idoneità dei modelli a prevenire i reati.

2. ADOZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DA PARTE DI SOLUZIONE FUNDING SRL

La Soluzione Funding S.r.l., al fine di assicurare sempre più condizioni di correttezza e di trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività aziendali, ha ritenuto conforme alle proprie politiche aziendali procedere all’adozione di un modello di organizzazione e di gestione in linea con le prescrizioni del Decreto Legislativo 231/01.

Tale iniziativa, unitamente all’adozione del Codice Etico è stata assunta nella convinzione che, come anticipato supra, l’adozione di tale Modello – al di là delle prescrizioni del Decreto, che indicano il Modello stesso come elemento facoltativo e non obbligatorio – possa costituire un valido strumento di sensibilizzazione nei confronti di tutti i dipendenti della Società e di tutti gli altri soggetti alla stessa cointeressati (clienti, fornitori, partners, collaboratori a diverso titolo), affinché seguano, nell’espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari, tali da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati nel Decreto.

Il Modello predisposto da Soluzione Funding S.r.l. si fonda su procedure ed attività di controllo che
nella sostanza:

  • Individuano le aree/i processi di possibile rischio nell’attività aziendale, vale a dire quelle attività nel cui ambito si ritiene più alta la possibilità che siano commessi i reati;
  • Definiscono un sistema normativo interno diretto a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni della società in relazione ai rischi/reati da prevenire tramite:
    • un Codice Etico, che fissa le linee di orientamento generali, e protocolli da formalizzare, tesi a disciplinare in dettaglio le modalità operative nei settori “sensibili”;
    • Un sistema di deleghe di funzioni e di procure per la firma di atti aziendali che assicuri una chiara e trasparente rappresentazione del processo di formazione e di attuazione delle decisioni;
  • Determinano una struttura organizzativa coerente, volta ad ispirare e controllare la correttezza dei comportamenti, garantendo una chiara ed organica attribuzione dei compiti, applicando una giusta segregazione delle funzioni, assicurando che gli assetti voluti della struttura organizzativa siano realmente attuati;
  • Individuano i processi di gestione e controllo delle risorse finanziarie nelle attività a rischio;
  • Attribuiscono all’OdV il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello e di proporne l’aggiornamento.

Pertanto il Modello si propone come finalità quelle di:

  • a) predisporre idonee iniziative di prevenzione e controllo finalizzate alla riduzione del rischio di commissione dei reati connessi all’attività aziendale con particolare riguardo alla riduzione di eventuali comportamenti illegali;
  • b) determinare, in tutti coloro che operano in nome e per conto di Soluzione Funding S.r.l. nelle “aree di attività a rischio”, la consapevolezza di poter incorrere, in caso di violazione delle disposizioni ivi riportate, in un illecito passibile di sanzioni, sul piano penale ed amministrativo, non solo nei propri confronti ma anche nei confronti dell’azienda;
  • c) informare tutti coloro che operano a qualsiasi titolo in nome, per conto o comunque nell’interesse di Soluzione Funding S.r.l. che la violazione delle prescrizioni contenute nel Modello comporterà l’applicazione di apposite sanzioni ovvero la risoluzione del rapporto contrattuale;
  • d) ribadire che Soluzione Funding S.r.l. non tollera comportamenti illeciti, di qualsiasi tipo ed indipendentemente da qualsiasi finalità, in quanto tali comportamenti (anche nel caso in cui la Società fosse apparentemente in condizione di trarne vantaggio) sono comunque contrari ai principi etici cui Soluzione Funding S.r.l. intende attenersi.

Il presente documento (Modello) è costituito da:

A. una “Parte Generale”, ove, dopo un richiamo ai principi del decreto, vengono illustrate le componenti essenziali del modello con particolare riferimento all’OdV, alla formazione del personale ed alla diffusione del modello nel contesto aziendale, al sistema disciplinare e alle misure da adottare in caso di mancata osservanza delle prescrizioni del modello.
B. singole “Parti Speciali”, supra riportate in sintesi e predisposte per le diverse tipologie di reato considerate di possibile rischio da parte di Soluzione Funding S.r.l., contemplate nel Decreto 231/2001;
C. un Codice Etico.

Il presente modello fa espresso richiamo e deve ritenersi integrato dal sistema di controllo interno (di seguito “SCI”) adottato da Soluzione Funding e proporzionato alla complessità organizzativa,
dimensionale ed operativa della Società. Il SCI è costituito da un insieme di regole, funzioni, strutture, risorse, processi e procedure che integrano le singole parti speciali del M.O.G. di prevenzione dei reati ex D.Lgs. 231/2001.

La finalità del SCI è quella di assicurare:
a) un’efficace gestione e controllo dei rischi derivanti dall’inosservanza e dal mancato
adeguamento alle norme di legge, regolamentari e statutarie applicabili all’attività svolta a cui la
società è esposta anche in relazione alla rete di soggetti che operano per suo conto;
b) la riservatezza e l’integrità delle informazioni e l’affidabilità e sicurezza delle procedure per il loro
trattamento;
c) la verifica della conformità dell’attività svolta con norme di legge, regolamentari e statutarie ad
essa applicabili e con le procedure interne che la società ha definito per osservarle.

La violazione del SCI sarà valutata alla stregua di una violazione del presente M.O.G. e sanzionata di conseguenza.

Essendo il presente Modello un “atto di emanazione dell’organo dirigente” (in conformità alle prescrizioni dell’art. 6, comma 1, lettera a) del Decreto) la sua adozione, così come le successive modifiche e integrazioni sono rimesse alla competenza dell’Amministratore Unico di Soluzione Funding S.r.l..

In particolare è demandata all’Amministratore Unico della Società, eventualmente anche su sollecitazione dell’OdV, l’integrazione il presente Modello con ulteriori Parti Speciali relative ad altre tipologie di reati che, per effetto di nuove normative, possano essere ulteriormente collegate
all’ambito di applicazione del Decreto 231.

3. ORGANISMO DI VIGILANZA

Secondo le disposizioni del Decreto (artt. 6 e 7) e le indicazioni contenute nella Relazione di accompagnamento al Decreto, le caratteristiche dell’OdV debbono essere:

  • a. autonomia e indipendenza,
  • b. professionalità,
  • c. continuità d’azione.

L’Amministratore Unico di Soluzione Funding S.r.l. conferisce con delibera la qualifica di componente dell’Organismo di Vigilanza ai sensi dell’art. 6, comma 1 lettera b. L’incarico ha durata triennale,
rinnovabile.

Sono pertanto di competenza dell’OdV, le attività di vigilanza e controllo previste dal Modello.

Il compito dell’OdV di Soluzione Funding S.r.l. consiste in generale nel:

  • a. vigilare sull’applicazione del Modello in relazione alle diverse tipologie di reati contemplate dal Decreto;
  • b. verificare l’efficacia del Modello e la sua capacità di prevenire la commissione dei reati di cui al Decreto;
  • c. individuare e proporre all’Amministratore Unico aggiornamenti e modifiche del Modello stesso in relazione alla mutata normativa o alle mutate condizioni aziendali.

Su di un piano più operativo sono affidati all’OdV di Soluzione Funding S.r.l. i seguenti compiti:

  • Verificare periodicamente la mappa delle aree a rischio reato al fine di adeguarla ai mutamenti dell’attività e/o della struttura aziendale. A tal fine il Management e gli addetti alle attività di controllo nell’ambito delle singole funzioni devono segnalare all’OdV le eventuali situazioni in grado di esporre l’azienda al rischio di reato. Tutte le comunicazioni devono essere scritte (anche via e-mail) e non anonime.
  • Effettuare periodicamente verifiche mirate su determinate operazioni o atti specifici, posti in essere nell’ambito delle aree di attività a rischio come definite nelle singole Parti Speciali del Modello;
  • Raccogliere, elaborare e conservare le informazioni (comprese le segnalazioni di cui al successivo paragrafo 4) rilevanti in ordine al rispetto del Modello, nonché aggiornare la lista di informazioni che devono essere obbligatoriamente trasmesse allo stesso OdV;
  • Condurre le indagini interne per l’accertamento di presunte violazioni delle prescrizioni del presente Modello portate all’attenzione dell’OdV da segnalazioni o emerse nel corso dell’attività di vigilanza dello stesso;
  • Verificare che gli elementi previsti dalle singole Parti Speciali del Modello per le diverse tipologie di reati (adozione di clausole standard, espletamento di procedure, ecc.) siano comunque adeguati e rispondenti alle esigenze di osservanza di quanto prescritto dal Decreto, provvedendo, in caso contrario, a proporre aggiornamenti degli elementi stessi.

Per lo svolgimento dei compiti suddetti l’OdV:

  • Gode di ampi poteri ispettivi e di accesso ai documenti aziendali;
  • Dispone di risorse finanziarie e professionali adeguate;
  • Si avvale del supporto e la cooperazione delle varie strutture aziendali che possano essere interessate o comunque coinvolte nelle attività di controllo.

L’OdV effettua:

  • Riunioni di verifica con cadenza bimestrale, per un totale di n. 6 riunioni annuali, all’esito delle quali viene redatto un apposito verbale e una eventuale relazione dell’OdV afferente alle problematiche in ipotesi riscontrate.
  • Un reporting di medio periodo con cadenza semestrale nei confronti dell’Amministratore Unico.
  • Un rapporto scritto annuale

Il report con cadenza semestrale deve contenere, quanto meno, le seguenti informazioni:

  • a. la sintesi delle attività svolte nel semestre dall’OdV;
  • b. una descrizione delle eventuali problematiche sorte riguardo alle procedure operative di attuazione delle disposizioni del Modello;
  • c. una descrizione delle eventuali nuove attività a rischio di reato individuate;
  • d. il resoconto delle segnalazioni ricevute da soggetti interni ed esterni, ivi incluso quanto direttamente riscontrato, in ordine a presunte violazioni delle previsioni del presente Modello, dei protocolli di prevenzione e delle relative procedure di attuazione nonché alla violazione delle previsioni del Codice Etico, e l’esito delle conseguenti verifiche effettuate;
  • e. un’informativa in merito all’eventuale commissione di reati rilevanti ai fini del Decreto;
  • f. i provvedimenti disciplinari e le sanzioni eventualmente applicate dalla Società, con riferimento alle violazioni delle previsioni del presente Modello, dei protocolli di prevenzione e delle relative procedure di attuazione nonché alle violazioni delle previsioni del Codice Etico;
  • g. una valutazione complessiva sul funzionamento e l’efficacia del Modello con eventuali proposte di integrazioni, correzioni o modifiche;
  • h. la segnalazione degli eventuali mutamenti del quadro normativo e/o significative modificazioni dell’assetto interno della Società e/o delle modalità di svolgimento delle attività d’impresa che richiedono un aggiornamento del Modello.

Il report annuale consiste in una relazione avente ad oggetto l’attività svolta nel complesso nell’anno di riferimento, eventuali criticità e gli interventi correttivi pianificati ed il loro stato di realizzazione; alla relazione si accompagna il rendiconto delle spese eventualmente sostenute e, in caso di necessità la richiesta di adeguamento della dotazione finanziaria. L’Organismo, nel medesimo rapporto, elabora un piano di massima delle attività previste per l’anno successivo.

L’OdV è altresì tenuto a redigere immediatamente, una segnalazione relativa al verificarsi di tutte
quelle situazioni straordinarie che risulta opportuno portare a conoscenza dell’Amministratore Unico tempestivamente, quali, ad esempio: ipotesi di violazione dei principi di attuazione del Modello o
innovazioni legislative in materia di responsabilità amministrativa degli enti.

L’OdV potrà richiedere di essere convocato dall’Amministratore Unico per riferire in merito al
funzionamento del Modello o a situazioni specifiche.

Gli incontri con gli organi sociali a cui l’OdV riferisce devono essere verbalizzati.

Copia di tali verbali sarà custodita dall’OdV e dagli organi di volta in volta coinvolti. Al riguardo sarà
istituito un apposito archivio dell’OdV.

L’OdV deve, inoltre, coordinarsi con le funzioni competenti presenti in società per i diversi profili
specifici, ed in particolare:

  • Con la Direzione Personale (del gruppo) in ordine alla formazione del personale Soluzione Funding ed ai procedimenti disciplinari collegati all’osservanza del Modello;
  • Con il C.F.O. in ordine al controllo dei flussi finanziari ed alla gestione economica;
  • Con il/i Responsabile/i della Sicurezza (RSPP) per l’osservanza di tutte le norme poste dalla legge e dalle procedure aziendali interne in materia di salute, sicurezza ed igiene sul lavoro;
  • Con ogni altra Funzione ritenuta di volta in volta rilevante ai fini delle proprie attività.

4.1. Segnalazioni da parte di esponenti aziendali o da parte di terzi.

In ambito aziendale dovrà essere portata a conoscenza dell’OdV, oltre alla documentazione prescritta nelle singole Parti Speciali del Modello secondo le procedure ivi contemplate, ogni altra informazione, di qualsiasi tipo, proveniente anche da terzi ed attinente all’attuazione del Modello nelle aree di attività a rischio.

Gli obblighi di informazione su eventuali comportamenti contrari alle disposizioni contenute nel Modello rientrano nel più ampio dovere di diligenza e nell’obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro, come stabiliti dal codice civile.

Valgono al riguardo le seguenti prescrizioni:

  • Devono essere raccolte eventuali segnalazioni relative alla violazione del Modello o comunque conseguenti a comportamenti non in linea con le regole di condotta adottate dalla Società stessa;
  • L’OdV valuterà le segnalazioni ricevute e le eventuali conseguenti iniziative a sua ragionevole discrezione e responsabilità, ascoltando eventualmente l’autore della segnalazione e/o il responsabile della presunta violazione e motivando per iscritto eventuali rifiuti di procedere ad una indagine interna;
  • Devono essere raccolte eventuali comunicazioni (c.d. segnalazioni), dei dipendenti e degli altri organi societari, relative alla commissione, o al ragionevole pericolo di commissione, dei reati o comunque a comportamenti in generale non in linea con le regole di comportamento adottate in attuazione dei principi di riferimento contenuti nel presente documento;
  • I consulenti sono tenuti ad effettuare le comunicazioni (c.d. segnalazioni) relative alla commissione, o alla ragionevole commissione, dei reati rilevanti ex d.lgs. 231/2001 nei limiti e secondo le modalità previste contrattualmente; le eventuali segnalazioni dovranno essere effettuate direttamente all’OdV;
  • I dipendenti con la qualifica di dirigente hanno l’obbligo di segnalare all’OdV le violazioni del presente Modello commesse da parte dei dipendenti che rispondono gerarchicamente ai dirigenti stessi;
  • Il dipendente che intenda segnalare una violazione (o presunta violazione) del Modello deve contattare il proprio diretto superiore. Qualora la segnalazione non produca alcun esito, o il dipendente si senta a disagio nel rivolgersi al suo diretto superiore per effettuare la segnalazione, questi ha la facoltà di riferire direttamente all’OdV secondo le modalità di seguito descritte.
  • Le segnalazioni, in linea con quanto previsto dal Codice Etico, dovranno essere in forma scritta e non anonima ed avere ad oggetto ogni violazione o sospetto di violazione del Modello. L’OdV agirà in modo da garantire i segnalanti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione, assicurando altresì la riservatezza dell’identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede;
  • Al fine di facilitare il flusso di segnalazioni ed informazioni verso l’OdV, è prevista l’istituzione di “canali informativi dedicati” (“Canale dedicato”), con la creazione della casella e-mail odv231@soluzionefunding.it
  • Le segnalazioni pervenute all’OdV devono essere raccolte e conservate in un apposito archivio al quale sia consentito l’accesso solo all’OdV.

4.2 Obblighi di informativa relativi ad atti ufficiali

Oltre alle segnalazioni anche ufficiose di cui al paragrafo precedente, devono essere obbligatoriamente trasmesse all’OdV le informative concernenti:

  • I provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati di cui al Decreto;
  • Le decisioni relative alla richiesta, erogazione ed utilizzo di finanziamenti pubblici;
  • Le richieste di assistenza legale inoltrate dai dirigenti e/o dai quadri in caso di avvio di procedimento giudiziario per i reati previsti dal Decreto;
  • I rapporti preparati dai responsabili di altre funzioni aziendali nell’ambito della loro attività di controllo e dai quali possano emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all’osservanza delle norme del Decreto;
  • Le notizie relative all’effettiva attuazione, a tutti i livelli aziendali, del Modello organizzativo con evidenza dei procedimenti disciplinari svolti e delle eventuali sanzioni irrogate (ivi compresi i provvedimenti verso i Dipendenti) ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni;
  • I cambiamenti organizzativi;
  • Le operazioni particolarmente significative svolte nell’ambito delle aree a rischio reato.

La violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’OdV, costituendo violazione del Modello, risulta assoggettata alle previsioni di cui al cap. 5 “Il sistema sanzionatorio”.

4.3 Principi generali sulle segnalazioni

La disciplina dei flussi informativi nei confronti dell’OdV, con particolare riguardo alle segnalazioni di condotte illecite o di violazioni del presente Modello, si fonda sui seguenti principi:

  • Le segnalazioni non devono contenere accuse che il segnalante sa essere false;
  • La segnalazione non deve essere utilizzata come strumento per risolvere mere questioni personali;
  • La segnalazione non garantisce alcuna protezione al segnalante dalle eventuali azioni disciplinari nel caso in cui abbia concorso alla realizzazione della condotta illecita;
  • L’organizzazione si impegna a tutelare il segnalante solo rispetto a possibili condotte ritorsive o discriminatorie poste in essere in ragione della segnalazione;
  • La segnalazione non rendere immune il segnalante da possibili eventuali sanzioni disciplinari a cui questi potrebbe essere sottoposto per comportamenti passati;
  • Impregiudicata la responsabilità penale e civile del segnalante, nell’ipotesi di segnalazione calunniosa o diffamatoria, manifestamente falsa e/o effettuata al solo scopo di danneggiare il segnalato, così come ogni altra ipotesi di abuso o strumentalizzazione intenzionale della procedura di segnalazione, sono passibili di sanzioni disciplinari.

4.4 Canali informativi

Al fine di raccogliere in modo efficace le segnalazioni sopra descritte, l’OdV deve provvedere a comunicare, a tutti i soggetti interessati, i modi e le forme di effettuazione delle stesse. In particolare, sono istituiti canali informativi dedicati e riservati – in grado di garantire la riservatezza dell’identità del segnalante nell’attività di gestione della segnalazione – al fine di facilitare il flusso di segnalazioni ufficiose ed informazioni verso l’OdV.

I canali per le segnalazioni sono: Posta elettronica: odv231@soluzionefunding.it Qualora una segnalazione transitasse al di fuori dei canali appositamente predisposti, colui che l’ha ricevuta dovrà indirizzarla tempestivamente ed integralmente all’OdV, garantendo la massima riservatezza a tutela dell’identità sia del segnalante che dei soggetti segnalati, senza compromettere l’efficacia delle successive attività di verifica.

L’Organismo valuta discrezionalmente e sotto la sua responsabilità le segnalazioni ricevute e i casi in cui è necessario attivarsi.

4.5 Segnalazioni anonime

Le segnalazioni anonime vengono prese in considerazione solo se opportunamente circostanziate e verificabili: gli eventi segnalati, pertanto, devono essere descritti con un grado di dettaglio tale, e riferibili a contesti determinati (indicazione di nomi o qualifiche, di uffici specifici, di eventi particolari, ecc.) da permettere di compiere, in concreto, verifiche sulla fondatezza della segnalazione. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, non si potrà procedere alla fase di accertamento.

4.6 Procedimento successivo alla segnalazione

Per ogni segnalazione ricevuta, l’OdV:

  • i. provvede ad inviare al segnalante, nel caso ne sia nota l’identità, una comunicazione di presa in carico della segnalazione;
  • ii. si adopera affinché il segnalante sia garantito contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione, intimidazione, penalizzazione o ingerenze in genere per il fatto che lo stesso abbia svolto lecitamente un’attività di segnalazione in buona fede;
  • iii. assicura la riservatezza sull’identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge, così come assicura la tutela dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede;
  • iv. provvede ad un’analisi della segnalazione ed a un’approfondita verifica dei fatti che ne costituiscono oggetto compiendo le opportune attività d’indagine;
  • v. consente al segnalante, ove ne sia nota l’identità, di chiedere un aggiornamento o un riscontro in merito alla propria segnalazione nonché di fornire ulteriori informazioni nel caso in cui il fatto oggetto di segnalazione sia proseguito, interrotto, o addirittura aggravato;
  • vi. procede, se del caso, all’audizione del soggetto individuato come autore/responsabile della presunta violazione;
  • vii. in caso di esito positivo degli accertamenti, riscontrata una violazione del Modello o del Codice Etico, riporta la segnalazione e gli eventuali suggerimenti ritenuti necessari al vertice aziendale o alle funzioni interessate, proponendo l’adozione di adeguate misure disciplinari (sul punto, v. sub. 5); di tali adempimenti informa sempre il segnalante, ove ne sia nota l’identità;
  • viii. in caso di segnalazione infondata o non verificabile (i cui contenuti, cioè, non siano sufficienti a verificarne la fondatezza) dispone l’archiviazione del caso e ne informa per iscritto il segnalante, illustrando le motivazioni;
  • ix. in caso di segnalazione infondata, in relazione alla quale venga accertato il dolo o la colpa grave, provvede ad informare il vertice aziendale, al fine di consentire l’eventuale avvio di azioni nei confronti del segnalante che consapevolmente ha presentato false accuse o ha comunque agito in malafede.

4.7 Tutela del dipendente o collaboratore che segnala un illecito (c.d. whistleblower)

In ossequio alle previsioni di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 231/2001, al fine di offrire massima tutela a colui che effettua una segnalazione all’Odv, sono vietati atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati alla segnalazione.
In particolare, sono sanzionati con la nullità:

  • Il licenziamento ritorsivo o discriminatorio;
  • Il mutamento di mansioni ai sensi dell’art. 2103 c.c.;
  • Qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del segnalante.

La violazione delle misure poste a tutela del segnalante risulta sanzionata dalle previsioni di cui al successivo capitolo “5. Il sistema sanzionatorio”.

4.8 Sistema delle deleghe e dei poteri aziendali

All’OdV, infine, deve essere comunicato il sistema delle deleghe adottato dalla Società ed ogni
modifica che intervenga sullo stesso.

Per delega si intende quell’atto interno di attribuzione di funzioni e compiti, riflesso nel sistema di
comunicazioni organizzative (funzionigramma e organigramma aziendale).

Per potere aziendale si intende la gestione realizzata attraverso la procura ovvero il negozio giuridico unilaterale con cui la società attribuisce ad un soggetto dei poteri di rappresentanza nei confronti dei terzi.

4. FORMAZIONE DEL PERSONALE E DIFFUSIONE DEL MODELLO NEL CONTESTO AZIENDALE.

Soluzione Funding S.r.l. promuove la conoscenza del Modello, dei relativi protocolli interni e dei loro aggiornamenti tra tutti i dipendenti che sono pertanto tenuti a conoscerne il contenuto, ad osservarli e contribuire alla loro attuazione.

Ai fini dell’attuazione del Modello il Responsabile del Personale (del gruppo) gestisce in cooperazione con l’OdV, la formazione del personale di Soluzione Funding che sarà articolata sui
livelli qui di seguito indicati:

  • Personale direttivo e con funzioni di rappresentanza dell’ente: Corso di formazione iniziale, esteso di volta in volta a tutti i neo assunti; occasionali e-mail di aggiornamento; informativa in sede di assunzione per i neoassunti.
  • Altro personale: nota informativa interna; informativa in sede di assunzione per i neo assunti; accesso a intranet, e-mail di aggiornamento.

Soluzione Funding S.r.l. promuove la conoscenza e l’osservanza del Modello anche tra i partner commerciali e finanziari, i consulenti, i collaboratori a vario titolo, i clienti ed i fornitori.

A questi verranno pertanto fornite apposite informative sui principi, le politiche e le procedure che la Società ha adottato sulla base del presente Modello, nonché i testi delle clausole contrattuali che, coerentemente a detti principi, politiche e procedure, verranno adottate dalla Società, di cui verrà chiesta espressa accettazione.

5. SISTEMA DISCIPLINARE E MISURE IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI DEL MODELLO

La predisposizione di un adeguato sistema sanzionatorio per la violazione delle prescrizioni contenute nel Modello è condizione essenziale per assicurare l’effettività del Modello stesso.

Al riguardo, infatti, l’articolo 6 comma 2, lettera e) del Decreto prevede che i modelli di organizzazione e gestione devono “introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello”.

L’applicazione delle sanzioni disciplinari prescinde dall’esito di un eventuale procedimento penale, in quanto le regole di condotta imposte dal Modello sono assunte dalla Soluzione Funding S.r.l. in piena autonomia e indipendentemente dalla tipologia di illecito che le violazioni del modello stesso possano determinare.

Nei singoli casi, il tipo e l’entità delle sanzioni specifiche verranno applicate in proporzione alla gravità delle mancanze e, comunque, in base ai seguenti criteri generali:

  • Valutazione soggettiva della condotta a seconda del dolo, colpa, negligenza ed imperizia;
  • Rilevanza degli obblighi violati;
  • Livello di responsabilità gerarchica e/o tecnica del soggetto coinvolto;
  • Eventuale condivisione della responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare il reato;
  • Presenza di circostanze aggravanti o attenuanti con particolare riguardo alla professionalità, alle precedenti prestazioni lavorative, ai precedenti disciplinari, alle circostanze in cui è stato commesso il fatto.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 5, lett. b) e 7 del D. Lgs. 231/2001, le sanzioni previste nei successivi paragrafi potranno essere applicate, a seconda della gravità, nei confronti del personale della Società, che ponga in essere illeciti disciplinari derivanti da:

  • Mancato rispetto delle disposizioni previste dal Modello;
  • Mancata o non veritiera evidenza dell’attività svolta relativamente alle modalità di documentazione, di conservazione e controllo degli atti previsti dai Protocolli in modo da impedire la trasparenza e la verificabilità della stessa;
  • Omessa vigilanza dei superiori gerarchici sul comportamento dei propri sottoposti al fine di verificare la corretta ed effettiva applicazione delle disposizioni del Modello;
  • Mancata applicazione di quanto contenuto nel Manuale, nelle Procedure e nelle Istruzioni del Sistema di Gestione Integrato Aziendale (Qualità, Sicurezza, Ambiente);
  • Mancata applicazione di quanto contenuto nel Documento di Valutazione dei Rischi Aziendale e nei Piani Operativi della Sicurezza (ove presenti);
  • Mancata formazione e/o mancato aggiornamento e/o omessa comunicazione al personale operante nelle aree a rischio dei processi interessati dal Modello;
  • Violazione e/o elusione del sistema di controllo, posto in essere mediante la sottrazione, la distruzione o l’alterazione della documentazione prevista dai Protocolli ovvero impedendo il controllo o l’accesso alle informazioni e alla documentazione ai soggetti preposti, ivi incluso l’Organismo di Vigilanza.

3.1. Quadri, Impiegati, Operai

La violazione delle disposizioni del Modello di organizzazione potrà costituire inadempimento delle obbligazioni contrattuali, con ogni conseguenza di legge, anche in ordine all’eventuale risarcimento del danno, nel rispetto, in particolare degli artt. 2103, 2106 e 2118 del Codice Civile, dell’art. 7 della legge n. 300/1970 (“Statuto dei Lavoratori”), della legge n. 604/1966 e successive modifiche ed integrazioni sui licenziamenti individuali nonché dei contratti collettivi di lavoro sino all’applicabilità dell’art. 2119 del codice civile che dispone la possibilità di licenziamento per giusta causa.

In relazione a quanto sopra il Modello fa riferimento alle categorie di fatti sanzionabili. Tali categorie descrivono i comportamenti sanzionati, a seconda del rilievo che assumono le singole fattispecie considerate, e le sanzioni in concreto previste per la commissione dei fatti stessi a seconda della loro gravità.

In particolare, si prevede che:

  • 1) incorre nei provvedimenti di rimprovero scritto, multa o sospensione il lavoratore che: violi le procedure interne previste dal presente Modello (ad es. che non osservi le procedure prescritte, ometta di dare comunicazione all’OdV delle informazioni prescritte, ometta di svolgere controlli, ecc.) e dal Sistema di Controllo Interno o adotti, nell’espletamento di attività nelle aree a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni del Modello stesso;
  • 2) Incorre, inoltre, anche nel provvedimento di licenziamento con preavviso, il lavoratore che: adotti nell’espletamento delle attività nelle aree a rischio un comportamento non conforme alle prescrizioni del presente Modello e diretto in modo univoco al compimento di un reato sanzionato dal Decreto, dovendosi ravvisare in tale comportamento un atto tale da far venire meno radicalmente la fiducia dell’azienda nei confronti del lavoratore.
  • 3) Incorre, infine, anche nel provvedimento di licenziamento senza preavviso il lavoratore che adotti, nell’espletamento delle attività nelle aree a rischio un comportamento palesemente in violazione delle prescrizioni del presente Modello, tale da determinare laconcreta applicazione a carico della società di misure previste dal Decreto, dovendosi ravvisare nel suddetto comportamento, una condotta tale da provocare all’Azienda grave nocumento morale e/o materiale, nonché da costituire delitto a termine di legge.

Il sistema disciplinare viene costantemente monitorato dal OdV e dall’Executive Committee.

3.2 Dirigenti

In caso di violazione, da parte di dirigenti, delle procedure interne previste dal presente Modello o di adozione, nell’espletamento di attività nelle aree a rischio di un comportamento non conforme alle prescrizioni del Modello stesso, si provvederà ad applicare nei confronti dei responsabili le misure più idonee in conformità a quanto previsto dal CCNL.

Nel caso di violazione del Modello da parte dell’Amministratore Unico di Soluzione Funding S.r.l. o dei suoi Procuratori, l’OdV ne informerà tempestivamente l’Assemblea dei Soci. L’Assemblea dei Soci potrà deliberare in merito alla revoca del mandato all’Amministratore Unico, ovvero l’Amministratore Unico potrà revocare il mandato al Procuratore.

Ogni comportamento posto in essere dai Collaboratori esterni o dai Partner in contrasto con le linee di condotta indicate dal presente Modello e dal Sistema di Controllo Interno e tale da comportare il rischio di commissione di un reato sanzionato dal Decreto potrà determinare, grazie all’attivazione di opportune clausole, la risoluzione del rapporto contrattuale. L’OdV cura l’elaborazione, l’aggiornamento e l’inserimento nelle lettere di incarico o negli accordi con terzi di tali specifiche clausole contrattuali che prevedranno anche l’eventuale richiesta di risarcimento di danni derivanti alla società dall’applicazione da parte del giudice delle misure previste dal Decreto.

  • Attività di monitoraggio sull’effettività del Modello (e che si concretizza nella verifica della coerenza tra i comportamenti concreti dei destinatari ed il Modello stesso) attraverso l’istituzione di un sistema di dichiarazioni periodiche da parte dei destinatari del modello con il quale si conferma che non sono state poste in essere azioni non in linea con il Modello Organizzativo come meglio definito nelle parti speciali.
  • Attività di controllo delle procedure: annualmente l’effettivo funzionamento del presente Modello sarà verificato con le modalità stabilite dall’OdV. Inoltre, sarà intrapresa una review di tutte le segnalazioni ricevute nel corso dell’anno, delle azioni intraprese dall’OdV e dagli altri soggetti interessati, degli eventi considerati rischiosi, della consapevolezza del personale rispetto alle ipotesi di reato previste dal Decreto, con verifiche a campione.

L’esito di tale verifica, con l’evidenziazione delle possibili manchevolezze ed i suggerimenti delle azioni da intraprendere, sarà incluso nel rapporto annuale che l’OdV predispone per l’Amministratore Unico della Società.

Codice Etico

Il modello di Governance di Soluzione Funding srl si basa sul rispetto di alti principi etici, di rispetto e di estrema trasparenza verso tutte le parti coinvolte. Soluzione Funding srl ritiene che una condotta corretta e responsabile incrementi e protegga nel tempo reputazione, credibilità e consenso, presupposti per uno sviluppo sostenibile del business teso alla creazione e alla tutela di valore per tutti i propri stakeholder.

La Società si ispira ai seguenti principi:

  • a) rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in Italia e nei Paesi esteri nei quali si dovesse trovare ad operare;
  • b) osservanza delle più rigorose regole comportamentali nei rapporti con la Pubblica Amministrazione nel pieno rispetto delle funzioni istituzionali;
  • c) eguaglianza ed imparzialità;
  • d) onestà, trasparenza ed affidabilità;
  • e) lealtà, correttezza e buona fede;
  • f) riservatezza;
  • g) rispetto dei propri dipendenti e collaboratori non subordinati, e delle persone in generale;
  • h) tutela dell’ambiente e sicurezza, anche con riferimento al luogo di lavoro.